Riqualificazione area ex zuccherificio, Santilli getta le basi per una collaborazione con l’Università di Teramo



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Celano –  Il sindaco di Celano, Settimio Santilli, insieme all’assessore alle politiche agricole, Domenico Fidanza, ha incontrato, presso l’Università di Teramo, il professor Antonello Paparella, Preside della Facoltà di Bioscienze e tecnologie agro-alimentari ed ambientali dell’ateneo teramano.

Abbiamo iniziato – ha detto il sindaco – a porre le basi per un’eventuale collaborazione tra il Comune di Celano e la stessa Facoltà per la eventuale riqualificazione e relativa gestione degli spazi della palazzina sita nell’area dell’ex zuccherificio Sadam a Borgo Strada 14, in disuso da più di un decennio. Abbiamo intenzione di crearvi un vero e proprio centro servizi per l’agricoltura.

Un centro a disposizione del mondo agricolo, sia per le pratiche amministrative, mai banali e semplici, come ad esempio PSR e fondi europei e non solo, che per le analisi di tutto ciò che interessa la coltivazione dei campi, dagli stessi terreni, alle sementi, ai concimi, fino al prodotti finali che arrivano sulle nostre tavole. Un punto di riferimento anche logistico, finalmente diretto e immediato per tutti gli agricoltori della Marsica, perché allocato proprio nella piana del Fucino”.

Nello stesso centro – ha continuato il primo cittadino – potrà essere creata una struttura di formazione per gli studenti e neolaureati nel settore, con stage di analisi e ricerca al fine di aumentare le professionalità nello stesso. Con la creazione del Centro Servizi per l’agricoltura a Strada 14 intendiamo offrire un sempre maggiore e migliore supporto alla nostra agricoltura che, dato fondamentale e particolare da non trascurare, rappresenta da sempre il primo comparto per il PIL del nostro territorio, grazie soprattutto, se non esclusivamente, agli investimenti lungimiranti degli agricoltori stessi”.

“Nelle prossime settimane – ha concluso – torneremo ad incontrarci con il Preside di facoltà al fine di definire al meglio la futura collaborazione che apporterà sicuramente benefici al territorio agricolo, ma anche all’indotto che orbita intorno a questo, in un’area abbandonata da anni che rischia di degradarsi ulteriormente e irrimediabilmente e che invece merita nella maniera più assoluta di essere rivalutata”.