Traffico di droga nella Marsica: sedici rinvii a giudizio



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano – Operazione “Man of Light” dei carabinieri della compagnia di Avezzano, ci sono 16 rinvii a giudizio. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale dell’Aquila, Guendalina Buzzella, ha fissato l’udienza preliminare in camera di consiglio, il prossimo 8 giugno. Sono stati rinviati a giudizio: Tarik El Ghazzani di 29 anni, Imad Lahrach (25), Mohammed Lehbel (27), Morad Kharsas (35), Tarik Jabani (27), Sadia Jabani (59) e Abdelkarim Kharsas (21), M’Hamed Kharsas (60), Karim Radouane (37), Nour Eddine Kharsas (37), Said Jabani (46), Abderrahim Adoiou (51), Rachid Adoiou (38), Marouane Doho (36), Hafid Arroubi (30) e Claudia Giuliani, l’unica italiana, di Avezzano, 36enne.

A sostenere l’accusa nei confronti di quella che fu definita una vera e propria organizzazione criminale che aveva lo scopo di gestire il traffico di droga nella Marsica, è il pm Stefano Gallo. L’inchiesta, infatti, è stata coordinata dalla procura distrettuale antimafia dell’Aquila.

L’organizzazione si muoveva con tre gruppi operativi che avevano le basi ad Avezzano, Luco, Trasacco e San Benedetto dei Marsi. Nelle indagini emersero i nomi di una settantina di persone che gravitavano intorno all’organizzazione dedita allo spaccio di droga. Sono 250 i capi d’imputazione contestati agli indagati che sono difesi dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, Fabio Fafone, Fabrizio Ridolfi, Enrica Isidori, Mauro Ceci e Antonio Carlini. A riscontro dell’attività criminale vennero sequestrati 510 grammi di cocaina, dodici chili di hascisc, e 20mila euro in contanti.

I destinatari della “merce”, i cui canali di approvvigionamento si trovavano soprattutto in Lombardia e nella Capitale, erano professionisti, impiegati e anche adolescenti, con il fenomeno preoccupante dell’aumento dell’uso di hascisc fra i minorenni. L’operazione, scaturita negli arresti dell’aprile dello scorso anno, prese il nome di “Man of light” (uomo di luce), che stava a indicare come gli spacciatori indicavano la presenza dei carabinieri in riferimento all’uso dei lampeggianti. Le indagini durarono tre anni.




Lascia un commento