Marruvium, tra storia ed archeologia



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La storia del nostro territorio è ricca ed affascinante. Le sue origini sono da ricercarsi molto indietro nel tempo. Anticamente esisteva una città chiamata Marruvium: i Marsi, consideravano Marruvium il principale dei loro municipi, dal titolo Marsi Marruvium (insieme ad Anxa ed Antinum). In essa insediarono la loro capitale, (la sua origine è testimoniata anche da Virgilio nel settimo Libro dell’Eneide).

Con il prosciugamento della parte del Lago di Fucino, sul quale si affacciava Marruvium, da parte dell’imperatore Claudio, venne eliminato il pericolo delle inondazioni e la città crebbe di importanza. Vennero eretti edifici pubblici e privati: il Campidoglio, l’Anfiteatro, un Teatro, un Ginnasio con la palestra annessa, le Terme e una Piscina con bagno. Con il declino dell’Impero romano vennero a mancare i lavori di manutenzione dell’emissario di Claudio, causando l’ostruzione del cunicolo e una conseguente elevazione del livello delle acque del lago; l’inondazione che ne seguì provocò l’allagamento di vaste zone intorno ad esso. Marruvium, essendosi sviluppata nella zona prosciugata, rimase in parte allagata e le continue inondazioni ne causarono la decadenza.

Con la caduta dell’Impero romano la città non conservò l’antico nome, ma fu chiamata alternativamente: Marsia, Civitas Marsorum e Valeria. Dove sorge l’odierno paese di San Benedetto dei Marsi è l’’esatta ubicazione di dove sorgeva la città romana. Questa circostanza fa si che l’intero sottosuolo del paese racchiuda un immenso patrimonio archeologico di grande valore storico e artistico.

San Benedetto dei Marsi sorge a m. 670 s.l.m., su un declivio coltivato al margine orientale dell’alveo del Fucino, in prossimità della Strada Provinciale Circonfucense e che chiude ad anello il letto del lago prosciugato. Marruvium può vantare di essere stata quella città di provincia, più piccola di Pompei, ma che per la ricchezza ed eleganza di monumenti, pubblici e privati, si è meritata l’appellativo di splenditissima, prodigato da antiche epigrafi e antichi scrittori. Prospiciente Lucus Angitiae, santuario principale dei Marsi, dedicato alla dea Angitia, divinità principale marsa, Marruvium nel 1 sec. a.C. fu elevata a municipio della IV regione augustea, alla fine del Bellum Marsicum, conflitto che terminò con la sconfitta dei Marsi, ma con il sostanziale riconoscimento della cittadinanza romana, la cui figura fondamentale fu il condottiero marso, Poppedius Silo, l’Annibale italico. Per tutta l’età imperiale Marruvium fu il centro più importante, ma anche più romanizzato del territorio marso, con la sua consistente urbanizzazione a maglie regolari, confermata dai recenti scavi, realizzati all’interno del centro urbano, che hanno aggiunto molte informazioni, proprio, sull’insediamento romano del periodo Imperiale e precedente.

Il nome del paese odierno è dovuto alla chiesa “San Benedetto nella città Marsicana” e designa un centro urbano che si è sviluppato sui resti dell’antica città, di cui abbiamo testimonianze visibili sufficienti a documentarne la passata magnificenza, iniziata con la riedificazione (dopo la distruzione durante la guerra sannitica) per ordine del console Marco Valerio Massimo. Poco si conosce invece del paese dopo la caduta dell’impero Romano, supponendo il suo spopolamento a causa delle invasioni barbariche e delle inondazioni provocate dall’abbandono della manutenzione degli emissari che regolavano le acque del Fucino. Successivamente, dal sec. X in poi, la storia del paese è legata a quella della contea di Celano. E’ tra il XII e il XIII sec. è ancora uno dei centri principali della Marsica con la chiesa di Santa Sabina come sede vescovile e la chiesa di San Benedetto con il monastero sorto sulla casa natale di Bonifacio IV. A causa del periodo angioino, disastroso per tutto l’Abruzzo, alla fine del ‘300 Pietro Berardi, conte di Celano, constatando l’abbandono in cui si trovava San Benedetto, trasferì la sede a Pescina (4 km. circa).

Nei secoli dopo il paese fu un piccolo borgo di pescatori e contadini in balia delle inondazioni, liberati solo dal prosciugamento del lago, concluso nei 1875, dovuto all’impegno dei Principe Alessandro Torionia. San Benedetto si presenta, in questo periodo, ordinato tra via Valeria e via Romana, con strade lastricate, bei palazzi a più piani, decorati con portali in pietra, balconate in ferro battuto, cornici aggettanti, case unifamiliari ed edifici nobiliari. E giusto la facciata della chiesa di Santa Sabina col suo poderoso portale restò in piedi, insieme ai Morroni.

Il terremoto del 1915 fece crollare l’intero patrimonio edilizio del paese, ci furono 3700 morti su 4000 abitanti, e con essi si distrusse l’orgoglio di un villaggio che si stava avviando verso un miglioramento sociale, culturale ed economico prima di essere spazzato via da un tragico ed imprevedibile evento. Ma oggi, reperti archeologici, di diverso valore, ci parla¬no della magnificenza della splenditissima Marruvium imperiale.

E chissà cosa ancora si nasconde nel sottosuolo di San Benedetto, quali misteri devono ancora essere portati alla luce. In attesa di nuove scoperte godiamoci quello che oggi è visibile e visitabile dell’antica Marruvium e dei suoi fasti.




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