“Non riportare le donne afgane al medioevo dei diritti”, appello di Commissione Pari Opportunità e Consigliere di Maggioranza



Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print

Avezzano –  Anni e anni di piccoli passi in avanti nel campo dei diritti delle donne afgane rischiano di sfumare con il ritorno al potere del talebani. Commissione pari opportunità e consigliere di maggioranza dell’amministrazione Di Pangrazio non credono nelle assicurazioni del portavoce dei talebani all’indomani del ritorno al potere:Le donne potranno uscire di casa e studiare”. Per questo lanciano un accorato appello alla comunità internazionale, affinché le sofferte conquiste delle donne afgane in questi ultimi anni non scompaiano in un attimo per tornare “al medioevo dei diritti. Nessuno può restare a guardare”, affermano all’unisono le componenti della commissione pari opportunità e le consigliere di maggioranza, “esprimiamo tutta la nostra solidarietà e la vicinanza alle donne afgane. Ma sappiamo che non basta. E allora chiediamo ai potenti della terra, soprattutto a quelli che si apprestano a tessere la tela per instaurare accordi di collaborazione  e commercio con i talebani di pretendere il rispetto dei diritti delle donne. Hanno il diritto di essere libere, di poter studiare e lavorare e di guardare al futuro con la speranza di affermarsi, non certo di essere trattate come oggetti di proprietà degli uomini”. 

       Una rivendicazione che con la precipitosa fuga degli americani, che venti anni dopo l’intervento militare post attentato alle Torri gemelle hanno abbandonato l’Afghanistan riconsegnandolo di fatto nelle mani dei talebani, senza un’azione decisa della comunità internazionale rischia di trasformarsi in un grido nel deserto. Le lancette dell’orologio dei diritti faticosamente spostate in avanti in questi ultimi 20 anni torneranno al medioevo talebano.