“La pandemia corre e noi restiamo indietro”: l’intervista al direttore artistico Marco Simeoni, tra restrizioni e nuovi modi di reinventarsi



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Ormai, da 2 anni, siamo soliti parlare di pandemia, di contagi, di tamponi e di vaccini, ma forse non abbiamo mai scavato a fondo, non ci siamo mai domandati davvero in che modo si ripercuote il virus nelle nostre vite: uno dei settori maggiormente colpiti è stato sicuramente quello degli artisti e, in generale, di tutte quelle figure che lavorano dietro il palcoscenico.

Marco Simeoni, giovane 25enne di Tagliacozzo, sa bene cosa significhi lavorare giorno e notte per ideare e pianificare nei minimi dei dettagli un evento, per poi vederlo sfumare causa covid-19: il giovane direttore artistico, da sempre appassionato di spettacolo, teatro e cinema, è entrato a far parte di questo mondo nel 2015, scelto da Luca Di Nicola per lo staff tecnico del Festival di Avezzano.

Nel 2016, dopo il diploma all’istituto tecnico per il turismo, ha passato il provino nell’importantissima accademia Fondamenta di Roma, a Cinecittà, dove ha avuto l’onore di formarmi con molti grandi del teatro: “La vita artistica mi ha fatto conoscere molti personaggi importanti del panorama artistico nazionale che hanno accresciuto in me la voglia di lavorare e dedicarmi non solo al settore della recitazione, ma anche in quello dell’organizzazione di festival ed eventi, spesso non valorizzato nei giusti modi“.

Da marzo 2020, come ben sappiamo, purtroppo le nostre vita hanno subito  profondi cambiamenti, che di specchio hanno modificato anche il nostro approccio al lavoro: “Dal nulla ci siamo dovuti reinventare, cambiando le abitudini quotidiane e anche il modo di lavorare. Non mi sono dato per perso e, proprio nel primo lockdown, ho ideato la seguitissima rubrica online “Distanti ma uniti”, in cui ogni giorno ospitavo un artista in diretta webcam per ripercorrere la sua carriera e e per parlare della tematica Covid 19, nel settore dello spettacolo”, ci racconta Marco, che ha fatto di necessità virtù, utilizzando il mondo social per continuare a lavorare.

Pian piano ho cercato di riprendere in mano con difficoltà le abitudini lavorative e quindi di rimettere su progetti importanti che, per fortuna, sono andati a buon fine, come la terza edizione del concerto di Natale “Musica di Stelle”, al Teatro Talia di Tagliacozzo, con la bellissima Milena Miconi, dove abbiamo devoluto tutto il ricavato all’Ail“, continua il giovane direttore artistico, molto vicino alle tematiche sociali che attanagliano il Paese.

Le difficoltà sono tante e ogni settore lavorativo sta subendo delle profonde spaccature; sicuramente il mondo degli artisti è uno tra quelli più colpiti, che ancora subisce gravi conseguenze. Basti pensare a quanti concerti e spettacoli ad oggi sono rimandati o addirittura annullati, ma noi continuiamo a lottare e ad andare avanti, seppur a fatica: nessun virus potrà mai toglierci la forza di sognare“, conclude il giovane direttore artistico, ponendo l’accento su un settore che da 2 anni fatica a lavorare, senza ricevere aiuti, ma che al tempo stesso è in grado di rimettersi in piedi con la forza delle idee.

L’arte, la cultura, il sapere sono le armi bianche migliori che un popolo possa avere: sperando presto di tornare ad affollare teatri e cinema, auguriamo a tutti gli artisti di non perdere mai quella vena artistica che anima i loro cuori e i loro pensieri.




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