“Oggi più che mai ricordare è indispensabile”



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano – La presenza del Sindaco della Città di Avezzano Giovanni di Pangrazio ha dato ufficialità, per la giornata della memoria, al viaggio raccontato da Gimmi Basilotta al Teatro dei Marsi: Auschwiz a/r, un dialogo accompagnato dalla musica di Isacco Basilotta .

Una platea di giovani studenti alla quale, il Primo Cittadino, ha consegnato la responsabilità di sentire, vedere, comprendere e mai dimenticare il dramma vissuto da milioni di uomini trucidati ingiustamente, e farne la bandiera di pace della propria esistenza.

Lo spettatore è stato preso per mano ed accompagnato tappa dopo tappa, da Cuneo alla destinazione. La stessa dei 26 concittadini ebrei deportati al campo di concentramento di Auschwiz, arrivati davanti a quel cancello, con quella scritta “Arbeit macht frei“, dove per molti la vera libertà è stata la morte.

Un viaggio scandito da parole che nel suono perdono la sostanza del loro significato.

Elenco” interminabile, composto da centinaia, migliaia di persone vittime dell’olocausto.

Pezzo” in tedesco stuck. Così venivavo chiamati i prigionieri….stuck!

Numero” oggi noi accettiamo di essere un numero: il numero del bancomat, della fila in un ufficio postale, ma chi quel numero lo aveva tatuato sul braccio perdeva la propria identificazione umana e la propria vita, se non scandito perfettamente in tedesco.                 Il numero cancellava il volto.

Orma” quella lasciata oggi lungo il cammino, come traccia del nostro passaggio, ma che ieri tutti i deportati non hanno potuto affidare agli altri.

Camminare” vuol dire andare avanti, e soprattutto non essere soli.

Tante parole, almeno 72 raccolte durante il viaggio, ed ognuna porta il carico del passato dolore.

Shoah: la distruzione dello sterminio nazista. Ognuno di noi almeno una volta ha visto ciò che nessuno vorrebbe mai vedere soprattutto sapere: forni crematori, esseri umani ridotti a scheletri, che nell’istante della loro immobilità difficilmente si distinguono da quella “montagna di cadaveri” gettati come “stuck” in fosse comuni…. e non guardiamo più per non soffrire, sperando che ciò non possa mai più ripetersi…fosse comuni …..

26 settembre 2014 – nel sud del Messico. nel corso delle ricerche per i 43 studenti scomparsi dalla città messicana di Iguala, sono state scoperte 60 fosse comuni Le autorità hanno recuperato un totale di 129 corpi, tra cui quelli di venti donne.

25 maggio 2015 – Orrore al confine tra Malaysia e Tailandia: le autorità malaysiane hanno scoperto 139 fosse comuni di migranti in 28 campi abbandonati da trafficanti di esseri umani, campi dove passano migliaia di persone in fuga, soprattutto musulmani Rohingya provenienti dalla Birmania

28 novembre 2015 – Una nuova fossa comune contenente almeno 110 cadaveri è stata scoperta in queste ore nei pressi della città di Sinjar, in Iraq, riconquistata da Peshmerga e Yazidi col supporto della coalizione guidata dagli USA all’inizio del mese.

17 gennaio 2016 – Almeno 300 civili sarebbero stati uccisi e altri 400 rapiti dai jihadisti dello Stato Islamico in seguito a un assalto nella città siriana di Deir Ezzor, ad est del Paese. A confermare l’assalto e il rapimento di almeno 400 civili in prevalenza sunniti è l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani.

Possiamo davvero voltarci dall’altra parte e pensare che Shoah,, olocausto appartengano al passato? Dobbiamo invece ricordare e combattere nel quotidiano affinché l’altro sia per noi ciò che noi siamo per l’altro.

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” Primo Levi




Lascia un commento