Parco Torlonia: presentata la tavola rotonda “Come cambia la costituzione, riforma costituzionale”



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Avezzano – Si è svolta all’interno del Parco Torlonia, inserita nel calendario degli eventi della “Settimana Marsicana” organizzata dalla Pro Loco di Avezzano  la tavola rotonda “Come cambia la costituzione, riforma costituzionale grazie alla partecipazione del Festival “Controsenso”. presieduta dal presidente del consiglio regione Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio,  relatori:  Emiliano Fiano Responsabile nazionale PD con delega alle Riforme,  prof. Giampiero Di Plinio (costituzionalista), Luca Sbardella presidente  del “Comitato per il No” – Italia Protagonista

Il presidente Giuseppe Di Pangrazio, che ha assunto il ruolo  di coordinatoreIl referendum sulla riforma della costituzione è stato approvato in Parlamento il 12 aprile 2016.

Sono state distribuite al pubblico  delle schede di sintesi dove erano  riportati  sei punti importanti discussi per la riforma costituzionale: 1) il superamento del bicameralismo perfetto.  2) La revisione del  riparto delle competenze tra Stato e Regioni 3) L’eliminazione delle Provincie  4) Contenimento delle indennità dei consiglieri regionali e l’eliminazione del finanziamento dei gruppi regionali   5)Certezza dei tempi per l’approvazione delle Leggi  6) strumento di partecipazione popolare.

L’on.le Emiliano Fiano, responsabile nazionale PD con delega alle Riforme,  alla domanda se effettivamente è urgente effettuare la riforma costituzionale ha così risposto:  “In Italia, a meno che non ci raccontiamo delle bugie, la democrazia istituzionale non funziona  perfettamente.  C’è un bicameralismo paritario, i due ranghi del Parlamento hanno pari doveri e pari diritti. I processi legislativi  nel nostro Paese, come raramente accade nel mondo occidentale, passano attraverso due rami parlamentari di rappresentanza popolare identici .  Il bicameralismo nasce come risposta democratica antifascista alla dittatura, come elemento di mediazione in seno alla Assemblea  Costituente,  ma oggi risponde alle esigenze di efficienza,  rapidità semplicità del sistema legislativo? Ritengo di no. In questa legislatura ci sono leggi che non arrivano in fondo, si attuano maggioranze eterogenee tra camera e senato. Vogliamo per gli italiani, per i problemi  reali,  economici, fiscali, di lavoro, di cultura di infrastrutture dei Comuni delle Regioni,  non per il colore che rappresentiamo oggi, vogliamo una democrazia istituzionale che dia risposte trasparenti e rapide che siano la risposta alla realizzazione di quello che la maggioranza ha promesso in campagna elettorale.   Da qui l’urgenza.”

Il presidente  del “Comitato per il No” – Italia Protagonista Luca Sbardella ha ribattuto che “il no deriva proprio per gli stessi motivi enunciati da on.le Fiano perché l’attuale maggioranza non  esce vittoriosa da una tornata elettorale  ma è stata messa insieme , un po’ artificiosamente dopo un risultato elettorale di sostanziale pareggio. Questo ha creato che, insieme al comitato disposto tra la differenza di sistemi elettorali tra Camera e Senato,  ha fatto sì che al momento  in  Senato la situazione sia un po’ più “impantanata” rispetto alla Camera dove la maggioranza è schiacciante, dovuta al sistema elettorale che le ha garantito il gran numero di  parlamentari eletti. Per questo, un Governo non uscito vincitore dalle elezioni non può  approvare una riforma costituzionale così importante.  Concordo che il sistema costituzionale sia obsoleto e  che non ci sia un bicameralismo perfetto  ma  la riforma approvata complicherà ulteriormente le cose. Noi riteniamo che per risolvere i problemi  immediati della gente servirebbe  dotare il potere esecutivo di maggiore possibilità senza dover aspettare i tempi lunghi del Parlamento .  Qui non si è rafforzato il potere esecutivo ma si è indebolito il Parlamento. Si sono confusi con la ripartizione del potere esecutivo legislativo facendo saltare l’equilibrio stabilito dai costituzionalisti nel 1948. Togliere al Senato la competenza su alcune materie mantenendo altre provoca degli squilibri. E’ stata mantenuta  la competenza sui  trattati internazionali , si deve partire dal presupposto che in futuro il Senato sarà composto da consiglieri regionali e da sindaci che tendenzialmente potrebbero non avere una competenza specifica su tali argomenti,  ponendoli in difficoltà. Al contrario viene tolta la competenza su tutto ciò che riguarda la finanza locale, vale a dire le risorse che interessano i comuni,  gli enti locali.”

Presa la parola il costituzionalista prof. Giampiero Di Plinio  ha esordito affermando “il dibattito è privo di senso per chi lo ascolta, non si  riesce a comprendere il significato del si e del no. Il presupposto generale si chiama kronos “il tempo passa” . Dal 1948 ad oggi sono passati settant’anni  e non solo sull’orologio ma nelle nostre case, nelle nostre tasche, nel nostro modo di fare, nelle nostre abitudini, il tempo è  passato nella vita quotidiana, sociale e politica. La Costituzione fu fatta per mettere trappole alla democrazia  e fu una buona cosa, si usciva dalla guerra mondiale, dal fascismo e non si sapeva che fine poteva fare l’Italia e si è ragionato bene dicendo: ragazzi la democrazia ora è pericolosa e dunque tutti i poteri della Costituzione sono stai messi apposta ,così sbilanciati,  a favore del rallentamento della democrazia e a favore di altri organi. Le regioni sono state  create apposta. Il Senato  ha composizione differenziata ma  uguali competenze perché così  dura il doppio il procedimento legislativo e deve essere approvato da due organi a composizione differenziata.  trappole su trappole. Il tempo è passato. Quella Costituzione unita ad una legge essa stessa fatta per mettere trappole: il proporzionale, impedisce la decisione, obbliga alla coalizione, all’accordo,   regalandoci 50 anni di un certo tipo di potere. Cos’è cambiato?  abbiamo un sistema economico che chiede responsabilità,  risoluzione e soprattutto che si venga ad istituire un principio generale del diritto di tutti i tempi: chi prende una decisione abbia anche la responsabilità di quella decisione.  Il Senato diventa un contro potere nei confronti delle politiche del Governo. Il Senato diventa il Senato delle Regioni.  Per la prima volta le regioni non andranno a elemosinare a Roma ma diventano organo costituzionale che avrà  la stessa dignità costituzionale del Governo e della Camera dei Deputati.”

Fronti aperti per il sì e per il no.




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