Scomparso Ennio Pantaleo, il più giovane patriota della Brigata Maiella



È scomparso ieri, 5 maggio 2022, Ennio Pantaleo, il più giovane patriota della Brigata Maiella.
Nato a Sulmona il 6 marzo 1930 si era arruolato il 20 ottobre 1944 nella compagnia pesante mista dopo aver maturato in fretta, nel turbinio della guerra, un profondo spirito di altruismo e un inusitato coraggio.

“Eravamo ricchi di fame, di scabbia e di pidocchi, un giorno, mentre giravo nei campi in cerca di qualcosa da mangiare, trovai un pantalone militare ed un moschetto. Quelli furono i miei primi pantaloni da adulto”.

Dai suoi ricordi, trascritti anche in un libro di memorie (Avevo solo quattordici anni. Il più giovane della Brigata Maiella, Ires Abruzzo edizioni, 2011), emerge appieno la drammaticità della guerra e il modo in cui essa si impose nella vita del giovane, all’epoca solo quattordicenne.

Impegnato in un girovagare famelico nelle campagne alla ricerca di cibo, Ennio ricordava di aver deciso di nascondere, d’accordo con la famiglia, tre prigionieri inglesi in fuga dal campo di Fonte d’Amore. Di uno di loro, in particolare, i Pantaleo si presero cura per oltre tre mesi, il soldato T. Sapper Ljhayman. Rastrellato per ben tre volte dai tedeschi, Ennio venne condotto fino a Palena dove sarebbe stato impiegato nei lavori forzati, se non fosse riuscito fortunosamente a fuggire. Rientrato a Sulmona si salvò anche dal bombardamento Alleato in piazza Garibaldi il 30 maggio 1944. Il 9 giugno, nella stessa piazza, avrebbe avuto il primo contatto con gli uomini della Brigata Maiella.

Fu la scomparsa del padre, tuttavia, a convincerlo ad arruolarsi. Il 12 agosto il macchinista ferroviere, costretto dai nazi-fascisti a turni forsennati di lavoro, subì una grave lesione cardiaca per un incidente che lo condusse alla morte. Per vendetta e rivalsa contro gli oppressori, Ennio decise di raggiungere allora Recanati, dove la Maiella si stava riorganizzando, passando così dalla sua personale guerra di “sopravvivenza” alla vera e propria lotta armata.

Nel Gruppo si erano già arruolati il cognato, Gaetano Cepale e un amico di famiglia, Angelo Di Flavio. Anche con il loro aiuto il giovane poté essere ammesso nelle fila della formazione, dichiarando di aver compiuto diciotto anni. Assegnazione: il plotone mortai, con il compito di portare le munizioni. Turni di guardia e combattimenti non lo fecero retrocedere dalla sua decisione. Come non ci riuscì la madre, accorsa fin dall’Abruzzo per tentare di riportarlo indietro. Pantaleo restò in servizio fino alla fine dei combattimenti e fu solo per le attenzioni del Comandante Ettore Troilo se nell’ultima fase di combattimenti, da Faenza in poi, venne spostato nella Compagnia Comando, nelle retrovie.

Il Prof. Nicola Mattoscio, Presidente della Fondazione Brigata Maiella, a nome personale e di tutto l’Ente, comunica il proprio rammarico per la scomparsa del più giovane tra i Patrioti della Maiella. “Si perde con la scomparsa di Ennio Pantaleo un altro tassello nel patrimonio variegato e ricchissimo di valore, di coraggio e di fiducia nella libertà dei combattenti della Brigata Maiella. Un patrimonio che intendiamo consegnare alle nuove generazioni perché sappiano trarre esempio da quanti, come Ennio Pantaleo, hanno combattuto per difendere la pace e la democrazia ed affidarle proprio alle generazioni a venire”. I funerali si terranno oggi nella chiesa del Santissimo Crocifisso a Sulmona.




Leggi anche