Marsica, elezioni e referendum: come garantire la privacy degli elettori positivi e in isolamento?

Votare al tempo del Covid-19 pone delle questioni pratiche, legate direttamente all’esercizio del voto, che non si erano mai poste prima d’ora. Tutti ci recheremo al seggio dotati di mascherina, mantenendo il distanziamento, seguendo i percorsi predefiniti, non entrando in caso di febbre (anche se non sono previsti controlli della temperatura) e rispettando gli ingressi contingentati, questo è chiaro. Sappiamo bene che il pericolo contagio deve essere valutato e gestito con molta serietà. Prima di tutto, le persone che si trovano in isolamento per qualsiasi situazione legata al Covid possono votare da casa. Per esercitare il loro diritto di voto però devono far pervenire al Sindaco del Comune di residenza una dichiarazione specifica e un certificato medico. Le misure di sicurezza per le persone incaricate di andare a raccogliere i voti di chi è in isolamento sono molto rigorose.

Le condizioni minime di cautela e tutela della salute per le attività di raccolta del voto a domicilio, demandate anche a personale non sanitario, richiedono che quest’ultimo sia formato e dotato di adeguati dispositivi di protezione individuale, così differenziati, a seconda della ricorrenza:

a) Elettori in trattamento domiciliare o in isolamento fiduciario: i componenti del seggio speciale dovranno indossare camice/grembiule monouso, guanti, visiera con mascherina chirurgica oppure dispositivi di protezione facciale di tipo FFP2 o FFP3;

b) Elettori in quarantena: i componenti del seggio speciale dovranno indossare guanti e mascherina chirurgica.

Secondo quanto stabilito dal Ministero, “la scheda, dopo la votazione, deve essere depositata in un’apposita busta per ciascuna rispettiva consultazione e le matite dovranno essere sanificate al termine dell’operazione di voto. Le autorità sanitarie territoriali contribuiranno a fornire adeguata formazione al personale di seggio“.

In sostanza sembra che il sistema di raccolta schede a domicilio sia più o meno chiaro. Il problema però potrebbe porsi in un momento successivo: come si fa a garantire la privacy di chi vota secondo questi criteri? Le schede di persone potenzialmente contagiose verranno mescolate con quelle degli altri votanti una volta giunti al seggio? Oppure verranno tenute separate? Nel caso di piccoli Comuni, dove i soggetti che votano da casa sono pochi, sarà possibile tutelare la privacy a cui queste persone hanno diritto?

Altra questione: cosa succede nel caso in cui si scopra che c’è stato un elettore positivo? Bisognerà contattare tutte le persone che erano nel seggio in concomitanza col positivo, mettendo in allerta anche gli scrutatori e i presidenti di sezione. E se fosse positivo uno degli scrutatori o il presidente di sezione? La situazione, in tal caso, si farebbe molto più complicata perché dovrebbero essere contattate tutte le persone che si sono recate a votare e fare le opportune verifiche.