La Polizia di Stato ammanettata!



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Avezzano – Talmente inverosimile da non sembrare vero! Episodi analoghi si pensa possano  verificarsi solo nelle grandi città o nelle metropoli  dove molti casi passano in seconda linea, diciamo per un surplus di lavoro,  ma quando tutto accade in un centro come quello di Avezzano lo sbigottimento raggiunge il massimo livello. Nemmeno nel peggiore sceneggiato si potrebbe arrivare a tanto.

I protagonisti:  il condominio “tra Le Valli”, un giovane 19enne marocchino, furti d’auto e in appartamento, consumo e spaccio di droga, Polizia di Stato impotente.

I fatti.  Già nel mese di luglio un giovane marocchino, che potremmo chiamare in seguito “il protetto”, compiva nel condominio “tra Le Valli”, dove dimora con la madre, manifestazioni di grande fastidio come alle ore 5,00 del mattino urlare, prendere a calci il portone e suonare a tutti i citofoni perché non riusciva a entrare. Ad agosto, altro episodio verificatosi alle ore 03,00 quando ha preso a spallate la porta di casa,  avendo dimenticato le chiavi. “Il protetto” operava sempre in orari assurdi. Tutto questo potrebbe apparire anche irrilevante se il nostro protagonista, passando dal terrazzo della  sua mansarda al tetto per poi introdursi facilmente nella mansarda adiacente, non avesse perpetrato due furti. La refurtiva di uno dei due reati  è stata trovata, dalla polizia scientifica, nella abitazione del  ladro. Ancora poco?

Nel garage condominiale sono state depositate, da questo sfacciato delinquente, ben otto biciclette.  Su segnalazione da parte di uno dei condomini, immediato l’intervento della polizia che, preso atto della situazione, ha fotografato la merce sottratta a terzi.  Per mera coincidenza,  proprio in quel momento, il giovane rientrava portando con sé altre due biciclette. Alla richiesta degli agenti di dare spiegazioni sulla provenienza delle due bici, nessuna risposta veniva fornita, per cui “il protetto” veniva  condotto in Questura per accertamenti , con grande gioia degli inquilini. Gioia purtroppo di brevissima durata.  Non si sa perché o per come , dopo poche ore il delinquente veniva rilasciato e il terrore aleggiava di nuovo sul condominio.

Nel mese di settembre il marocchino ha rubato:   un autocarro Renault che gli uomini della Polfer di Avezzano hanno rinvenuto e poi consegnato al legittimo proprietario,  un autocarro Nissan, anche questo rientrato in possesso del proprietario grazie all’intervento  degli uomini della Polizia di Stato.

Sempre gli agenti del Commissariato di Avezzano,  hanno bloccato lo stesso alla guida di  una Panda bianca rubata, sulla quale aveva caricato delle bici per andare poi a venderle alla stazione e, sotto l’effetto di stupefacenti, con la stessa aveva arrecato notevoli danni ad alcune  auto parcheggiate.

Ancora, se ciò non bastasse, il furto di una autovettura Alfa Romeo 147 che, fortunatamente,  è andato in fumo poiché “il protetto”  veniva intercettato da una pattuglia della Polizia di Stato. Ha rubato, inoltre,  la vettura del benzinaio di Via Don Minzoni e in seguito anche quella del proprietario della pescheria sita nella medesima strada.  Il giovane, in seguito ad una perquisizione personale effettuata dagli agenti del Commissariato è stato ritrovato in possesso di  32 grammi di hashish.

Finito? Assolutamente NO!

Ottobre: furto di una autovettura Audi 80 le cui chiavi venivano ritrovate all’interno dell’abitazione del marocchino.

il  protetto” viene segnalato con una denuncia-querela da un connazionale perché aggredito con un coltello.

…e siamo solo all’inizio del mese.

Molte le cose che emergono dall’ultimo periodo del marocchino: un trasporto in ambulanza per overdose, un ricovero di un solo giorno in una struttura di Tivoli, la madre brutalmente picchiata.

Doveroso evidenziare la fase di terrore che gli inquilini del condominio “Tra le Valli” stanno vivendo.

La mansarda, dove sono stati perpetrati i due furti, è l’abitazione di una donna anziana che vive da sola e oggi  è atterrita.  Un altro appartamento è occupato da marito e moglie di oltre 80 anni. Si sta provvedendo a montare grate di ferro a tutte le finestre. I ladri sono fuori e gli onesti reclusi dentro. Povera Avezzano.

Una delle famiglie è stata costretta a modificare le proprie abitudini giornaliere. La figlia minorenne, al rientro da scuola, deve  rimanere per alcune ore sola in casa. Il papà esce di proposito dal lavoro per andare a chiudere a chiave la porta della propria abitazione. Facile immaginare le possibili conseguenze se scoppiasse  un incendio o si verificasse una scossa di terremoto. Nulla   in confronto a una possibile aggressione da parte del marocchino.

Persone per bene a cui viene sottratta la serenità della propria quotidianità,  la sicurezza di vivere nella propria casa viene violata  dalle azioni a delinquere  incontrollabili e aggressive del “protetto

La risposta che i condomini hanno avuto dalla Polizia, che con il proprio efficace e risolutivo operato più e più volte  hanno intercettato il marocchino 19enne, è che non si può procedere all’arresto per mancanza di flagranza di reato.

Sbigottimento da parte di chiunque venga a conoscenza di una tale assurda e offensiva procedura.  Gli uomini della Polizia di Stato,  il proprio  dovere lo hanno compiuto e quotidianamente si espongono a rischio per la difesa della comunità.

Oltraggioso è sapere che circa 5milioni di euro vengono  spesi dalla Corte d’Appello di L’Aquila per il gratuito patrocinio, prevalentemente fruito  per la difesa dal reo extracomunitario.  Anche chi non ha una conoscenza della procedura legale arriva a considerare che è obbligo, da parte di chi è preposto, interrompere immediatamente l’azione criminosa di un tale individuo che ha accumulato reati ed è socialmente pericoloso. Come è possibile che non vengano prese misure cautelari? Si deve,  come ormai si suol dire,  piangere il morto per poi agire? La guida sotto gli effetti della droga, con le conseguenze denunciate, mettono a repentaglio la vita di chi ha la sfortuna di trovarsi sulla traiettoria del marocchino.. Bisogna assistere a uno di quei vergognosi, infami, terribili atti di violenza su giovani donne per poi poterlo chiudere in una cella? Quali altri atti criminosi deve compiere questo individuo affinché cessi la paura di tante famiglie per bene e lo spreco di energie profuse dagli uomini della Polizia di Stato, così come ogni qual volta  lo hanno intercettato per poi doverlo rilasciare?

Sì “il protetto”  sembra proprio un termine adeguato.

Una presa in giro per il cittadino e per chi opera a difesa della comunità . Lo stesso  Ministro Minniti incita a dire grazie con la “G” maiuscola agli uomini della Polizia di Stato, purtroppo però  il loro operato, come in questo caso,  viene vanificato dalle procedure.

Conclusione: la Polizia di Stato….ammanettata!




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