Petizione on line di WWF Abruzzo “No alla riduzione del Parco Regionale Sirente Velino”



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Abruzzo  – Il WWF Abruzzo ha lanciato una petizione on line per chiedere il ritiro della proposta di legge per la riduzione del Parco Regionale Sirente Velino.

Ancora un taglio al Parco Regionale Sirente Velino, ancora un attacco alla natura abruzzese! Chiediamo alla Regione Abruzzo di ritirare questa scellerata proposta e di rilanciare il Parco investendo energie e risorse su proposte concrete anche di sviluppo economico che siano in grado di coniugare le reali esigenze del territorio e la salvaguardia ambientale. I Parchi si gestiscono, non si tagliano!” così scrive il WWF Abruzzo sulla sua pagina Facebook.

Ad oggi hanno aderito all’iniziativa 2.950 firmatari per dire NO alla riduzione del Parco Naturale Regionale Sirente Velino, NO alla distruzione della fauna d’Abruzzo e NO al rilancio dell’unico Parco regionale dell’Abruzzo.

La Giunta della Regione Abruzzo” si spiega nella petizione “ha approvato una proposta di legge per la riduzione del Parco Regionale Sirente Velino di circa 8000 ettari soprattutto nella Valle Subequana ma anche sull’Altopiano delle Rocche. Una riperimetrazione contraria a ogni logica, non solo tecnico-scientifica di continuità e tutela ambientale, ma anche amministrativa e di buon senso, tanto più dopo che la Regione ha commissariato e lasciato il parco privo di organi di gestione dal 2015. Di fatto, territori che oggi sono chiusi alla caccia perché compresi nel Parco, se la nuova perimetrazione venisse accettata, sarebbero aperti alle doppiette…un peggioramento sostanziale nella gestione del territorio e della fauna! È assurdo il modo in cui la Regione Abruzzo tratta il suo unico Parco regionale, un territorio di grande valenza naturalistica e di fondamentale importanza per la biodiversità italiana dove vivono animali come il Lupo, l’Orso marsicano, il Cervo, il Camoscio d’Abruzzo, l’Aquila reale, l’Avvoltoio grifone, la Coturnice e tanti altri. Chiediamo alla Regione Abruzzo, di ritirare questa scellerata proposta e di rilanciare il Parco investendo energie e risorse su proposte concrete anche di sviluppo economico che siano in grado di coniugare le reali esigenze del territorio e la salvaguardia ambientale”.