Articoli “anti 5G”: allerta per accessori che contengono materiale radioattivo



Il Sistema di Allerta Europeo RAPEX (Sistema comunitario di informazione rapida sui prodotti non alimentari) ha notificato la commercializzazione e la vendita – anche on line – di accessori (braccialetti, pendenti, ecc.) che contengono materiale radioattivo, con emissione continua di radiazioni ionizzanti. La vendita di tali prodotti, pericolosi per definizione, è assolutamente vietata.

L’allerta giunge dal report 2022-1 del 7 gennaio e riguarda diversi prodotti, la cui emissione continua di radiazioni ionizzanti potrebbe esporre l’utente a un livello eccessivo di radiazioni ionizzanti che potrebbero causare effetti negativi sulla salute, inclusa l’irritazione della pelle e danni ai tessuti e al DNA. Si tratta di articoli al cui interno sono stati inseriti radionuclidi di origine naturale per la produzione di ioni negativi, fattispecie espressamente vietata ai sensi dell’articolo 39 del d.lgs. 101/2020 e sanzionabile penalmente secondo quanto previsto all’articolo 207, comma 3, dello stesso provvedimento.

Alcuni di questi articoli sono ingannevolmente pubblicizzati come “anti 5G”, o come oggetti dagli “effetti energetici”. Si precisa che i campi elettromagnetici a radiofrequenza (il “5G”) sono classificati dallo IARC nel gruppo 2B degli agenti cancerogeni, ovvero come possibilmente cancerogeni per gli esseri umani (vale a dire che la cancerogenicità è solo ipotizzata ma non dimostrata), mentre tutte le radiazioni ionizzanti sono classificate nel gruppo I degli agenti cancerogeni, e cioè nelle sostanze dove c’è evidenza e certezza di cancerogenicità per l’uomo. Inoltre non è dimostrato nessun effetto energetico da parte degli ioni negativi. Ciò che rende ancor più preoccupante il commercio di questi articoli è che tra di essi ce n’è uno espressamente destinato ai bambini.

Si sottolinea che i livelli di radiazioni riscontrati su questi specifici prodotti sono bassi e quindi il rischio per la salute potrebbe essere legato principalmente ad un uso continuo e ad un contatto diretto con la pelle. Chi li indossa per un periodo prolungato potrebbe comunque essere esposto ad un livello di radiazioni superiore al limite di esposizione della pelle per il pubblico in vigore in Italia (art. 146, comma 7, d.lgs. 101/2020).

Detti prodotti non sono conformi ai requisiti della Direttiva sulle norme fondamentali di sicurezza per la protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti (Direttiva 2013/59/Euratom del Consiglio, del 5 dicembre 2013, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom).

Per evitare ogni rischio, si raccomanda agli eventuali possessori di tali accessori di non indossarli; sono stati già allertati i NAS, si sta provvedendo ai relativi avvisi di divieto di vendita rivolti agli importatori e ai siti internet che li commercializzano; questi articoli non possono neppure essere disseminati nell’ambiente: dovrebbero infatti essere conferiti a un soggetto autorizzato allo smaltimento, secondo le procedure dell’art. 204, commi 4 e 5, del d.lgs. 101/2020.

Nelle more di una ricognizione dei prodotti già acquistati, si raccomanda a coloro che ne sono in possesso di conservarli in sicurezza in una scatola posta all’interno di un mobile o cassetto poco frequentemente utilizzato; seguiranno indicazioni dettagliate per la procedura di smaltimento. I prodotti riportati nei report RAPEX sono per la maggior parte riconducibili a due marchi: Energy Armor e Magnetix, ma non si esclude che l’elenco possa essere più esteso e che possano essere in commercio altri prodotti analoghi

Fonte: Ministero della Salute


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