Presentato ad Avezzano il nuovo libro dello storico avezzanese
Avezzano. Nel pomeriggio di ieri, l’Auditorium del Centro per i Servizi Culturali di Avezzano ha ospitato la presentazione del volume La guerra nella Marsica. Storie ignote dell’ultima guerra, curato dallo storico avezzanese Giovanbattista Pitoni. Un incontro molto partecipato, che ha confermato quanto il tema della memoria storica continui a interrogare la coscienza collettiva del territorio.
Ad aprire i lavori è stato Domenico Ranieri, caporedattore de Il Centro, che ha sottolineato come le storie raccontate nel libro non siano soltanto cronaca del passato, ma “le storie di ciascuno di noi”, frammenti di vite quotidiane che, intrecciandosi, costruiscono la grande storia della Marsica.
Il volume si inserisce nella tradizione storiografica della microstoria del Novecento, un filone che ricostruisce la storia “grande” attraverso episodi locali e individuali. Come è stato evidenziato nel corso della presentazione, scrivere di storia è un esercizio complesso e rigoroso, perché richiede il rispetto di fonti certe e documentate: nulla di quanto raccontato nel libro può essere considerato frutto di fantasia o approssimazione.
Il libro è strutturato attorno a quattro grandi nicchie tematiche: storie di eroismo e di crudeltà, vicende familiari, luoghi simbolo della guerra e della Resistenza e, infine, le vittime civili. Emergono così racconti legati all’identità avezzanese, al forte movimento antifascista cittadino – con figure come Bruno Corbi – e a luoghi emblematici come la Grotta di Ciccio Felice, Massa d’Albe con il comando della Linea Gustav, la Banda del Velino e le fucilazioni dei non collaboranti, fino ai bombardamenti di Avezzano, Capistrello e Trasacco.
Nel corso dell’intervista video realizzata durante l’evento, Giovanbattista Pitoni ha spiegato la genesi del volume:
“Chi mi conosce sa che io sono quasi un grafomane”, ha affermato, “ho scritto tanto su tanti argomenti. Mi mancava quello sulla guerra. In questa occasione ho ritenuto opportuno coinvolgere anche altri amici, affinché raccontassero storie dei loro paesi”.
La struttura dell’opera, come chiarito dallo stesso autore, riflette questa scelta:
“La prima parte è dedicata ad Avezzano”, ha detto lo storico, “con episodi ignoti o che, con l’andare del tempo, sono stati quasi dimenticati. La seconda parte è riservata ai paesi, come Sante Marie, Tagliacozzo, Pescina e Massa d’Albe”.
Tra le testimonianze più drammatiche emerse dalla ricerca, Pitoni ha ricordato un episodio ambientato a Pescina:
“Un episodio che mi ha colpito riguarda un ragazzo che ebbe l’occasione di assistere alla fucilazione del padre da parte dei tedeschi. È una storia che non conoscevo”, ha continuato, “veramente tanto drammatica”.
Riflettendo sul valore del libro nel presente, lo storico ha sottolineato l’importanza di trasmettere queste pagine soprattutto ai più giovani:
“La guerra è una grande tragedia per tutti”, ha seguitato Pitoni, “sia per quelli che vincono sia per quelli che perdono. In questo momento ci sono focolai di guerra in tutto il mondo: è importante far sapere ai giovani cos’è davvero la guerra, quella vissuta dai nostri nonni e dai nostri padri, non quella che vediamo in televisione”.
All’incontro è intervenuto anche il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, che ha rimarcato il valore culturale e formativo dell’opera:
“Giovanbattista Pitoni è una risorsa importantissima per la nostra città”, ha affermato, “perché racconta la vita passata non solo attraverso aneddoti, ma con fatti ed episodi che devono rimanere nella storia”.
Il primo cittadino ha ricordato come l’idea del libro sia maturata già in occasione di una precedente presentazione:
“Alla presentazione del libro sul cimitero monumentale gli dissi: devi scrivere ancora qualcosa”, ha continuato, “raccontando la storia dell’Avezzano degli anni passati. In questo volume ha fatto bene ad allargare lo sguardo alla Marsica, perché Avezzano è il capoluogo”.
Di Pangrazio ha inoltre annunciato che il volume sarà messo a disposizione delle scuole: “La storia è fondamentale”, ha seguitato, “la cultura è fondamentale, la conoscenza è fondamentale. Per questo La guerra nella Marsica sarà presente nelle scuole elementari, medie e superiori”.
Nel suo intervento, il sindaco ha anche richiamato l’attualità dei conflitti:
“Oggi si fa la guerra per l’oro”, ha concluso, “per il petrolio, per il litio. Ai giovani dobbiamo far capire che gli slogan non raccontano la verità: la verità si raggiunge attraverso lo studio”.
La presentazione si è conclusa con un messaggio condiviso: raccontare le microstorie della Marsica significa custodire una memoria collettiva fatta di miseria, ma soprattutto di dignità, di sofferenza e resistenza, affinché ciò che è stato vissuto durante l’ultima guerra non venga dimenticato e possa diventare consapevolezza per le nuove generazioni.
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