Sicurezza scuola, il consigliere regionale Bracco: “Ad Avezzano non pervenuta”



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Avezzano. “Prima la comunicazione di un indice di vulnerabilità sismica pari a 0,0149. Successivamente la rettifica, con il chiarimento che vi era stato un errore materiale e che l’indice era di 0,149. Dopo giorni e giorni di proteste di moltissimi genitori arriva la relazione dell’Enea che attesta, improvvisamente, la vulnerabilità a 0.35, contraddicendo di fatto una relazione che aveva redatto lo stesso Comune. È una vicenda che ha i contorni tutt’altro che nitidi quella che interessa un istituto scolastico di Avezzano frequentato da circa 600 studenti. Si tratta della scuola Primaria Mazzini-Fermi che si trova nel cuore della città marsicana e che già era stata al centro di una bufera mediatica, tanto che anche le telecamere di Mi manda Rai 3 arrivarono in città per chiedere chiarimenti su quanto stesse accadendo”.

A riportare attenzione sulla vicenda, anche alla luce degli ultimi incontri con le mamme, è il Consigliere regionale di Sinistra Italiana Leandro Bracco che chiede che venga fatta, una volta per tutte, piena luce sulle reali condizioni dello stabile.

“È impensabile che si continui a perdere ancora tempo. In una zona altamente sismica come è quella di Avezzano, i genitori non possono essere ‘consolati’ con la dichiarazione che si è nei parametri stabiliti dalla legge – precisa Bracco – Alcune classi di prima elementare addirittura mi risultano che siano allocate in un semi-interrato. Nella relazione dell’Enea – continua il Consigliere – si legge chiaramente che la scuola ha bisogno di interventi importanti. I genitori continuano a chiedere sicurezza e che si valuti anche l’affitto di moduli scolastici provvisori ma a quanto pare i loro timori devono fare i conti con il fatto che il Comune non abbia il denaro necessario. Dalla stampa locale, però, apprendo che l’amministrazione comunale avrebbe contratto debiti e acceso mutui per milioni di euro al fine di riempire buche e sistemare marciapiedi. La priorità, in una società civile, piuttosto che le buche, la dovrebbero avere le scuole e la sicurezza dei bambini”.



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