Un nuovo modo di vivere la Pasqua

Le celebrazioni della liturgia pasquale, in questo periodo di emergenza sanitaria, iniziano in streaming, ossia senza fedeli, senza adunate familiari intorno a tavole imbandite, senza parenti senza amici. Nell’era del web la cosa più facile è farsi gli auguri brindando su meet o su zoom, o fare un twitter per stabilire una vicinanza virtuale con i propri cari.

Eppure mai come in questi giorni si sente il bisogno di liberare, nell’intimità delle case o nel silenzio irreale delle città, ogni convenzionale ipocrisia per riscoprire la profondità degli affetti veri. Nella mestizia generale, sia per i credenti che per i non credenti, il giorno della “Resurrezione”torna a radicarsi nel cammino doloroso di Cristo verso il calvario per riscattare tutta l’umanità dalla morte.
La Pasqua è una festa ma anche un tormento.

Non si può pensare infatti che sia qualcosa di avulso dal vissuto di sofferenza inteso come dramma della nostra condizione esistenziale.Uno degli effetti dell’epidemia è defalcare a un ruolo minore tutto il resto per sentirsi come parte del tutto, accomunati da uno stesso destino.

Quel che resta delle catastrofi e degli eventi traumatici che spezzano le esistenze delle persone è la considerazione, come ha detto Papa Francesco, di essere tutti nella stessa barca: “ci siamo ritrovati impauriti e smarriti…ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca…tutti chiamati a remare insieme”.

Anche Ignazio Silone, sebbene da un punto di vista laico, evidenziò la profonda rivoluzione sociale seguita alla tragedia del terremoto: la memoria degli eroi e di tutte le vittime senza distinzione, donne,bambini,vecchi,gente comune.Mai come in quest’ora ci sentiamo parte di una comunità globale che azzera le differenze in nome della solidarietà. Calarsi in modo empatico nella vita altrui per cercare di capire l’altro da sé ci permette di considerare noi stessi inquilini cosmopoliti. In questo tempo sospeso, la Pasqua, intesa come passaggio e liberazione dalla schiavitù dell’Egitto, acquista valenza semantica perché incarnata nel senso trascendentale dell’esistenza.Dare importanza ad un respiro, ad una boccata d’aria, ad una passeggiata nel parco, allo scambio di saluti e sorrisi e soprattutto ad un abbraccio ribalta la scala dei valori.

Ciò che ci rende più spaesati è il non poterci toccare. La sensorialità è la sostanza della relazione.Sia il sacrificio di applicare nella quotidianità i comportamenti dettati dalla legge che la crisi della popolazione toccata dal contagio di un virus ancora non sconfitto dalla scienza, non sarà vano se come diceva Einstein permetterà di trovare nuove strategie per creare progresso non solo individuale ma colllettivo:” chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato”.

La pandemia Coronavirus ha messo a nudo l’inconsistenza del principale modello economico contemporaneo fondato sul materialismo e sull’edonismo.
E’ necessario considerare il cosidetto Sars-Cov-2 la possibilità per scrivere una nuova pagina di civiltà che rovesciando la prospettiva attuale pensa l’economia guardando l’uomo.

Mi sia concesso salutare augurando a tutti di vivere una Pasqua Serena con il “soffio” e il mistero della poesia per immaginare un luogo ideale per la rinascita di ogni speranza.

  Maria Assunta Oddi