Veterinaria, sì al trasferimento da altra facoltà. Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di una studentessa marsicana



Marsica – E’ l’esperienza vissuta da una studentessa marsicana laureanda all’Università di Teramo in Tutela e Benessere Animale, il cui sogno nel cassetto è, però, sempre stato quello diventare medico veterinario. Ad impedirle la realizzazione del progetto di vita, tuttavia, il superamento del test di ingresso, sfiorato per più di un anno, sempre per pochi decimali di punteggio nella Graduatoria nazionale. Proprio il giorno del suo compleanno riceve una pianta con una busta.

All’interno, la bella sorpresa, l’ordinanza n. 1593 del Consiglio di Stato, pubblicata nello stesso giorno del compleanno, che ha accolto il ricorso d’urgenza presentato dagli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, con cui veniva chiesto di sospendere la sentenza sfavorevole del Tar dell’Aquila. Il Tribunale amministrativo abruzzese, infatti, aveva rigettato il ricorso della studentessa, impedendole di fatto l’accesso al secondo anno del Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, nonostante il conseguimento di un congruo numero di crediti universitari presso il Corso di Tutela e Benessere Animale. Ma i legali non si erano fermati e avevano presentato appello al Consiglio di Stato.

Il 29 marzo, la decisione della sesta sezione della Suprema assise amministrativa, che sospende con effetto immediato la sentenza del Tar in ragione della gravità del danno subito dalla studentessa. Insieme all’ordinanza gli auguri dei due legali: “Affinché possa realizzare il tuo sogno di guarire e curare gli animali diventando una super veterinaria!”.

L’avvocato Salvatore Braghini non perde l’occasione per stigmatizzare il sistema dell’accesso programmato mediante il test, affermando:“Se, da una parte, il filtro del test vorrebbe realizzare un certo standard qualitativo per l’istruzione universitaria ed evitare il sovraffollamento delle strutture afferenti all’area medica e sanitaria, dall’altro, è pur vero, che appendere il futuro dei giovani all’esito di domande a crocette mediante un’unica prova, peraltro influenzata da fattori casuali e imponderabili, non è affatto giusto. Esistono forme alternative di selezione più eque ed affidabili, come ad esempio il modello francese, che prevede l’iscrizione aperta a tutti ma con uno sbarramento alla fine del primo anno. Intanto auguri a questa giovane, animata da una sincera passione per lo studio e la nobile professione di veterinario, perché acquisisca le migliori e più avanzate competenze nella cura del mondo animale”.