Le lettere di un contadino di Cerchio, materiale fondamentale per la storia del nostro territorio, nel libro di Constance Sancetta



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Cerchio – Sfogliando le pagine della rivista “Abruzzo nel mondo”, si legge con piacere l’intervista di Roberta Di Fabio a Constance Sancetta, una scrittrice americana venuta in possesso di alcune lettere del contadino marsicano Antonio Vasquez, inviate tra il 1910 e il 1913 al figlio Angelo emigrato negli Stati Uniti, esattamente in Pennsylvania. Queste pagine sono diventate un’importante testimonianza della vita degli abruzzesi agli inizi del ‘900, e sono le protagoniste della pubblicazione di Connie Sancetta “Here in Cerchio: letters to an italian immigrant” edita da Bordighera Press nel 2014. << Queste lettere sono inusuali per essere state scritte da un contadino, che descrive così pienamente la sua vita e i suoi problemi. Così ho finito per scrivere il libro su di lui e sulla sua vita.>> racconta l’autrice.

Nelle circa quaranta epistole di Vasquez è descritta molto bene la vita dei primi anni del XX secolo nella Marsica, quando i contadini lavoravano le terre strappate alle acque del Fucino dalla famiglia del principe Alessandro Torlonia.
Le parole del fittaiolo nato a Cerchio da una famiglia probabilmente spagnola nel 1843, quando l’Abruzzo faceva parte del Regno di Napoli, raccontano dei vari problemi finanziari che una famiglia di braccianti era costretta ad affrontare in quegli anni. Alle poche sicurezze economiche si univano spesso le malattie, come quella che colpì proprio una figlia di Antonio, Pascuccia.
Il lavoro di Constance Sancetta, aiutata nella ricerca delle lettere da un nipote di Antonio, Mario Chiudioni, è molto significativo anche perché non sono molte le testimonianze scritte di quel periodo, la maggior parte delle volte questo tipo di storie venivano trasmesse da famiglia a famiglia, e poi affidate alla collettività, grazie ai racconti orali.

Sono diverse le raccolte di lettere degli emigrati pubblicate in diverse regioni, ma “Here in Cerchio” rappresenta un importante contributo alla conoscenza di una realtà, quella della Marsica, fatta di immense difficoltà per i contadini costretti a lavorare duramente la terra per garantire la sopravvivenza delle loro famiglie. Una vita durissima comune a tanti contadini, raccontata anche da Ignazio Silone nel suo “Fontamara”, e che a molti non ha lasciato altre prospettive se non quella di emigrare. Come è accaduto ad Angelo Vasquez.