Zingaretti moroso, il Cam chiude l’acqua al “Cicolano”



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano – Anno nuovo, abitudini vecchie per la Regione Lazio che continua a non pagare l’acqua in arrivo dall’Abruzzo, costringendo il Cam a richiudere i rubinetti ai 9 Comuni del Basso Reatino: Borgorose, Collalto Sabino, Collegiove, Fiamignano, Marcetelli, Nespolo, Pescorocchiano, Petrella salto e Camerata Nuova. L’ultimatum inviato dalla società abruzzese all’amministrazione Zingaretti (girato anche ai Prefetti dell’Aquila  e Rieti) fissa al 20 di aprile il tempo massimo per pagare almeno le ultime due rate (ottobre-dicembre 2015/gennaio-marzo 2016) per complessivi 600mila euro: il debito globale della Regione Lazio ammonta a circa 2milioni di euro.

Senza riscontri concreti, e cioè  il bonifico dell’amministrazione Zingaretti, la governance del Cam (Presidente, Paola Attili; Amministratore delegato, Giuseppe Venturini; Consigliere di gestione, Armando Floris), impegnata a 360° nella caccia ai morosi, ridurrà la fornitura idrica del 50% ai 9 Comuni del Cicolano.

“Stavolta non basteranno chiacchiere, né impegni verbali degli amministratori laziali”, avverte l’Ad, Giuseppe Venturini, seppur addolorato per le conseguenze che ricadranno sui cittadini, “il ritorno alla fornitura normale avverrà solo con l’arrivo dei soldi nelle casse del Cam. La politica aziendale della società di gestione, sia per un elementare principio di equità, che per la concreta necessità di pagare gli stipendi dei 132 lavoratori e dei nostri fornitori, in particolare quelli dell’energia elettrica, non contempla sconti per nessuno, tantomeno per un Ente importante come la Regione Lazio”.

La nuova governance del Consorzio Acquedottistico Marsicano, infatti, ha ormai imboccato una strada obbligata, quella di far pagare l’acqua a tutti in base al consumo reale, con un occhio di riguardo per le famiglie meno abbienti, ma senza più sconti per nessuno: scelta obbligata per salvare la società ridotta a mal partito dal vecchio “modus operandi” della politica.




Lascia un commento