LFoundry, Antonello Tangredi (Fim-Cisl) deluso dall’incontro. La sottosegretaria Todde non si presenta, al suo posto un funzionario del Ministero

«Non ho visto nessun reale interesse da parte della politica, nel voler prendere in mano la questione. La stessa assenza della sottosegretaria Todde, che ha delegato il confronto a un funzionario ministeriale, venuto lì a prendere appunti, è sintomatica dello scarso livello d’interesse»

Avezzano – In relazione all’incontro fra LFoundry e Sindacati, che si è svolto l’altro ieri on line, con la supervisione del MISE, abbiamo raccolto le impressioni di Antonello Tangredi, della Fim-Cisl, che non ci è sembrato molto convinto dell’utilità del confronto.

«Gli unici investimenti di cui si è parlato sono quelli dell’ordinaria manutenzione, nulla di più. Si tratta tuttalpiù della sostituzione di qualche macchina nelle facility, o di altre attrezzature dai costi modesti. In tutto ciò, non ho ravvisato alcuna strategia di crescita. Non dico di posizionarsi come competitor di STM ma almeno provare a essere azienda strategica nel nostro settore, nell’ambito del panorama industriale italiano.»

La delusione del leader storico della Fim-Cisl è palpabile. «Abbiamo atteso otto, nove mesi per avere finalmente questo incontro.» continua Tangredi «Ancorché sia cambiata la compagine governativa, la lunga attesa, non dico avesse creato aspettative, ma pensavo fosse servita almeno a una maggior consapevolezza sulle criticità che vive l’azienda. Invece ho dovuto prendere atto che non c’è stato assolutamente nulla.»

Quali sono state le valutazioni da parte dei rappresentanti del governo?

«Abbiamo trovato ad aspettarci, sulla piattaforma online, il dottor Stefano D’Addona, che si è limitato a prendere appunti. Ha dato la parola a destra e sinistra proponendo un tavolo di monitoraggio. Ma qui ci vuole un tavolo per costruire il futuro. C’è ben poco da monitorare, per il sindacato la situazione è chiara.»

Sembrerebbe chiara per il sindacato, ma meno per la politica.

«Esattamente! Ho ripreso anche la discutibile cessione del ramo d’azienda che introduce un tema di tutela sindacale che verrebbe meno per le risorse interessate al passaggio nella nuova società.»  Questa la considerazione di Tangredi, per il quale, la nuova configurazione, prevedendo un organico sotto la soglia delle 15 unità, non contemplerebbe più l’applicazione dello statuto dei lavoratori, quindi verrebbe meno la tutela reale del dipendente, l’ex articolo 18, la cosiddetta reintegra.   

«Ho esortato il funzionario del ministero, il dottor D’Addona, affinché intervenga per sollecitare una modifica dell’articolo 47 sulla cessione dei rami d’azienda. Una norma vecchia di oltre trent’anni, che di fatto non ci lascia spazi di manovra. Come sindacato ci ritroviamo di fronte a decisioni già prese rispetto alle quali la nostra funzione viene meno.»

La politica sta facendo qualcosa, concretamente?  

«Sono deluso dalla politica. Questo incontro in teleconferenza mi è sembrata una banale formalità che evidentemente, la politica per prima, ha inteso smarcare come cosa fatta, tanto per mettere una spunta alla lista della spesa.»

Cos’è che ti fa dire questo?

«Non ho visto nessun reale interesse da parte della politica, nel voler prendere in mano la questione. La stessa assenza della sottosegretaria Todde, che ha delegato il confronto a un funzionario ministeriale, venuto lì a prendere appunti, è sintomatica dello scarso livello d’interesse.»

C’era anche Quaresimale, l’Assessore Regionale con delega al lavoro.  

«Le presenze di circostanza non ci interessano. Anche la politica del territorio è latitante, almeno quella che sulla carta dovrebbe contare. Tavoli come questo non servono. Non abbiamo bisogno di queste vuote rappresentazioni di ipocrisia. Noi, la nostra parte l’abbiamo sempre fatta, e continueremo a farla, ma almeno ci vengano risparmiate queste inutili perdite di tempo. La politica di ogni colore, ormai da tempo, ha abdicato al proprio ruolo, e la realtà sta lì a dimostrarlo.»