La dignità è di casa



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Il 15 Marzo 2010 a Roma è una giornata fredda, il tasso di umidità è alto e piove. A piazza di Montecitorio, scivolosa e grigia, entrano a lavorare abiti scuri e ben stirati e ancora non sanno che questa mattina, in cui la primavera si fa largo alla chetichella, faranno la storia.

Beh, è un incipit un po’ romanzato… lo so, Tuttavia me la immagino così Roma quella mattina, perché mi piace pensare che l’approvazione di una legge che tutela i diritti delle persone malate sia nata come in una di quelle belle storie che iniziano sotto le nuvole e finiscono con il sole che risplende sulla città.

La legge del 15 Marzo 2010, n° 38, dal titolo: “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” è discussa e approvata e poi pubblicata il 19 Marzo dello stesso anno sulla Gazzetta Ufficiale n° 65.

La legge 38 è un atto di civiltà da parte di uno Stato che riconosce ai suoi cittadini la possibilità di andarsene a testa alta. Fortemente voluta e cercata, tra gli altri, dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti la legge restituisce il diritto di morire in pace e dignitosamente a tutti quei malati che fino al giorno prima dell’attuazione del decreto legislativo erano considerati INCURABILI.

Ora, se c’è un male che attanaglia la vita di una persona e la conduce al fine vita, io credo che ci sia differenza tra gli aggettivi INGUARIBILE e INCURABILE*. La prima è una persona affetta da una malattia cronica e/o degenerativa che non lascia spazio alla medicina per una guarigione e conduce inevitabilmente alla morte. Una persona incurabile è un inguaribile con la differenza che il dolore che può provare nel percorso verso la fine della vita può e deve essere CURATO, sia quando si parli di “dolore dell’anima” che di un dolore più strettamente legato al corpo.

La legge 38 mi sembra garantisca proprio questo ultimo aspetto, la sua finalità è tutelare e garantire il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore.** Oltre a questo, come si legge nel testo, la legge si fonda su tre principi fondamentali:

  1. a)tutela della dignità e dell’autonomia del malato, senza alcuna discriminazione;
  2. b)tutela e promozione della qualità della vita fino al suo termine;
  3. c)adeguato sostegno sanitario e socio assistenziale della persona malata e della famiglia.

Per fare in modo che la legge arrivasse a più persone possibili, il Ministero della Salute ha promosso una serie di iniziative di divulgazione e informazione attraverso diversi canali nel triennio 2010-2013, realizzando locandine, brochure e un video che potete vedere qui.

Tuttavia da una recente indagine conoscitiva sviluppata dall’Osservatorio Permanente sul sollievo dal dolore della Fondazione Ghirotti (cfr. nel testo) è emerso che 2 Italiani su 3 ignorano che esista una legge del genere.

Sto scrivendo questo post perché ritengo molto importante aiutare a divulgare i princìpi che sono alla base della legge 38: dignità, cura e sollievo. Chiunque ha diritto a tutto questo, ogni persona può e deve portare avanti la bandiera dei propri bisogni nel momento difficile e delicato che conduce alla morte. Lasciare andare tutto quello che si è costruito nel tempo, il ruolo, il lavoro e soprattutto gli affetti e gli amori è triste e complesso, la legge 38 può restituire un po’ di pace e di sollievo.

Condividerne l’importanza è un gesto di rispetto nei confronti di chi soffre e contribuisce a rendere alla persona la dignità di cui ha diritto.




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