San Simeo, arrivano le telecamere di Sky e scoppia la bagarre


Avezzano. Arrivano le telecamere di Sky Tg24 ad Avezzano, alla scuola elementare Pomilio in via Sabotino e scoppia la lite tra i rappresentanti del Comune e dell’amministrazione del sindaco Gianni Di Pangrazio e alcuni rappresentanti dell’opposizione.

La giornalista di Sky e il suo cameraman sono arrivati davanti alla scuola intorno alle 15.30. La troupe è impegnata in un’inchiesta sulle scuole e sicuramente è stata sollecitata da segnalazioni che sono arrivate direttamente in redazione.

Anche perchè, dopo il terremoto del 24 agosto che ha devastato il centro Italia e che a distanza di sette anni da quello dell’Aquila ha fatto ricontare quasi 300 morti, ad Avezzano non si parla d’altro. I genitori di Avezzano e non solo, potrebbe dirsi tranquillamente della Marsica intera ma perchè no, dell’Italia intera, sono preoccupati, perchè tra dieci giorni riapre la scuola ma dove, come e quando portare i propri figli, ad Avezzano ancora non si sa.

E’ innegabile che l’amministrazione Di Pangrazio ha avviato un programma di messa in sicurezza degli istituti scolastici della città ma evidentemente non è bastato.

Un’inchiesta choc fu pubblicata sul quotidiano Il Centro, il 25 luglio del 2014. Portava la firma del giornalista Roberto Raschiatore, il quale, carte alla mano, mise nero su bianco i coefficienti previsti dalla legge e del tempo di vita utile di ogni struttura (prima di eventuali lavori di adeguamento). La scuola Pomilio, conosciuta come solo San Simeo, portava un coefficiente di 0,050, praticamente vita pari a zero.

Mentre i giornalisti di Sky cercano di capirne qualcosa in più, i genitori iniziano a riprendere i figli che sono all’interno. Sì, perchè la scuola è aperta, ci sono i bambini del centro estivo.

Accese le telecamere, davanti ai microfoni ci sono Nando Boccia, il vicesindaco, Francesco Di Stefano, l’ingegnere a capo del settore tecnico del Comune, Felicia Mazzocchi, consigliere provinciale di opposizione, Claudio Tonelli, dell’opposizione comunale e il consigliere Stefano Chichiarelli.

E’ bastato qualche scambio di battute per accendere subito gli animi.

Alla mia domanda al vicesindaco: “Se la scuola riapre significa che è sicura. Ma quindi è sicuro che se fa una scossa di terremoto i nostri figli possono stare tranquilli”, la risposta di Boccia è: “Ma perchè se fa il terremoto, casa tua è sicura. Stai facendo sciacallaggio. Come lo sta facendo l’opposizione che è qui presente.

Secondo Boccia si tratta di “Sciacallaggio. Siamo a tre mesi dalle elezioni e si portano queste cose sotto i riflettori”. Rispondo che a pochi chilometri da Avezzano si stanno ancora contando i morti. Che io sono una giornalista e non un politico e che davanti a San Simeo ci sono solo per fare il mio lavoro. E ricordo anche che sono una madre e sono preoccupata anche come genitore. Perchè la scuola potrebbe crollare in testa ai nostri figli.

A spiegare lo stato del plesso scolastico è l’ingegnere Di Stefano. Ai microfoni di Sky il responsabile dell’ufficio tecnico comunale conferma che le verifiche sono state fatte almeno tre anni fa ma che la scuola anche se ha un coefficiente basso è agibile e può ospitare bambini. “Stiamo lavorando”, spiega Di Stefano, “per trasferire i bambini all’istituto dei Geometri dove si sono liberate 13 aule sicure, adeguate dalla Provincia, che ospitavano gli studenti dello Scientifico. Si tratta di aule più sicure di quelle di San Simeo ma si sta ancora lavorando”. La giornalista di Sky ha anche sottolineato che da anni non si fanno verifiche e Di Stefano ha confermato che si tratta di una scuola vecchia di almeno 70/80 anni.

Alla mia domanda: “Ma tra dieci giorni la scuola si riapre, non dovevate forse anticipare i tempi? E soprattutto, dopo i fatti di Amatrice, siamo sicuri che i gentori si sentono sicuri a portare i bambini al centro estivo a via Sabotino?”, la risposta è: “Chi pensa che apriamo le scuole non agibili ai bambini è pazzo, non è così”.

Tonelli rifiuta l’idea di strumentalizzazione. “Noi vogliamo solamente che i bambini siano sicuri”.

Per il Comune dunque è tutto sotto controllo.

Magari ad Avezzano come anche in tutte le altre città d’Italia, prima di far entrare gli studenti sotto i tetti di cemento o negli scantinati, davvero bisognerebbe fare un esame non solo alle strutture ma anche alle coscienze.

Anche perchè Avezzano migliaia di morti sotto le macerie del terremoto li ha già pianti e li ha anche commemorati con un anno di eventi, in occasione del Centenario, costati migliaia e migliaia di euro, con tanto di presenza di istituzioni e nomi della politica italiana di ogni genere, ordine e grado.

Magari era forse meglio quelle decine e decine di migliaia di euro versarle direttamente nelle casse comunali per l’adeguamento sismico delle scuole. Non tanto per non far parlare i giornalisti ma quanto per non far sì che qualche genitore il proprio figlio non se lo ritrovi più nel lettino della sua cameretta ma in una bara bianca dentro un palazzetto.

 

 

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