Referendum. Il circolo PD di Luco dei Marsi vota sì a difesa dell’ambiente



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Luco dei Marsi – “Il circolo del Partito Democratico di Luco dei Marsi ritiene necessario che anche dal nostro territorio esca una indicazione politica forte per la salvaguardia dell’ambiente e della salute e che orienti la politica energetica dell’Italia verso le fonti rinnovabili”.

Così i rappresentanti del circolo del Partito Democratico “Rocco Amadoro” di Luco dei Marsi, in merito al referendum del 17 aprile col quale verrà chiesto agli italiani se vogliono abrogare una norma (il terzo periodo del comma 17 dell’articolo 6 del Codice dell’Ambiente) che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane fino all’esaurimento del giacimento, senza limiti di tempo.

“ Ricordiamo che già oggi in Italia si produce più del 40% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili, con 60mila addetti tra diretti e indiretti, e una ricaduta economica di 6 miliardi di euro. Con il voto per il SI al referendum si segnala anche la necessità di una scelta politica precisa che lasci alle comunità locali la facoltà di decidere quali attività siano compatibili con lo sviluppo economico del proprio territorio”.

“Salviamo il nostro mare. Alcune delle piattaforme soggette a referendum si trovano nel mare Adriatico di fronte all’Abruzzo e alle Marche. In un sistema chiuso come il mar Adriatico un eventuale incidente sarebbe disastroso e l’intervento umano si rivelerebbe pressoché inutile, come dimostra l’incidente avvenuto nel 2010 nel Golfo del Messico”, continuano nella nota i Rappresentanti, “ Il referendum non chiede la chiusura immediata degli impianti ma chiede di rispettare le date di scadenza delle concessioni. E’ importante ricordare che è una regola dello Stato e della Unione Europea fissare una scadenza certa per le concessioni di beni pubblici rilasciate a soggetti privati. Le compagnie petrolifere non devono godere di un privilegio speciale, che non vale per nessun altro, togliendo ogni scadenza temporale alle concessioni e lasciando solo a loro la possibilità di appropriarsi di una risorsa pubblica a tempo indeterminato”.




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