Violenze e minacce alla figlia minorenne, coppia condannata



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano – E’ terminata dopo una lunga camera di Consiglio l’estenuante vicenda giudiziaria che ha visto coinvolte una madre di origine polacca, il di lei compagno, noto cittadino celanese e la figlia di lei, all’epoca dei fatti poco più che adolescente,  per fatti commessi ai danni della minore durante la convivenza di quest’ultimi. I due, con condotte minacciose poste in essere con l’uso di un coltello, avrebbero richiesto una prestazione sessuale alla ragazzina, che solamente grazie  all’intervento di una sua amica riuscì a sfuggire dalle loro minacce e dai maltrattamenti ed a rifugiarsi presso una casa famiglia.

La triste vicenda portò allo scoperto, nel lontano maggio 2010, uno scenario di degrado e violenze, con protagonista una ragazzina, all’epoca dei fatti appena sedicenne, cui furono inflitte ripetutamente sofferenze fisiche e morali di vario genere, proprio dalla persona dalla quale più che da ogni altra confidava di essere protetta e aiutata, tanto che la convivenza familiare era diventata per lei mortificante e del tutto intollerabile. Nel corso del tempo la giovane era stata anche ripetutamente malmenata e costretta ad assistere mentre la madre faceva uso di stupefacenti e s’intratteneva a rapporti sessuali con il suo compagno.

Il Pubblico Ministero dott. Maurizio Cerrato, nella sua equilibrata requisitoria ha richiesto per entrambi gli imputati la pena di tre anni di reclusione. Il Tribunale di Avezzano, in composizione Collegiale, presieduto dalla dott.ssa Anna Carla Mastellidott.ssa Sorrentino e dott.ssa Lauro a latere – ha inteso mettere un sigillo alla vicenda condannando Luigi Antidormi alla pena di nove mesi di reclusione per il reato di minaccia aggravata, derubricando l’originale contestazione del tentativo di violenza sessuale e Gaweda Barbara Ewa alla pena di anni tre di reclusione per lesioni personali gravi, prevedendo per la stessa l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque ed assolvendola per il concorso nel tentativo di violenza sessuale.

La ragazza, oggi poco più che ventenne, diventata anche lei madre, è riuscita finalmente a vedere riconosciuti i suoi diritti naturali e attraverso il suo legale, Roberto Verdecchia, si è costituita parte civile ed ha finalmente ottenuto un equo risarcimento, che certamente non servirà a ridarle indietro la sua adolescenza spezzata, ma che da una parte le consentirà di credere ancora nella giustizia. Gli imputati erano difesi dagli Avvocati Domenico Eligi e Luca Motta.




Lascia un commento