Il decurionato



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Il Decurionato non era altro che il Consiglio di un Comune formato da dieci persone, nei Comuni fino a 1.000 e il capo era il Sindaco, questo termine entra in vigore con la legge del 1806, ancora prima si chiavano Parlamenti.

Va detto però che oltre ai Decurioni, presenti nelle Amministrazioni vi erano altri personaggi di rilievo e cioè: il Sindaco, il Cancelliere comunale e il Parroco e questi insieme ai Decurioni gestivano il Comune, formavano le liste di leva, proponevano le guardie urbane e in materia di beneficienza proponevano i membri, (per terne), ai consigli che dovevano far parte, degli ospizi e proponevano i cassieri.

A capo però vi era sempre il Sindaco, che ricopriva anche la carica di ufficiale di stato civile e giudice.

Il tutto ebbe inizio con la legge del 15 febbraio 1806 con Giuseppe Bonaparte, che assunse il governo del Regno e mise mano a importanti riforme, con l’introduzione del Codice Napoleonico tra, le quali: la riforma delle Amministrazioni Comunali e l’abolizione del Feudalesimo.

Furono fatte una serie di leggi e decreti e tra questi fu modificata anche l’Amministrazione Comunale con la creazione, come detto innanzi, del Decurionato che sostituiva i Parlamenti delle Università, ( così venivano appellati le Amministrazione dei Comuni di allora).

Soffermiamoci a parlare, della formazione del Decurionato.

Potevano far parte del Decurionato solo gli iscritti alle liste degli eleggibili, approvate dell’intendenza, con una rendita di almeno 24,00 ducati per paesi fino a 3.000 abitanti, una rendita doppia per quelli fino a 6.000 abitanti e quadrupla per quelli superiori a 6.000 abitanti, e si riunivano almeno una volta al mese; potevano essere anche analfabeti e insieme agli altri, potevano costituire solo i 2/3 dell’organo collegiale, poi, subito dopo, con la legge d 12 dicembre 1806, la percentuale fu ridotta a 1/3.

I Comuni furono divisi in tre categorie:

Comuni superiori a 6.000 abitanti, Comuni con popolazione compresa da 3.000 a 6.000 abitanti e Comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti.

I Comuni non superiori a 3.000 abitanti potevano eleggere fino ad un massimo di 10 decurioni, quelli da 3.000 a 6.000 potevano eleggere 3 decurioni per ogni mille abitanti mentre quelli oltre i 6.000 abitanti 3 decurioni fino a 6.000 abitanti e per un massimo di 30 decurioni.

Ora facciamo delle piccole osservazioni o meglio confronto con il Decurionato di allora e il Consiglio Comunale di oggi, in base agli abitanti.

Tutti sappiamo come sono formati i Consigli Comunali, oggi, nei nostri Comuni, piccoli e grandi che siano.

Ma non vi pare la stessa cosa? Funziona così anche oggi, non vi pare? E poi non ci dimentichiamo che anche all’ora i Comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti furono fatti unire, ed oggi non si parla di unione dei Comuni? Anche se tardano ad unirsi ma, questo lasciamolo ai politici, dei nostri piccoli Comuni.

Come si vede, la storia si ripete, la diceva anche il filosofo napoletano, Gian Battista Vico con la sua teoria dei Corsi e Ricorsi storici.

Il Decurionato era l’organo che deliberava sui contratti, proponeva i bilanci e le cariche si rinnovavano ogni 4 anni.

Una cosa però si verificò, l’ascesa al potere della borghesia che acquisì il potere politico e grazie alle leggi Francesi, acquistarono una buona parte del demanio fino ad allora feudale ed ecclesiastico diventando i padroni assoluti dei Comuni.

Giuseppe Napoleone, fratello di Napoleone Bonaparte, era principe di Francia, passò a Re di Napoli, per un paio di anni, dal 1806 al 1808 e poi Re di Spagna dal 1808 al 1813.

Napoleone, divenuto Imperatore, eresse i suoi fratelli, Giuseppe, Luigi e Luciano ad altezze reali.

Precisiamo che già intorno all’anno 1.000 in Islanda e intorno all’anno 1097 in Sicilia e precisamente a Mazzara del Vallo ci furono i primi Parlamenti, in senso moderno.

Aggiungiamo che il Regno di Sicilia, fu considerato il primo stato moderno della Storia d’Europa.




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