Conigliette Playboy alla festa di San Cesidio e scoppia lo scandalo

Trasacco – Da quando il mondo è mondo, sacro e profano si sono costantemente osteggiati. Spesso i limiti dell’uno sono stati profanati dall’invadenza dell’altro. Esattamente come è accaduto a Trasacco durante l’ultima edizione dei Festeggiamenti dei Santi Cesidio e Rufino martiri e della Madonna di Candelecchia. Nel centro marsicano, questa volta, va riconosciuto che l’interferenza del profano è stata piuttosto sfrontata. Come viene riportato da il quotidiano “Il Centro”, infatti, la pacatezza delle tradizioni religiose è stata completamente stravolta dalla presenza di alcune Conigliette Playboy davanti al Gran Caffè Giuseppe Taricone. Le sensuali ragazze, che da sempre legano la loro intrigante immagine alla rivista fondata da Hugh Hefner, hanno fatto bella mostra di sé e, nel contempo, hanno mandato su tutte le furie il parroco del paese.

Durante l’omelia della domenica di festa, don Francesco Grassi non ha mancato di sottolineare la totale inappropriatezza dell’iniziativa. Il sacerdote si è detto profondamente addolorato per quanto avvenuto durante una festività patronale che è stata tramutata in un’occasione per divertirsi con gli spogliarelli. E’ evidente che anche a Trasacco si è rinnovato, e in maniera anche piuttosto accesa, l’arcaico conflitto tra ciò che è sacro e ciò che rimane profano. Da un lato la secolare tradizione del “laccio di San Cesidio”, un laccio benedetto dal tocco della reliquia del Braccio del Santo che protegge contro i malanni della gola, dall’altro un gruppo di goliardici e irriverenti cittadini che hanno invitato in paese le Conigliette Playboy.

Nel corso della stravagante serata “fuori programma” davanti al bar di Trasacco, sono state regalate copie della rivista ai presenti. Solo poche ore più tardi, quando il racconto dell’accaduto è giunto alle orecchie di don Grassi, dal pulpito si è levato l’aspra ramanzina del sacerdote che ha provveduto a sgridare pubblicamente chi aveva preso parte al raduno delle Conigliette. Insomma: la festa patronale di Trasacco, quest’anno, si è tramutata in un piccolo scandalo. Il momento perfetto in cui il profano irrompe senza indugi in territorio sacro.