Una poesia per la festa dedicata alla Madonna del Carmine della scrittrice Maria Assunta Oddi



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Ieri, 16 luglio, si commemorava la Beata Vergine del Carmelo la cui immagine materna fu cara al Papa Giovanni Paolo II. La tenera e filiale devozione mariana si manifestò in uno scapolare vissuto come segno di un particolare legame con lei: “Ecco la Vergine del Carmelo, Madre del Sacro Scapolare, ci parla di questa cura materna di questa sua preoccupazione nel vestirci. Vestirci con la grazia di Dio, e aiutarci a portare sempre questa veste bianca” (Discorso durante la visita alla parrocchia di Mostacciano -Roma-15 gennaio-1989).

Alla Madonna del Carmelo dedico questi versi affinché ci colmi di ogni grazia.

Al di là del tuo sguardo.

Dalle volubili congiunture esistenziali

Si snoda il senso della fiducia

Nel materno sostegno.

O Beata Vergine!

Parola lucente dell’amore divino

Taciuta e nascosta nel cuore

Di ogni essere umano dimora

Feconda di ogni letizia

Come seme nel prato

Come lievito di pane

Come chiarore diafano

Di lucciole sognanti

Che mai s’oscura.

Nel giorno sei silenzio

Che germoglia meraviglie

Sui giardini inediti del cielo

Con il corallo fiorito

Degli odorosi oleandri.

Nei ciechi labirinti

Delle strade senza uscita

Ti cerco, consolatrice instancabile,

nel luccichio delle stelle

sul ventaglio delle nubi

nel vento che smuove le ombre.

Come volo di pettirosso che s’alza

Nello splendore dell’aurora

Canta il tuo sorriso sulla mia anima

Che indugia come bimbo rannicchiato

Tra le braccia palpitanti fatte 

Tenera culla profumate 

Di madre soave di teneri affetti.