Raccolta funghi, Ministero della Salute: “attenzione alle fake news sul rischio intossicazione”



Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print

In merito alla diffusione di fake news sui funghi e in particolare sulla loro tossicità, il Ministero della Salute precisa che:

  • la tossicità di un fungo di specie tossica NON può essere eliminata con trattamenti empirici come “togliere la pellicina che lo ricopre” ovvero la cuticola del cappello o altre parti
  • le specie fungine tossiche, con particolare riferimento a quelle potenzialmente mortali, rimangono tossiche anche dopo la cottura o altri trattamenti che possono essere effettuati a livello casalingo
  • le variazioni della tossicità nell’ambito della stessa specie sono generalmente irrilevanti, per cui in linea di massima NON E’ VERO che una specie può rivelarsi più o meno tossica; in ogni caso le eventuali variazioni dei contenuti di tossine NON sono determinati da fattori individuabili dal raccoglitore e nemmeno dal micologo, come per esempio lo stadio di maturazione: è quindi errato affermare che i funghi giovani sono meno tossici di quelli maturi
  • non si può parlare genericamente di funghi velenosi come se fossero tutti uguali, in quanto le tossine presenti nelle diverse specie sono chimicamente diverse e hanno differenti effetti, anche a seconda delle dosi ingerite, nell’organismo umano; ad esempio non si può indicare un fungo velenoso definendolo semplicemente “Amanita”, in quanto esistono numerose specie tossiche nel genere Amanita, con tossicità fra loro molto differenti.

Si raccomanda, quindi, per il riconoscimento della specie dei funghi raccolti, di chiedere sempre informazioni sulla loro eventuale tossicità ai micologi operanti nel nostro territorio, presso gli Ispettorati micologici delle ASL territorialmente competenti.

Fonte: Ministero della Salute