Pos: quale scegliere per la propria attività ed i costi

Il POS è un lettore di carte di credito, carte prepagate e bancomat, che permette di accettare pagamenti provenienti da queste carte nel proprio esercizio commerciale. Ad oggi è fondamentale avere un POS, in primo luogo perché la legge impone un obbligo al commerciante di accettare i pagamenti mediante carta, poi perché molte persone preferiscono uscire di casa senza contanti, pertanto, rifiutare un pagamento con carta, potrebbe significare la perdita di un cliente.

L’obbligo del POS

In Italia, il POS è obbligatorio dal 2012, per tutte le attività commerciali, anche itineranti, e per i liberi professionisti ed artigiani. Tuttavia, la mancanza di sanzioni ha permesso a molti commercianti di ignorare le direttive senza conseguenze. Dal 2020, precisamente dal 1° luglio, è stata introdotta anche una sanzione pecuniaria per gli esercenti che si rifiutano di accettare pagamenti mediante carta. Tale sanzione ammonta ad una parte fissa di 30 euro, che va sommata al 4% dell’importo rifiutato. Quindi, qualora il commerciante dovesse rifiutare di accettare il pagamento di 1 euro, ad esempio, pagherebbe 30,04 euro. Infatti, il cliente può segnalare all’Agenzia dell’Entrate ogni violazione, anche di pochi euro. 

I tipi di POS

Attualmente esistono diversi tipi di POS tra i quali i commercianti possono scegliere, in modo da individuare la soluzione migliore per la propria attività. In genere, il POS più diffuso è quello fisso, adatto per i negozi ed i locali che accettano pagamenti solo al punto cassa. Si tratta di uno strumento che funziona grazie al sistema di connettività Ethernet/Adsl. Per gli esercizi commerciali che accettano pagamenti anche al di fuori del punto vendita, come ad esempio i ristoranti con tavoli all’esterno che vogliono semplificare i pagamenti portando il POS direttamente al tavolo del cliente, la soluzione ideale è un POS portatile, come il  POS portatile di Nexi ad esempio. Esistono, però, anche altre tipologie di POS, come quello mobile per accettare pagamenti tramite app, ideali per gli ambulanti e le piccole attività, oppure soluzioni integrate con il servizio cassa che permettono di ottenere lo scontrino a norma di legge e la ricevuta di pagamento da fornire al cliente con pochi click.

Quanto costa il POS?

Il costo del POS per gli esercenti è dato da molteplici fattori. Come prima cosa, bisogna considerare l’acquisto oppure il noleggio del dispositivo: a seconda di ciò, si ha un prezzo da corrispondere una tantum oppure un costo aggiuntivo al canone di utilizzo. Poi, vanno aggiunti i costi di attivazione, che comprendono non solo l’istallazione dell’hardware ma anche l’attribuzione del codice per abilitare il proprietario all’utilizzo del dispositivo. Alcuni istituti di credito consentono l’istallazione del POS senza l’intervento del tecnico. In questo caso, dal prezzo va escluso il costo della manodopera. Ancora, bisogna considerare la commissione sulle transazioni effettuate, che può essere fissa oppure variabile, cioè con diverse percentuali a seconda del circuito di appartenenza della carta, o della tipologia della stessa. A volte, il contratto prevede l’applicazione sia di somme fisse che di somme variabili. Proprio per questo, per individuare la soluzione più adatta al proprio esercizio commerciale, è bene leggere con attenzione la proposta contrattuale.