Molly e Marion, il soliloquio liberamente tratto dall’Ulisse di James Joyce al teatro Talia



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Tagliacozzo Sabato 15 dicembre alle ore 18:00, nel  Teatro Talia, uno spettacolo di alto livello che farà parlare Molly Bloom, o forse dovremmo chiamarla Marion, o per meglio dire Penelope, la Penelope di Joyce, dal suo Ulisse del 1921, opera da molti considerata tra le più importanti del ventesimo secolo. Il romanzo è una giornata per le strade di Dublino vissuta da Leopold Bloom, uno dei tre protagonisti insieme alla moglie Molly Bloom e Stephen Dedalus. Diciotto episodi dove i suoi protagonisti rappresentano Ulisse (Leopold Bloom) Telemaco (Stephen Dedalus) e Penelope (Molly Bloom). La compagnia “tutt’Isoli” con il contributo dell’attrice Simona Generali e l’associazione “Dryas Teatro Natura” affrontano nuovamente questo testo di Joyce, già portato in scena dalla stessa Simona Generali in “Molly Bloom”, con l’esigenza di fronteggiare non solo le parole, ma i respiri, di un testo così stilisticamente difficile, in una inedita regia di Simona Generali, la musica espressamente scritta e pensata da Silvio Bernardi come trasposizione del suono di quell’ incessante flusso di parole, interpretata al clarinetto da Lara Panicucci.

E’ la sera prima del 16 Giugno 1904, giorno in cui si svolge tutta la giornata raccontata nell’Ulisse di Joyce, 18 ore, non un minuto di più, e Leopold Bloom fa una richiesta a Molly.

Da quella richiesta nasce un flusso ininterrotto di oltre quaranta pagine che conta due soli segni di punteggiatura ed è costituito di otto enormi frasi nelle quali Molly inizia a riflettere, prima di addormentarsi, un flusso incessante di idee, memorie, sensazioni, percezioni che scorrono liberamente e senza pause o cesure, proprio come fanno i pensieri nella mente umana.

Un modo questo per trasporre Penelope ai nostri giorni, l’attesa, a casa, nel letto, i pensieri che vagano e le azioni, quelle azioni che rendono libera Penelope-Molly (o Marion) dalla sua pesante figura di donna in eterna attesa, fedele e impeccabile.

“Mi sono accostata per la prima volta a questo testo di Joyce in una stesura di Molly Bloom, grazie ad una ispirazione di Gabriele Ciaccia. Da allora questo lavoro si è evoluto, trasformato, contaminato, ha incontrato la musica di Silvio Bernardi, e i suoni di Lara Panicucci in una stesura del tutto inedita.

Molly siamo noi, noi donne, tutte noi, che sorridono alla vita, che sognano un incantesimo, che immaginano lidi dorati e emozioni inaspettate. Molly siamo noi, noi tutte che si deprimono rinchiudendosi in casa con l’eccesso di paura di vivere quello che le aspetterebbe fuori, con l’ansia di doversi preparare a quel futuro che temono. Molly sono io. Molly sei tu. Che non riesce a vivere come avrebbe desiderato. Molly sono loro e siamo noi. Che abbiamo un passato ricco di forti esperienze, così pieno che potrebbe bastare per il resto della vita. Molly e Marion, due facce delle stessa donna, o una faccia di due donne diverse. Molly e Marion.

SIMONA GENERALI e LARA PANICUCCI al clarinetto
Musica di SILVIO BERNARDI
Regia di SIMONA GENERALI
Disegno luci di Silvio Bernardi
Fotografia di Alessandro Giuliani