Riallagamento del Fucino, secco no da parte dell’assessore Alfonsi



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano – “Le proposte del professore Giorgio Giannini potrebbero danneggiare gli imprenditori, appaiono superficiali e non ben ponderate da una consapevolezza sulla realtà che esprime la piana  del Fucino”.

L’assessore all’Agricoltura del Comune di Avezzano, Kathia Alfonsi, interviene sul tema ripreso dallo storico Giannini sul ritorno per una parte del Fucino, di un piccolo lago.

“Fucino rappresenta una realtà agricola di primaria importanza per l’intera Italia con i suoi 8 milioni di quintali di produzione orticole, di indispensabile motore economico di tutta la Marsica, con i 450 milioni di euro di pil agricolo che scaturiscono dall’attività di 15mila addetti diretti ed indiretti occupati nell’attività primaria”, dice Alfonsi, “non è solo l’agricoltura ad essere sacrificata dalle proposte del professore, il Telespazio è una infrastruttura strategica di livello mondiale che si trova all’interno del Bacinetto, esistono infatti all’interno dell’alveo altre attività artigianali e commerciali oltre a consistenti nuclei urbani. In questo momento per il Fucino la priorità deve essere un programma specifico e diretto per assicurare le indispensabili risorse idriche”, insiste l’assessore all’Agricoltura, “per questo a luglio insieme a tutti i Comuni marsicani anche quello di Avezzano ha sottoscritto un documento che impegna il presidente della Regione Luciano D’Alfonso a utilizzare le risorse 50 milioni di euro del Masterplan per l’impianto di irrigazione fisso su tutta la piana e per l’adeguamento degli impianti di depurazione”.

“Il territorio si è espresso e non c’è modo di tornare indietro”, conclude l’assessore, “mentre dal professore Giannini si può mutuare il suggerimento di dare avvio a un’intensa opera di imboschimento dei versanti confluenti  e realizzare aree forestali di infiltrazione per il ricarico della falda.  Tutte queste aree produrrebbero effetti ambientali in senso lato ma anche luoghi di fruizione per il tempo libero, come auspica il professore. Attività agricola intensiva ed ambiente non sono in contrasto e lo dimostrano le scelte di grandissimi gruppi commerciali, agroindustriali e della grane distribuzione organizzata che non hanno difficoltà ad associare i loro marchi alla faccia degli straordinari imprenditori agricoli del nostro Fucino”.




Lascia un commento