L’azione nazionale e quella sociale nelle manifestazioni fasciste della Marsica (maggio 1928)



L’azione nazionale e quella sociale nelle manifestazioni fasciste della Marsica (maggio 1928)

Lo storico Emilio Gentile afferma: «Con l’instaurazione del regime di partito e l’eliminazione delle opposizioni, il rischio dell’antagonismo scomparve […] Inoltre, fascistizzati i vertici delle associazioni combattentistiche, si poté procedere senza ostacoli all’incorporazione dei riti della patria risorta nel culto del littorio» (1).

Oltretutto, la stampa del regime, nell’ambito di importanti conferenze internazionali, mise in risalto, la partecipazione dei vertici fascisti alla conferenza internazionale di Ginevra (3 maggio 1928), dove Alberto Thomas (direttore internazionale del lavoro), espose i primati del governo italiano, affermando che la legislazione sociale del paese era all’avanguardia: «in relazione alla tutela del lavoro, all’igiene, alla sicurezza industriale, ai movimenti sindacali di cooperazione, all’emigrazione, alla preparazione nazionale, alla preparazione professionale, al dopolavoro, occupando una posizione di primissimo piano con la sua Carta del Lavoro». (2). Il 5 maggio, lo stesso Thomas, fu invitato a Roma, ricevendo dai vertici del governo fascista, una cordiale accoglienza: «Alle 10,30 fu ricevuto, accompagnato dall’on. Cabrini, ricevuto dall’on. Bottai, dal comm. Dallari, dal comm. Pierro, dall’avv. Anselmi e dall’avv. Sabatini». L’onorevole Bottai, dopo aver salutato caldamente l’insigne rappresentante di Ginevra, con un lungo discorso illustrò altri notevoli progressi del partito fascista e, specialmente, la promozione della carta del lavoro: «come un desiderio di giustizia verso tutti i lavoratori nazionali ed emigranti», un documento necessario per stimolare la «pace sociale». Poi Thomas fu ricevuto dal ministro dell’economia, onorevole Belluzzo, il quale chiarì nei dettagli, l’opera del governo fascista. Infine, a Palazzo Chigi, lo accolse il cordiale saluto di Mussolini (3). Gli atteggiamenti di apertura adottati da Thomas e i giudizi benevoli sulle realizzazioni del governo italiano, come scrive lo studioso Stefano Gallo, causarono una severa condanna da parte del segretario europeo Federico Adler (10 maggio 1928). Evidentemente, questo importante uomo politico francese, si era spinto troppo avanti nel riconoscere al regime fascista meriti di prestigio che non aveva (4).

Contemporaneamente, nell’aula magna del Ginnasio di Avezzano (1° maggio 1928), il professor Giovanni Corti, tenne una «conferenza geografica» dal singolare titolo: «Nuove formazioni statali uscite dal grembo della Russia», per dimostrare all’opinione pubblica marsicana, l’attuale politica catastrofica della Russia imperiale, che stava imponendo una deleteria propaganda comunista, contro la quale il regime fascista doveva lottare con tutte le sue forze (5).

Da Cerchio, invece, nella sezione del fascio, fu nominato come segretario politico il dottor Antonio Russello, che chiamò a far parte del direttorio i signori: Isidoro Continenza, ex ufficiale e direttore della locale agenzia del Banco Abruzzese; Francesco D’Amore, ufficiale postale; il dottore Mario Magnante, ex ufficiale; Domenico Meogrossi ex combattente; Giovanni Tucceri, ex rappresentante del collegio dei sindaci; Domenico Ciofani, Giuseppe Tofani e Giovanni Vernarelli (6). 

L’azione nazionale e quella sociale nelle manifestazioni fasciste della Marsica (maggio 1928)

Con il titolo a caratteri cubitali: «L’Aquila e l’Abruzzo alla Fiera di Milano», una decorosa mostra a carattere regionale organizzata dal consorzio, l’onorevole Oreste Cimoroni gestì il padiglione abruzzese. Per il campionario delle ceramiche, fu scelto il rappresentante Arnaldo Tarantini di Carsoli; per i prodotti delle piccole industrie forestali il comune di Villavallelonga; la «Torta Nazionale», invece, fu offerta dalla ditta di Francesco Ciurmelli di Avezzano; il grano fucense, come eccellenza assoluta, ben rappresentò l’operato dell’amministrazione Torlonia; infine, la bauxite della ditta Valentino Lippa e Tobia Di Ponzio, mostrò le novità provenienti da Villavallelonga.

Certamente, accanto a queste innovazioni, non mancarono i soliti rituali fascisti, come: «Il battesimo del gagliardetto delle Giovani Italiane» di Avezzano, una solenne cerimonia di presentazione di tutte le donne fasciste, avvenuta il 2 maggio 1928 nell’aula magna del Ginnasio. Due squadre molto agguerrite, condotte dal professor Francesco Sferra, erano presenti al discorso tenuto per l’occasione dal podestà Orazio Cambise. Di seguito, la madrina Eva Colacicchi sottolineò questo importante avvenimento per tutta la popolazione marsicana. Il parroco don Vincenzo Giusti impartì la benedizione al gagliardetto e la cerimonia ebbe termine: «con breve e vibrante discorso del Conte Alessandro Resta e della Segretaria Politica del fascio femminile Signorina Giovanna Merolli» (7).

Le stesse ragazze presero parte al concorso ginnico-atletico che si svolse alcuni giorni dopo a Roma: «La squadra, nonostante abbia avuto una preparazione di poco più di un mese, conseguì il premio di Terzo grado». Al ritorno ad Avezzano, furono accolte con tutti gli omaggi dal podestà, dal conte Alessandro Resta, dal professor Ercole Nardelli (preside del Ginnasio), dal professor Chiarelli (preside Istituto Magistrale), dal professor Eugenio Cirese, dagli ufficiali della milizia, dalle rappresentanze delle scuole e dalla stampa, mentre la banda intonava l’inno «Giovinezza». Dalla stazione, il lungo corteo sfilò trionfante per le vie di Avezzano. Presto giunse anche «il compiacimento dell’on.Turati» per la brillante qualificazione delle giovani marsicane, con un comunicato dell’ufficio stampa del partito nazionale fascista: «Dal 4 al 6 Maggio si era svolto il Primo Concorso Nazionale Atletico femminile e le Giovani Italiane avevano dato una dimostrazione magnifica di ordine, disciplina, di organizzazione perfetta» (8).

L’azione nazionale e quella sociale nelle manifestazioni fasciste della Marsica (maggio 1928)

Oltretutto, nell’ambito della politica sindacale, lo stesso giornale annunciò che l’onorevole Edmondo Rossoni: «Dopo il grandioso Terzo Congresso Nazionale della Confederazione», aveva ricevuto il rappresentante della provincia dell’Aquila Domenico Maitilasso (segretario generale) il quale «nell’esporre i vari problemi che riguardavano i lavoratori della provincia di Aquila, lo ha pregato di volersi personalmente rendere conto della promettente organizzazione di quei lavoratori». Così il presidente della confederazione sindacale fascista, promise formalmente di presenziare: «nel prossimo mese di Giugno, ad una manifestazione provinciale, che verrà indetta in Avezzano. Scegliendo Avezzano come centro della manifestazione, ha inteso coronare degnamente, con un’apoteosi del movimento sindacale fascista, i lunghi sacrifici sostenuti per assicurare alle masse fucensi una più elevata dignità e la giusta ricompensa alle diurne fatiche, che solo specialmente rivolte alla salvaguardia degli interessi generali dell’agricoltura». Sul piano concreto, l’onorevole giunse ad Avezzano l’8 luglio 1928 a nome della confederazione, per discutere compensi più equi per gli agricoltori del Fucino e per cercare un giusto compromesso con le proposte dell’amministrazione Torlonia (9).

NOTE

  1. E.Gentile, Il culto del littorio. La sacralizzazione della politica nell’Italia fascista,  Economica Laterza, Prima edizione, Bari-Roma 2001, p.71. 
  2. Il Messaggero, Anno 50° – N.105 – Giovedì, 3 Maggio 1928, Italia fascista all’avanguardia nella legislazione sociale.
  3. Ivi, Anno 50° – N.107 – Sabato, 5 Maggio 1928, Il primato dell’azione sociale voluta da Mussolini apertamente riconosciuto da Alberto Thomas direttore del B.I.T.
  4. S.Gallo, La relazione Stato-sindacato nell’attività di Albert Thomas direttore del Bit (1919-1932): osservazioni a partire dal caso italiano, PDF, abstract, pp.4-5.
  5. Il Messaggero, Anno 50° – N.108 – Domenica, 6 Maggio 1928, p.6, Cronaca degli Abruzzi, Marche e Molise, Da Avezzano. Conferenza geografica al R.Ginnasio.
  6. Ibidem.
  7. Ivi, Anno 50° – N.109 – Martedì, 8 Maggio 1928, p.6, L’Aquila e l’Abruzzo alla Fiera di Milano. Da Avezzano. Il battesimo del gagliardetto delle Giovani Italiane.
  8. Ivi, Anno 50° – N.112 – Venerdì, 11 Maggio 1928, p.6, Da Avezzano. Il ritorno delle Giovani Italiane; Anno 50° – N.114 – Domenica, 13 Maggio 1928, Il Compiacimento dell’on.Turati.
  9. Ibidem. L’onorevole Edmondo Rossoni fu ostacolato nella sua azione dirompente (diremo quasi socialista e rivoluzionaria) dai ministri Bottai e Turati, che lo consideravano un pericoloso agitatore, dominatore delle folle: «anche negli anni più lontani, nel suo vagabondare tormentato alla ricerca di una maturità culturale cui anelava il suo spirito profondamente inquieto».


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