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Progetto Acquedotto Ferriera e futuro del fiume Giovenco: arrivano allarmi e dubbi dal territorio

Maria-Tortora

Pescina – Dalla pagina social Ortona dei Marsi Prima Pagina giungono forti perplessità relative al progetto dell’Acquedotto Ferriera, con istituzioni e rappresentanti locali che chiedono garanzie sulla tutela ambientale del territorio.

L’intervento, che prevede oltre 25 milioni di euro messi a gara nell’ambito del piano ministeriale MIT-PNIISSI, punta a interconnettere i sistemi idrici dell’Acquedotto Ferriera, dell’Acquedotto Gran Sasso e del Campo Pozzi di Trasacco per migliorare la distribuzione dell’acqua verso Avezzano e i centri limitrofi.

Il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) stabilisce che il tratto compreso tra le sorgenti Pulciara e Ferriera e la centrale di Ortona dei Marsi non subirà interventi nell’immediato.

Come si legge nella nota condivisa online, tra Ortona dei Marsi e il partitore di Pescina si procederà invece con la tecnica del relining per risanare alcuni tratti della tubazione esistente e con la posa di una nuova condotta su un percorso alternativo.

Dal partitore di Pescina la nuova linea proseguirà verso Trasacco, realizzando il collegamento con il Campo Pozzi.

Le maggiori preoccupazioni sollevate su Ortona dei Marsi Prima Pagina riguardano la tenuta del corso d’acqua.

Nell’attuale assetto, parte della risorsa impiegata presso la centrale di Ortona viene restituita direttamente al fiume Giovenco. Con il futuro trasferimento verso il bacino di Trasacco, ci si chiede “quanta acqua continuerà a essere restituita al fiume Giovenco, soprattutto nei periodi di minore disponibilità delle sorgenti?”.

Vengono chiesti chiarimenti sull’eventuale presenza di “un valore minimo garantito di deflusso ecologico, indipendentemente dai fabbisogni acquedottistici” e sull’impatto dei cantieri previsti tra Ortona dei Marsi e Pescina.

Sulla vicenda è intervenuto anche Alfonsino Scamolla, consigliere di minoranza del Comune di Pescina, che parla di una situazione critica per il bacino locale.

“Avete preso di mira il fiume Giovenco e basta!!! Se non stiamo attenti il fiume lo seccano in altro modo, portando l’acqua potabile a chi da anni ci prova a prendersela”, scrive Scamolla nella sua nota online.

Il consigliere richiama la necessità di trovare una risposta unitaria tra le comunità locali, sostenendo che “serve unità dei territori e una nuova battaglia tutti uniti” per difendere la risorsa idrica della valle.

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