Lag replica a D’Amico: “Dopo due anni dall’ideazione del Progetto Marsica ancora siamo all’attuazione?”



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Avezzano. Di seguito riportiamo integralmente la nota con cui il Laboratorio Abruzzo Giovani risponde a Giovanni D’Amico, in merito al Progetto Marsica.

Non avremmo mai creduto che una critica verbosa e strampalata come quella fatta da Giovanni D’Amico avrebbe potuto consegnare spunti di straordinaria attualità su cosa non dovrebbe essere la politica.

Quando Giovanni D’Amico, difensore d’ufficio dei f.lli Di Pangrazio ed a loro assai “concretamente” legato, prova a difendere l’indifendibile, ovvero la morte dello sviluppo della città di Avezzano decretata con l’uscita dagli Aiuti di Stato e la megabufala del “Progetto Marsica”, ci dimostra plasticamente cosa noi giovani del Lag (Laboratorio Abruzzo Giovani) non vogliamo essere e non vogliamo diventare. Noi non vogliamo essere e non vogliamo diventare come i f.lli Di Pangrazio e Giovanni D’Amico. Come si può notare dal suo scritto, il sig. D’Amico incentra l’argomento interamente sul “Progetto Marsica”, tralasciando, però, alcuni spezzoni fondamentali della cronistoria. Da noi prima e da lui poi è stato fatto notare che in data 3 Settembre 2014 partì il “Progetto Marsica”, il cui scopo era quello di mettere in campo progetti di sviluppo della Marsica con funzione di immediato ristoro, dopo l’esclusione dagli Aiuti di Stato. Nella stessa data, però, fu dichiarato che la Marsica sarebbe stata ricompresa negli Aiuti di Stato in sede di revisione di medio termine (oggetto del nostro Dossier e da lui omesso) sotto la supervisione del Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio.
Torniamo adesso “all’amato” Progetto Marsica; in pochi mesi, Gennaio 2015, il gruppo Progetto Marsica porta a termine i lavori e dopo la presentazione del progetto, quest’ultimo riscuote unitamente consenso e approvazione da parte dei sindaci, delle forze sociali e produttive, ma, ahinoi, viene approvato solamente dopo dieci mesi con la deliberazione della costituzione di un secondo gruppo di lavoro per la fase attuativa (gruppo di lavoro mai costituito e fase attuativa mai partita).

In data 8 Settembre 2016 il gruppo lavoro “Marsica Come On”, facente riferimento a Laboratorio Abruzzo Giovani, pubblica, con l’ausilio delle testate giornalistiche, un dossier relativo all’esclusione della Marsica e della Piana del Cavaliere dagli Aiuti di Stato facente riferimento al Trattato Europeo 107.3.c, con l’intento di informare Amministrazione e Cittadinanza dell’occasione perduta.

Due giorni dopo replica al Dossier il signor Giovanni D’Amico, che solleva l’argomento “Progetto Marsica” facendo intendere nuovamente a chi legge, che quest’ultimo è stato inviato alla Giunta Regionale, la quale sta definendo gli atti per la costituzione di un coordinamento del gruppo di lavoro territoriale con le direzioni regionali competenti per tutti i settori interessati.

La domanda che nasce spontanea adesso è: “Ancora? Ancora, signor D’Amico, dopo due anni dall’ideazione del Progetto Marsica bisogna aspettare la definizione di questo gruppo di attuazione?”. Noi, giovani laureati e ricercatori che siamo, abbiamo capito che in questi due anni di concreto è avvenuto ben altro, ossia il
continuo peggioramento dello stato economico della Marsica e le mancate occasioni di respiro come la 107.3.c. Per queste ragioni, signor D’Amico, continueremo a parlare con la serietà delle nostre ricerche, con il linguaggio dei numeri e dei fatti (i fatti, caro D’Amico, sono difficilmente smentibili!), con il linguaggio della sincerità coniugato con una pignoleria einaudiana. Il nostro Dossier sulle responsabilità dei f.lli Di Pangrazio nel decretare la desertificazione industriale di Avezzano, ha colpito nel segno, tant’è che diversi maggiordomi del Presidente del Consiglio Regionale si affannano nel provare a screditare il nostro lavoro, senza peraltro riuscire nell’intento, dato che la nostra forza è la forza della verità. Le nostre analisi vogliono aiutare a capire che cosa sono davvero il buon governo e la credibilità di un territorio, valori ahinoi appannati dopo cinque anni di puzzolente cappa familista ed amorale che aleggia sulla Città di Avezzano. Vogliamo ricordare a Giovanni D’Amico, difensore d’ufficio dei DiPangrazio, l’aneddoto di Ennio Flaiano sul grande Luigi Einaudi: “Alla fine di una cena al Quirinale il maggiordomo recò un vassoio con delle pere molto grandi. Luigi Einaudi guardò un po’ sorpreso… e disse, prenderei una pera ma sono troppo grandi, c’è nessuno che vuole dividerne una con me? Tutti avvertimmo un attimo di sgomento e guardammo istintivamente il maggiordomo: era diventato rosso fiamma… Tuttavia lo battei di volata: io, presidente… Il presidente tagliò la pera, il maggiordomo ne mise la metà su un piatto e me la posò davanti come se contenesse la metà della testa di Giovanni Battista…”.
E’ evidente che i F.lli Di Pangrazio e D’Amico non sono Einaudi, per la gestione che hanno fatto di questo povero territorio in questi anni. Ci chiediamo che cosa farebbe oggi Einaudi se dovesse misurarsi con la crisi della Marsica.

Sicuramente non si sarebbe mai arrivati a rifilare al territorio una bufala come il “Progetto Marsica” targato Giuseppe Di Pangrazio, se avessimo avuto al timone governanti della sua pasta e del suo rigore morale. Einaudi operava in un mondo più normale e più domestico, non usava i paroloni incomprensibili di D’Amico, ma quel mondo e i suoi valori offrono uno scudo naturale contro gli eccessi amorali della attuale politica e le incursioni dei predoni nella nostra terra sempre più povera ed emarginata.

Un’ultima cosa, cari F.lli Di Pangrazio. Il vostro difensore D’Amico scrive che per voi “il Progetto Marsica è un quotidiano e concreto impegno”. Dato il disastro che state combinando nel governo di Avezzano, vi chiediamo una cortesia: non vi impegnate più, fatevi i fatti vostri, non fate nulla! Sarebbe meglio per tutti noi… Per quanto ci riguarda, molto si deve ancora fare perché le teste cambino e lo sviluppo riparta. Di certo non esiteremo ad alzare la voce per difendere la nostra amata Marsica contro i ladroni che affollano il tempio. Questo è sicuro, caro D’Amico e cari Di Pangrazio.

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