Chiesa di San Giuseppe: completati i lavori di restauro, aperte le porte ai fedeli



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Avezzano –   “Questa è la prima chiesa costruita in Avezzano dopo il terremoto del 1915 e tutti noi riportiamo alla mente  che essa, con decreto di Sua Eccellenza mons. Bagnoli, dopo il trasferimento della diocesi da Pescina ad Avezzano, era stata elevata a cattedrale fino alla costruzione della attuale cattedrale di San Bartolomeo. “ Così Don Antonio  parroco della chiesa di San Giuseppe si è rivolto ai fedeli prima della celebrazione della  Santa Messa che  ha visto il vescovo Mons. Pietro  Santoro  e Padre Daniel circondare l’altare.   . “ Questa celebrazione vuole  essere un momento di comunione fraterna con coloro che partecipano e nel ricordo di chi qui ha trovato la forza per sentirsi famiglia e per  ricostruire la città.

Una palpabile emozione si è percepita nella ufficiale riconsegna ai fedeli della piccola ma importante chiesa di San Giuseppe,  e Don Antonio ha sottolineato che per la celebrazione del centenario del terremoto  era  ritenuto giusto e doveroso provvedere con urgenti lavori di ristrutturazione e restauro.

Grazie proprio al sostegno  della  Fondazione Carispaq  si è interventuti sul rifacimento del fatiscente e pericolante tetto,  e del campanile con la pulitura delle antiche campane che recano la data della loro fusione risalente  una al 1908 e  l’altra al  1914. Il ripristino della facciata principale è stato  arrichito  con una lunetta in ceramica che raffigura l’immagine di San Giuseppe con il Bambino opera dell’artista Rita Monaco.   Anche il portone e gli storici mobili della sacrestia,  sono stati restaurati, storici in quanto da documenti  si rileva la loro presenza   già  nelle visite pastorali di mons. Bagnoli.

Il Presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani ha dichiarato “La Fondazione riesce a portare avanti queste iniziative, è la nostra missione. Riusciamo ad avere una buona gestione del nostro patrimonio e quindi si hanno  gli elementi necessari per fare questi interventi sui beni  artistici  della comunità della provincia di L’Aquila e noi pensiamo che si debba andare in questa direzione;  certamente non solo nei restauri ma in alcune cose particolarmente significative. La riconsegna  della Chiesa di San Giuseppe al culto  ed il ripristino della stessa, con la torre campanaria e con la facciata, è significativa. Un luogo identitario importante per la comunità della Marsica ed di Avezzano proprio perché, in quei  terribili giorni del terremoto,  ha costituito un punto di riferimento, non solo da un punto di vista religioso ma anche logistico. Con la Fondazione cerchiamo di far il più possibile. Gli Enti locali versano in condizioni di grave difficoltà, intendo i comuni, la regione,  si esclude la provincia svuotata ormai dei propri contenuti capacitari interni, per cui  noi abbiamo molte richieste, purtroppo dobbiamo dire anche dei no.  Se si è legati al territorio, se si capisce ciò che davvero diventa prioritario, io credo che sono buone cose quelle che stiamo facendo come questa di oggi.

E’ un giorno importante non soltanto come memoria storica”- queste le parole di Mons. Santoro Vescovo dei Marsi “Importante soprattutto per la restituzione di questa chiesa dopo un degno restauro. E’ soprattutto la restituzione di un  passato che rivive nell’oggi, nella misura in cui il Cristo che ha condiviso il dolore di 100 anni fa dei terremotati è il Cristo che oggi condivide le gioie e le sofferenze della nostra terra. Questa Chiesa è stata, ed è, un’icona delle sofferenze e delle speranze della nostra terra. Va dato atto a tutti quelli che hanno collaborato e realizzato questo progetto,  in particolar modo al sacerdote che cura questa chiesa: don Antonio che è anche il presidente dell’Istituto Sostentamento del Clero. Un sacerdote che ha davvero a cuore non soltanto la bellezza architettonica e la memoria storica ma anche il benessere materiale della nostra terra.”

La Sovrintendente SBAP per l’Abruzzo Maria Giulia Picchione ha evidenziato quanto sia importante  per la comunità di Avezzano questa chiesa proprio  perche è stata la prima chiesa ricostruita dopo il disastroso terremoto del 1915 “Anche se semplice nella sua configurazione planivolumetrica  è comunque una chiesa importante. I suoi lavori di costruzione terminaro  nel 1917, grazie al progetto architettonico dell’Arch. Sebastiano Bultrini di Villaromana di Carsoli, ed ha avuto anche la funzione di cattedrale fino a quando venne  ricostruita quella di San Bartolomeo nel 1942 e quindi, ha rappresentanto per la comunità l’aggregazione religiosa per circa un trentennio”.

Presente anche il Sindaco della Citta di Avezzano Giovanni Di Pangrazio che ha espressamente ringraziato la Fondazione Carispaq e tutto il CdA., l’intervento della Sovrintendenza e soprattutto la partecipazione del Vescovo Mons, Santoro “ Sono orgoglioso dela sintonia  con il Vescovo  Sua Eccellenza  Santoro e  con le altre organizzazioni religiose. La riconsegna della chiesa così ben ristrutturata  è un esempio di  virtuosità.  É una soddisfazione avere l’ attenzione  della Fondazione Carispaq e della Sovrintendenza per la Marsica. E’ la dimostrazione di una sinergia virtuosa che dimostra che le cose quando vanno fatte bene funzionano.

I lavori sono stati veloci, realizzati in pochi mesi. Il finanziamento erogato dalla Fondazione Carispaq ammonta a 41 mila euro.    Il lavoro più impegnativo è stato quello che ha implicato la facciata esterna fatta rigorosamente a mano.

Anche Padre Daniel Mititelu, parroco della chiesa ortodossa rumena,  ha manifestato la propria ammirazione per i lavori effettuati e la valenza della struttura per la comunità. Ha inoltre ricordato quando la comunità rumena costituita da ben 11mila persone vennero ad Avezzano, subito dopo il terremoto del 1915, per aiutare la popolazione alla ricostruzione della Città. Ottomila di essi rimasero ed i tremila che rientrarono in Patria, prima di partire vollero piantare, ognuno di loro, un pino.  Così da formare l’attuale pineta. “E’ stato ritrovato tutto nell’archivio e sembra sia esistita anche una parrocchia ortodossa, distaccamento  di una sede romana.”

Presenti alla cerimonia Il Vice Presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri, i Consiglieri d’Amministrazione Giuseppe Ottavi ed Enrico De Cristofaro,il segretario Generale David Iagnemma.

Hanno collaborato per i lavori di  restauro Corrado Cerone, per  i lavori edili Alberto Nazzicone,  per gli impiati di prevenzione ed incendi Mario Albanese, per il restauro delle campane Maurizio Rinaldi.



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