Pescasseroli, “Dialoghi sul ’68” in omaggio a Saverio Saltarelli, studente abruzzese assassinato a Milano



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Pescasseroli – In Italia più che altrove, la grande spinta progressiva e rivoluzionaria del ’68 ha abbracciato un intero periodo storico, unendo come protagonisti studenti ed operai, Sud e Nord, masse ed intellettuali.
Per questo ragioni, più che altrove, la reazione é stata brutale e terroristica, ad opera di alta borghesia e imperialismo, fascismo e settori di governo.

Saverio Saltarelli nasce a Pescasseroli il 25 maggio 1947, emigra a Milano come studente-lavoratore che frequenta l’università a prezzo di duri sacrifici, impegnandosi con generosità e serietà nel movimento degli studenti, nella sinistra rivoluzionaria. A Milano viene ucciso  nel pomeriggio del 12 dicembre 1970, colpito al cuore da un candelotto lacrimogeno sparato a pochissimi metri da un reparto di carabinieri. Il 12 dicembre 1970 non a caso é il primo anniversario della “strage di stato” di Piazza Fontana a Milano, quando nella Banca dell’Agricoltura una bomba criminale causa 17 morti ed 88 feriti, avviando la criminalizzazione di sinistra, anarchici, movimento studentesco ed operaio. Pietro Valpreda è accusato ed arrestato innocente, Giuseppe Pinelli muore innocente dal quarto piano della questura di Milano, ogni manifestazione é vietata per settimane : si vogliono cancellare il ’68 studentesco e l’autunno caldo operaio del ’69, imponendo in Italia un regime alla “greca”, apertamente reazionario e semi-fascista.

Ma la resistenza popolare vince, con il movimento studentesco che riunisce intorno a sé i settori più combattivi delle sinistre e delle masse, rompendo l’assedio con intelligenti iniziative politiche e grandi manifestazioni popolari, difese in strada dalla repressione. Per l’intero 1970 si svolge questa battaglia fondamentale, che arriva fino al 12 dicembre. Qui ogni manifestazione é di nuovo vietata, tranne quella dell’Anpi in Piazza Duomo contro il regime fascista spagnolo. Il Movimento Studentesco, temendo a ragione le provocazioni, presidia in massa l’università Statale, dalla quale nel gennaio scorso é partita la controffensiva democratica contro la stretta repressiva.

L’università Statale sarà il vero obiettivo delle violente cariche che colpiscono alle spalle gruppi di manifestanti al termine della manifestazione Anpi. I giovani sono inseguiti e sospinti proprio verso la Statale; essi a stento trovano riparo dietro il servizio d’ordine del Movimento Studentesco, che a sua volta è subito investito da violentissime cariche e fitto lancio di lacrimogeni ( oltre che colpi di pistola, ben documentati). L’aggressione é respinta e l’università non viene espugnata, ma durante uno degli attacchi più duri Saverio Saltarelli é colpito al cuore da un candelotto lacrimogeno sparato come fosse un proiettile. Egli muore qualche minuto dopo. Subito si tenta di accreditare la bugia del “malore”  o del sasso scagliato da un manifestante: la mobilitazione popolare e l’accorto impegno degli avvocati ristabiliscono la verità della tragedia. Tre giorni dopo un’imponente manifestazione studentesca e popolare riempie Piazza Duomo; questa grande partecipazione e le parole di Turi Toscano affidano la figura di Saverio alla memoria vigile ed all’affetto di chiunque lotti per la democrazia ed il socialismo.

Questo ci ricorda anche la lapide posta da lunghi anni sul luogo del sacrificio, all’angolo tra via Larga e via Bergamini, dove ogni 12 dicembre  Saverio è ricordato da compagni ed amici.

Torniamo quest’anno con rinnovata attenzione a riflettere e discutere sulla grande stagione del ’68, e lo facciamo con gli occhi ben rivolti al presente ed al futuro. Non solo per l’incredibile dinamismo culturale e politico del ’68 e dintorni, ma anche perché questo nostro ’68 italiano e mondiale – come l’89 francese, il ’48 europeo, il ’17 bolscevico – presenta il conto delle sue “onde lunghe” a chiunque ne abbia decretato la fine in modo interessato e strumentale.

Il 12 dicembre continua a parlarci di un ’68 così correttamente inteso; e così in Saverio Saltarelli vive questa grande memoria storica, con la sua vita che emblematicamente racchiude tutto il decisivo periodo ’68-’70. Tanto che nei suoi ventitre anni Egli continua a camminare con noi, verso la conquista di una società finalmente libera dagli sfruttamenti e dalle guerre.

* Mercoledi 12 dicembre 2018 ore 15,30 – cimitero di Pescasseroli: OMAGGIO A SAVERIO SALTARELLI nella cappella di famiglia dove riposa, nel 48.mo anniversario del suo omicidio a Milano.

* Domenica 16 dicembre 2018  ore 16 – Pescasseroli cinema “Ettore Scola” : “DIALOGHI E MONOLOGHI SUL ’68 ” ( con A.Santucci, R.Mordenti, S.Di Pirro).