Teatro dei Marsi: il capolavoro di Fritz Lang, ‘Metropolis’, rivive sulle note de “I Solisti Lombardi”



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Avezzano –  Nonostante siano trascorsi più di 90 anni, “Metropolis”, film muto del regista austriaco Fritz Lang, continua ad essere considerato un capolavoro nella storia del cinema mondiale, una pietra miliare indiscussa dell’espressionismo del secolo scorso, proiettato ieri, 23 febbraio, al Teatro Dei Marsi, in occasione della Stagione Musicale 2017/2018 targata “Harmonia Novissima”.  Novità d’eccellenza e di prestigio è stata conferita alla visione della pellicola da “I Solisti Lombardi” che, sotto la direzione di Alessandro Calcagnile, per oltre l’ora e mezza, hanno accompagnato la proiezione del film sulle musiche di Rossella Spinosa, composte e presentate in prima nel 2013 al Gran Festival del Cinema Muto dedicato a Fritz Lang.

Proiettato per la prima volta il 10 gennaio del 1927 a Berlino, Metropolis viene considerato il primo film moderno di fantascienza, sebbene inizialmente non abbia ottenuto molto successo in Europa a dispetto invece degli Stati Uniti dove venne ampiamente studiato. Strettamente connesso  al difficile momento storico, quello del Primo Dopoguerra nella Repubblica di Weimar, in un impianto visivo e simbolico assai stratificato, l’opera di Lang traduceva il periodo d’incertezza che la società stava vivendo allora.

Siamo nel 2026 e Metropolis è una città del futuro, caratterizzata da un forte sviluppo tecnologico e da una netta contrapposizione tra la classe dei lavoratori e quella dei milionari. Gli operai, sottoposti a un regime duro, vivono nei sotterranei. Sono guidati da Johann Fredersen, che dall’alto della grande torre controlla le attività produttive. Suo figlio Freder vede casualmente emergere dalle profondità di Metropolis un gruppo di bambini poveri accompagnati da una giovane donna, Maria. Colpito dalla miseria dei ragazzi e dalla bellezza della donna, Freder penetra nei sotterranei, scopre lo spazio della fabbrica e decide di scambiare la propria vita con quella di un operaio. Nelle catacombe, il livello più profondo della città, Freder incontra Maria, che ispira negli operai una moralità cristiana. I due giovani si innamorano. Intanto Fredersen si reca dallo scienziato Rotwang, che ha costruito un robot capace di agire, e gli suggerisce di rapire Maria per dare al robot le sue fattezze, costruendo così un doppio diabolico. Dopo la trasformazione, Freder sorprende il padre con la falsa Maria e ne è traumatizzato; nel delirio della febbre Maria gli appare come un’immagine del peccato. Intanto il robot aizza la rivolta operaia: i lavoratori distruggono le macchine, provocando l’inondazione della città. Freder e la vera Maria, finalmente libera, salvano i bambini dalla catastrofe, mentre gli operai catturano il robot e lo bruciano come una strega. Nel duello finale Freder elimina Rotwang e sancisce poi l’accordo tra il tecnocrate e i lavoratori. Come recita l’aforisma del film: “Mediatore tra il cervello e le mani dev’essere il cuore”.

Specializzata nella sonorizzazione di cinema muto, la formazione musicale de “ I Solisti Lombardi”, il cui esordio risale al 2007,tramite la propria bravura e professionalità, ha sapientemente coinvolto il pubblico marsicano nelle emozioni e intenzioni sottesi al film del regista austriaco, conferendo alle scene le giuste tonalità musicali e rispecchiando i momenti importanti come quelli ricchi di suspance, di romanticismo o di riflessione. La musica, d’altronde,  grazie ai musicisti, è stata essa stessa protagonista del film, agevolando ampiamente la comprensione della pellicola.



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