La transiberiana D’Abruzzo



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Per la verità, proprio in questi giorni, stavo pensando di scrivere un articolo sulla, mai nata, ferrovia AVEZZANO-VILLAVALLELONGA-PESCASSEROLI-ALFEDENA, quando all’improvviso, il giorno 23 febbraio 2016, il Telegiornale Abruzzo, delle ore 14,30, ha messo in onda, un pezzo, sulla ferrovia SULMONA-CARPINONE, annoverandola tra le più belle del MONDO e classificandola al secondo posto.
In un documento, dell’archivio del Parco Nazionale D’Abruzzo del gennaio 1934, si afferma: “La ferrovia AVEZZANO-ALFEDENA non ha maggiori speranze di quelle altre consorelle D’Abruzzo, però non è detto che la ferrovia dovrebbe costruirsi per intero nel secolo presente (eravamo subito dopo la seconda guerra mondiale); dal punto di vista del Parco basterebbe costruire il primo tratto, e cioè AVEZZANO-OPI.”
O quella che, stava portando avanti combattendo con altri politici del tempo, l’illustre scrittore Ettore D’Orazio di VILLETTA BARREA nel 1885, poi perduta chiamandola: “LA FERROVIA DEL SANGRO” che da ALFEDENA risaliva il corso del Sangro fino alle sue sorgenti e toccando BARREA, VILLETTA BARREA, CIVITELA ALFEDENA, OPI E PESCASSEROLI e attraverso il passo di TEMPLO, volgarmente detto CAMPO MIZZO, mediante unna galleria di circa tre Km. Avrebbe portato alla valle del Giovenco e alla stazione di CARRITO-ORTONA, con innesto alla ROMA-SULMONA.
Alla fine del lungo dibattito politico venne scelto il tracciato: ALFEDENA-ROCCARASO-PALENA-SULMONA.
L’articolato continua dicendo infatti che le stessa potrebbe essere annoverata tra le probabili “FUTURE FERROVIE TURISTICHE” ed altre cose ancora (che non riportiamo), ora vista la spinta ricevuta dal Telegiornale D’Abruzzo, come detto innanzi mi voglio soffermare a parlare della TRANSIBERIANA D’ABRUZZO, quindi le tratte, mai nate, l’AVEZZANO-ALFEDENA che avrei chiamato : LA FERROVIA DEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, come quella pure ipotizzata la  ALFEDENA-CARRITO-ORTONA, che avrei chiamata con lo stesso nome.
La ferrovia SULMONA-CARPINONE-ISERNIA, realizzata dalla Società delle Ferrovie Meridionali fu inaugurata ufficialmente il 18 settembre del 1897 ma il primo tronco Sulmona –Cansano venne aperto al pubblico fin dal 18 settembre 1892.
Questo tratto ferroviario negli anni 1992/93 fu fatto oggetto di soppressione, per la verità, non solo questo tratto, ma tutte le tratte che dall’Abruzzo portano verso il Lazio e attraverso il vicino Molise in Campania.
Questi alcuni titoli di giornali dell’epoca relativi alla TRANSIBERIANA D’ABRUZZO.
Il bilancio delle rotaia-Dove va quel treno allegro-Difendiamo la ferrovia dei Parchi- (così è stata da alcuni ribattezzata),-Una crociera in treno-Salviamo la ferrovia dei Parchi (MAIELLA MORRONE-PARCO NAZIOANLE D’ ABRUZZO )- Ramo secco o piuttosto ferrovia ecologica?-I rami secchi vanno rivitalizzati-La ferrovia degli emigranti- Polemiche sulle ferrovie.
Si tratta della ferrovia tra quelle ferrovie più belle d’Italia, che sale a quota 1300 msm, seconda solo in termini di altezza, a quella del BRENNERO.
La SULMONA-CARPINONE-ISERNIA non è solo la “La ferrovia dei Parchi”, essa è anche il tratto centrale di collegamento più breve tra l’area metropolitana PESCARA-CHIETI e quella di NAPOLI.
Ma soprattutto non bisogna dimenticare la grande funzione sociale, culturale e commerciale che ha svolto dalla sua costruzione e fino ai nostri giorni.
Tornando alla linea ferrovia (di complessivi di 128 Km.) troviamo cento opere d’arte, tra ponti, ponticelli, gallerie, cavalcavia e non solo, la ferrovia congiunge i territori di antiche civiltà italiche quali i Peligni e Sanniti. (ORFINIUM, AUFIDENA, PIETRABBONDANTE E SEPINUM).
Sono arrivate poi le autostrade, le superstrade e le strade a scorrimento veloce e le eccellenze ferroviarie d’Abruzzo, hanno perso o stanno perdendo il loro ruolo svolto in questi 150 anni, anno più anno meno dalla loro nascita a secondo della tratta ferroviaria interessata.
Facciamo alcuni nomi: La SANGRITANA, L’AVEZZANO-ROCCASECCA, che sono ugualmente di grande valore commerciale ed ecologico oltre che culturale.
Mi fermo qui, ma molte altre cose potrebbero dirsi.



Marianetti MED

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