Un disegno di Raffaele Fabretti (1683)
Spese e introiti delle stanghe colonnesi poste sul lago di Fucino
Ricostruendo la storia del feudo dei Colonna, è bene focalizzare la nostra attenzione su un altro corposo volume esistente nell’Archivio di Stato di L’Aquila, intitolato: «Lago di Fucine. Scritture dall’anno...
La piazza e i giardini visti dal Castello Orsini di Avezzano prima del terremoto 1915
La piazza e i giardini visti dal Castello Orsini di Avezzano prima del terremoto 1915
Avezzano – In passato, dalle nostre pagine, abbiamo mostrato, attraverso un’affascinante e interessante cartolina d’epoca, l’aspetto che aveva piazza Castello, ad Avezzano, prima...
Trascurata dal punto di vista archeologico l'area del Parco nazionale d'Abruzzo
"Trascurata dal punto di vista archeologico l'area del Parco nazionale d'Abruzzo"
Opi – Che l’Abruzzo sia una regione abitata fin dalla Preistoria lo dimostrano i ritrovamenti di selci paleolitici oltre agli avanzi neolitici, che sono vari e copiosi, e le tracce umane che lasciano...
La stazione ferroviaria di Pescina e il progetto mai attuato di trasporto su rotaia dei prodotti del Fucino
La stazione ferroviaria di Pescina e il progetto mai attuato di trasporto su rotaia dei prodotti del Fucino
Pescina – In un’estate degli anni ’80 fece sosta presso la stazione F.S. di Pescina il famoso “Treno Verde” con una mostra itinerante organizzata dal Ministero dei Trasporti,...
13 Gennaio 1920: il deputato Erminio Sipari celebra la Marsica a 5 anni dal terribile terremoto del 1915
13 Gennaio 1920: il deputato Erminio Sipari celebra la Marsica a 5 anni dal terribile terremoto del 1915
Marsica – Erminio Sipari (Alvito 1869 – Roma 1968) è spesso ricordato per essere stato il fautore e primo presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, uno dei pionieri della conservazione...
Castello baronale dei Colonna (Avezzano)
L’arrivo dei  Colonna nella Marsica: amministratori del feudo in fermento nel 1653
Dopo la morte di Marcantonio (24 gennaio 1659), gli successe nei possedimenti marsicani Lorenzo Onofrio Colonna che, alla metà degli anni ottanta del XVII secolo, incappò nella celebre guerra di successione...
Aquiloniam, Cominium, Velia, Palumbinum ed Herculaneum: dove si trovavano le località citate da Tito Livio?
Aquiloniam, Cominium, Velia, Palumbinum ed Herculaneum: dove si trovavano le località citate da Tito Livio?
È vero: Aquiloniam, Cominium, Velia, Palumbinum ed Herculaneum non sono località dell’Abruzzo. Però va anche detto che fino al 1963 l’Abruzzo e il Molise erano una sola Regione, ed ecco spiegato il mio...
pieralice
Giacinto De Vecchi Pieralice, un erudito tra il carseolano e Roma
Giacinto De Vecchi Pieralice (1842-1906) fu un intellettuale con vasti interessi culturali nel campo umanistico e storico. Nacque a Castel Madama (RM) il 16 dicembre 1842 da Michele Pieralice ed Eufrasia...
Cerca
Close this search box.
Home » sociali » Insediamento italico, necropoli VII-VI a.c., in località “Le Castagne” di Forca Caruso

Insediamento italico, necropoli VII-VI a.c., in località “Le Castagne” di Forca Caruso

Facebook
WhatsApp
Twitter
Email

NECROLOGI MARSICA

Necrologi Marsica Emilio Martorelli
Emilio Martorelli
Vedi necrologio
Necrologi Marsica Anna Berardi
Anna Berardi
Vedi necrologio
Necrologi Marsica Barbara Carolli
Barbara Carolli
Vedi necrologio
Necrologi Marsica Maria Gabriella Pietropaoli
Maria Gabriella Pietropaoli
Vedi necrologio
Necrologi Marsica Guida Maria Bonanni
Guida Maria Bonanni
Vedi necrologio
Necrologi Marsica Maria Sireus
Maria Sireus
Vedi necrologio
|||||
|||||

Nell’Agosto del 1983 venne annunciata una scoperta archeologia in Abruzzo e un quotidiano dell’Aquila scriveva:

“ L’Aquila – La scoperta era apparsa subito straordinaria, ma i risultati degli scavi, condotti dalla Sovrintendenza archeologiche abruzzese di Chieti, sono ancora più interessanti. Quella che ormai viene chiamata la “Cervetri d’Abruzzo”, un insediamento antichissimo a mille metri di altitudine sui monti di Forca Caruso, appare dopo il primo bilancio compiuto in questi giorni, qualcosa di eccezionale: oltre 300 circoli di pietra su appena 4 ettari di terreno, a mille metri di altitudine, presso l’antica sede della consolare Tiburtina Valeria che univa Roma alla costa adriatica attraverso i monti d’Abruzzo. I circoli di pietra, come gli archeologi avevano supposto subito, servono a proteggere le tombe. Sono molto ampi, dai 6 agli 8 m di diametro. Il tutto risale al VI secolo a.C., ma nella terra ci sono reperti risalenti al 2000-2500 a.C. E’ la prova, dicono gli archeologi, che insediamenti umani stabili si trovano sui monti di Forca Caruso in epoca remotissima. Fino a oggi sono state “violate” 12 tombe. Dentro, scheletri maschili e femminili, tutti orientati nello stesso modo (un piccolo rebus archeologico), con accanto gli stessi oggetti: armi di bronzo, vasellame in nicchie di pietra, ornamenti ossei per le donne. E anche, recente scoperta, resti di fortificazioni imponenti a protezione di quella che appare come una sconcertante, lunare necropoli d’alta montagna”.

Questa incredibile scoperta fu confermata quattro anni più tardi, a 30 km di distanza fu trovata un’ altra necropoli. In Abruzzo sono presenti molti ritrovamenti di necropoli, che sono la testimonianza di una antica civiltà di cui non si hanno notizie, ma dai ritrovamenti effettuati questa antica civiltà vi avvicina molta a quella etrusca.

Nel corso del VII sec. a.C. inizia a diffondersi l’inumazione distesa che sarà prevalente dal V-IV sec. a.C. Per evitare il contatto della terra con l’inumato è ipotizzabile l’esistenza di strutture lignee o lapidee, come dimostrerebbe la presenza di riseghe, poste a livello della deposizione, presenti in certe sepolture. A partire dal VI sec. a.C., in alcune tombe si notano degli ampliamenti al di sotto dei piedi (o accanto alla testa come nel caso di Recanati) per creare spazi destinati ad oggetti del corredo relativi in particolare alla suppellettile domestica e al banchetto (8). Alcune fosse si caratterizzano per la presenza di corredi tombali, anche piuttosto ricchi, ma per l’assenza di resti scheletrici; non è azzardato, forse, interpretarle come dei cenotafi, deposizioni cioè con un carattere prevalentemente commemorativo.

astagne” di Forca Caruso

Nell’Agosto del 1983 venne annunciata una scoperta archeologia in Abruzzo e un quotidiano dell’Aquila scriveva:

“ L’Aquila – La scoperta era apparsa subito straordinaria, ma i risultati degli scavi, condotti dalla Sovrintendenza archeologiche abruzzese di Chieti, sono ancora più interessanti. Quella che ormai viene chiamata la “Cervetri d’Abruzzo”, un insediamento antichissimo a mille metri di altitudine sui monti di Forca Caruso, appare dopo il primo bilancio compiuto in questi giorni, qualcosa di eccezionale: oltre 300 circoli di pietra su appena 4 ettari di terreno, a mille metri di altitudine, presso l’antica sede della consolare Tiburtina Valeria che univa Roma alla costa adriatica attraverso i monti d’Abruzzo. I circoli di pietra, come gli archeologi avevano supposto subito, servono a proteggere le tombe. Sono molto ampi, dai 6 agli 8 m di diametro. Il tutto risale al VI secolo a.C., ma nella terra ci sono reperti risalenti al 2000-2500 a.C. E’ la prova, dicono gli archeologi, che insediamenti umani stabili si trovano sui monti di Forca Caruso in epoca remotissima. Fino a oggi sono state “violate” 12 tombe. Dentro, scheletri maschili e femminili, tutti orientati nello stesso modo (un piccolo rebus archeologico), con accanto gli stessi oggetti: armi di bronzo, vasellame in nicchie di pietra, ornamenti ossei per le donne. E anche, recente scoperta, resti di fortificazioni imponenti a protezione di quella che appare come una sconcertante, lunare necropoli d’alta montagna”.

Questa incredibile scoperta fu confermata quattro anni più tardi, a 30 km di distanza fu trovata un’ altra necropoli. In Abruzzo sono presenti molti ritrovamenti di necropoli, che sono la testimonianza di una antica civiltà di cui non si hanno notizie, ma dai ritrovamenti effettuati questa antica civiltà vi avvicina molta a quella etrusca.

Nel corso del VII sec. a.C. inizia a diffondersi l’inumazione distesa che sarà prevalente dal V-IV sec. a.C. Per evitare il contatto della terra con l’inumato è ipotizzabile l’esistenza di strutture lignee o lapidee, come dimostrerebbe la presenza di riseghe, poste a livello della deposizione, presenti in certe sepolture. A partire dal VI sec. a.C., in alcune tombe si notano degli ampliamenti al di sotto dei piedi (o accanto alla testa come nel caso di Recanati) per creare spazi destinati ad oggetti del corredo relativi in particolare alla suppellettile domestica e al banchetto (8). Alcune fosse si caratterizzano per la presenza di corredi tombali, anche piuttosto ricchi, ma per l’assenza di resti scheletrici; non è azzardato, forse, interpretarle come dei cenotafi, deposizioni cioè con un carattere prevalentemente commemorativo.

A partire dall’VIII sec. a.C. iniziano a diffondersi delle sepolture singole, o anche multiple, racchiuse da un fossato anulare (11) originariamente coperte da un tumulo di terra. Questo tipo di sepoltura, tipica ma non esclusiva dell’Italia centrale (si conoscono esempi anche in Puglia e Veneto), non è ben definita ma prevede differenziazioni che riguardano sia la struttura del circolo, che può essere continuo o interrotto, sia il numero delle deposizioni che racchiude, singole o multiple. Allo stato attuale delle conoscenze, la più alta cronologia (X-IX sec. a.C.) e la maggiore concentrazione delle attestazioni nell’area appenninica (Terni, Tivoli, Borgorose, Scurcola, Celano, Fossa, Castelvecchio Subequo, Caporciano, Barisciano, Bazzano) lasciano supporre che questo tipo di sepoltura sia propria delle genti italiche insediate nell’area interna (12), da dove inizieranno a diffondersi nell’VIII-VII sec. a.C. anche nei territori piceni, etruschi e laziali. A Matelica (necropoli del Crocifisso, Incrocca, Cavalieri, Brecce) si datano tra la fine dell’VIII e i primi anni del VII sec. a.C. (13) mentre nell’area a sud del Conero (Numana e Sirolo) trova maggiore sviluppo in un arco di tempo compreso fra gli ultimi anni del VII e il V sec. a.C.

PROMO BOX

Vallepietra_Santuario-SS-Trinita
WhatsApp Image 2024-05-25 at 18.46
WhatsApp-Image-2024-05-25-at-18.11
Tre escursionisti salvati sul Gran Sasso dopo aver perso la traccia del percorso
È il co-pilota elisoccorso 118 Paolo Dal Pozzo, 41 anni, la vittima dell'incidente all'Air Show dell'Aquila, cordoglio del CNSAS e CRI L'Aquila
elisoccorso
Valeria D'Angeli
rissa lite giovani
6d1c1351-f522-4fba-93b2-c78dbf8a7fa5
Avezzano_commissariato terremarsicane
WhatsApp Image 2024-05-25 at 11.39
PHOTO-2024-05-25-10-41-28
carabinieri-arresto
Il viceministro Cirielli in visita a Gioia dei Marsi alla ricerca delle sue origini
Incidente mortale all'Air Show dell'Aquila: uomo investito da cisterna, annullata l'esibizione delle Frecce Tricolori
Troppe persone appostate per fotografare e filmare l'orso bruno marsicano: Il PNALM chiude il sentiero F10
IMG_5269
sandro
442437308_10227942905772855_215989928752936255_n
3f3cffdf-a6ff-410f-bb84-8277298064f0
Il maestro Jacopo Sipari
Popoli Giurie popolari (1)
Foto Silvia Salvatore
Un disegno di Raffaele Fabretti (1683)

NECROLOGI MARSICA

Necrologi Marsica Emilio Martorelli
Emilio Martorelli
Vedi necrologio
Necrologi Marsica Anna Berardi
Anna Berardi
Vedi necrologio
Necrologi Marsica Barbara Carolli
Barbara Carolli
Vedi necrologio
Necrologi Marsica Maria Gabriella Pietropaoli
Maria Gabriella Pietropaoli
Vedi necrologio
Necrologi Marsica Guida Maria Bonanni
Guida Maria Bonanni
Vedi necrologio
Necrologi Marsica Maria Sireus
Maria Sireus
Vedi necrologio

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

TERRE MARSICANE È UN MARCHIO DI WEB SOLUTIONS ALTER EGO S.R.L.S.

Non è possibile copiare il contenuto di questa pagina