martedì, 13 , Aprile
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Impianto Biometano, il Comitato Salute Ambiente e Territorio fa chiarezza su alcuni punti

Collarmele –  “La Biometano Energy srl, attraverso gli organi di stampa, auspica che qualcuno la inviti a un incontro pubblico per illustrare il progetto. Se la società intende agire con trasparenza, informando i cittadini, ha la facoltà di farlo organizzando un convegno informativo, o altre modalità, per proprio conto; non serve l’autorizzazione di nessuno né tantomeno un invito ufficiale da parte di terzi.”
“Tra l’altro, questo improvviso desiderio di fare chiarezza ci appare molto tardivo: meglio sarebbe stato informare i cittadini prima di prendere delle iniziative.”
“Sempre attraverso gli organi di stampa, la Biometano Energy srl, fa presente che tutte le amministrazioni partecipanti alla conferenza hanno dato il loro assenso ad eccezione dei Comuni di Collarmele, San Benedetto e Pescina come a lasciar intendere che in modo pretestuoso codeste amministrazioni stiano muovendo eccezioni del tutto campate in aria”.

“I fatti sono diversi ed è bene riepilogarli:

  1.  La prima istanza presentata dalla società, circa un anno fa, è stata, di fatto, rigettata, in quanto carente per diversi aspetti.
  2. La stessa ha successivamente presentato un nuovo progetto per superare i dinieghi delle varie amministrazioni.
  3.  In particolare nel nuovo progetto, al fine di ottenere il nulla osta da parte dell’Arta, ha proposto la criogenesi della CO2.
  4.  Ha quindi inserito, all’interno del progetto, un nuovo processo che è molto costoso sia dal punto di vista energetico sia economico, ma, curiosamente, i consumi energetici ed economici sono rimasti immutati.
  5.  Un mistero su cui i Comuni vogliono chiarezza: come è possibile che due diversi progetti abbiamo i medesimi costi energetici?
  6.  Tra l’altro i Comuni hanno anche chiesto spiegazioni sulla caldaia accessoria che da una parte è dichiarata essiccatore mentre dall’altra sembra essere un espediente per rientrare nel limite di un MW.
  7.  La società non è riuscita neanche dimostrato che il digestato prodotto non è rifiuto.
    E’ bene ricordare che secondo la normativa europea il digestato è classificato come rifiuto. Tale qualifica cessa solo se sono rispettati numerosi vincoli tra cui, ad esempio, la percentuale di sostanza organica sul residuo secco.
  8.  La società, oltre a non fornire il dettaglio del bilancio energetico, con la pretesa che le amministrazioni prendano per buono il valore complessivo dichiarato, non ha fornito nemmeno dettagli nel bilancio di massa così da verificare quanta sostanza organica resta nel digestato.
  9. Le eccezioni tecniche presentate dai Comuni sono tutt’altro che banali ed è un anno che si cerca di avere chiarimenti dalla società, senza riscontri positivi.
  10. Nell’ultima conferenza, la società ha promesso che è in grado di fare chiarezza su tutte le eccezioni mosse dai Comuni senza modificare il progetto. Da aggiungere anche le questioni sollevate sugli scarichi idrici sollevati dal settore competente.
  11. Ad ogni modo, siamo ansiosi di scoprire come sia possibile fare la criogenesi della CO2 a costo zero o come si intenda sopperire all’energia di cui ha necessità il digestore non utilizzando la caldaia. Il tutto senza modificare il progetto. Infatti, nel verbale è scritto che la società, come promesso in conferenza dei servizi, darà chiarimenti senza modifiche progettuali. Ai tecnici sembra impossibile che ciò possa accadere, ma aspettiamo gli eventi.
  12. Resta poi l’aspetto sociale. Come noto a Collarmele c’è una elevatissima concentrazione di impianti a energie rinnovabili. In media 47 MW ogni mille abitanti. Per fornire un confronto, è utile precisare che in Italia la media è di circa 4 MW ogni 1000 abitanti e in Abruzzo di circa 9 MW su mille abitanti.”

“Con questi numeri, l’accanimento verso un Paese di piccole dimensioni, è evidente. Un Paese che risente dello spopolamento e che è sempre meno attrattivo, anche a causa dell’impatto di detti impianti, non ha bisogno di ulteriori impatti sul territorio ma di iniziative di tutt’altra natura. Per rispetto degli abitanti di Collarmele la società avrebbe dovuto, prima di intraprendere qualunque iniziativa, preoccuparsi di ascoltare la loro voce.
Oggi non è tempo di dialogo ma di ferma opposizione verso una tipologia di impianti che, a dispetto delle rassicurazioni, ha un impatto ambientale significativo. Già in passato i collarmelesi hanno dato ascolto alle sirene che raccontavano di energie bio e green. La realtà di tutti i giorni, è bene diversa.”

“Tuteleremo, costi quel che costi, il nostro territorio.”

 

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