Smartphone e polemiche,volano stracci



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Avezzano – L’intervento a gamba tesa dei consiglieri di opposizione al comune di Avezzano, Claudio Tonelli e Fabio Ranieri, sulla consegna di 48 cellulari ai consiglieri comunali, ai componenti della Giunta, agli addetti alla segreteria e dell’ufficio di Gabinetto, ha arroventato il confronto tra le parti e i malumori dei cittadini.
I due Consiglieri, annunciando che non avrebbero ritirato gli apparecchi loro destinati, avevano criticato duramente la scelta dell’Amministrazione, non risparmiando stoccate ironiche circa l’istallazione delle nuove antenne di telefonia mobile in città.
Le esternazioni proprio non sono andate giù all’assessore Alessandra Cerone che, conti alla mano, ‘non gliele manda a dire’: “ Capisco che la campagna elettorale sia in corso ma qui si sfiora veramente il ridicolo – ha tuonato L’Assessore, che si occupa di amministrazione digitale – è ancor più vergognoso che siano due consiglieri comunali ad esprimere tali considerazioni, dimostrando di non conoscere minimamente la normativa in materia e gli atti di giunta a cui possono accedere quando vogliono, anche attraverso il loro smartphone. Ma immagino siano convinti che creare un’alternativa per la città voglia dire passare inevitabilmente attraverso superficialità e bufale no limits”.

“È doveroso spiegare ai cittadini la verità – prosegue l’assessore Alessandra Cerone – Tonelli lo smemorato, dimentica, nonostante sia stato capo di gabinetto per ben dieci anni con la precedente Giunta, che il Regolamento per l’assegnazione e l’utilizzo dei telefoni cellulari al personale dell’Amministrazione comunale è stato approvato con atto di Consiglio Comunale del 30 ottobre 2009. Non solo, l’adesione alla convenzione fu una scelta del governo Spallone che però individuò solo alcune figure a cui assegnare i telefoni. Fu proprio durante il mandato in cui Tonelli era dirigente politico che l’esecutivo decise di distribuire gli apparecchi telefonici a tutti gli amministratori. Da allora è cambiato molto, soprattutto in termini normativi, infatti l’amministrazione attuale con delibera del 1/08/2013 ha dovuto applicare il decreto legislativo n.235/2010 che impone la digitalizzazione della trasmissione documentale tra l’ente e i soggetti interessati. Con la delibera del 19/11/2015, poi, la giunta comunale Di Pangrazio non ha fatto altro che approvare la dematerializzazione e la digitalizzazione in applicazione della spending review, riducendo i costi di convocazione del consiglio Comunale e delle commissioni consiliari, conformandosi alle prescrizioni contenute nel codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs
82/2005, poi modificato dal D.lgs 235/2010). Tutto ciò, come riportato in delibera, con un risparmio di oltre 7.000 euro all’anno. Altro che “spreco che si poteva evitare” come lo definiscono i due, qui si è tenuto conto non solo di economizzare la spesa pubblica ma anche di migliorare il servizio di comunicazione e notifica interna all’Ente, snellimento dei processi, miglioramento di funzioni e servizi erogati, con un’attenzione rivolta anche alla tutela dell’Ambiente. A fronte di questi dati, dobbiamo pensare che i due consiglieri forse troppo assenti dalla vita amministrativa del Comune, evidentemente impegnati in più fruttuose attività professionali, si divertano a disinformare i cittadini, piuttosto che a fare proposte e a rendere la verità”.

Bacchettate ai due Consiglieri anche dal presidente del Consiglio comunale, Domenico Di Berardino: “ Ci aspettavamo un plauso per aver concretizzato la razionalizzazione delle spese, indicata peraltro dalla legge. Tra l’altro la presente iniziativa è stata sottoposta all’attenzione di tutti i capigruppo ma solo oggi veniamo a conoscenza delle opinioni di Tonelli e Ranieri. La prossima volta leggano meglio le delibere e facciano meno demagogia. È dovere di qualsiasi amministratore pubblico svolgere il proprio mandato all’insegna della partecipazione attiva e della tutela della verità, il resto è propaganda. Comunque, anche le campagne elettorali si fanno nel pieno rispetto dei cittadini, seguendo il principio fondamentale della veridicità”.



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