La storia del Fucino nella ” Conviviale del Ricordo ” della Delegazione di Avezzano e della Marsica dell’Accademia Italiana della Cucina


Avezzano – La storia del prosciugamento del Fucino, dal punto di vista tecnico, economico e sociale è stata al centro del simposio organizzato dall’Accademia Italiana della Cucina –  Delegazione di Avezzano e della Marsica, a tema “Conviviale del Ricordo”, tenutasi ad Avezzano nei giorni scorsi.

Lo spazio culturale del Convivio è stato totalmente assorbito dall’Accademico Brizio Montinaro che ha svolto una interessante relazione sull’opera che cambiò radicalmente fisionomia, usi e costumi dell’area fucense e non solo. Il relatore ha dapprima brevemente ripercorso le fasi e i tempi del prosciugamento e della bonifica del Fucino, per sottolineare “L’acume imprenditoriale del principe Alessandro Torlonia, la sua capacità di scelta dei migliori progettisti e tecnici dell’epoca, la perfetta riuscita della gigantesca opera dal punto di vista tecnico”. Ha poi parlato del metodo utilizzato dal Torlonia  per assegnare le terre bonificate, evidenziando le ragioni per cui esso, avvantaggiando solo un ristretto numero di notabili, ha prodotto per circa sessanta anni danni economici e sociali ad oltre 10.000 fittavoli e alle loro famiglie, a fronte di pochi, stentati e faticosi vantaggi. Il Relatore ha anche ricordato le molte proteste e reazioni degli agricoltori fittavoli del Fucino dal 1862 al 1952, epoca della riforma agraria, richiamando le forme associative che esse hanno assunto e i molti insuccessi patiti a fronte delle poche conquiste ottenute.

“L’impresa dei Torlonia – ha concluso – ha anche determinato un vistoso aumento della popolazione fucense e marsicana, una relativa industrializzazione del territorio, ha creato le premesse per stimolare le forze sociali e politiche ad anticipare la riforma agraria e la modernizzazione dell’agricoltura intensiva del Fucino”. Diversi  i contributi sia degli Accademici che dei numerosi ospiti al dibattito che ne è conseguito. Insomma, come ha sottolineato il Delegato  Franco Santellocco Gargano, “Un momento di alta ” cultura storica del territorio ” di cui molti tendono a perderne memoria: il passaggio da popolo di pescatori, che comunque con la pesca mangiava, a popolo di agricoltori che con la terra dei primi decenni non raccoglievano cibo per la sopravvivenza”. Il conte Franco Santellocco Gargano , a fine Convivio, ha rimesso le insegne Accademiche al titolare dell’esercizio, Vincenzo Ridolfi, e, insieme al Presidente della Cantina del Fucino, Lorenzo Savina, una preziosa ” bottiglia ” al Relatore Brizio Montinaro.


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