La strategia del Parco: sorveglianza per Juan Carrito



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Abruzzo – Sorvegliare l’orso Juan Carrito è la strategia del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Dalle prime settimane di maggio” scrive il PNALM su Facebook “grazie ad un attento coordinamento con la Regione Abruzzo e i Carabinieri Forestali, il Parco ha predisposto un’adeguata turnazione di pattuglie utile al presidio del territorio, al monitoraggio degli spostamenti dell’orso e all’eventuale pronto intervento in caso di necessità connesse alla frequentazione di centri abitati o abitazioni”.

Dal 9 Maggio 2020 ad oggi, 7 giorni su 7, dalle ore 18:00 alle ore 6:00 del mattino seguente, sono stati organizzati due turni da 6 ore ciascuno. Per ogni turno 2 pattuglie sono state impiegate sul campo. Ai turni del personale di sorveglianza, poi, si sono andati ad aggiungere i turni, anche questi sia giornalieri che notturni, del personale del Servizio Scientifico del Parco. La località del turno è stata scelta di volta in volta, studiando i punti GPS trasmessi dal collare di Juan Carrito” prosegue il Parco.

Grazie a tale assetto organizzativo, che è stato mantenuto in maniera costante ed ininterrotta dal 9 maggio ad oggi, è stato possibile:

• Assicurare la migliore tutela della pubblica incolumità in relazione agli spostamenti di JC; • garantire il pronto intervento nelle situazioni più critiche;

• studiare da vicino il comportamento di JC;

• sorvegliare e controllare la sicurezza del giovane animale;

• effettuare azioni di dissuasione laddove possibile e necessario;

Ma andando oltre i singoli obiettivi specifici, i turni di servizio sono anche un importante momento di incontro con le comunità locali… Per fugare dubbi, placare preoccupazioni, rispondere alle curiosità dei passanti e, più semplicemente, scambiare qualche parola in simpatia. Come spesso affermiamo la conservazione si costruisce, e per farlo bene occorre partire dal “basso”: dal territorio, dalle persone, dalle loro menti e dai loro cuori!” conclude il PNALM.