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Tutela del lupo, le associazioni ambientaliste: “Stop al declassamento, serve prevenzione, non abbattimenti”

Tutela del lupo, le associazioni ambientaliste: "Stop al declassamento, serve prevenzione, non abbattimenti"

Le associazioni ENPA, LAV, LNDC Animal Protection, WWF Italia e Fondazione Capellino chiedono al Senato della Repubblica di fermare il percorso che porta al declassamento della tutela del lupo, una scelta priva di basi scientifiche e giuridiche e potenzialmente devastante per la biodiversità e la convivenza nei territori.

Al termine della conferenza stampa tenutasi presso la Sala “Caduti di Nassiriya” di Palazzo Madama, le associazioni indicano con chiarezza cinque richieste concrete e non più rinviabili, che rappresentano l’unica strada responsabile per affrontare il tema della presenza del lupo in Italia.

  • MORATORIA IMMEDIATA SUL DECLASSAMENTO
    Prima di qualsiasi decisione, chiediamo che il Senato adotti una moratoria di almeno un anno sul declassamento del lupo, per consentire una valutazione completa e trasparente di tutti gli elementi scientifici, tecnici e legali legati allo status di questa specie simbolo. Elementi che finora sono stati sistematicamente ignorati.
  • PREVENZIONE DELLE PREDAZIONI
    Chiediamo al Ministro dell’Agricoltura un intervento formale presso le Regioni affinché venga finalmente garantita l’applicazione delle misure di prevenzione delle predazioni, già finanziabili attraverso i fondi della Politica Agricola Comune (PAC). Le risorse esistono: non usarle significa alimentare il conflitto.
  • APPLICAZIONE DELLA LEGGE 218/1991 E PIANO NAZIONALE
    È urgente l’implementazione piena della legge n. 281 del 1991 sulla tutela degli animali di affezione e la prevenzione del randagismo, attraverso un Piano nazionale di durata biennale. Una parte rilevante dei lupi presenti sul territorio è costituita da ibridi, nati dall’abbandono e dalla mancata gestione dei cani. La responsabilità umana non può continuare a essere rimossa.
  • RIFUSIONE INTEGRALE DEI DANNI AGLI ALLEVATORI
    Le Regioni devono garantire la rifusione piena e tempestiva dei danni, adeguatamente documentati, subiti dagli allevatori a seguito di predazioni accertate. Ciò richiede l’identificazione certa dell’animale responsabile, anche tramite analisi del DNA, e il coinvolgimento di personale qualificato, a partire dai veterinari delle ASL.
  • CAMPAGNA NAZIONALE SU ETOLOGIA E CONVIVENZA
    Chiediamo l’avvio di una grande campagna di informazione pubblica su etologia e convivenza con il lupo, per contrastare disinformazione, paure infondate e allarmismi che alimentano bracconaggio e tensioni sociali.

“Il lupo non è un nemico – dichiarano le associazioni – ma un elemento fondamentale degli ecosistemi. Il declassamento della sua tutela, previsto nella legge di Delegazione Europea attualmente in discussione, è un atto sbagliato e pericoloso, che rischia di riportare indietro di decenni il diritto ambientale e la protezione della fauna selvatica”.

Fonte: WWF Abruzzo

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