Home Attualità Tradizione della croce di cicuta per il giorno di San Giovanni a Collelongo: “Un’usanza che, forse, sta superando i limiti”

Tradizione della croce di cicuta per il giorno di San Giovanni a Collelongo: “Un’usanza che, forse, sta superando i limiti”

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Collelongo – Riceviamo una particolare segnalazione da alcuni cittadini di Collelongo, lettori della nostra testata. Tutto ruota attorno a un’antica tradizione legata alla festività cattolica di San Giovanni Battista. Nel paese marsicano, nella notte tra il 23 e il 24 Giugno, come in molte località d’Abruzzo, e non solo, vengono ripetuti vecchi riti entrati a far parte delle consuetudini anche per le giovani generazioni.

In occasione del giorno di San Giovanni, a Collelongo, vengono realizzate delle croci di legno rivestite da steli, foglie e fiori di cicuta. Come tutti sappiamo, la cicuta è un’erba velenosa e pericolosa. Quando viene spezzata o toccata, emana anche un odore nauseabondo, molto fastidioso. Un tempo le croci coperte di cicuta venivano poste accanto alla casa della ragazza che aveva rifiutato un’offerta amorosa o che aveva dato false speranze a qualche pretendente. Una forma di blanda “ripicca”, se così possiamo dire, per esprimere il proprio disappunto di fronte a un rifiuto.

Con il tempo, però, questa tradizione che, fino a qualche decennio fa poteva avere una sua valenza simbolica, è stata quasi del tutto svuotata di senso. Attualmente, infatti, la croce ricoperta di cicuta, che si prepara nella notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 Giugno, viene collocata accanto all’abitazione di ragazze che, per qualche ragione, non vengono “apprezzate”.

Come ci viene spiegato dai nostri lettori, attualmente succede che una giovane si ritrovi la croce di cicuta dinanzi alla porta di casa solo perché magari non “perfetta” o perché giudicata antipatica o perché considerata “inadeguata” in qualche modo. Sembra che la tradizione stia degradando in una forma di prevaricazione o di bullismo: la croce di cicuta viene usata, adesso, come strumento di dileggio e di derisione nei riguardi di determinate giovani.

C’è chi difende a spada tratta questo particolare rituale, tipico di Collelongo, minimizzando sul significato che oggi, a quanto ci viene riferito, ha assunto la collocazione delle croci di cicuta davanti alle abitazioni di alcune ragazze. I tempi sono cambiati, è evidente, ma forse, in questa circostanza, sarebbe opportuno tornare all’antico o, addirittura, eliminare certe tradizioni se mantenerle comporta un atto di mancato rispetto o di prepotenza. La società attuale è più sensibile a tematiche come la valorizzazione delle donne. Alla luce di ciò, è legittimo chiedersi se sia ancora opportuno perpetrare un’usanza che, per alcuni, rappresenta una forma di umiliazione o, per certi versi, di minaccia.

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Giovanni Di Felice

Casa Funeraria Rossi

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