Capistrello, con qualche apprensione, ripartono le attività nel comune risparmiato fino a oggi dal coronavirus

Capistrello – Ripartenza fra luci, ombre e incertezze, quest’ultime provocate per lo più da una normativa non sempre chiara su quali fossero i comportamenti giusti da seguire date le disposizioni regionali e nazionali spesso sovrapposte le une alle altre e a volte, perfino divergenti. Esercenti e artigiani, da sempre abituati ad affrontare imprevisti e difficoltà, non si sono persi d’animo e hanno preso di petto la situazione. 

TerreMarsicane ha chiesto a diversi di loro come è stata vissuta la ripartenza, e se avessero qualche considerazione da fare sulla situazione generale. Fra coloro che ci hanno risposto, diversi titolari di bar, che hanno potuto accogliere di nuovo la clientela nei loro locali, due mesi e mezzo dopo la serrata. «Belle sensazioni, bel clima e tanta la voglia di ricominciare.» ci hanno detto Serena, titolare del Le Roi Café, e Orietta del Bar Carminella. 

Serena ha sottolineato il rispetto delle regole da parte dei suoi clienti. Tutti precisi come svizzeri, sia sul mantenimento delle distanze che sull’utilizzo dei dispositivi di protezione. Dello stesso tenore le considerazioni di Rita, titolare del Bar Malù. 

Orietta è soddisfatta per le presenze della mattinata e grata ai clienti che l’hanno costantemente sostenuta durante la chiusura. Tutto nella norma per altri due titolari di esercizi commerciali come Tony e Elvis, nomi che evocano due grandi del rock & roll, come Presley e Little Tony.  

Emiliano invece ha colto una certa apprensione fra i clienti che frequentano il suo Caffè Forever, attivo nel settore dei vini sfusi. Secondo lui, per certi versi, gli avventori sembrano più preoccupati adesso che prima, tanto da consumare frettolosamente al banco per il timore che sostare a lungo possa fargli infrangere qualche regola. 

Qualcun altro, come Simone, giovane titolare del Kicco’s Bar, non riaprirà perché ha approfittato del lockdown per apportare migliorie al locale e tornare sul mercato con un’offerta più ampia. Vincenzina, una dei titolari del Bar Kiswahili, ha sottolineato con grande realismo, come la ripartenza non sarà tutta rose e fiori perché riportare le persone a frequentare i locali non è scontato.
Secondo lei, le numerose associazioni culturali, sociali e sportive del paese potrebbero fare molto con il loro spirito d’iniziativa. Si potrebbe puntare a un’estate con eventi mirati, pensati per invogliare la gente a uscire e a vivere il paese in totale sicurezza. Tutto ciò, auspicabilmente, col sostegno dell’amministrazione. 

In ogni caso, anche se non è accaduto come a Marsala, in Sicilia, che un avventore abbia pagato un caffè 50 euro lasciandone 49 e 20 di mancia per esprimere la sua concreta solidarietà, gli esercenti del paese sono soddisfatti della loro clientela, così come ci raccontano con una battuta i titolari del Bar Alberto e Diva Café oltre che Lucrezia, proprietaria di un negozio di abbigliamento e intimo. 

Le aspettative e le speranze che traspaiono dalle parole dei commercianti sono legate da un sottile filo rosso che unisce tutti nella voglia di mettersi alle spalle questo brutto periodo. C’è consapevolezza sul fatto che nessuno può farcela da solo e che ognuno, può aspirare al meglio, solo provando a fare squadra, nel tentativo di diventare una comunità vera in cui tutti sono partecipi di un grande progetto di rinascita.