La denuncia di una madre “mio figlio di 5 anni ha latte sufficiente solo fino al 20 agosto sono disperata aiutatemi”



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Trasacco La premessa – Il bambino dalla nascita è affetto da una grave patologia con ritardo psicomotorio ed è costretto a vivere a letto o su uno speciale passeggino. Non mangia autonomamente, non parla, non vede e non sente, oltre ovviamente a non stare in piedi. Viene alimentato attraverso un apposito sondino all’altezza dello stomaco. Il bambino dipende completamente dalla madre in ogni momento del giorno e della notte.

Viene nutrito con un alimento speciale prelevato periodicamente presso la ASL di Avezzano in Via Monte Velino, in quanto fa rientra nel programma ADI (Assistenza Domiciliare Integrata).

Il bambino necessita ora di ausili meccanici (un sollevatore) per essere meglio accudito. La casa dove vive è piccola e non in grado di alloggiare questo strumento. Importante in questo caso la disponibilità del Sindaco di Trasacco Mario Quaglieri per il trasferimento presso un’altra abitazione più grande e confortevole in grado di dare lo spazio necessario agli ausili richiesti, e migliorare la qualità della vita della famiglia.

La denuncia – La donna non si risparmia facendo nomi e cognomi delle persone coinvolte e dichiara “Tutte le volte che mi reco presso la predetta ADI ottengo risposte negative per la fornitura del liquido di alimentazione, che malgrado le mie prenotazioni non è mai facilmente disponibile, cosi come i pannolini ed altro. Malgrado la gravità della mia situazione tutte le volte che mi reco presso questa struttura della ASL vengo maltrattata dal dottore…“

Per avere il latte, contiuna la donna, “mi è stato riferirito che avrei dovuto esibire il relativo certificato medico e quando lo mostravo mi veniva detto che tale certificazione non andava bene poiché emessa dal mio pediatra di famiglia e non dall’ospedale Bambino Gesù che ha a carico mio figlio.”

La donna denuncia un medico “che con il suo atteggiamento complica sempre le procedure che riguardano la fornitura del materiale vitale del figlio”.

Gli ultimi episodi – Circa una settimana fa ha chiamato il servizio preposto per ordinare nuovamente l’importante alimento e si è sentita rispondere che “non avrebbero potuto fornirmi il latte poiché le fabbriche erano chiuse e che quindi avrei dovuto far fronte a ciò acquistandolo con la pensione di accompagnamento di mio figlio”.

All’ultima richiesta dell’otto di agosto la risposta è stata simile e cioè che le sacche di alimentazione non sarebbero state disponibili per il 19 agosto, data nella quale il bambino resterà senza l’alimentazione vitale che gli spetta nella quantità e nelle scadenze periodiche.

L’appello – “mi trovo da sola e gestire tale situazione e in stato di profonda indigenza. Faccio dei lavoretti di pulizia saltuari che mi permettono di guadagnare pochi soldi. Chiedo a chi di dovere che voglia intervenire per regolarizzare questa situazione donandomi un po’ di serenità che ho perso per gli atteggiamenti tenuti da alcuni soggetti.”




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