Ragazza palpeggiata da tre magrebini alla stazione di Avezzano



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Avezzano – Non è giunta alla ribalta della cronaca, i motivi sono tanti, ma la città è piccola e la notizia arriva ed è certa. Proprio all’inizio di questa settimana,  in ore serali, si è consumata una violenza sessuale ai danni di una ragazza da parte di tre sconosciuti magrebini, proprio in quel maledetto sottopassaggio della stazione ferroviaria che collega Piazzale Kennedy con Piazza Matteotti.  Poco importa chi è, potrebbe essere stata una figlia, una sorella, una amica, una mamma di chiunque.

Pesante il trauma subito, limitato dalla prontezza della fuga, a palpeggiamenti delle parti intime riuscendo a sfuggire a ben più gravi conseguenze. Comunque, si tratta di violenza sessuale! che ne nessuno si permetta di dire il contrario.

Una canzone dice “Parole, parole, parole” e sono esattamente le parole che riempiono pagine piene di prospettive, di progetti  in merito alla prevenzione e la repressione dei reati in genere,  e ancora si assiste ad un deplorevole atto  che per l’ennesima volta si è perpetrato in un luogo ormai diventato un emblema del degrado della città: la stazione ferroviaria di Avezzano.

Un luogo dove lo spaccio di sostanze stupefacenti è sotto gli occhi di tutti. Ovviamente la prima considerazione è: le forze dell’ordine dove sono?   Loro con un ridotto organico, con una sola vettura per l’intero territorio,  ci sono e ritengo facciano il possibile, ma chi scrive ricorda bene di aver seguito un caso di un giovane extracomunitario, che pur in possesso di un gran numero di biciclette rubate, di furti in appartamenti vicini, di macchine sottratte ai proprietari e poi distrutte sotto effetto di alcool o droga e al terrore seminato nel proprio condominio,  da un “generoso” p.m. è stato rimesso in libertà in quanto non trovato in flagranza di reato. Scherziamo? Non va neppure dimenticato che  ultimamente l’ex dirigente del commissariato di P.S. con i poliziotti, durante l’esecuzione di un arresto venivano aggrediti , riportando lesioni personali, dal malfattore che, con un suo  complice, era responsabile di un tentato furto di un veicolo in sosta.

Telecamere, video sorveglianza, strumenti utili ai fini investigativi per le forze dell’ordine per identificare chi delinque che,  nel luogo più malfamato della città, risultano assenti o inefficienti. Il Sindaco di Avezzano ha sottoscritto un impegno sulla sicurezza territoriale della città con il Prefetto di L’Aquila, quindi nel frattempo tutto è possibile?

Chi non ricorda,  in seguito a una sottoscrizione  dei commercianti di Piazza Matteotti per l’incredibile e libero spaccio da parte di indisturbati extracomunitari  lo  stazionamento, in una determinata fascia oraria del periodo natalizio,  della pattuglia della Polizia Locale (ndr  lapalissiano che fungesse da deterrente, ma si sa quando il gatto non c’è i topi ballano)  Poi tutto è tornato alla quotidianità, l’operazione meritevole è nata e morta lì.

Si dice che la speranza è l’ultima a morire, ma se prevale la delinquenza perché l’operato delle forze dell’ordine viene ridotto al nulla dal magistrato di turno? con leggi italiane che difendono chi attacca e condannano chi si difende, a che serve discuterne? …parole, parole, parole.



Redazione Contenuti

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