Nel suo primo intervento al Senato, Michele Fina apre citando le parole di “Fontamara” di Ignazio Silone

Marsica – Ieri il senatore marsicano Michele Fina, per la prima volta nel corso della sua carriera politica, è intervenuto in Senato. La discussione verteva sulle questioni legate al cosiddetto Decreto Aiuti Ter. Dopo aver salutato i colleghi, il senatore Fina, nella cui voce si poteva scorgere un velo d’emozione, ha iniziato il suo discorso dedicando agli uditori un brano tratto da “Fontamara”.

Le parole di Fina: “In questo mio primo intervento in un’aula parlamentare, sento naturalmente tutto l’onore per il compito che siamo insieme chiamati a svolgere, la responsabilità che ne deriva, il rispetto per questo luogo. Per molti motivi, l’onore, lo confesso, anche perché della terra e delle condizioni sociale da cui provengo, Ignazio Silone scrisse: «In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch’è finito»“.

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