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Insorgenze nella provincia dell’Aquila. La Marsica (1806-1812) – (Seconda e terza parte parte)

Insorgenze La Marsica (1806- 1812)

LA MARSICA (1806- 1812)
CAPITOLO SECONDO ARCHIVIO DI STATO DELLL’AUILA
Gran Corte di Aquila Processi ( Prima Serie )

f. 1r

“[….]  1806/Altre Relazioni per i Briganti ( al margine sinistro è impresso a stampa un sigillo ovoidale racchiuso da due rami di palma con inserito dentro un corona sopra tre gigli sopra la seguente scritta: “ 1801/GRANI DUE “ n.d.a.)/Mesi di o[ottobre 1806] e 9 n[ovembr]e e ( sotto scritto da altra mano si legge: Ve s.e n° 29 ed a fianco da altra ulteriore mano si legge: n°[….]c=s. N°” n.d.a.)/

f. 1v

foglio lasciato in bianco

f. 2r ( al margine destro è posto il numero “ 1” n.d.a.)/Ill.[ustrissi]mo Sig:[nor] Sig:[nor] P.[ad]rone Col.[endissi]mo/ (sotto, a sinistra è impresso il sopradescrittto sigillo ovoidale n.d.a.)/Sono stato chiamato in q:[uest]a residenza perché informi V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/sull’ultime turbolenze prodotte in Celano (1), ed in Cerchio(2) da un’orda d’insorgenti, su di cui io aveva riferito/Al Sig:[no]r Saliceti (3) Direttore Gen:[er]ale della Polizia./Signore sulle Ore due del giorno istesso della risaputa insur=/genza di Celano mi giunse una circolare del Sig.[no]r Capori=/parto di Celano med.[esim]o, il q.[ua]le officialm.[en]te partecipandomi l’/accaduto, mi prescriveva, che avessi armata la Gente di/mia giurisdizione, e l’avessi spedita di lui soccorso. Simulta=nea.[men]te mi giunse altro Corriere di D.[on] Camillo Cambise (4), av=/visandomi, che le Masse di Celano erano dirette, e minaccia=/vano la tranquillità di Pescina, per cui conchiudeva, dover-/ne prendere il riparo opportuno. Io non mancai in tal in=/contro riunire la Gente onesta di quella Città per così ga=/rantire la pubblica sicurezza. Niente vi accadde di nuovo.//

f.2v

Ma intanto sapendo bene quanto sia potente la forza/del cattivo esempio nell’animo del Popolo, facile per i sac=cheggi, e per eccitare tutto il Governo a prendere sull’istante forti espedienti, onde i torbidi di Celano non/si diramasse nei viciniPaesi, e poi nelle vicine Provincie,/mi feci animo di riferire l’accaduto al predlod:[a]to Sig:[no]r Saliceti/poggiando la mia relazione sulla circolare del Sig[no]r Cap.[oripar]to/di Celano, e su di altre lettere, che io ebbi da particolari. Non vi è dubbio, che i med:[esim]i inconvenienti potevano accadere in/Pescina, giacché questo lo dimostra l’arresto, a cui si è pro=/ceduto di Stefano Pera al.i[a]s Abbate Manduca(5) indiziatore/di pubblica sollevazione con molti altri, de quali non so,/il nome, giusta le diligenze inviate a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, anche/lo dimostra la condotta di Urbano Gizzi anche carcerato/come quegli, che non aveva avuta ripugnanza insultare con/uno stile nella Corte il passato Gov:[ernato]re, spingendolo a pre=/cipitarsi per una finestra. Si benigni anche V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/rimandare colla mente ciò che io ebbi l’onore di riferire dal/ritorno in Pescina dei F.[ratelli] Ippoliti, per poter decidere, quanto questi poteano, e possono sperare d.etta enormità./Intanto io nutro egual premura, per l’asse de’ pred.[ett]i a cui sono impegnati di procedere col’ajuto del Sig.[no]r Cap. [itan]o//.     

                                                                  NOTE

  1. Sicuramente é l’ insorgenza accaduta in Celano il 26 marzo 1806.Amiconi F.:” Storia di Celano durante l’invasione francese ( 1806-1812)”, Terremarsicane, Polvere d’Archivio, 2025.
  2. Nulla, al momento, sappiamo dell’insorgenza avvenuta a Cerchio.
  3. Giuseppe Saliceti, direttore generale della polizia.
  4. Iscritto nella vendita carbonara del comune di Pescina: “[…]16. Cambise Camillo- Proprietario- Carbonaro[….]” Amiconi F.: “ La Caboneria a Cerchio op.cit.”.
  5. E’ il già citato Stefano Pera. Vedi qui.

f.3r (al margine destro è riportato numero “2” n.d.a.)/ Comm.[andante] […] noi Francesi resi:[dent]e in Celano./(ecco quanto debbo passare sotto l’alta intelligenza di/V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustriss]ima, cui con profondo rispetto bacio le mani/Di V.ostra S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/ Aquila 3 Maggio 1806( più sotto a destra si legge: “ D.[evotissi]mo Obb.[ligatissi]mo Serv[itor]/Giuseppe Strozzi Gov.[ernator]e” ed a sinistra è riportato : “ Il Sig.[no]r Cav.[alie]r D.[on] Dionisio Corsi/Presidente nel Reg.[i]o Tribunale di/Aquila” n.d.a.)//

f. 3v

Pescina […] 1806/Quel  Gov.[ernator]e per l’insorgenza acca-/duta in quelle Contrade//

f. 4r (Al margine destro si legge il numero “5”  e più sotto al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovoidale n.d.a.)/D.on Francesco Saverio Incarnati (1) di Gioia, uno dei Colleghi nella Commis-/sione per la costruzione del Processo verbale contro i Perturbatori della quiete Pu-/blica insorti fra Maggio, e Giugno ( in questa Camarca si sottrasse da Tagliacozzo ove avevamo principiata l’operazione, allorché varie Compagnie d’Insorgenti/minacciano la Pro.[vin]cia per Intiera, e precisamente verso la metà dell’And.[ant]e/Io rimasi in quel luogo inoperoso in Compagnia dell’altro Collega, D.[on] Nicola Ferri non senza timore di perdere la vita, e P.adre Domizio (Jacobucci n.d.a.):viddi tagliate le strade/che conducevano allo Stato Pontificio, dapoichè s’intesero in Combustione anche/i Paesi a quello Stato limitrofi; E quindi divenne meno anche questo mezzo/per procurarmi un’asilo; mi convenne allora nascondere per non essere la/vittima di Si rea gente, Come intesi che l’erano altre persone in Ufficio/fra quai il Governa.ore di Civitella, e quello di Carsoli. All’avvicinamento della Truppa Francese viddi diradati i torbidi, rim-/pressi in qualche modo i spiriti delle Popolazioni, e riaprirsi le strade al Com-/mercio, onde pensai rendermi a questo Governo, ellesequj./Giuntovi ho esaminato ciò che di preciso è avvenuto ne luoghi di mia/giurisdizione nella quasi universale Rivolta della Prov.[inci]a. Ho trovato che tre//

f. 4v

Naturali di S.[an] Pelino sono morti; Uno per equivoco (e) nelle vicinanze di Avez-/zano, allorché la Truppa francese attaccò una Compagnia di Briganti/e due Fucilati come rei; Che tre altri di Castel novo incontrarono/istessa Sorte, e definitivamente un Naturale delle Forme perì per Equivoco (3) stesso nel sito medesimo./Senza entrare in Dettagli sulla materia, ho creduto opportuno/tenernisi questa Rassegnazione, e contemporaneamente riprotestarle/mia Obbedienza, ed Umilmente Confermarmi/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Massa 30 7[settem]bre 1806/Divotis[sim]o Servi[to]r Vero Obb.[ligatisssi]mo/Gio:van Batti[st]a Carosi/ (al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Intendente della Provincia/di (Aquila)//(4)

                                                                  NOTE

  1. Iscritto nella vendita carbonara di Gioia dei Marsi:” [….] 28. Incarnati Franc:esco Saverio- Prop[rietario] M[aest]ro Deputato del parlamento A-scritto in Celano[….]”. Archivio di Stato di Napoli cit.”.
  2.  In quel frangente, accadeva purtroppo, che alcuni paesani venissero uccisi anche per “equivoco”.
  3. Vedi la soprariportata nota 2.
  4. IL sopratiportato documento è importantissimo in quanto ci rende edotti dei delittuosi accadimenti avvenuti specialmente in Pescina durante il Novantanove. Documenti questi che grazie, al lodevole lavoro del soprariportato Gio:van Battista Carosi: sappiamo con sicurezza chi fu l’esecutore dell’omicidio del duchino Giovanfrancesco Malvini Malvezzi ed anche di altri truci episodi. Con questo documento abbiamo recuperato notizie che, purtroppo, a causa dei tre infelici e sciagurati reali decreti del 10.1.1800, del 16.1.1803 ed, Infine, del 1.11.1829 attraverso i quali furono, come più volte detto, dati alle fiamme, inceneriti, tutti i procedimenti penali dal 1789 al 1829: come chiaramente si evince una perdita di un quarantennio riguardante il periodo storico di cui, da anni, ci stiamo occupando, documenti questi che potrebbero essere, la speranza, ultima dea, in qualche archivio privato.Speriamo che altri più fortunati di noi riescano in questa improba impresa.

f. 5r

Capistrello 1806/ Corte Criminale (al margine sinistro sono impressi i due già descritti sigilli ovoidali n.d.a.)/Mazzo trentotto/V.[olume]4/Per i Briganti/c.f. 3 /R.o gol. 39/Arch N° 27” ( Vi dovevano essere in questo fondo sicuramente altri “mazzi” almeno altri 37 che, al momento, a causa di manomissioni, non sappiamo dove sono; parte di questi sono stati usati a mò di sommario ed adesso non rispettano più l’ordine usato dagli autori degli stessi infatti sono posti di seguito uno all’altro come per esempio quello di Balzorano, Aquila e Civitella Roveto, Civitandino, Canistro, Castronovo, Meta, Morino, Pesco Canale, Rocca vivi, Rendinara, S. Vincenzo, invece quello di Collelongo, che qui si riporta, sembra trovarsi nel posto giusto n.d.a.)

/Collelongo 1806/Aquila/Corte Criminale/Mazzo trentotto ( al margine sinistro è impresso il già decritto sigilllo ovale di grani due n.d.a.)/Vol.[ume] 7/fol.[io] 20 Per i Briganti/vi è carc.[era]to/Dom.[eni]co Sansone di Collelongo/reg.to f. 58/ilmo 08/c. 59/ da altra mano è scritto il numero “10” inscritto in un piccolo cerchio n.d.a.)/t/Re:[istra]to for:[io] 39/Arch, N° 27//Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]r Sig.[no]r P.[ad]rone Colle.[ndissi]mo ( al margine sinistro è impresso il più volte descritto sigillo ovoidale ed, al margine destro, è riportato numero “1” n.d.a.)/In esecuzione degli ordini ricevuti dobbiamo rappresen[ta]re a V.[ostra] Sig.[noria] Ill.[ustrissi]ma/per la verità de fatti, che in questa Padria di Colle lon-/go vi è stato verun Naturale Insorgente, ne Bri=/gante; quantunque fossero venuti molti Cittadini del/vicino Paese di VillaVallelonga Armati di Fucili/colle Coccarde rosse a Sommuovere La popolazione Con=/tro il Governo portando La letterale L’Editto di Fra/diavolo(1).Soltanto vi fù un certo Antonio Fiore, che/cerchò di uscire dalle Carceri( dove si trovava come/reo di furto) mediante un ordine diFra dialogo, ed/andò egli in seguito a trovarlo in Sora, sentendosi dire, che fosse andato colla Sua Massa deiBriganti; ed/indi dopo dispersa se ne andasse nello stato Roma=/no a Lavorare. Ma nel giorno 19 del prossimo scorso 7[settem]bre avendo La Massa di Padre Domizio (Jaobucci n.d.a.), e dell’altro Capo massa Piccioli ( Ermenegildo n.d.a.)/minacciato a q.[ues]to Paese, ed alla particolari Be-/nestanti che non si mandava Gente Armata di qui/ad unirsi con Loro Sarrebbero (sic) senza meno venuti nel/giorno stesso Saccheggiare Le migliori Famiglie,/ed a mettere il Paese a Saccho(sic) ed a Fuoco/dovet-/tero molti Cittadini, che si chiamano: Dom:[eni]co Roco Pi-/segna, Stefano dpsegna, Diodato Guanciale, Cesidio/Cerone, Giuseppe del Turco, Gaetano di Ant.[oni]o Cesta/Giuseppe di Eugenio Grande, Michele Abruzzo, Gio:[van/Ant.[oni]o Bisegna, Giuseppe Cascione, Nicola Bassi,//Giuseppe Belmaggio, Giuseppe di Tomasso Bisegna, Gae=/tano di Fran:[ces]co Cesta, Serafino Ranalli, Rocco Guan=/ciale, Nicola Pisegna, Gio.[vanni Cerone, Gio:[vanni] Manno,/Antonio Ciccone, Loreto Pisegna, Cesidio di Gio.[vanni] Cesta,/Stefano di Vincenzo Pisegna, Dom.[eni]co Santone,/Pasquale Ercole, Felice Guglielmi, e Dom.[eni]co Pisegna,/armati alcuni di Fucili senza munizioni, e altri sen=/za Armi di sorte alcuna andare ad uscirli incon-/tro nell’atto stesso che uscita tutta la Massa Brigan-tescha(sic) da Trasacco colli d:[ett]i Capi, venivano per stra-/da da questa parte nel giorno medesimo del 19 7[settem]bre/ma avendo in atto preso la Strada d.[ett]a di Arciprete/verso Ortucchio, se ne andavano diretta:[en]te per quella via/ a Manaforno (2) dove la notte seguente sei per=/sone di detti Cittadini, che furono Pasquale Ercole/(il quale faceva da Capo) Nicola Pisegna, Loreto/Pisegna,Nicola Bosi, Giuseppe di To.[m]aso Pisegna,/e Giuseppe di Eugenio Grande, se ne fuggirono via/dalla Massa, e si rividdero La mattina ben per tem=/po in questa Padria. Alcuni altri poi ritornarono/doppoche erano entrati nella T[er]ra di Gioia (dei Marsi n.d.a.)L’altro/giorno seguente, e gli ultimi ritornarono poco doppo(sic)/dagli altri Paesi confinanti a quelle Montagne/senza essere più usciti per Compagnia di Massa ne de’ Briganti/tutti Li Sud:[ett]i però ad eccezione del nomato Antonio Fiore/depositarono Subbito(sic) il Fucile( intendendosi per/chi lo teneva) presso la Corte Locale inseguito/dalli bandi, come essersi presentati nel giorno 4 dello scorso 8[otto]bre al Gover:[nato]re di quel tempo D.[on] Antonio De’ Nardis di Carmignano vicino la Città di Teramo/per ora chiusi presenta alla Corte medesima/Altra Massa non vi transitò in q.[ues]ta Patria se non quella/di//di(sic) Castello a Fiume di Circha persone 50; che si ( sopra la margine destro è riportato il numero “2” n.d.a.)/presero le razioni e se ne andarono via à quella/pocha dispersa di Fradiavolo (Michele Pezza da Itri . Vedi quin.d.a.) nel numero di 40 è/fù nel giorno29 7[settem]bre, che dopo aver estorto/a questa U.[niversi]tà La Somma di Docati venticinque/e le pretese Razioni di pane e vino, e Compa=/natio Se ne andò via senza are altro dannj (militano il Capo di essere il Secretario di Fra dia-/volo Sotto nome di Giuseppe Iupparielllo. Ed altri/Docati venti dovettero pur mandarsi da questa/Università all’’altra Massa di Fra diavolo in Civi=/tantina (sic), per aiutare il maggior danno delPaese,/e delle particolari Famiglie colla Sua venuta/come minacciava nella Lettera. Del rimanente/non vivono stati in q.[ue]sta Padria.   Saccheggi, ne/altri danni de Briganti per grazia dell’Altissimo./Li Naturali di q.[ue]sto Paese sono ora tutti attaccati al/Governo;Sebbene la Masse vicine, siano Sta=/ti taluni dalla Plebbe Sollevati; e mossi piut=/tosto dall’avidità, e dal timore./Li Cittadini attualmente assenti da questa Padria sono/Secondo la nota ingiunta per Causa dei Soliti lavo=/ri nello Stato Romano e per Causa delle Loro Pe=/sone nella Puglia.(3) Non altro ci sembra dover/Umiliare a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma a tenore degli ordini Com=/municatici, nel mentre con ogni stima ci rassegniamo/Di V.[ostra] S:[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Collelongo 4 9[nove]mbre 1806/Devo.[tissimi] Ser:[vito]ri V.[ost]ri Obb.[ligatissi]mi/Loreto Cesta Sindaco/Fran[ces]co Cesta Sindaco/Angelant.[oni]o Agapito Cerone/Francesco Saverio Floridi/Alesan.[dr]o Botticellli ( al margine sinistro si legge. Sig.[no]re D:[on] Dom:[eni]co Cini/Governatore Caporiparto/Capistrello” n.d.a.)//Trasacco 1806 ( al margine sinistro sono impressi i due già descritti sigilli ovoidali n.d.a.)/Corte Criminale/Mazzo trentotto V.[olume] 16/Per i Briganti/c.f. 4/ ( più sopra è riportato il numero “9” circoscritto da un piccolo cerchio scritto da altra mano n.d.a.reg.to fol[io] 39/Arch.° N° 27  e più sotto è riportato il numero “4” n.d.a.)

                                                  NOTE

  1. E’ il più volte citato Michele Pezza alias Fra diavolo.
  2. E’ frazione del comune di Gioia dei Marsi oggi totalmente disabitata.
  3. In questo passo apprendiamo l’emigrazione stagionale verso la campagna romana per i lavori agricoli e l’antico fenomeno della transumanza dei nostri pastori verso il tavoliere della Puglia istituito nel 1447 da re Alfonso i d’Aragona con la “Dogana della Mena delle pecore in Puglia”.

“ Uni.[versità], e Regim.ento diTrasacco ( al margine destro è riportato il numero “1” ed, al margine sinistro è impresso il più volte decritto sigillo ovale di due grani n.d.a.)/In esecuzione di veneratissimi a noi qui sottosc[rit]ti notifi-/cati per l’organo del Sig:[no]r Gov:[ernato]e Capireparto d.[on] Dome-/nico Cini, per ord.[ine] a parte dell’Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]r  Intend.[ent]e/della Provincia dell’Aquila, Cavalier Corsi, riu-/niti tanto il Mag.[nifi]co Gov:[ernator]e Locale, come gli attuali Sin-/daci, Rev.[eren]do Paroco, egli due destinati Benestan-/ti Mag.[nifi]ci Berardo de Gasperis, Vincenzo Petrej, fa-/ciano piena, e indebitata fede Realtiva a tutti/gli articoli descritti nelll’ord.[in]e Riceuto ed è consi-/gue/indi quando al p.[ri]mo Capo facciano fede, che in q.[uesta] T.[er]ra di/Trasacco alla sedici di 7[settem]bre si portò qui porz.[io]ne della/massa di Villa Vallelonga, e porto (sic) un despaccio/mano scritto, firmato da Michele Pezza alias/Fra diavolo, e lo affissarono nella Piazza, e quindi emano Bando, faccio tutti si fossero armati,/per difesa del fù Ferdinando quanto. Inteso qu.[esto]/visi unirono Cinque naturali per nome, Ago-/stino Marinetti, Filippo Marinetti, Cesidio Calabrese, Gio:[van]Feilce Salvi, e Cesidio Cardinale, li quai/nel seguente giorno uniti con li missaroli si por-/tarono in Collelongo, e nella Sera de 18 d.[ett]o mese si/tornorono in q.[uesta] Sud.[dett]a T.erra circa un ora di notte//notte(sic), in quel tempo giunse qui alle ore tre la Massa com-/mandata da Piccioli, e Padre Domizio (Jaocobucci n.d.a.), composta di circa/quattrocento, e più persone, ove dimorano La notte/e che poi nel g.[ior]no 19 d.[ett]o Mese partirono alle ore die-/cisette. Con questa riunirono no.[n] Solo li Cinque sud.[det]ti/ il (sic) quali doppio pochi giorni furono arrestati, e fu-/cilati dalla forza Francese per esser Stati Riconosciuti Come Capi, ma benigno, Brizio d angelo (sic)/Sebastiano Lobbene, Ant.[oni]o di Nicola Belllotta, Giu-/seppe Calabrese,Ant.[oni]o Perfetti, Pasquale Fosca (1), Rufino Lobbene, Antonio Petrej, Gio:[vanni] Perfetti, Giu-/stino Belllotta, Giuseppe Bellotta, P.[iet]ro Bellotta, Sebastiano Corvi, Fran.[ces]co Corsi, e Filippo Ant.[oni]o Cardarel=/li, descritti ed annotati da Cesidio Calabrese (2); quali tutti si mattenero con d.[etta] Massa di Piccioli chi, un giorno, o chi due, all’infuori dei Capi che vi dimo-/rarono Cinque giorni, e po Ritornarono in q.[ue]sta n.[ost]ra Patria. Li sud.[dett]i Si sono tutti ritirati, e Sono presente.[ent]e nel Paese, e q.[ues]to, e quando possiamo/in Riguardo al p.rimo e Secondo Capo/Rispetto al terzo Capo facciamo fede, che a q.[ue]sta Commune/di Trasacco, da tutta la massa, è stato Recato/di danno ducati quaranta quattro, e grana Cin-/quanta Cinque, e q.[ue]sti sonore Razioni di pane, vino, formaggio, carne ed altro. In denaro fù dato alla Massa di valle roveto Comandata da Berar//do ( è stato cancellato n.d.a.)/Berardo Tancredi, e Luigi Allegretti alias Turcatto ( sopra al margine destro riportato numero “2” n.d.a.)/docati dodici, e d:[ett]o denaro gli fù Consegnato in Luco accio no.[n] fossero venuti a molestare q.[ues]ta T.[er]ra, sic-/come avevano minacciato/In Riguardo agli particolari il Sig.[no]r D.[on] Angelo Minicucci di Avezzano, Bonatenente, ed allora Com.[m]orante in Trasacco/fù Carcerato dalla massa di Piccioli, e minacciato di/vita il q.[ua]le per Ritorglisi da un sì eminente pe-/ricolo fu Costreto a sborsare ducati ottanta Circa,e li dovette dare un orologio d’oro, una corniola licata/in oro, un fucile con mira d argento, un pistone Con/alri mobili di Casa. D.[on] Giuseppe Petrej Cittadini Trasacco Rattrovandosi assente/Stando ad esercitare il mestiere disgraziato sua pro=/fessione nella T.[er]ra di Lecce ( nei Marsi in provincia dell’Aquila n.d.a.), profittando due Naturali di Trasacco, Cioè Cesiddio Calabrese) e Cesidio Car=/dinale, con vari altri Briganti Forastieri di d.[ett]a Mas-/sa della di lui assenza, penetrarono per via d’una fi-/nestra nella dildi Casa, si intromisero nella Ca=/mera dove lui era solito dormire, e fracassarono una Cassa grande, ed un Baullo (località in comune di Collarmele n.d.a.), che stava già p.[er] prima aperto, ed un inginocchiatoio, Indi gli presero/cosiderevoli mobili, che ivi esistevano de quali no.[n]/possiamo darne positivo dettaglio/Rispetto al quarto capo si fa tre le che sin dei18 du-/rante qua.[n]ti da q.[ues]ta n.[ost]ra T.[er]ra Angelo Petrej//Petrej (sic) il quale seco condusse li Seguenti descritti Naturali/li q.[ua]li no.[n] sono intaccati di verun delitto di Bricandagio, e sono stati portati alli presenti gravj Lavori, e Sono/i Seguenti, Innocenzo del Vecchio, Berardo Coco, Dome-/nico Coco(4), Felice Taricone, Ven.[anzi]o Caruso, Andrea Campise, Cesidio d’Angelo Filippo d’Angelo 85), Vincenzo cam-/pisa (6), e suo Figlio Tomasso (7), Dom.[enic]o Vincenzo Fosca(8), Be-/rardino Frezza, Angelo Botticellli, e Rufino Pollicellli/E per la verità di quando possiamo dire abbiamo di n.[ostr]o ord.[in]e/fatto scrivere la presente firmata da noi in fede/Trasacco li 31 8[otto]bre 1806/+ Segno di Croce dirupino Cucinelli Did.[a]co Ill.[ettera]to fa fede Come di Sopr/+ Segno di croce di Giusto Danese Sind.[a]co Ill.[ettera]to fa fede come di sopra/Io D.[on] Filippo de Gasperis R.[everen]do Curato fò fede, e certifico some sopra/Luigi Camillo Luogo:[enen]te (segue il sigillo ovale comunale n.d.a.)//

                                                        NOTE

  1. Risulta iscritto nella vendita carbonara del comune di Trasacco:”[…]41. Fosca Pasquale- Bracciale- Trasacco- Carbonaro[….]” Archivio di Stato di Napoli cit.
  2. Fu allistato nella vendita carbonara del comune di Trasacco: “[….]16. Calabrese Cesiddio-Prop.[rietqri]o- Trasacco- Gran M.[aest]ro ascritto in Pescina [….]”. Archivio di Stato di Napoli cit.
  3. Fu iscritto nella vendita carbonara del comune di Trasacco: “[….] 54.Petrei Angelo – bracciale – Trasacco- Carbonato[….]”. Archivio di Stato di Napoli cit.
  4. Fece parte della vendita carbonara del comune di Trasacco: “[…]20. Coco Dom.[eni]co – Brac:[cia]le- Trasacco- Carb.[onar]o Di Sentimento[….]”. Archivio di Stato di Napoli cit.
  5. Filippo d’Angelo fu un adepto della vendita carbonara del comune di Trasacco:”[…] 5. D’AngeloFilippo- Brac:[cial]e – Trasacco-Carb.[onar]o[….]3. Archivio di Stato di Napoli cit.
  6. Fu iscritto nella vendita carbonara del comune di Trasacco:”[…]24. Cambise Vincenzo – Bracciale – M[aest]ro terribile[….]”. Archivio di Stato di Napoli cit.
  7. Fu iscritto, come il sopracitato genitore, nella vendita carbonara del comune di Trasacco: “[…] 35. Cambise Tommaso – Brac:[cial]e- Carbonaro[….]”
  8. Fu allistato nella vendita carbonara del comune di Trasacco: “[…]42.Fosca Vincenzo- Bracciale- Trasacco- Carbonaro[….]”. Archivio di Stato di Napoli cit.

 “ Luco 1806 (al margine sinistro vi sono impressi i già due descritti sigilli ovoidali n.d.a.)/Corte Criminale/Mazzo trentotto/Vol.[ume] 8/Per i Briganti/c.s. 10/Reg.° fol.[io] 39/ Arch.[ivi]o N° 27//Luco 30 8[otto]bre 1806 ( al margine destro posto il numero “1” n.d.a./In esecuzione de Reali Ordini emanati p.]er] l’organo dell’Intendente G.[enera]le di ( al margine destro vi è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/questa Provi[nci]a dell’Aquila co’ quali  prescriversi al Gov.[ernato]re, Amministratori, Pa=/roco e Benestanti eletti  di formare dichiaraz.[io]ne in Ordine a coloro che/Sono insorti in ogni Commune contro l’ord.ine Publico, e coloro che p.[er] essere stati attaccati al Governo an Sofferto, p.[er] Causa de Brigantaggio, e quelli che/si trovano assenti, rapporto al primo e Secondo Articolo, Certifichiamo che in/q.[ue]sta T.[erra di Luco non vi Sono stati Insorgenti; ma Solo essendosi incon=/trata improvvisa.[en]te a passare a 18 7[settem]bre Cor.[ren]te Anno verso mezz’Ora di notte la massa Comandata da Piccioli, e Padre Domizio composta di quattro=/cento, e più persone si unirono a questa Andrea, e Pietro figli di Pasquale/Massaro di q.[ue]sta T.[er]ra, ed uno statista qui Casato p.[er] nome Giovanni alias il/Campagnuolo, i quali dopo due giorni Sen Tirnarono in Luco, senza re-/care il menomo Ristuolo al Paese; e Nicola di Gio:[van] Bruno, e Luigi di Gio:[van]Pietro/parimenti di q.[ue]sta T.[er]ra furono fucilati in Avezzano, Creduti Rei di aver/guidati la massa di Civitella Roveto nelle Case d[ell]e Persone oneste di/q.[ue]sto Luogo/Riguardoal 3° Articolo Certifichiamo come oltre ala Massa di Piccioli, e Padre/Domizio passata ai 18 a Sera di 7[settem]bre Come Sopra Sotto i 21 di d:[et]o mese/di 7[settem]bre Venne in q.[ue]sta T.[er]ra la massa di Valle Roveto, composta di trecen=/to, e più persone con due Comandanti luigi Allegretti, alias tu:[rc]atte, e/Berardo Tancredi (vedi qui n.d.a.)di Fontana. La massa di Piccioli, e di P.[ad]re Domizio,/recò di danno a questa comune ducati 55 e g.[ra]na 92, cioè ducati 28/e grana 60 Vollero in denaro, e pèer] Contribuzione, de aula p.[er] Venticinque/docati ne formarono il Recivo, e grana 36 Carlini ricusano farlo, e doca=/ti 27 e  g.[rana] 55 p.[er] la Razione di pane, vino, formaggio, pro=/sciutto ed altro, e dotati 83, e g[rana] 60 in contanti p.[er] Contribuzione, da qua=/li p.[er] docati 80 ne formarono il Recivo, e p.[er] Car:[lini] 36 non vollero farlo. Sic=/come in tutto anno i Briganti reato di pregiudizio a questa comune do=/cati Cento ottantatré, e g.[ran]a Sette. I Particolari non Riceverono danno se non d.[a]lla massa d.[e]lla Valle di Roveto, Coman=/data da Tancredi e Turcatti. Onde rapporto a Loro possiamo Certificare/quanto Siegue//Fu primo d’ogn’ altro circondati perquisita, e de=/rubbata la Casa d.[e]l D.[otto]r D.[on] Nicodemo Placidi (1) d.[e]lla Terra di S.[ant’]Anatolia ma’/Casato, e Commorante in q.[ues]ta di Luco, e ne fù egli arrestato, legato, e Condotto/per il Paese, e minacciato di Vita più volte, dai (sic) asserisce aver sborsato do=/cati duecento quaranta in mano di Tancredi p.[er] esser liberato. E li prese=/ro in’oltre una Cinquantina di dosati che aveva in dosso, e dotati 20 irca/dovette Rigalare ai manigoldi che l’avevano assistito, oltre tre Fucili, un/Pistone, Una Sciabla ed altro che gli Rubarono./Perquisirono poscia, e derubarono La Casa di D.[on]  Leopoldo Degni, che p.[er] Sal=/varsi la Vita Se n’era fugito via col suo F.[rate]llo Germano D.[o]n Michele in/Campagna. Il d.[ett]o D.on] Leopoldo asserisce avergli Recato di pregiudizio un/settantina i donati tr’ Rotture de anolini, derubai.[en]to di denari, Scop=/petta, pistoni, ed altri mobili./Perquisirono quindi, e debbono la Casa d.[e]l D.[otto]r Fis.[ic]o di D.[on] Gio:[van]Felice Candelo-/ro ove entrati fracassarono molti scrigni, brune, tavolini, ed altro. E/Siccome l’Abb.[at]e Candelora frasi rifugiato ai Cappuccini di Luco, Così/avendolo colà Sorpreso, lo maltrattarono con Sciabolate, ed altro. Egli asse=/risce tolti docati 142-90 che aveva indosso, ed altri docati//cento che aveva ne Sgrigni che gli Ruppero, oltre una Scattola d’argento ( sopra a destra è riportato il numero”2” n.d.a.)/Un paio di Recchini molte Camice, ed altro/ Perquisirono, e derubbarono a casa d.[e]l D.[otto]r D.[on] Domenico Ottaviani, il quale p.[er] Salvarsi a vita frasi benanche rifugiato ai Capp.[uccini] di Luco (tale convento è ancora esistente n.d.a.), ove sorpre-/so lo malmenarono, e portandolo di notte in giro p.[er] una Selva. minacian=/dolo più volte diFucilalo. Egli asserisce esserseli Salvata la Vita median=/te la promessa di Sei Cento ducati, ma’ poi ritornato in Luco sborsò in ma=/no de suoi Manigoldi Mattei, e Palombo dotati Cento, e otto, oltre docati/trecento e sei che gli avevano antecedente.[en]te rubati p.[er] avergli trovati in dosso, ed oltre il derubai.[en]to di due Scoppette, due pistoni, un Coltello/col manico d’argento, ed altro./Fù perquisita La Casa d.[e]l Sig.[no]re D.[on] Vincenzo de Angelis, e derubata, chi es=/scendessi parimenti ricoverato a Capp[ucci]ni fù maltrattato. Egli asserisce/aversegli rubati docati ottanta che aveva in dosso, oltre sette Schioppi/due palesi, Una Spada, due Taschini con molla d’acciaio, due Corpetti,/Un vestito di Castoro, Cinque paia di Calzoni, un bastone di Canna d’In=/dia, una coperta di seta, ed altro./Perquisirono La Casa di D.[on] Gio[vanni] Ercole, a chi devastorono l’orto p.[er] Cogliersi l’/uva, gli presero Una Scoppetta, Una Scialba, Una Conca, Una Salma,/e più di Vino, ed altro. Perquisirono la Casa, d.[e]l Sig.[no]r Carlo Saturnini a chi Rubarono piastre Cento/come egli asserisce/Perquisirono e derubarono la Casa di D.[on] Ermenegildo Rosa chi dice avergli/rubbato Una Sciabla, tre posate d’argento, un paio pistola ed altro./Perquisirono e derubarono altre Case, le quali essendo de’ Pover,i non/Si puol Sapere che Cosa li potessero Rubare, solo sia minacciato che/in q.[ue]ste presero Scoppetta, panni, qualche poco denaro, ed altro.//In ord.[i]ne al quarto Capo certificano che sono assenti Le qui annotate Persone/che sono andate a Lavorare nel Campo Romano p.[er] guadagnarsi il pane/Loreto Cardinale, Leonardo Massaro, Andrea di Pasquale Massaro, (2) Giu.[sepp]e/di Loreto diBattista, Gio:[anni di Batista, Pasquale di Leonardo, e Suoi Fi=/gli, Pietro Piccirilli, Cesidio Bucci, Gabriele d.[ell]a Posta, Mario di Gio.[van]/Filippo,Gius.[epp]e Serchia. Inoltre manda Fran:[ces]co Saverio Calanchi, che/non si sà dove sia andato:Notandosi che Andrea Massaro, e Giovan-/ni il Campagnolo quantunque seguissero la Massa di Piccoli, non i=/meno p.[er] essersi presentato erasi rassicurati nel Paese che senza dif-/ficoltà giravano con Pietro Massaro(3), e che ora manca solo che pare sia andato fuori di Stato. Onde possiamo anche accertare che Fran:[ces]co Saverio/Calvacchi si è appartato da q[ues]sto Luogo è-[er] trovarsi inquisito a questa Corte;/che p.[er] la Verità abbiamo formato il p.[rese]nte da noi firmato e Rispettivam.[en]te/Crocesegnato, come altresì Robborato col Solito Popular Suggello di q.uest]a sud.[dett]a/Un.[iversi]tà di luco li 31 [otto]bre 1806/+ Seg.[n]o di Croce di Croce di Pietro Massaro/Seg:[n]o di Croce di Romano Coccia Sind:[ac]i; Ill.[etterat]i/Io Fran.[ces]co Ant:[oni]o di Berardino Sindaco/Io Astore Gennaro Candelori/Io Clementino Carusi/Io Fran:[ces]co Ercole/Luigi Camilli Gov.[ernato]re f.[acent]e f.[unzion]e ( a destra è impresso il sigillo comunale con sotto la firma di “ Giovannni Ercole” n.d.a.)//

                                                NOTE

  1. Risulta iscritto nella vendita carbonara del comune di Luco dei Marsi:” [….] 82 Placidi Nicodemo – Prop.[rietari]o – Luco- M[aest]ro di Cerimonie Con Sentimento[….]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.
  2. Nella vendita carbonara del comune di Luco. dei Marsi sono allistati due Andrea Massaro:61. Massaro Andrea diPasquale- Brac:[cial]e – Luco- Carbonaro./62. Massaro Andrea di Giacomo- Brac.[cial]e – Luco – Carbonaro […]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.
  3. Furono allistati nella vendita carbonara del comune di Luco dei Marsi due Pietro Massaro: “[….]67. Massaro Pietro di Pasquale- Brac.[cial]e – Luco – Carbonaro./68. Massaro Pietro di Bart[olome]o- Bracc.[ial]e – Luco – Carbonaro […]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.

“ Certifico Io qui sottos.[cri]tto , come avendo saputo che nella sera dei ( sopra a destra è posto il numero “7” n.d.a.)/ventuno dello Scorso Settembre piombato aveva in q.[ues]sta/Terra la Massa di Frà Diavolo, guidata da un tal/Berardo Tancredi (1)della Terra di Fontana, ed attuale Af=/fittuario  delle mole di Civitella, e da Luigi Allegretti (2), alias/Turcatto Naturale di Civitella med.[esi]ma; mi rifugiai nel/Convento di q.[ues]ti P.P.[Padri] Cappuccini, dove ritrovai questo/Reverendo Abbate D.[on] Gennaro Candelori, e Successiva.[en]te per/lo stesso oggetto Sopravenne in d.[ett]o connetto D.[on] Vincenzo/de Angelico diedilui figli, e cercando un ricovero a/quale P.[adre] Guardiano per sottrarre dalle requisiz.[io]ni, che/ delle Persone nostre quell’Orda di Assassini far po-/ltea, il sud.[dett]o Guardiano ci condusse in un Nascondiglio/sopra la Lamia della Chiesa della Chiesa, situato nella più recondi-/ta parte d.[e]l Convento, che doppio esser stato da me, e/dagl’altri Individui Sud.[dett]i ispezionato, lo giudicammo po-/ter essere uno sicuro Asile. A circa le ore tre e mezzo/ della notte avendo io inteso sonare il campanello della porta/ di d.[ett]o Convento, subito ci rifugiammo nel luogo additato/dal P.ad:[r]e Guardiano fra Vincenzo della Civitella, il qua-/le volò il luogo del/nostro Confugio, dove all’istante fummo sorpresi, e fatti calare al  primo piano della Loggia, fossimo ad uno ad/uno visitati, ed a me Inf.[rascri]tto furono Levati doc.[a]ti trecento/,/ e sei contentino doppie da sei, e circa/duc:[a]ti dodici in moneta di Argento. Fummo poi tutt’insieme condotti alla Stanza del Guardiano, ed ivi trattenuti/lungo tempo colla Guardia a vista fino a tanto dal P.[adr]e/Guardiano dato fosse una larga ricezione ai Briganti di/lui//lui(sic) paesani. Venni poi estratto del d.[ett]o Convento in compa-/gnia di D.[on] Vincenzo de Angelis, e di un di lui figlio, e del/mag.[nifi]co Fortunato Mancinelli, del di lui fratello e di D.[on] Be-/rardino Bonellli, tutti, e tre di Avezzano, e che in quella/sud.[det]ta Sera per di loro disgrazia ritrovarono in d.[ett]o Convento,/e minacciati gli uni, e gli altri di fucilazione, se non venivano/da me pagati in docati duemila, ed attesa la mia fisica/impotenza in far tal paga.[men]to fummo trasportati nella vi-/cina Macchia colla prossima minaccia di essere. Focilati/quindi dovetti io stesso riassumere la trattativa dell’ac-/comodo, che venne fissato per doc.[a]ti Seicento per lo/sborzo de’ quali alle cinque ore della notte mi ricondusse-/ro nella mia casa di abita.[ion]e, ma’ trovai, che la mede-/[esi]ma era/invasa da altri moltissimi Briganti, ai quali i miei Fra-/telli ci non volsero farsi vedere, e che dopo varie mie/preghiere mi riuscì rescindere il paga:[en]to a doc.[a]ti duecento/de quali, doc.[a]ti novantasei ne pagai all’istante, in mano/di un tal Giovanni Palombo da me ben conosciuto per/aver lungo tempo esercitato da Sbirro nella Squadra di/Tagliacozzo, che faceva da Capo di quell’orda infame,/che  venne a sorprenderci in d.[ett]o Convento de Cappuccini,/e d.[etto] Palombo passò d.[ett]a Somma in mano di un tal Filippo Mattei di Civitella, che era secolui, promettendo il/restante pagam.[en]to di doc.[a]ti duecento nella seguente matina,/nella quale per mezzo di Michel Angelo di Cicco ne pagai/soltanto piastre diece. Fra’. Gli altri Briganti, che invasi aveano La mia Casa, ed a quali io mi volli per celato/permuta lamentante notte, mi vennero tolti in casa due/pistoni, due coppette, ed un’altra canna di Schioppo,/Un Cortello da Tavola col manico di argento, un paio di Cal-//Calzoni (sic) novi di Anchen , molti fazzoletti da collo, ad al(sopra, a destra, è riportato il numero “8” n.d.a.)/tre tabacchiere, oltre il guasto datomi nella Cantina, e Di-/spenza, e questo, e quanto in fede. Luco questo dì/30 Ottob.[r]e 1800sei.(sic)/f[acente]f.]unzioni] Dom.[eni]co boiani “//

                                                  NOTE

  1. “[…] Berardi Tancredi – Civitellaroveto – Capo brigante nella Valle di Roveto nel 1806, arrestato quindi dalla Gendarmeria, ed impiccato nella sua patria per Sentenza del Tribunale Straordinario[….]”. Amiconi F.(a cura): “ La repressione del brigantaggio op.cit.”, p. 68.
  2. “[….] Luigi Allegritti- idem- Celebre e sanguinario capobrigante nel 1806, nella Valle di Roveto; arrestato quindi dalla Gendarmeria condannato ai ferri dal TribunaleStraordinario; perì per istrada, allorché fu condotto in Napoli[…]”. Amiconi F. ( a cura): “ La repressione del brigantaggio op.cit.”, p. 68.

“ Essendo io qui sottoscritto Stato richiesto dagli Ammi=/nistratori (sopra a destra è riportato il numero “ 9 ” n.d.a.), Parroco, e Benestanti Stabiliti in luco/à formare dichiarazione esatta, dei danni, e/bersagli accoggionati ad ognuno (sic) de Particolari, Così in esecuzione de d.[ett]i Ordini certifico qui, sottoscritto, come avendo saputo, che la Mas-/sa. Di Civitella Roveto sotto il Comando di/Tancredi, e Turchatto, alias Luiggi Allegretti (sic)/si approssimava in Luco, e che il d.[ett]o Tur=/chatti (sic) ava idea di Massacrarmi per l’atta=/camento, che io avevo mostrato al nuovo Go=/verno, me ne fuggii dal Paese una con mio/Fratello Prete d.[on] Micchele (sic) per così scampa=/re dalle di costui mani. Entrato però in Luco, d.[ett]a Massa non mancò di circondare/la mia Casa, che poi perquisirono, e derub=/barono più volte, tra gli altri danni che mi recarono vi fù quello della rottura di/due tavolini di noce della valuta circa docati/dodici, della rottura de Baulli/Porsa/finestre della valuta circa/docati quindici, del derubbamento di molte armi. Si da fuoco, che da taglio, di molti/lumi d’ottone, e da tavola del valore/circa docati venti, oltre otto piastre che//presero per forza a mia moglie, ed oltre va=/ri panini, ed altre cose, che dall’ora in poi si sono cercate invano nella mia Casa, sicché in tut=/to il danno accagionatomi dai seguaci di Tur=/chatti monta à ducati circa settanta. Nella/Mattina Seguente si portarono molti altri/Briganti Avezzanesi, e fra gli altri un tal Giu=/seppe Piccolini, ed Antonio Paradisi, i quai vollero perquisire la mia Casa,/derubbandola ancora e minacciando di fu=/cilazione la mia Moglie e la Famiglia/per cui ebbe à temere la perdita di un/figlio, per essersi gravemente malato, dietro/un tal timore, Avendo inteso poi che eran=/si avviati le Armi Francese, non man=/cai subito uscirgli incontro, e prendere le/Armi un con loro. Fui destinato Co.[andan]te/della Civica di Luco, che tosto organiz=/zai, e con questa ho proceduto all’ar=/resto di circa venti Briganti, che ho tras=/messo alle Forze Francesi in Avezzano,/Ove essendo stati conosciuti rei di Brigan-/taggio sono stati Fucilati, Ho accompa=/gnata in più Spedizioni l’Armata Francese, cui ho facilitato l’intraprese che//essi tentavano, così essendomi con loro portato( sopra a destra è riportato il numero “10” n.d.a.)/in Trasacco, io stesso fuiquello, che rinvenni i/Briganti che cercavano, e che erranti occultati/in Luoghi quasi inaccessibili. Ho seguitato si=/no a questoPunto à tenere in piedi d.[ett]a Civi=/ca, con averci rimesso del mio, polvere, Moni=/zioni, ed altro. Ed è quanto posso per/la verità asserire, e molto più con fran=/chezza per essere questi fatti noti al Pu-/blico, ed à ciascun de Privati, Onde è che/à richiesta ho formata la p.[rese]te/Io Leopoldo Degni certifico c.[om]e Sop.[r]a”//

“ Aprile, e Maggio, e Giugno= 1806 (al margine sinistro è impresso il più volte descritto sigillo ovoidale di grani due n.d.a.)/ Relaz:[io]ni de’ Gov:[ernato]ri sul Brigantaggio/numero dieci/Contro/Giorgio/Pauli; Vallante, e Mattei di Civitella Roveto./Stefano Pera (1) di Pescina/Dom[eni]co Parise di Pescina/Bartolomeo Ruggieri ed altri di Pescina/( segue scritto da altra mano, un cerchio con dentro inscritto il numero “7”/c:s: n°4/Sig.=/no/r Giud.[ic]e Cipriani Comm=[issa]rio/ segue scritto da ulteriore altra mano il numero “146” n.d.a.)/reg.to

                                                NOTE    

  1. Amiconi F.:” Monsignor Giuseppe Segna il vescovo Sanfedista ( 1742-1803” ), Terrre Marsicane, Polvere d’Archivio, 2025.

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[nor]e P.[adro]ne Col[endissi]mo/Secondo le ottime disposizioni da V.[ostra] Sig[noria]  Ill.[ustrissi]ma date, e p.[er] l’organo di q.[uest]o Caporip.[art]o in Uffizio Com-/Note( al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovoidale di gran due e, al margine destro, è posto il numero “1” n.d.a.)ubicatomi organizzai nel dì 8 dell’and.[ant]e Ap.[ri]le la Pattuglia in q.[uest]a Terra. L’onta sia suo di vederla ottenuta, ed attivata in ciascun Luogo di q.[uest]a mia Giu-/risd:[izion]e, non rilascio un momento in quiete, ad onta che venti, e perigli, in fino acché non vidi/il disegno completato./L’ord.[in]e sostener dove un’opera cotanto illustre, basata sulla pace, e tranquillità dello Stato, e che avea p.[er] oggetto la quiete, e sicurezza delle famiglie. Qui determinai p.[er] riuscire nell’impegno di prescegliere i migliori Soggetti, e Subordinati alla di-/rezione che più probbi, e facoltosi; dando ag.[l]i ultimi il nome di Uffiziali di guardia./Fissai le mosse, le operazioni, e tutt’altro appellante al propostomi Soggetto con chiare, non /equivoche, e rigorosamente eseguibili estrazioni. Qui riserbai di disporle l’occorrente/nel caso di qualunque infausto, e sinistro evento./Nulla è avvenuto in tutoli mio territorio infine allo scioglimento del corpo/pattugliate; nonché in q.[uest]a T[er]ra trovavasi dalli pelati Patugliati nella notte de/17 e 18 corrente due satire, attaccate vari punti della. Sud.[dett]a. E luno(sic) sono Dat-/te a me con Rapporto esibite p.[er] l’uso di giustizia/Io, anzicchè (sic) farle un epilogo de famosi insultanti libelli, alle onestissime principa-//li famiglie di q[uest]o Luogo diretti, i med.[esim]i ponendoli in veduta, originalmente le trasmetto, ed in/sono di q.[uest]a mia efficientissima Rimostranze le racchiudo, e compongo. Ella  dispensa qual/procedimento, che crederà più analogo in un rincontro di tanto considerazione../Ed io creduto adempiere ad. Una parte pur troppo obbligante, p.[er] la ragion publicai.[er] la tranquillità dello Stato, e p.[er] la Sicurezza delle famiglie, in/augurandomi grato riscontro col ritorno del mio Saviato, ho l’onore di essere/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma/Magliano (dei Marsi n.d.a.) 19 Ap[ri]le 1806/Um.[ilissi]mo Dev.[otissi]mo Serv[ito]r V.[ostro] Obb[ligatissi]mo/Gio:[van]Batt.[is]ta Luanini Gov.[ernato]re e Giuda.[ic]e ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Cav.[alie]re d.[on] Dionisio Corsi Preside in/Aquila” n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig:[no]re P.[a]d[ro]ne Col[endissi]mo/nella matina delli Sedici del Corrente, circa le ore undici trattenendosi (al margine destro sono impressi i due descritti sigilli ovoidali ed, al margine destro è riportato il numero “2”n.d.a.)/nella propria Isa vicino al fuoco il Mag[nifi]co Francesco de Roccis Cancel=/liere di questa Uni[versi]tà, si vide improvvisamente entrare da lui Giu=/seppe Giorgi, Pavolo Sauli, alias Tartaglia, Filippo Mattei e Filippo/Vallante di qui, chiedendogliela Armi, che si erano poste in ordine/nel Magazzeno per Spedirli ad V.[ostra] S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, dicendogli di volersi Arma-/re in Massa, come si fece nelle circostanze passate. Ad una tale/richiesta il detto Cancelliere corrispose con una Solenne inteme=/rata, facendo capire la temeraria domanda fattagli, e che/egli non teneva né Armi e né Chiavi del Macazino (sic), onde lo Senti=/rono, e senza replicargli altro se ne andiedero ordinati all’istante l’arresto de’ med.[esim]i per mezzo della forza di q.[uest]a Corte, a cui riu-/scì di avere sulle prime il Filippo Vallante, giacchè gli altri nel/Sentire, e penetrare l’arresto diquesti, Se ne fuggirono, e per quan-/te ricerche avessi fatte in queste Vicinanze, facendo venire,/e girare anche la squadra di Tagliacozzo, come pratica di questi/luoghi, non si Sono potuti avere nelle mani con tutoli maneggio/anche dei primi, ed altri naturali di qui; ma finalmente ò ri-/saputo, che siansi rifugiati in Moroli Paese dello Stato Pontificio,/in dove non ho mancato di Scrivere a quel Gov[ernato]re per l’arresto de/medemi, e sequendo ne farò Subito inteso V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma. Prima però//di far presente tutto ad V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, non ò mandato d’informarmi/destramente se una tale richiesta d’Armi fosse stata improvvisamente/fatta o pure premeditata; ed è rilevata, che la notte antecedente al/detto giorno Sedici, il Giuseppe Corsi, il Pavolo Sauli, alias Tartaglia/famosi Massisti nelle Circostanze passate sotto il comando del Capo-/Massa fù D.[on] Giuseppe Libri di qui, ed il Filippo Mattei con una/accetta in mano volevano sfasciare il Macazeno delle Armi, che/loro non riuscì. Per non aver trovata Sequela, e perché al diSopra di/esso Macazeno vivono delli Abitanti;; né il Filippo Vallante chia=/mato più volte da essi volle mai uscir di Casa; La mattina poi/in occasione che andava a lavorare l’incontrarono, e se lo condus=/sero con loro del detto de Roccia a richiedere le d.[ett]e Armi/Un tale tentativo Saputosi dai Cittadini di qui arrecò un dispiacere/generale a tutti, ma non à reato però òa menoma alterazione a/quella Tranquillità di pace, che qui e negli altri luoghi della/Giurisdizione, e Diparto Si godeva, come. Tuttavia si gode perfet-/tamente, Secondo le notizie, che ò procurate di avere prima/di riferire ad V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, colla prevenzione, che ò. Trasmesso il Car-/cerato Filippo Vallante nelle Carceri di Tagliacozzo. Ch’è quan-/to mi dò l’onore di rassegnare ad V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma in adempimento/del mio officio. E disposto a Suoi Veneratis[sim]i Comandi con/tutta la stima ed il rispetto costante.[ent]e mi raffi.[ermo]./Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Civitella Roveto 22 Aprile 1806/Dev.[otissi]mo/Dev.[otissi]mo Serv.[itor]e V.[ostro] Obl.[ligatissi]mo/Filippo de Vincentiis( al margine sinistro si legge: “ Il Sig.[no]r Cav[alie]r Corsi Preside/della Regia Ud:[dienz]a dell’Aquila” n.d.a.//

Civitella Roveto 22 Ap.[ri]le 1806/Il Gov.[ernator]e contro taluni che volevano/armarsi in Massa ( al margine sinistro si legge. “ Si risponda che procuri con tutt’i mezzi/possibili la carceraz.[ion]e di Gius.[epp]e Giorgi, Pao-/lo Sacellli a.[lia]s Tartaglio, e Filippo Mattei/inviando frattanto qua, con tutta la dou/ta cautela il Carcerato Filippo Val-/lante unitam.[ent]e a tutte le armi, moni-/zione, Corame, ed altro esistente in/quel Magazzino, e che appar-/tenev’alle Truppe della passata/Corte./Che riguardo all’attentato commes-/so da’ nomati quattro Individui ne/formi Subito il processo Verbale, che/ fatte ( è stato cancellato n.d.a.)Corrisponde alle semplici diligen-/ze, esaminando però (è scritto sopra n.d.a.) i Testimonj Sepa-/ratamente, facendo ciò costre/di Certificato che porrà negl’atti/da quali deve risultare la qualità/de Rei, e l’opinione che hanno ./Finalm.[ent]e Si loda Lo zelo del Cani e dello stesso Relatore/adì 28 Ap.[ri]le 1806 ad”//

Ill.[ustrissi]mo Sig.[nor] Sig.[nor] P.[adro]ne Col.[endissi]mo( al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovoidale da grani due e, al margine destro, è riportato numero “3” n.d.a.) L’esistenza di Stefano Pera al:[ia]s Abbate Manduca famoso/pel suo Nome (vedi )non essendo più compatibile col riposo di/q:[uest]a Città di Pescina di lui Patria, mi viddi nella neces=/sità di far procedere al di lui arresto. Egli tramava/il massacrare d’alcuni Francesi, che qui si trovavano, e di/tutti i Galantuomini: intanto per riuscire nelle sue mire/cercava Proseliti (sic) al suo partito. Egli vantava, di tenere ( al margine sinistro è riportato “ f. Cop.” n.d.a.)/molte armi, ma di lui non altro ho potuto avere, che/ una lunga Baionetta spezzata, ua forza di pelle con ven=ti palle, ed unaCanna di Pistone con fucile. Il Colpo fù prevenuto dalle precauzioni di q.[uest]a corte . E poiché il D:[ett]o Stefano Pera trovasi trasportato in codeste forze, per=/ciò mi fo un dovere inviare ad V.[ostra] S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma le carte scritte/num.[er]o dieci, che giustificano  il di lui arresto, insieme colle/sud.[dett]e armi. La priego di grato riscontro per mia sicurez=/za e con piena stima Le bacio le. Mani/di V.[ostra] S.[ Ill.[ustrissi]ma Pescina 25 Aprile 1806/D.[evotissi]mo Obb.[ligatissi]mo Servi.[tor]/Giuseppe Strozzi  Gov.[ernator]e ( al margine3 sinistro si legge: “ Sig.[no]r Cav:[alier]e D.[on] Dionisio Corsi Preside di/Aquila” n.d.a.)// Locche sussistendo riferisce/Subito anche p[er] Espresso/p.[er] le convenienti disposizioni/a 4 Maggio 1806 ad. (Al margine sinistro si legge: “ Si restituiscono Carte al Gov.[ernator]e Re-/latore, affinché per mezzo di sei perso=/ne probe della Città verifichi, in di-/ligentiis, qual condotta tenuta/per lo passato il Carcerato Stefa=/no Pera, e la generale opinione/che corre al med:[esimo] # ( è riportato sopra n.d.a.)/rimanendo poi/prontamente le Carte p.[er] l’ulteriore procedimento di giustizia./ # senza tralasciare maggiori,/e più accertate diligenze p[er] veri-/ficare Se il Carcerato avesse con/altri realizzata qualche unio-/ne p.[er] eseguire i Suoi gravi/disegni accennati nella de-/nuncia fatta contro di lui ( a fianco sotto si legge: “ “ Pescina Mag.[gi]o 1806/quel Gov.[ernator]e Contro Stefano Pera alias/l’Abbate Manduca” n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig:[no]re Sig:[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo/Si compiaccia V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma con venerata lettera de 29 Marzo di quest’an=(al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovale di grani due ed, al margine destro, è riportato numero “4” n.d.a.)/no accludermi un ricorso anonimo originale presentato ad V[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/ contro la Popolaz.[io]ne d’Introdacqua, col quale si dedussero varie/cose, che si o-/rdivano dai naturali di d:[ett]o luogo controlli Governo/p.[rese]nte; e nel tempo stesso mi ordinò metterne in accordo col com:[an]d[ant]e/deìlla Truppa Francese in q.[ue]sta Città, accertarmi de fatti, e riferire/il Conveniente, senza frattanto lasciar di prender tutte le conve=/nevoli disposiz.[io]ni per mantenere il buon od.[i]ne, e rimuovere ogni/inconveniente sempre però sotto la dipendenza del com:[and]o Sud:[dett]o/Non appena ricevuto un tal venerato Comano, mi abboccai col/Coma[ndan]te di allora gli feci ostentavo il ricorso, e Stimò passar=/neSubito, come fece L’avviso Colla copia al Sig.[no]r G.[enera]le Fre=/giville in Chieti./di accordo col med:[esi]mo incominciai ad esplorare con riserva se/fossero eri fatti esposti, ma nulla di positivo si potè in=/dagare. Vi andiede più volte sott’altro motivi il d:[ett]o Coma[ndant]e/ e Suoi Successori con pochi uomini, onde potesse così venire/al giorno di qualche cosa, e ci hanno essi sperimentato piuttosto/una Subordinaz.[zio]ne./Passo quindi a maggiorarsene, e tanto dal Parroco, che dagl’Amministratori del luogo fui assicurato, che colà si viva/tranquillamente, e senz’alcun disturbo./Indi volli accertati sulla condotta del D.[otto]r D:[on] Concezio Giam=/marco di d:[ett]a T.[er]ra qui comm.[oran]te il q.[ua]le venne caratterizzato come//spia in q.[ues]ta Città, ed ho trovato, che il med.[esi]m Giammarco sia per-/sona proba, Onesto, e di sperimenti buoni costumi: che passa/esser di sentimenti diversi dagli altri el SuoPaese stasi ritira-/to in q.[ues]ta Città, ove ad oggetto di viver lunghi dagl’intrighi/ e dagli affari ha finanche abbandonato gli esercizi della sua professione di Dottore/In atto che stavo io praticando Sempre più tutte le premure pos-/sibili, onde scoprire i fati il Sig:[no]r Capitano di Gendarmeria/D.[on] Orazio de Albellis incaricato dal Sig:[no]r G.[e]n[era]le Montebrun Capo del-/lo Stato Mag.[gio]re G.[e]n[era]le del 2° Corpo d’Armata di Napoli per pro-/cedere allo Scoprimento, ed arresto di tutti i Capi, e complici/di trame ordite contro L’armata, e governo Francese e sun/unitivamente p.[er] Introdacqua, mi chiese il d.[et]o anonimo/una colle scoperte sul proposito, e che ne avesse intanto, dato l’avviso ad V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma avesse potuto egli con mag=/gior cognizione di Causa dissimpegnare l’incarico./Riluttai sulle p.[ri]me a passarglielo per attender p.[ri]ma l’oracolo/di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, ma non potendo più trattenere alle sue insisten-/ze, gliele le consegnai, avendomene rimasta Copia coll’estratto,/del med.[esi]mo del Albellis, colla quale accenna che l’originale/sia presso di lui./Passo tutto all’alta intelligenza di V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma, per adempimento del mio dovere, e baciandole la mano mirifico con sti-/ma, e rispetto./Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma Solmona 10 Mag.[g]io 1806/Devotissimo S.[ervitore] Obb.[ligatissi]mo/Camill’Andrea de Collis Gov:]ernato]re ( al margine sinistro si legge: “ Sig:[no]r D.[on] Dionisio Cav:[alie]r Corsi/Pre[sid]e nell’Ud.[ienz]a delll’(Aquila)” n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re Col.[endissi]mo ( al margine sinistro è impresso. Il descritto sigillo oale di grani due e, al margine, destro è riportato il numero “5” n.d.a.)/Ieri rialzò voce in questa Terra di esser l’altro ieri passati/per la med.[esim]a, per S.[anta] Maria del Ponte, e Roccapre-/turo due Persone armate, e che Spandessero voce/di dover condurre vari Carcerati in Solmona, che/si portavano da altri loro Compagno che passava-/no la Via di Sotto lungi il fiume, che domandava-/no vitture per condurli colà, in dove si dovea-/no fucilare a motivo di non essersi potuto ciò fa-/re in contesta Città perché erano prossime ad en-/trare nella med.[esim]a le Masse in numero di circa/20 mila; e che subito ciò fa=/re in codesta Città perché erano prossime ad en-/trare nella med.[esim]a Le Masse nel numero di circa/20 mila (sic); e che subito entrata vi si Sarebbero uni-/te le Masse del piano di Valve, ed alcuni Natura/li della vicina Terra di Goriano delle Valli, ed av-/rebbero la med.[esi]ma dato Sacco attuate le migliori Fa-//miglie di questi luoghi; e che con questa impostura truf-/favano denaro alle Università, A queste voci la gente/buona di questi Luoghi si era posta tutta in gran/timore ed orgasmo. Ed essendomi io informato  con ri-/serba da talune Persone di Acciano, se amano educa d.[ett]a Gente armatami disse colà pas-/sat nel numero di quattro, ed uno senza armi, che/erano cinque, e che gli dicessero di essere Armige=/ri della Corte di Sulmona, e Frati giurati di quella/città, e che portavano un Carcerato di Pacentro,/che era appunto quello senza Armi. E dall’aver/io manifestato tuttociò alla Gente di queste mie/Giurisdizioni, si è tolto alla med[esim]a ogni timore, a-/vendola assicurata, che quei amati andavano/seminando Zizzania. Ho stimato mio indispensa-/bil dover rassegnarlo a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, e pieno di rispet-/to passo a rassegnarmi Costantemente/Di V.ostra] S.[ignori]a Ill.ustrissima/Beffi li 19 maggio 1806/D.[evotissi]mo Serv.[ito]r Obb.[ligatissi]mo/Venanzio Alesandri Gov.[ernato]re” //

“ Beffi 19 Mag.[gi]o 1806 ( al margine sinistro si legge: “ Si risponde, che ha fatto assai/male di non accertare le cin-/que Persone ch’enunciano,/giacchè doveva porsi di/accordo con gli Amm:[inistrator]i, farle tener dietro, e carcerare. Non avendolo/fatto procurò subito d’indagare i nomi delle med:esim]e e la direzione presa,/p.[er] farli Arrestare./adì 27 Maggio 1806 ad”//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]r Sig.[no]r, e P.[adron]e V:[ostr]o Col[endissi]mo (al margine sinistro impresso il descritto sigillo ovale di grani due e, al margine destro, è posto il numero “6” n.d.a.)/Mi lusingo poter scrivere ad onore passare all’intelligenza di V.[ostra] S.[ignori]a Ill.[ustrissi]ma, come fin dagliSette/del Corrente fù per mia disposizione arrestato, un tal Domenico Parisse di Pescina come/Sospetto di allarme (sic), e disturbatore dell’ordine/publico, giusta che ne fui avvertito. Per giustificare un tal passo da me dato, e per disca=( al margine sinistro è riportato “ f. Cop.” n.d.a.)/rico di mio dovere ne versai relazione all’Illustrissimo Sig.[no]r Preside di q.[ue]sta Provincia del quale/ mi si Communicaro (sic) gli ordini di far Scortare/dalla forza armata il d.[ett]o Carcerato in Cod:[est]aRe:[i]a/forze. Io nell’attaché a tanto adempio Suppli=/co V.[ostra] S.[ignori]a Ill.[ustrissi]ma benignarsi molti Suoi pregiatissimi Comandi nel desiato//riscontro, mentre con Sentim.[en]ti della più perfetta inal=/terabile Stima resto costante.[en]te riprotestandomi/Di V[ostra] S.[ignori]a Ill.[ustrissi]ma Tocco 23 Maggio 1806/P[ost] S.[criptum] Da sua istanza p.[resen]tata a q.[ue]sta Corte rilevasi/che il d.[ett]o Arrestato sia reo di molti Omicidj, e/di altri imponibili attentati./Umilis.[sim]o Devotis.[si]mo ed Obb.[ligatissi]mo Serv.[ito]r/Francesco Vico Gov:[ernato]re ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]re Caval:[ier]e D.[on] Dionisio corsi/Preside nella Reg.[i]a Udienza/delll’/Aquila “ n.d.a.)//

“ Proposta in Trib:[unal]e lap.[rese]nte Relazione si è ap=(al margine destro è riportato il numero “7” n.d.a.)/purato di attendersi ilRiscontro del/Gov:[ernato]re di Pescina relativa.[ent]e in Carichi, che/porta presso quella Cort l’enunciato/Carerto. E se rreo ( è stato cancellato n.d.a.) riscontri il Relatore/del ricavo del Carcerato./ Aquila 2 Maggio 1806/Cav[alier] Corsi/Biondi Maffei/Graziani[…]Scuri”//

“ Tocco, e Pescina/23 Mag[gi]o 186/per il Cerc.[erato] Dom.[eni]co Pa-/ris (sic) ( al margine sinistro si legge: “ Si attende il riscontro/del Gov.[ernato]re di Pescina/e se ne accusi al/Rela-[tore] il Ricivo” n.d.a.)// “ Ill.[ustrissi]mo Sig.[nor]e Sig.[nor]e Col.[endissi]mo/In vista d.[e]lla veneratissima di V.[ostra] S[ignori]a Ill.[ustrissi]ma, ed in adempimento da quanto mi cm.[m]an= ( Sopra al margine sinistro è immesso il descritto sigilllo ovale di grani due e, al margine destro, è riportato il numero “8” n.d.a.)/da sul rapporto dell’accaduto ne’ scorsi giorni d.[e]ll’andante Mese di Maggio con.[ren]te a.èn]no/mi dò l’onore riferire, che la mattina de’ 19 andante circa l’ora tredici, mi/giunse un corriere con circolar d.[e]l Capo Riparto d.[e]llo Stato di Tagliacozzo concer-/nente il perentorio per il rivelo d.[e]lle armi, e l’arresto di Gennaro Pace. Questa Corte si fece un dovere Arne copia per eseguire l’ordinato: Nell’atto dunque, che nel Corriere fù disbrigato, e voleva proseguire il viaggio in Tagliacozzo, si vide ar=/restato da diversi naturali di questa T.[er]ra di Scurcola ( dei Marsi n.d.a.), che vollero con violenza toglie-/re dalle mandi d.[ett]o corriere la circolare, dicendo essere Massa, con maltrattar=/lo con parole e minaccie, come mi riferì esso Corriere, il quale per tal fatto spa=/vento, non  si fidò rilevarsi ragguaglio, onde giustificarsi col CapoRiparto, perchè/non lo poteva tornare indietro il foglio circolare, ragguaglio da me formato, ri=/passato in mano d.[e]ll’ Am.[inistrato]re per spedirsi, ma venne impedito per non trovarsi Cor=/riere tutti temendo l’attrim.[ento] ditali Masse, ma non p.[er] q.[ue]sto la mattina seguente/colla massima Cautela propria spedirglielo. In seguito seppi dal Mastrodatti di/q.[ue]sta Corte, che persone lo sorpresero nella sua abbitazione pretendendo le con=/segnassi la oppiavi tali ordini, e che esso con buona mantre procurò resister=/gli, ed infatti se ne patirono, nulla ottenendo, ma dirà a poi tornarono li/sud.[dett]i tre’ persone, ed altri due, ed allora fù che riceve magiori insulti, e minac=/cie, per cui dovette cedere alla forza, e consegnare la sud.[dett]a Copia. Nel prendersi da me conto di tali fatti, trovai che le persone, che han dato tali criminose/passi, siano stateFabio Buccheri, Filippo Carusotti, Francesco Romano, Do=/menico Antonio D’Amici, non essendosi ancora potuto appurare chi fosse il/quinti, sebbene fù tanto il timore di q[ue]sto Mastrodatti, che neppure lui può con/certezza asserire il numero preciso. Correva voce nel tempo istesso, che/nella Villa diSorbo si era radunata gran quantità ripersone sono il Coman-/do d.[e]l P.[adre]Domizio Iacobucci Religioso d.e]l Terzo ordine di S.Francesco, e che era/intenzione di costoro saccheggiare lePrincipali Famiglie di questo luogo, mo=/tivo//motivo(sic) p.[e]r cui questa Popolazione si mise in troppa agitazione, che ognun teme=/va riuscire dalla propria Casa, e non è possibile trovar persone da poter Spedi=/re in tal’atto, non ostante questa corte diverse volte si facesse chiamare l’Ammi=/nistratore, e col med.[esim]o si abboccasse, e molto più che di tanto, in tanto si sentivano ar=/restati Corrieri, e trasportati alla sud.[dett]a Villa, ma non per tanto il Canale de/Deputati eletti in parlam.[en]to p.[er]sone oneste, e probe come dall’orini per la pu=/blica tranquillità, e buon ord.[in]e d.[e]l Paese, si fecero Corriere tali notizie con tutta ri=/serba, ed ecco rapporti a voce, tanto in Magliano (dei Marsi n.d.a.), che Avezzano a persone pari=/menti oneste, e Capi d.[e]lla Civica, e fù questa Corte assicurata immediatamente/averne date parte al Comandante d.[e]lle Armi di Celano, che a V.[ostra] S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, e posso/ripetere, che dopo poche ore si vidde risorta questa Popolazione coll’immedia=/ta forza giunta nella vicina T.[er]ra di Magliano, ed in seguito nella Scurcola, n.[o]n/chè sud.[dett]a Villa di Sorbo, dove s’intese già posta in fuga tal’unione di Masse. Frà/di tanto questa Corte chiamò all’istante publico parlamento coll’intervento/di tutti gli cittadini, e Sacerdoti, per cui si venne all’imme=/diata risoluzione parlamentare d.e]lla Truppa Civica, con intelligenza d.[e]l Sig.[no]r/Commandante(sic) d.[e]lle Armi di Celano, ed in essa quasi prevenendo la volontà di V.[ostra] S.[ignoria]/ Ill.[ustrissi]ma si impiegarono con q.[ue]sta Corte tutte le persone oneste, probe, di modo/che ogni esattezza si prosegue, e Q.[ue]sta Popolazione ne sta sperimentando/ tutto il vantaggio d.[e]lla pubblica tranquillità, e buon  ord[in]e.Dippiù ho preso conto ancora d.[e]lle persone che ebbero l’attrivimento di comparire con d.[e]lle noccarde/ rosse al Cappello, e sono state le persone di Flamminio diGasbarre, Fabio/Buccieri, ed un tal Calzolajo Commorante in q.[ue]sta Terra, per nome Mastro Egidio, sebbene questo l’aveva bianca, e rossa, quali segni immediatamente col-/la venuta d.[e]lla Forza Francese qui nella Scurcola non risono più veduti. Tan=/to le debbo in discarico de miei doveri, ed a rassegnarmi/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissima] Scurcola23 Maggio 1806/Um[.ilissi]mo, e Dev.[otissi]mo Obb[ligatissi]mo/Antonio Pompej di T. (Sic) (al margine sinistro si legge: “Sig[no]r Cav.[alie]r D.[on] Dionisio Corsi/Preside Pro.[vincia]le d.[ell]a Reg.[i]a U.[dien]za(Aquila)” n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo/Con venerato folio de’ 23 del corrente venni incaricato dal Sig.[no]r ( sopra al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovoidale di grani due e, al margine destro è riportato il numero “9” n.d.a.)/Comandante delle armi in Celano di procedere all’arresto del Padre Do-/mizio, il quale si credeva essersi rivolto in queste Contrade per trovare/futuri al suo scellerato partito. Io mi sono impegnato con tutto fer-/vore a cercare notizie di lui. Niun indizio però fin’a questo punto mi/è pervenuto, del in questa Popolazione si vive con tutta pace, e tranquillità/sul momento ho inteso he la notte de’ 27 correnti si sono vedute scorrerie fuori le mura di questo Paese due persone armate di Scoppetta, le/quali erano calate dalla Montagna. Sono assicurato, che tra queste vi era/un Naturale di Cerchio soprannominato Caporale (1) . Tra i custodi dell’ Armen-/to esaminati da me p.[er] tale oggetto ve n’è stato uno, che mi ha riferito/di aver veduto nella Montagna la mattina di d.[ett]o giorno 27 corrente/il med.[esim]o Caporale con due altre perone armate di scoppetta. Potreb-/bero queste accrescendo il numero fomentare la discordia, e portare l’assassinio in questo Paese. E’ necessario perciò, che subito si tenti la/loro distruzzione./Dodici individui di coraggio di questo manifestando tutto il possibile attaccamento ( è scritto sopra n.d.a.)all’attuale governo si sono presentati in questa Corte, e di loro libera volontà sintomo esibiti per l’arresto, e distruzione non solo/di questi assassini, ma anche di ogni altro che tentasse di disturbare la/pubblica pace. Sotto loro responsabilità si obbligano di render conto/di ogni inconveniente che per loro colpa, potesse accadere. Domandano//insieme col permesso diportare le armi anche quello di essere au-/torizzati a una tale esecuzione. In questo punto riceve il progetto, e subito spedisco l’espresso a consultare l’Oracolo di V.[ostra] S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma. Per mio adempimento ne ho fatta anche/relazione al Sig.[no]r Commandante in Celano.  V[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma disponga e/prenda quelle misure, che dò suoi estesi lumi si stimano più apportare./Io non tralascerò di eseguire puntualmente, e con tutta efficacia, quanto mi verrà incaricato. Intanto con tutta la stima, e rispetto le bacio La/mano. Gagliano ( Aterno in provincia dell’Aquila n.d.a.) 29 Mag.[gi]o 1806/ D.[i] V.[ostra] S.[ignoriaˆ Ill.[ustrissi]ma/D.[evotissi]mo Servo Obli.[igatissi]mo/Francesco Strozzi Luog.[otenent]e ( al margine sinistro rilegge: “ Ill.[ustrissi]mo Sig:[no]r Preside della/Reg.[i]a Ud.[ienz]a dell’Aquila n.d.a.)//

                                                  NOTE

  1. E’ sicuramente il famoso insorgente Nicola Paneccasio alias Caporale di Cerchio. Questi nacque a Cerchio da Giacomo Antonio e da Marzia Continenza, il 29 gennaio 1774 e deceduto nella fortezza dell’Aquila il 4 settembre 1808, mediante impiccagione, dove era detenuto per causa di brigantaggio: “[…] appensus in furca ablatus est à vivis” ( appeso in forca è strappato ai vivi). “[…] Si narra che nelll’invasione Francese un certo Nicola Panecasseo(sic) con due altri uomini perduti per indole e per costumi, mentre passavano a Celano, in una strada del tenimento di Ajelli, per la quale transitavano, si fecero arditi, a tradimento, scaricare sopra i medesimi francesi delle archibugiate dalle quali uno rimase vittima e due feriti. Informati, che gli altri, il barbaro omicida era stato di Cerchio, deliberò il Consiglio di Guerra ( convocato dal generale che comandava la divisione stanziata nella nostra provincia)) che a pubblico esempio, in forza di un distaccamento, quel disgraziato paese si mettesse a sangue, Sacco, e fuoco. A si trista calamità quegli abitanti sicuri della protezione della SS. Vergine delle Grazie, a questa piena di fiducia ricorsero, risolvendo professionalmente portarla ad incontrare nell’ingresso il nemico, onde mercé la stessa implorare ed ottenere grazia e clemenza; e mentre con ordini si formidabili ero distaccamento accanitamente giungeva ( poiché già spiegato aveva il carattere della vendetta appena penetrato nel lenimento di Cerchio, scaricando archibugiate contro coloro che si vedevano o incontravano l’ufficiale in capo ed i suoi subalterni, visto tal venerando Simulacro, prodigiosamente, da feroci nemici, mansueti divennero, ed accogliendo di buon grado le suppliche di un popolo commovente, commutarono il rigore al solo sacco su la ammoglia del creduto omicida, senzachè la popolazione alla menoma parte ne risentisse[…]”. D’Amore B.: “Raccolta de’ portenti e miracoli fatti dalla Madonna delle Grazie la di cui sacra immagine di venera nella terra di Cerchio compilata a sua devozione da Benedetto D’Amore, Aquila Tipografia Grossi, 1855. Amiconi F.: “ Parasitt’ Il brigante che morì due volte”, Edizioni Kirke, Cerchio-Avezzano , 2015, pp.51-55. Amiconi F.: “ Storia della Madonna delle Grazie in Cerchio attraverso documenti editi e inediti”, EdizioniKirke, Cerchio-Avezzano, 2018.

“[…] Campo di Giove (l’odierna stazione sciistica  in provincia di Chieti n.d.a.) 31 Maggio 1806 (più sotto al margine destro è riportato il numero “ 10” n.d.a.)/ In esecuz.[ion]e de’ venerati Ord.[in]i passabili dal Sig.[no]r March.[es]e de Attelis Capita-/no di Gendarmeria, e Comand.[ant]e un distaccamento Francese, che sia con-/ferito qui in Campo diGiove, sono a testificare che nel p.[rossimo] p.[assato] Mese di Aprile./essendomi pervenuti per organo del Sig.[no]re Preside della Prov.[incia] Sovrani/ord.[in]i diS.[ua] M.[aestà] I.[mperiale] prescrivendo che ciascuno possessore di armi da fuoco aves-/se dovuto nel termine di otto giorni rivelarli avanti rispettivi Governa-/tori locali, co.[n] la formale affissione, e decisione de’ med.[esim]i in istampa/in obbedienza de’ q.[ua]li i proprietari delle armi riportano a rivelarle, all’infuori di D.[on] Panfilo Ciufellli di q.[uest]a T.[er]ra, che trovasi nella Puglia, accu-dendo alla sua Massaria, dal q.[ua]le furono rivelate arme di sorte al-/cuna. Essendosi quindi per ord.[in]e del lodato Sig.[no]r Comand.[an]te fatta perqui-/rere la Casa del Ciufelli, ed esendovi, nella med.[esim]a ritenuta dal Sig.[nore Te-/nente Setograni alcune armi da fuoco, e da taglio; d’ord.[in]e dello stesso/Sig.[no]re Comand.[ant]e, per garantire il Fisco. Per la multa di doc.[a]ti 500, giusta la volontà del Sovrano, hò io proceduto in accompagno del citato Sig.[no]r Te.[en]te Sercograni(sic), de’ Tes.[timon]j Sacerdoti D.[on] Francesco Colaprete, e D.[on] Luigi Nanni, del Prosindico Giallorenzo Berardinellli,  ed alla p.[resen]za di Costan-/zo Mastrorocco ag.[en]di di esso Ciufellli al sequestro ditate le qui so[ottoscri]tte/Robbe, nella maniera, che sono fedele.[en]te annotate/Robbe sequestrate./un paio di orecchini di brillanti, con cifra co.[n] laccetto d’oro, e due/anelli parim.[en]ti di brillanti/Due paia orecchini d’oro/Un’anello di brillanti Co.[n] pietra Rossa/un paio di orecchini di perle//Un paio di fibbie d’argento/un’orologio d’oro/due altri orologi/una scatola dittatura co.[0n]lastra d’oro/Due spilloni di brillanti, ed una farfalla parim.[ente] di brillanti/cinque spilloni di perle, ed una farfallista anche di perle/un calice co.[n] coppa, e patena di argento/Sacerdote Francesco Colaprete Test.[imoni]o presente/Costanzo Mastrocco Tea.[timoni]o Presente/Franc.[esc]o de Mattheis Gov.[ernato]re ( segue al margine sinistro il sigillo ovale comunale di Campo di Giove e, al margine destro, è posta la seguente firma “ Sercoquinomi” n.d.a.(/Dichiaro il qui sottoscritto S.[igno]r Fratelli D.[on] Panfilo, e D.[on] Nicola Ciu=/felli di Campo di Giove di aver oggi So.[ttoscri]tto giorno ricevute tut-/te le descritte robe nel p.[rese]nte annnotamento da S.[ua] E.[ccellenza] G.[overnato]r Ge.[era]le/Gaullus Ris[ident]e in q.[ue[sta Città, e sono quelle stesse che furono a d.[ett]i/Loro Padroni sequestrate da quel Gov[ernato]re Locale in seguito di restituite da d[ett]o S[igno]r G.[ener]ale per riportare a d.[ett]i suoi Pa-/droni D.[otto]r Angiolo de’ Santis/Test.[imoni]o d’oro.[in]e ha scritto/Nicomede Alimonti Testimonio/Ita est//Ita est in quoru[m] fide Testor Ego Reg.[iu]a Nota[riu]s Santes Scoccia T.èer]re Rocce me-/dii Aquila degens et reg.[iu]s signavi Laus Deus ( segue il tabellione del citato notaio n.d.a.)//

“ Campo di giove (sic) 31 Mag.[gi]o 1806/Atto di Sequestro/Inventario degli effetti Seque=/strati nelle forme legali/p[er] l’Inobedienza al Decreto del-/le armi D[on] Panfilo Ciufelli”//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]r S.[igno]r P.[adro]ne Col[endissi]mo ( al margine sinistro impresso il più volte descritto sigillo ovoidale di grani due e, al margine destro, è riportato il numero “2” n.d.a.)/Manifestò V[.ostra] S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma di q.[uesta] Corte col suo pregiatissimo foglio del dì 4 / del prossimo passato Mese di Maggio, che il carcerato Stefano Pera, alias L’Abbate Manduca era pervenuto in cod.[est]o forte ove trovasi ristretto: Che le carte che aveva per lui rimesse con Relaz.[io]ne de’ 25 dell’/anteced.[ent]e Aprile glie Le restituiva, coll’incarico di rettificare in dili-/gentiis per mezzo di sei persone probe di q.[uest]a Città qual Condotta/avessegli tenute per lo passato, e La generale opinione, che le corre;/senza tralasciare nel tempo stesso maggiore, più accurate diligen-/ze, per verificare, se il nominato carcerato avesse, con altri realizza=/ta qualche unione per eseguire i Suoi gravi disegni enunciati/nella denuncia contro del medesimo fatto, Lorde sussistendo riferisse/di nuovo subito, anche per arresto, ad oggetto di dare Le convenevoli/disposizioni./Ed io sostenendo in q.[ue]sta Corte la Carica di Luog:[otenen]te p[er] l’assenza dell’Ordinario di/lei Gov.[ernato]re in pronta esecuz.[io]ne dei sopracennati suoi ordini, che colle car=/te mi pervennero non prima dei 12 del sud.[dett]o trascorso mede di Mag=/gio mi fò un dovere di rappresentare a V[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma per poter verificare/quanto frasi degnato disponete sul rapporto disopra divisato, spedire//Ordine agli Amm.inistratori delll’Uni[versità] di q.[ue]sta Città, da quali con attestato ebbe in/nota sei persone, probe, oneste, e d’intera fede, per cui avendoli esamina-/ti sulla soggetta materia, concordem.[en]te han deposto per fatto publico,/e noto ad ognuno, che Stafano Pera, alias Abbate Manduca nell’/anno 1799, e proprio in un giorno entro il mese di Febbraro uccidesse, con ap=/penzamento nel proprio Palazzo a colpi di stocco il fù Duchino D.[on] Gianfran=/cesco/Malvini Malvezzi (1) della Città di Matera, che dimorava da anni prima in/q.[ues]sta Città di Pescina, e che poi in unione di altri della med=/esima gli rubasse molto/denaro, gran quantità di grano, vino, e tutti i mobili che Tenea nell’istes=/so Palazzo del fù B.[aro]ne Camillo Tomassetti, perché la dildi Madre D.[onna] Te=/resa Tomassetti fù figlia del med.[esim]o B.[aro]ne, per motivo che esso Duchino/era aderente ai Francesi. Che la sera dell’istesso giorno, anche p[er] il med.[esi]mo/motivo, il Pera con altri suoi Compagni Briganti, tutti armati , si por=/tassero in casa di D.[on] Giuseppe Melchiorre(2) p[er] ucciderlo, e rubarlo, ma che/sicome costui per timore di non perdere La vita se ne fuggì, così porzione/della roba, che in quella tenea glie la rubarono, tra’ q[ua]li Bartolo=/meo di Giovannni Ruggieri, alias il Pelato, Pietro Campanile, Gioachino, ed/Antonio F[rate]lli Ruggieri, cognato del Pera, Pasquale Pera di costui F[rate]llo Carna=/le, ed/Antonio Simboli(4), alias Carbone uno de’ Capi del complotto, Giovanni Tarquinj, alias Scarpone, Angelo di Michele Villanucci, Giuseppe di Panfilo/Mastrone, Rocco Ruggieri, Luigi di Nicola, alias Mattiucci, Angelo di/Salvatore Villanucci, alias Lattarino, Angelo Mattia del Rosso, ed altri/Comisero moltissimi altri delitti, de’ quali in seguito se ne/accertasse L’Informazione da un Sub[alterno] dico.[est]o Regio Trib[una]le chiama-/to// D[on] Giuseppe de Letto che altr’Insorgenti del paese uccidessero( al margine sinistro è impresso il descritto siglllo ovoidale di grani due e, al margine destro, è riportatoil numero “ 13” n.d.a.)/nel med[esim]o giorno li F[rate]lli D. Vincenzo (5), e D.[on] Giuliano Ferrante (6), tanto/vero che il Bartolomeo Ruggieri,  recise con la Sciabla un’orecchia al D.[on] Giuliano dopo morto, portandola poi in trionfo nella/punta dell’armatura, che que]sti tali delitti furono da loro commessi/con Ord.[in]e specialm.[en]te dei Capo Massa q[ues]ta Pasquale Mascioli, Stefano Pera sud.[dett]o, e Domenico Parisse anche di Pescina. Che circa un/Mese dopo lo stesso Stefano Pera con li recati suoi compagni/uccidessero pure con armi da fuoco il fù Giacomo di Venanzio Rug-/gieri, alias Carciofo; e che nella fine di Luglio del med.[esim]o/anno uccidessero ancora Giuseppe, e Giacomino F.[rate]lli Carapelle, coll’opera di d.[ett]o Capomassa Dom.[eni]co Paisse, il quale nell’istesso giorno uc-/cise parim[en]ti a colpo di schioppettata, e con appenzam.[en]to Domenico/Forte nell’atto che costui stava in Bottega, sita sono il Sop=/presso Monastero de’ Silvestrini, ove Lavorava da imbastitore;  e/che il Parrisse co[m]mettesse tale delitto per vendicarsi dell’omicidio/commesso anni prima in persona di un di lui F[rate]llo, dal figlio di/esso Forte; motivo per cui tanto Lo Stefano Pera, che il Parisse, e/li nominati Loro Compagni siano stati sempre tenuti, come/son tenuti, e,  reputati in q[ue]sta Città per Uomini di male Vita, e fa=/ma, capaci di commettere altri delitti senza impugnando, come di fatti/ non ostante che alcuni di costoro fossero stati mesi dopo degli es=/pressati delitti Carcerati, e tradotti nella prigione del sud.[dett]o Reg.[i]o Tip.[una]le/ da dove uscirono a dopo di pochissimo tempo, pure si è detto che abbia//no co[m]messi degli altri delitti di furti. Han deposto inoltre p[er] essere cosa publica, che sin dal Mese di Febraro/dell’ anno corr=/ente 1806, in occasione, che L’Armata Francese entrò in q[ue]sto Regno   p[er] conquistarlo a nome di S.[ua] M[aestà] ( Dio Guardi), Napoleone Imperatore/de’ Francesi, e Rè d’Italia, ridisse, che li mentovati Capi Massa Stefa=/no Pera, Dom.[eni]co Parisse, e di Loro Compagni, nemici dell’attuale Governo/minacciarono voler resistere  in Massa non solo a d.[ett]a armataFrancese./ma di benanche uccidere; e rubare quelle persone da bene, ed/oneste, che dicevano essere aderenti al Governo Francese, e che per/tali oggetti si erano previsti di un buona qualità di/palle ripiombo, giacché il Parisse esercita L’arte di Ferraro/per cui potea facilmente formarle, e che si erano anche    provi=/sti di schioppi, pistoni, ed altre armature, per effettuire/i Loro gravi disegni. Ma che il Capo Massa Stefano Pera/essendo stato Carcerato entro il mese di Aprile del Sdd=7etto corrente anno da soldati Francesi, che dimoravano in que=/sta prefata Città, permutino che volesse usarsi in Massa co’/riferiti Suoi Compagni, per uccidere detti Francesi, ed altre per=/sone oneste,/L’altro Capo Massa Domenico Parisse si appartasse/sul fatto da essa città,  per cui hanno i Testimonj pred[ett]i con fonda=/mento giudicati/ch’esso Parisse doveva essere Uniti con Stefano/Pera, e cogli altri Loro nominati Compagni, per uccidere non so/lo Li Soldati Francesi, ma ancorale persone, che credevano adere=nti all’attuale Gov[er]no, e final.[ent]e Li med.[esim]i T[estimon]j hanno deposto che il. Pa=/risse// risse(sic) si a stato inseguito della suafuga arrestato nella Terra ( al margine destro è riportatomi numero”4” n.d.a.)/di Tocco per Ordine  di quella Corte./Ch’è quanto devo far presente a V.[ostra] S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma  in discarico del mio dove=/re di trasmettendole gl’atti  sull’appunto formati di Carte/scritte numero ventitrè (7) pieno di rispetto costantem[en]te mi ras=/segno/Di V.[ostra] S.[ignoria]  Ill.[ustrissi]ma Pescina Li 6 Giugno 1806( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r= Cav=[alier]e D=[o]n Dionisio Corsi/Preside del Reg.[i]o Trib.[una]le dell’Aquila “ n.d.a.)//

                                              NOTE

  1. Come chiaramente si evince il surriportato documento è importantissimo in quanto ci fa conoscere, al dilà del totale incenerimento dei documenti causati dal volere reale con le emissioni dei tre infelici e sciagurati reali decreti :16 gennaio 1800;   10 gennaio del 1803 ed, infine ,  1 novembre 1829. Attraverso i quali furono inceneriti tutti i procedimenti penali di un quarantennio: 1789 al 1829. Interessante  perchè ci rende edotti che l’insorgenza sanfedista di Pescina oltre ad essere cruenta fu anche la più duratura dell’intera sub regione Marsicana: dal 10 febbraio 1806  durò  fine alla fine del mese di luglio 1806. Grazie  allo storico Pietro Bontempi con il suo ottimo lavoro: “ La Marsica nella storia moderna”, Tipografia Casamari(Frosinone), 1974 veniamo alla conoscenza degli atti di morte dei menzionati Gianfrancesco Malvini Malvezzi e dei fratelli   Vincenzo e Giuliano Ferrante .Degli altri, purtroppo, non ho potuto verificare data l’enorme difficoltà di mettermi in contatto con il responsabile dell’Archivio Parrocchiale di Pescina. Perché non depositarlo nel Nostro Archivio Diocesano certamente di più facile accesso per gli studiosi?
  2. Vedi qui.
  3. Iscritto nella vendita. Carbonara del comune di Pescina: “[…]56. Melchiorre Giuseppe-Proprietario- Entusiastico[…]”. Amiconi F.: “ La Carboneria a Cerchio op.cit. “.
  4. Fu allistato nelle vendita carbonara del comune di Pescina: “ 112. Salvatore Simboli
  5. Iscritto nella vendita carbonara del comune di Pescina:”[…] 112. Simboli Salvatore-Bracciale – Carbonaro[…]”. Amiconi F.: “ La Carboneria a Cerchio op.cit.”.
  6. Vedi la surriportata nota n.1. Vedi qui.
  7. Vedi la suriportata n. 1. Vedi qui.
  8. Qui, in questo fondo, purtroppo, queste pagine sono mancanti.

“ Castel di Sangro 1806 (sic) ( al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovale di frani due n.d.a.)/Relazioni sul brigantaggio di Ermenegildo Piccioli(de’ Navelli ( nel retro, a causa del deterioramento del foglio riusciamo solo leggere: […] Il Gov.[ernato]re per i Briganti andati nelll’Osteria della Madonna delle Grotte “ n.d.a.)//

“ 7[settem]bre 1806/dal p.[ri]mo a N.[umer]o 15/Relazioni de’ Gov:[ernato]ri per materia di Brigantag.[i]o/in num.[er]o di settanta/c: s: N° novantasei//Celano 13 7[settem]bre 1806 ( al margine destro è posto il numero “ 58 “ n.d.a.)/Il Gov=[ernato]re Caporip:[art]o di Celano/Al Sig:[no]r Gov.[ernato]re di Magliano (dei Marsi n.d.a.)/Sig.[no]r Gov=/ernato]re Vi Partecipo in fretta, che qui vicino nelle/falde di queste Montagne stanno accampati circa cin-/quecento Briganti, guidati da d.[on] Ermenegildo Piccioli, e dall’apostata   Domizio ( Jacobucci n.d.a.). Ieri, ed oggi, concorsi in/Ovindoli, Rovere, ed altre. Vicine. Uni[versi]tà i di loro ord.[in]i di armarsi Gente. Per parte del passato Rè; Il Cor-/riere, che riportava è stato arrestato in Ajelli, e/trovasi Ristretto in q.[uest]o Carcere. Ho avanzata le convenevoli Relaz.[ion]i a Chi si dovea. Voi intanto procu-/rate sul momento di Ristringere, ed armare Truppa/Civica, e Gente di fiduciari Cod.[esto] Circondario, e di man-/darla in. Soccorso dove bisognarà. Son certo del V.[ost]ro/Sperimentato zelo; compiacetevi di. passare una tal/notizia ai Galantuomini, e Persone probe dei vicini Paesi, affinché si dispongano a quel che conviene, e con stima vi saluto./Luigi Capoccetti Gov:[ernator]e Caporip.[ar[to//Padre Domizio non ripudiò la popolazione La abbracciarne un’altra bensì seguì l’oracolo come molti altri religiosi, il sacro oracolo, di re Ferdinando IV e quindi tale capitolo nei suoi frati è gradito.//

                                                     NOTE

1) E’il celebre Felice Ruggiero alias Giovanotto di Ovindoli. Amiconi F.: “ Felice Ruggiero alias Giovinotto di Ovindoli Insorgente ( 1760?-1807)”, Terramarsicane, Polvere d’Archivio, 2025.

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo (al margine destro è riportato il numero “59” n.d.a.)/ S è sparsa la notizia qui appunto questa Sera/sul tardi, che un numeroso stuolo di Brigan-/ti perla. Prossima Domenica sia per ristringersi in Rocca di cambio, per portarvi subito/nell’Aquila, a. Fin di porre in Libertà li carce-/rati, e di invadere tutta la Provincia./col sentimento di questi Galantuomini. Hò stimato/di inviare ad V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma La presente di lancio/per mezzo d.[e]ll’esibitore D.[on] Francesco de/Matteis, il quale sia trovato casualmente/per esigere gi attrassi di Colletta in questi/Luoghi mentre hò dubitato, che un corrie-/re possi(sic) essere intercettato per istrada/coll’opera di essi Briganti./Si degni V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma di apprestare il convenevole riparo a tali rivolte, e col desiderio dei/Soi preggiatissimi (sic) comandi sper di ossequio/mi dichiaro/D[i] V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma Celano 12 Sett.[embr]e 1806/Um.[ilissi]mo D.[evotissi]mo Se.[rvito]re Obb.[ligatissi]mo/Luigi Capocetti Gov.[ernato]re ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]re D.[on] Dionisio Corsi/Preside in Prov.[inci]a/d[e]ll’Aquila” n.d.a.)”//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig:[nor]e P.[adro]ne Col.[endissi]mo ( al margine sinistro sono impressi i due descritti sigilli ovoidali e, al margine destro, è riportato il numero”60”n.d.a.)/Si è riposto, che badino Alle Custodie de’ Rei, Specialm.[en]te di Colasanti, inviando-/lo altrove, ma p[er] sicurezza maggiore./Si assicura il pronto invio delle Truppe. Adì 14 Sett.[emb]e 1806 ( è scritto nel solito spazio bianco lasciato all’inizio della missiva e, sicuramente, scritto di proprio pugno dal Preside Domenico Corsi n.d.a.)/Dietro molte altre mie Relazioni in Rapporto alle insorgenze di mol-/ti Briganti in questa vallata, debbo oggi Riferire a V[ostra] S.[ignoria] Ill.[utrissi]ma/che tali sicure notizie man mano si vanno verificano./Oggi/non appena mia stai avvisato, che un Corriere spedito Er-/menegildo Piccioli, e dal Padre Domizio girava per i luoghi/di questo mio reparto, come con altra mia le partecipai,/hò dato le opportune disposi.[ion]i per l’arresto del med.[esi]mo Felice-/m.[ent]e mi è Riuscito farlo arrestare nella. Convitino Terra di/Ajelli, e trovasi Rattenuto in queste Careri: dal suo esame ho/Rilevato esser Egli Sebastiano Colasante della Terra di Na-/velli, che essendo stato chiamato da D.[onn]a Teresa Piccioli mol=/ti giorni avanti, perchèsifusse portato dal i leiFiglio affin/di persuaderlo di presentarsi a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, lo avea Ritrovato/nelle montagne fra’ Secinaro, e Gagliano (Aterno in provincia dell’Aquila) unitam.[en]te col P.[adre Domi-/zio ( Jacobucci n.d.a.), e con circa cinquecento Uomini di Masse: che avendo/al med.[esi]moRiferito quel tanto gli avea detto la Madre, ave-/va Risposto che si presentava era morto onde gli tornava/miglior conto tirare avanti l’impresa, e morir glorioso soggiunse/il detto Clemente, che fosse obbligato trattenersi con loro, e poi con venti Uomini armati di accompagno girare con ord.[in]e circolare7firmato da esso Ermenegildo, e P.[adre] Domizio del quale Rimetto co-/pia a V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma//

In tali circostanze ho spediti ord.[in]i per tutti i viciniPaesi, ed à Gov.[ernato]ri/del mio reparto, affine si fussero posti nello Stato della più ri=/gorosa difesa contro de nominatiBriganti: Questi minacciavano/di piombare per questa volta, e specialm.[en]te in questa Città, la/med.[esi]ma si è già posta nelle difese, ho fatto atterrare una Po che larta/che era debole, e le due altre, che lachiudono, vengono guar-/date dalla Truppa Civica, ma ciò non osante, non è affatto/sufficiente a poter Resistere alla violenza, che si teme tantop=più, che qui vi sono de Parenti, e degli Amici di molti Bri=/ganti che minacciano, e tutte le Persone oneste, e li Galantuomini si trovano negli maggiori anfratti, che mai possono/immaginarsi, e dubitano di Restare vittima di tale Orda di/Assassini./Ciò posto supplico V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma di subito Subito (sic) far piombare per/questa volta una sufficiente Forza Militare, la quale unita/Colla Civica vuole benissimo Resistere alle minacce, ed/insorgenze, prevenendole di aver partecipato lo stesso la Sig:[no]r/Comand:[ant]e di Arme, che trovasi in Solmona./Anche oggi sulle ore ventuno mi è giunta lett.[er]a del Sig.[no]r Mag.[io]r Moscati da Gagliano, a cui subito ho partecipato l’occorren-/te, pregandolo ad accorrere qui subito colla forza./Ho spedito al lett.[er]a di V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma a D.[on] Aurelio Mattei, ed ho conse-/gnata l’altra a D.[on] Luigi Tomassetti./Ed augurandomi il piacere di molti altri venerati comandi, pieno di Rispetto, e di stima mi dichiaro immutabilm.[ent]e/Di V.[ostr]a S[ignoria] Ill[ustrissi]ma Celano 13 7[Settembre]1806/Um[ilissi]mo D.[evotissi]mo Se.[rvito]re Obb.ligatissi]mo/Luigi Capoccetti Gov.[ernato]re ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r D.[on] Dionisio Corsi/Pres.[id]e in Prov[inci]a dell’/(Aquila)” n.d.a.)// “ Copia-Ferdinando IV per la Dio Rè ec.ec.ec. ( sopra al margine destro è riportato il numero “61” n.d.a.)/D.[on] Ermenegildo Piccioli Comand.[an]te îl Corpo de’ Volontarj/negli Apruzzi= Mi ha S.[ua] M[aestà] il nostro Augusto Sovra-/no, Dio sempre feliciti, e di Ripristinare il Governo nel suo Real Nome=Chepperciò vi di-/cemo, ed ordiniamo che all’istante facciate publicare/in cod.[esta] T.[er]ra, che si noterà la fedeltà de’ buoni/che verranno ad unirsi alle sue Armi, così verranno at-/taccati d’infamia, e saranno considerati come fellloni/quei, che non s’armeranno, mà mostraranno/dell’indiferenza in tal Rincontro. E dovere d’ogni Suddi-/to il prendere le difese del proprio Principe in caso di bi=/sogno, mà moltoppiù di quelli, che hanno avuto l’onore/di servire ne Reali Eserciti: sù di questi specialm.[ent]e deb-/bono dirigersi Le di loro mire, se non vorranno sperimenta-/re gli effetti della Sovrana giustizia= Dal Quartier Gen.[era]le li 12 7[settembre]1806= Ermenegildo Piccioli Coman=/dante = Domizio Iacobucci Seg.[reta]rio = Mag.[nifi]ci Amm.[inistrato]ri di Roc-/ca di Mezzo = Rovere = Ovindoli (qui  è ubicata l’importante stazione sciistica in provincia dell’Aquila n.d.a.) = Ajelli = Cerchio=//Il pre.[sen]te coll’ord.[in]e Relatato = Si benigni le Retro.[scri]tte/Uni.versi]tà di pagare il solito pedatico all’ E.[missari]o= Rocca di Mezzo// li 12 7[Sette]mbre 1806= Da noi Mag.[nifi]ci Amm.inistrato]ri di de.[tta] Rocca si è Ricevuto il dietro[scri]tto ord.[in]e/in fede. E NataleCancell.[ie]re d’ord.[in]e scrisse=/Ovindoli 12 7[sette]mbre 1806=Gli Amministratori di d.[ett[a Terra han-/no Riceuto il Retro[scri]tto ord.[in]e in fede= Bernard.[in]o fi=/lauro Cancell.[ie]re d’ordine scrisse”//

“ Barisciano 13 7[settem]bre 1806 ( al margine destro è riportato il numero “ 62 “ n.d.a.)/Il Governatore dello Stato di Barisciano ( al margine sinistrarono riportati i due descritti sigilli ovali n.d.a.)/All’Ill.[ustrissi]mo Sig:[gno]r D.[on] Dionisio Corsi Intendente/Gen.[era]le della Prov[inci]a dell’Aquila/All’ora 8 della caduta notte è qui pervenuto il/Soldato a Cavallo col Foglio, che mi ha V[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/diretto all’istante, e nel momento istesso mi/sono posto in attività, ed ho chiamato a me/il Sindaco,e di Commissionati della Compa=/gnia di Guardie Pro.[vinciali]. A tutti ho in riservata/confidenza, e con imponente tuono intimato/ da sua parte l’esatta, e pronta eseuz.[ion]e delle/disposiz[ion]i di cui si è compiaciuta mettermi a parte./Per qualche precisam.[en]te mi riguarda sul punto/del mantenni.[en]to del buon Ord.[in]e pub.[li+o, userò tutta/la scrupolosità, e porrò in attività, Pattuglie/Civiche, secondo è venuto V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrisi]ma ed incari=/carmi. Solo debbo in proposito rassegnarle/che coll spedir.[io]ne ordinata, si rimane qui esau=/sto di armi, e munizioni, e senza delle med.[esim]e//ogni attività è inutile, e le Pattuglie rimangono inef=/ficacem.[en]te impiegate Sicche si supplica di proeder=/mi di altro numero di buoni Fucili, e di munizioni/per mezzo dell’opportunità, che le presento col comodo/delle vetture. Sicuro della sua assistenza per/tal Capo l’ossequio con tutta la Stima, e di=/stinzione/Andrea Costanzi Gov:[ernato]re”//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig:[nor]e Sig:[nor[e P.[adro]ne Coll[endissi]mo ( al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovoidale di grani due e, al margine destro, è riportato il numero “ 63 “ n.d.a.)/ Ii (sic) Vetturali, che tornano ieri da Rajano col vino mi dissero/di aver veduti vicino Secinaro luogo da qui distante circa die-/ci miglia una quantità di Persone amate, che avevano pre-/sa la Montagna di Sirente ( vedi qui n.d.a.), e che porzione di questa Gen-/te già prende la direzione di questa volta, essendone/giunto un distaccamento allo stazzo di Gregorio Milanetti/distante da qui cita miglia sei. Prima i tal notizia a me/nulla costava, e per conseguenza non potevo darne parte a/V.[ostra] S.[ignori]a Ill.ustrissi]ma. Se poi troverà il contrario, sono contentissimo di/essere severamente punito. Ho già tutto disposto per la Truppa, e di unita al Sig.[no]r Marche-/se Quinzj darò le provvidenze più analoghe alle circostanze/L’Individui oi questa Commune sono pronti ad armarsi, ma/Loro mancano i Fucili colle necessarie munizioni.Pro-/visoriamente ne ho armato dodici di consenso col sud.[dett]o Io Sig.[no]r Marchese con fucili alla meglio potuto rimediare/e questi di unita alla Truppa andranno pattuglian-//do pel Paese, e fuori/Da Persone di Secinaro oggi qua venute per affari si è detto, che i Briganti sud.[dett] siano questa mattina ritroceduti verso Gaglia=/no coll’intenzione di attaccare la Truppa colà stanziata.Mi sia supposto benanche, che nella scorsa notte molti Natura-/li di Ovindoli Stato di Celano siano andati ad unirsi co’/Briganti sud.[dett]i sotto la condotta di un tal Giovinotti(1), che/questa mattina è stato incontrato da un Naturale di qui/ a Cavallo armato di fucile, di carrabina(sic), di due pistole,e/di sciabla. Mi si è supposto benanche, che nella passata/notte i rid.[ett]i Briganti siano rimasti accampati in un locale detto il Piano dell’anatema che qui distante circa/tre miglia./Le Persone della mia Giurisdizione sino a questo punto sono/tutte tranquille. Essendosi qualche sciaurato (sic), che volesse/disturbare l’ordine publico, e ribellarsi al proprio Sovrano/ Sarà subito arrestato, ed inviato ad V.ostra S.ignoria Ill.ustrissi]ma/Rocca di Mezzo 13 Settembre 1806/Div[otissi]mo Ser.[vitor]e vero Ob.[ligatissi]mo/Valentino Gualtieri, Gov.[ernator]e (al margine sinistro si legge: “ Sig[no]r Colonn.[ell]o D.[on] Dionisio Corsi/Intend.[ent]e dell’Alta Polizia in Prov.[inci]a di/(Aquila)” n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adrone Col.[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 64” n.d.a.)/Dietro altre mie Lettere scritte da me Jersera ad/V.ostra S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, mi affretto a partecipargli, che/questa mattina mi è giunta notizia per mezzo/di un sindaco di Ovindoli, che Iersera circa/le ore quattro passò per Ovindoli stesso un/corriere, che disse di portare ordine del pas=/sato Rè, e che si armasse Gente contro L’attual Governo, i quali ordini eran firmati/da Piccioli e da P.[adre] Domizio. Gli partecipò tutto ciò in fretta, perché l’esibitore/stà in procinto di partir, e perché stò/allestendo gli opportuni: per farli circolare per le Un[iversi]tà e governatori di/questo Circondario affinchè si armi Gente, per rispondere i Briganti e col desiderio/dei pregiati comandi pian di ossequi/mi dichiaro/D.[i] V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma Celano 13 Set.[tembr]e 1806/Um.[ilissi]mo S.ignore Obb[ligatissi]mo/Luigi Cappoccetti(sic) Gov.[ernator]e ( al margine sinistro si legge: Sig.[no]re D.on Dionisio Corsi/Pres.[id]e in Prov[inci]a dell’Aquila “n .d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Signore Signore P.[ad]rone Col[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 82 “ e, più sotto al margine sinistro, sono impressi i due sigilli ovoidali già descritti n.d.a.)Per sera sul tardi corse voce, che eransi Radunati i/Brigantii n queste vicinanze, e che minacciavano qual-/che irruzione, immediatamente si Respinsero i Galan-/tuomini cogli Armigeri, e con altre persone di fi-/ducia, ed assieme con le medesime feci nottetempo/una sortita per i luoghi sospetti, mà nulla fù/trovato. Diedi sul momento gli ordini per la Riuni-/one delle Truppe Civiche del Circondario, e fin’ad/ora non sono venute./Oggi è stata calma; questa sera si trasmettono nuo-/vi Rumori, e si teme qualche irruzione Brigante-/sca. Partecipo tuttociò a V.ostra S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, affinche si/degni di dare quelle disposiz.i[on]i opportune al biso=/gno, e col desiderio dei suoi venerati comandi/pien di ossequio mi dichiaro/ Di V.ostra S.ignoria Ill[ustrissi]ma Celano li 11 7[settem]bre 1806/umilissimo D.[evotissi]mo Se.[rvito]re Obl.[igatissi]mo/Luigi Capoccetti Gov.ernatore ( al margine sinistro si legge. Sig.nor D.on Dionisio Corsi/Pres.[i]de in Prov.[inci]a delll’(Aquila)” n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 89 “ e, al margine sinistro sono impressi due descritti sigilli ovali n.d.a.)/Il Bargelllo Francesco Martorelli dal primo momento dell’in=/sorgenza de’ Briganti dei 26 Marzo prese le Armi con-/tro di essi; effettua la carceraz[ion]e di molti, e servì di guida/alle spedizioni delle Truppe Francesi, come pratico dei/luoghi, senza risparmiare alcuna fatica, né alcun peri=/colo. Egli insomma fù il terror de Briganti, ed è da/credersi, che da med.[esi]mi mi venghi bersagliato con Ricorsi. Il/med[esi]mo tempo fù siappartò da qui, ora nel sentire le/nuove mosse di detti briganti di nuovo si è dichiarato/contro di loro, e sta a fianco delle persone di fiducia,/ intervenne alla carceraz.[ion]e del Corriere Sebastiano Cola-/sante, dell’Angeloni, ed al trasporto del Coccontrella./Umilio tuttociò a V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma affinché si degni di pren=derlo in considera.[ion]e Special.[ent]e in queste critiche circostan-/ze, col desiderio di suoi pregiati comandi pian di osse-/quio mi dichiaro./di V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma/Celano 15 7[settem]bre 1806/Um.[ilissi]mo De.[votissi]mo Ser[vitor]e. Obb.[ligatissi]mo/Luigi Capoccetti Gov[ernator]e (al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r D[on] Dionisio Corsi/Pres.[i]de Prov.[inci]a dell’(Aquila)” n.d.a.)//

“ Cicoli ( al margine destro è riportato il numero “ 1” e, a sinistra, sono impressi i due descritti sigilli ovali e, sopra sono riportate due righe di incomprensibile scrittura n.d.a.)/In pronta osservanza di venerati comandi di V[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, mi dò L’onore di  trasmetterle Le dichiarazioni intorno al Brigantaggio, che/si son formate tanto ne’ Luoghi di q.[uest]a mia Giurisdiz.[ion]e, che d.[e]l/Departo nel num.[er]o di c.s. ventitré./Profitto in q.[uest]o Rincontro dell’onore di molti altri Suoi Sti-/matiss.[im]i Comandam.[en]ti e col solito Rispetto passo a/Raff.[ermar]mi Costantem.[ent]e/Di V.ostra S.i[gnoria] Ill.[ustrissi]ma Fiamignano 13 8[otto]re 1806//D.evotissimo Servi.tore Obb.ligatissimo/Ilario Montemurmi ( al margine sinistro si legge. “ Sig.[no]r D.[on] Dionisio Corsi/Intendente P.[rovincia]le, e Capo dell’alta Polizia/(Aquila) e, più sopra a destra, è riportato, scritto da altra mano: “ pezze N° 25 “ n.d.a.)//

“ Aq.[ui]la e. C.1806/Riparto/Carte relatrice a saper con precisio=/ne, tutti coloro che ottimamente/sono insorti contro l’ord.[in]e Publico” n.d.a.)/“ Da Ag.[ost]o al 9[novem]bre ( sopra al margine destro è riportato: “ 1806 “/Rapporti de’ Particolari incaricati/sul Brigantaggio” ( più sotto, scritto da altra mano, è riportato il numero “ 83 “ e, ancora più sotto, si legge: “C. 117” n.d.a.)//“ 8[otto]bre/dalli 10 a t.[ut]to il mese/Relazioni dei Gov.[ernato]ri sul Brigantaggio nel num.[er]o settantasei ( più sotto al margine destro è riportato: “ C.S. n° 87” e, ancora più sotto, è riportato il numero “ 3 “ circoscritto da un cerchio n.d.a.)/

 “ Celano, 9 8[otto]bre 1806( al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovoidale e, al margine a destra, è riportato numero “ 4 “ n.d.a.)/Il Gov.[ernator]e Caporip[art]o di Celano/Al Sig.nor Intendente della Prov[[inci]a di Aquila/Sig.[no]r Intendente= Rimetto a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma una Relaz.[ion]e, che mi/han fatta li Sindaci, e Dep.[utat]i del buon ordine di Aielli. Nè/ho anche Rimessa una copia al Sig.[no]r Comand[an]te Bauliu(sic)/in Avezzano dalla med.[esi]ma sentirà tutto l’accaduto in quella/Comune, la quale, come tutte le altre, si trova nelle più/critiche circostanze sé presto non accorra colà una forza/competente per Resistere, e distruggere quei pochi Briganti, che si sono Ritirati in quelle vicine montagne, e fanno/delle continue scorrerie./Sono con ogni stima/Luigi de Marchesi Tomasetti Governat.[or]e”//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 2 “  e, più sotto, al margine sinistro,  è impresso il descritto ovoidale sigillo di grani due n.d.a.)/Pasquale Colarossi di questo Luogo si portò jeri in Rajano per provvedere vino, passando per la vicinissima Montagna di Serento (è il monte Sirente, vedi qui, n.d.a.), senza veder’alcuno nella me-/d.[esim]a quest’oggi nel tornare in Padria col vino, di nuovo passano per d.[ett]a Montagna, si è incontrato con tre Briganti, i quali han presa la direzione di Secina-/ro, senza dare runa molestia al Colarossi, il quale nelprendere poi sopra d.[ett]a/Montagna circa tre miglia distanti da questa Terra ha osservato un’altro/pugno di Briganti, senz’avvertirne il numero. Poco disparte da med:[esi]mi erano a pascolare gli animali pecorini: Pastori/della è vicina T[er]ra di Rovere e special.[ent]e quelli della Famiglia Milanesi./per mio indispensabile dovere la passo all’intelligenza di V.[ostra] S.[ignori]a Ill[ustrissi]ma, per riceverne/gli oracoli, in attenzione de quali con la Solita perfetta stima passo, a ripeter-/mi/Di V.ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma Rocca di Mezzo 10 8[otto]bre 186/D.[evotissi]mo Ser.[v]o V.[ost]ro, Obl[igatissi]mo Sempre/Ferdinando Palanza Gov.[ernato]re( al margine sinistro si legge. “ Sig.[no]re Intend[en]te della Prov.[inci]a di/Aquila “ n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig:[no]re Sig:[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo (al margine destro è riportato numero “ 11 “ n.d.a.)/Mi è giunto a notizia, che nella sera del gior=/no di Lunedì, sei del corrente Ottobre, per=/venne in Acciano un Corriere, che secondo/disse era della Prov.[inci]a di Teramo, navi di Civitaquano, e portava una finta/Copia del Dispaccio dell’ex Re diretto/al Capo dei Briganti Piccioli, col quale/Dispaccio si dava l’alter ego per tutte/le tre Provincie di Apruzzo a d.[ett]o Capo de Briganti Piccioli, e gli si insinuava/a Seguitare a agire con zelo, ed at-/tività contro l’inimico alla Real Corona, nell’aver/uniti tanti bravi Volontari per la dife=/sa dello Stato. In piedi di d.[ett]o Dispaccio//che vi era la firma di Fontinguerra,e la/segunete designa.[ion]e= Dato dal Quartier/g.[e]nerale di Peschio Costanzo ( è l’odierno Pescocostanzo in provincia dell’Aquila n.d.a.)= Ermenegildo/Piccioli Com=/mand.[an]te= Diomizio(sic) Iacobucci Seg=[retar]io. Del quale Dispaccio Com=/mandava d:[ett]o Brigante Piccioli, che si/ne affiggesse Copia ne Luoghi Soli=/ti, e consueti di Gagliano, Celano, Avezzano, Cappelle, Scurcola, ed altri Luo=/ghi, che non ho inteso individuare./Le rassegno a V[ostra] S.ignoria] Ill.[ustrissi]ma per discarico di mio ufficio, e per le disposizioni, che/Crederà analoghe sull’assunto men=/tre da parte mia non tralascio/niente d’intentato per venire in/cogniz.[io]ne di tale Soggetto, che gira con false assertive per disturbare la pub=[bli]ca/tranquillità, e controvertere il buon//ordine dell’attuale giusti:[ssim]o Governo, e (sopra al margine destro è riportato numero “ 12 “ n.d.a.)/riuscendomi farlo arrestare, crederei/andarne glorioso./MI affretto pure darle la notizia, che/mi sia data come Certa, che questa/ sera la massa de Briganti pas=/serà a Navelli. Dovrebbe dunque/la Cavalleria Mobile, che sta a Ripa, ivi portarsi per distruggerla,/ed opprimerla./In tale intelligenza con sensi della/più alta, e distinta mi/rassegno costante[ment]e/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi.]ma/Barisicano 11 8[otto]bre 1806/Dev.[otissi]mo Servid.[or]e (sic) D.[on] Dionisio Corsi Gov.[ernato]re ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r D.[on] Dionisio Corsi/Intend[en]te G.[e]n[era]le nell’ (Aquila)” n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col.[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 16 “ ed, al margine sinistro, è impresso il descritto sigillo ovoidale di grani due con più scritto sotto “ PROTOCOLLO ” n.d.a.)/Ho dovuto abbandonare la giurisdizione di Goriano/delle Valli, e ritirarmi nel Tione, perché si cera da’ Briganti, che esistono nella Montagna di d.[ett]a Terra, togliermi la/Vita: questa mattina poi da quel Luogotenente Rai-/mondo Filippi a voce mi à fatto sapere perché anche/lui era fuggiasco di unita agli altri galantuomini di/detta Terra per non esser vittima de’ Briganti med:[esi]mi/che già ieri sera sulle ore ventuno calarono in d.[ett]a/Terra in numero di circa venti, e vollero il vino sola=/mente per bere fra quai vi andava Giovinotti di Ovin=/doli (vedi), Dom:[eni]co de Rubeis alias Attilio di Gagliano ; gli altri/poi erano di Avezzano e di Celano di cui non se ne sa il/nome per poterlo indicare, quindi se ne passarono la volta/di Beffi in num:[er]o magg.[ior]e, ed hanno voluto la razione per cinquecento persone di pane, vino e/ carne questi vi era Felice Angelantonj di Goriano/delle Valli med[esim]o, uno di Goriano Sicoli, ed uno di Ajellli, ed altri de’ quali signora la patria, ed il nome, i med:[esim]i si portarono in Casa di Gaetano Grampa//per farsi restituire le armi che gli avea somministrato/Piccioli in occasione che andava con Lui settimana addietro/poi se ne passarono a Secinara dove si portarono/ razioni che gli si erano somministrate in Goriano v[…]/te ad un Mulo di D[on] Luigi Filippi, dove si vuole che […]/calato il P.[dre] Domizio con altra Compagnia; nel med:[esim]o giorno voltarono verso il castello diruto del Paese/questi vollero le loro razioni, questi spararono mol-/te botte ero il Castello sud:[ett]o per dare avviso alle altri/compagni che erano di là del fiume, i quali puntulamen-/te gli risposero e fra questi vi era Gianfilippo Tiburzi di Goriano Sicoli, il quale in ogni Conto voleva sapere se do-/ve era il Gov.ernator]e. Avuto meglio le notizie ed informazio-/ni con maggior precisione da chi posso fidarmi di bel/nuovo tornerò a rassegnar il tutto a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.ustrissima, da chi attendo gli ulteriori comandi, e con profonda  Sima/passo umilmente a rassegnarmi invariabilmente/D[i] V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma Tione 12 ottobre 1806/Div.[otissi]mo S.[ervito]r V.[ero] Obli.[igatissi]mo/Vincenzo Colanery ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[nor] D.[on] Dionisio Corsi/Intendente della Prov.i[nci]a di/(Aquila)” n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adr]one Col[endissi]mo ( al margine destro è posto il numero “ 25 “ e, al margine sinistro, è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/ Questa mattina circa le ore quindici sono passati per questa/Terra circa quindici Soldati Francesi, che scortarono le arme/condotte in cod.[est]a Città Domenica scorsa./Nel patire tra la stessa Terra, e quella di Ovindoli sono/stati assaliti da circa centocinquanta Individui di Massa/comandata da un tal Giovinotti di Ovindoli(vedi qui n.d.a.) med:[esi]mo, da un/tal’Attilj di Gagliano,e dal P[ad]re Domizio./Essi sono calati dalla Montagna di Serento (è il monte Sirente . Vedi qui n.d.a.) Han fatti puo-/hi menti di fumo: Indi si è osservato da alcuniPastori/che si sono uniti i Soldati Francesi,e d.[ett]a Massa per cui si è/supposto essersi gli stessi resi prigionieri./L’abbate di Rovere fuggito di là, perché minacciato di vita,/ mi ha assicurato di tal’acauto, e mi hasoggiunto che giu=/seppe di Alessandro Valente di d.[ett]a Terra di Rovere, Amico del Giovinotti, appena veduti i Soldati Francesi, col pretesto/di andar’altrove a preveder vino, abbia avvisate le Masse/nelle falde di d.[ett]a Montagna di Sarento (sic), e che il med.[esi]mo/possa esser Solito a proceder le med:[esi]me de’ viveri, ed altro,/e che dappiù le Masse sud.[ett]e siano in risoluzione di postar-/si in questa Giurisdizione, ed occupar, fra gli altri, il posto chiamato de’ Cervi./Ho creduto un preciso mio dovere spedirloher espresso a//V.ostra S.ignoria Ill[ustrissi]ma e col desiderio dell’onore de’ Suoi pregevoli comandi, con/più alta Stima passo a raff.[ermar]mi/Di Vostra S.[Ignoria] Ill.[ustriss]ima Rocca di Mezzo 14 8[otto]bre 1806/Dev.[otissi]mo Ser.[vito]re V.[ostro] Obl.[igatissi]mo/Ferdinando Palanza Gov.[ernato]re Ser.[vito]re V.[ostro], Obl.[igatissi]mo/Ferdinando Palanza Gov[ernato]re ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Intende.[n]te della Prov.[inci]a di/(Aquila)” n.d.a.). Celano 14 ottobre 1806 ( al margine destro è posto il numero “27 “ n.d.a. e, al margine sinistro, sono impressi due descritti sigilli ovali n.d.a.)/Il Governatore Capo Riparto di Celano/Al Sig.[no]r Intendente Generale della Provincia/Sig.[no]r Intendente= Giorni addietro spedii il Corriere Giuseppe Conte-/stabile di questa Città con ordini circolanti tutti i Governatori di questo Di-/parto: Tra gli altri portava la proclamazione del Reale Indulto. L’ordine per risapere il numero preciso degli Armiggeri e molti altri, che mi erano stati da V.[ostra] S.[ignoria]/Ill.[ustrissi]ma rimessi.Questa mattina col ritorno  di detto Corriere ho risaputo dalla viva voce del medesimo, che ieri circa le ore 16 nell’atto era prossimo ad entrare/nella Terra di Gagliano (Aterno in procincia dell’Aquila n.d.a.) gli si fecero avanti cinque Briganti armati, ed a Cavallo:questo lo presero, gli domandarono se portava ordine, e lettere, e vedendo che portava le mie circolari, lo arrestarono, e lo condussero nell’aia di detta/Terra disagiano, dove trovavisi scampato fra Domizio Iacobucci alla Testa di circa duecento Assassini, fù costretto ad esibirgli le lettere, e gli ordini, che/portava, e in Sua presenza furono queste bruciati. Dopo due ore in circa/essendo partita la detta Massa per la volta di Secinaro, condussero con Loro an-/che detto Corriere. Vicinola ridetta Terra di Secinaro s’incontrarono con/una colonna diTruppa Francese, e fecero un piccolo attacco p[er] cui i Briganti/fuggirono, e si dispersero chi da una parte, e chi dall’altra; Gli Francesi gl’inseguirono p[er] pezzo, ed essendosi fato tardi, ieri sera si ritirarono in det-/ta Terra di Secinaro, ed Egli il Corriere venne trasportato da una porzione de’ Briganti nella Montagna detta Anatella, situata frà Secinaro, e Rovere, da dove questa mattina è fuggito e si è riportato qui in Ce-//lano.Io no[n] ho mancato di darne subito parte, al ig.[no]r Generale Goullu(sic), a/Tagliacozzo, e che ho diretto l’istesso Corriere, perché dalla viva voce de[l] me-/desimo sentisse tutto, chelidra caduto./Si=/nore Intendente fà si/che Io non posso trovare altri/Corrieri p[er] quella volta, p[er] cui, non deve Ella imputare a mia mancanza, SE l’esecuzione de’ suoi ordini, viene p[er] qualchetempo arretrata. Nella Terra/di Lecce ( è l’odierno comune di Lecce nei Marsi in provincia dell’Aquila n.d.a.)/ed in quella di Gagliano non vi è Governatore, ne Luogotenente./Lo partecipo dunque a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, perchè dia le convenevoli disposizioni,/dappoichè ieri mi pervenne lettera dei Sindaci di Lecce, i quali mi partecipa-/vano, che p[er] l’assenza del Governatore, e la mancanza del Luogotenente no[n] Si/erano potuti eseguire giordani, cheIo avevo Rimessi p[er] la nota degl’In-/sorgenti, né questi si erano fatti circolare p[er] le Terre annesse a quella Giurisdizione./E sono con tutta considerazione/Luigi Tomasetti Governatore//

“ Illustrissimo Sig.[n]ore, Sig.[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 28 “ e, più sotto, al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovoidale di grani due n.d.a.) Ieri e quest’oggi non ho mancato er mezzo di Persone di mia fidu-/cia procurare di riferire Le mie operazioni, e mosse de’ Briganti: Ed ho/appurato che i med:[esi]mi seri mattina si erano diretti verso questa Terra/nel numero di circa Cento cinquanta, fra quali venerano circa qundi-/ci disarmati, sette a cavallo, e chi armato dicessimo arme, quasi/undici in una buona porzione, e giovanetti, e vecchi. Essi venivano per/caricare questa Uni.versità della contribuì.ione di ottocento dotati, e diprovi-/ste de’ Viveri. Nell’approssimarsi a questa Terra e propria.ente alle falde della Montagna/di Serento (sic), Luogo detto La Natella (sic) sopra la Terra di Rovere, riseppe-/ro, che quei puochi Francesi erano in Rovere, per cui divisi in tre co-/lonne inseguirono i med:[esi]mi, e dopo puochi momenti di fuoco si resero prigionieri, furono lieti, e condotti nel piano di d[etta] Terra di Rovere, dove iBriganti si accamparono  per passare ogni in questaTerra, ed indi por-/zione di essi nel Locale chiamato dei Cerri. Ma risaputo ciò da me./feci subito alzar voce, che qui era giunto ordine per la razione diquat-/trocento Soldati per la sera, fra fanteria, e Cavalleria/Sentita da Briganti tale voce elogiarono da d.[ett]o piano, e si ritirarono nel-/la montagna di anelli di fronte a Celano, dove fino a quest’oggi erano/riuniti, tenendo dodici Individui di guardia avanzata vicino Ovindo-/li./Nell’attacco ieri seguito con di pochi Soldati vi rimase ferito mortalm[ent]e il celebre Giovinotti di Ovindoli (1), che ora si crede nascosto in d.[ett]a sua/Padria, dove fu ricondotto ferito./Nel passare per Rovere, presero de’ viveri, e per mezzo de’ Vitturali di d.[ett]o Luo-/go fecero asportarli nella indicata Montagna di Aielli dopo che elogiarono dal piano Sud.[dett]o./Alle ore due della notte il P.[ad]re Domizio stava scrivendo in d.[ett]a Mon-/tagna vicino al fuoco lettera a Piccioli, comunicandoli tutoli successo, ed il/timore, in cui era. Indi dettò all’ufficiale di d[ett]i Soldati Francesi lettera di-/retta al Gen.[era]le Goullus, con la quale faceva sapere al med:[esi]mo che i Briganti/erano contenti di far Cambio de’ Prigionieri, per essere in mano della Trup-/pa Francese vari Briganti. In questa Popolazione ci conosco Persone molto propense verso i Bri-/ganti, a cui malie giochi, sopra. L’esser privo diforma mi fa rimane-/re dal tentare di scoprire i male intenzionati di questi Luigi. Suppongo, che la notte anche traffichino delle Spie de’ Briganti: All’incontro da Pattuglie di Persone di fiducia non mi riesce far invigilare/d’incontro al Paese, per non esservi arme, atteso il disarmo Seguito;/ne le med:[esi]me senza le arme, e le munizioni si fidano uscir di Paese. Io per/conseguenza senza la forza, che qui sarebbe necessarissima, mi vedo in un/continuo pericolo, ad onta quale farò di tutto per mantenere il buon/ordine, e speculare Le Mosse de’ Nemici./Si compiaccia rimanere in tale intelligenza, mentre in attenzione de’ Suoi/Oracoli, pieno della Solita perfetta stima passo a ripetermi/di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, Rocca di Mezzo 18[otto]bre 1806/D.[evotissi]mo Ser[vitor]e  V.[ostro e Obl.[igatissi]mo/Ferdinando Palanza Gov.[ernato]re ( al margine sinistro si legge: “Sig.nor Intendente della T.[er]ra  (sic) di/ (Aquila)” n.d.a.)//

                                                 NOTE

  1. Notizia palesemente errata il Nostro, purtroppo per lui, morì quasi esattamente un anno dopo, il 4 ottobre 1807. Amiconi F.: “ Felice Ruggiero alias Giovinotto di Ovindoli Insorgente ( 1760?-1807)”, Terramemarsicane, Polvere d’Archivio, 2025.

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col.[endissi]mo ( al margine destro è posto il numero “  29” n.d.a. ed, al margine sinistro, è impresso. il più volte descritto sigillo ovoidale di grani due n.d.a.)/Con mia rimostranza data in Roma, in epoca de 25 Settembre p[rossimo] p.[assato]/possai (sic) all’alta intelligenza di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma il trattamento avuto da ua Comitiva di Briganti, scoppiata in Oricola, luogo addet-/toalla mia Giurisdizione di Carsoli nel giorno 19 del notato mese; i q.[ua]li, dopo avermi legato evadalmente, e percorso a colpo di fucile,/esternavano la costante risoluzione di volermi fucilare:questo pravo/disegno si sarebbe senz’altro da quell’Orda criminosa effettuato se i/pianti della spettatrice mia consortile di un tenero Figliolino, e le mie umilianti raccomandazioni, non avessero colmato furore, e/l’empietà di q.[ue]sto, che in lasciare a grazie la vita, Toglier mi/volle cento piastre che avevo./Mi convenne prendere asilo in Roma, da dove dietro la dimora di 12 giorni, a la notizia del dissipam:[en]to, ed allontana.[en]to de Briganti da q.[ue]lle/Contrade, e dell’arrivo della Truppa Francese, mi restituii nella pro-/pria Residenza Nel giorno otto di q.[uest]o Mese la Truppa memoria si portò in Oricola, car-/cerò quattro delle assassini sud.[dett]i, ed indi si chiamò qui il Capita-/no//Comand.[ant]e, che la condurrà; il q.[ua]l dopo di aver sentito, e q.[ue]llo esaminato, fece i med.[esi]mi fucilare, e morire./i Briganti sunnominati furono quindici, compreso l’autore della sollevazione,/che non comparve; di Costoro ne sono morti quattro, e gli altri undici/sono fuggitivi un bosco lungo la Terra sud.[dett]a, e scorrono p[er] q.[ues]te/campagne: i med.[esim]i; ed i parenti da lei fucilati quantunque rimpatriata jo vi abbia avuto (è scritto sopra n.d.a.) mentre sicura rendea/la mia persona compromessa in q.[ue]sto Stato; ed avendo posto in veduta/del Sig:[no]r Ge.[nera]le Gaulous tal cosa, del pure egli, che accompagnato dalla Co-/lonna, condotta dal capitano Gabina, p[er] sicurezza della Strada, che tor-/nava in q.[ue]sta Città con la propria famiglia. La mia/Consorte, p[er] I grandi, e replicati timori connistati è poco bene. Al de-/stino dunque sarà p[er] darmi non potrò jo all’istante pagare./ L’impegno da me dimostrato p[er] lo mantenimento dell’ordine publico p[er] tanti/Mesi, la mia esattezza nella esecuzione di qualunque incarico, l’attuava/insomma al proprio dovere in tutti i rincontri contrastato, ed il passato/assassinio col vicino pericolo di rimaner vittima della furibonda tur-/ma dei Masnadieri, non debbono farmi finali.[ente imprestar la vita che/niun vantaggio recerebbe allo Stato, ovvero io restare in mezzo di una/Strada./Sono quindi supplicarla, per[che] si compiaccia permutarmi quel Governo di Carsoli con altro Governo, ovvero con altro onorevole impiego/e passare il tutto all’intelligenza del Sapientissimo Sovrano//Attendo dunque in riscontro di q.[uest]a mia, che le umilio, accompagnata dalli ( Sopra al margine destro, è riportato il numero “ 31 “ n.d.a.)/più vivi sentimenti del Cuore, le sue determinazioni che vuole ter-/ranno eternam[en]te obbligato, e riconoscente./ In tale attenzione ho la gloria di essere perpetuamente/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Aquila 15 ottobre 1806/Umi[lissi]m]o D.[evotissi]mo ed Obl.[igatissi]mo Serv.[ito]re/ Gio[an] Batt.[ist]a Guarini ( al margine sinistro si legge: “ S.[igno]r Cav.[alie]re D.[on] Dionisio Corsi/Intend.[en]te G.[enera]le di q.[uest]a Prov:[inci]a di/ Aquila” n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig:[no]re, Sig.[no]re, P.[adro]ne Col[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 35 “ n.d.a.)/Vengo in questo momento a recarle la piacevolissima novella/della disfatta totale data dai Francesi/di Fra Diavolo. Quest’assassino disperso con duecento/suoi seguaci avanzi della carneficina di Sora avea/avuto il coraggio di rimenarsi ieri su q.[ues]ste nostre con-/trade funestando i Cittadini per procacciarsi i loro furti, e sul mezzo della giornata di ieri mede.[esi]mo nella/Taverna della Sandra ebbero l’inumanità di espiare,/ ed uccidere due Orefici viandanti. Le bravi Armi Fran-/cesi non lasciarono intanto d’inseguirli Colle bajonette/Questa notte circa le ore sette d’Italia una/colonna Francese del 10. Re.[imen]to di LInea sotto gli/Ord.[in]i del Comand.[ant]e Couche nel n.[umer]o di circa ottanta nel luogo d.[ett]o Valle/Cupa, ha trovato agguantata, e nel punto di prender/riposo l’intera banda di d.[ett]i Assassini. Potrà V.[ostra] S.[ignoria]//Ill.[ustrissi]ma figurarsi l’entusiasmo Francese, senza/dar ne anche tempo alle Guardie bandite di avvi-/sare il lor corpo li han attaccati con tanta preci-/pitanza; che stendendone 70 sul Campo ha Obbligati/i restanti a ricoverarsi in una vicina Casa di Campa-gna. I Francesi non han lasciati di attaccarli./Hanno acceso fuoco alla Casa, la quale in un attimo solo di tempo si è data tutta alle fiam-/me. Un Cappuccino, e due preti, che erano forsi/ i Cappellani di quella infame masnada, sono rima/sti uccisi fra l’incendio. Alcuno non si è salvato/se eccettuar si voglia Fra Diavolo, che senza armi/e con soli sei seguaci si è rifugiato nella/montagna d.[ett]a Creta bianca. Non tornerà però/neppur colla fuga il suo scampo giacché i France-/si gli tengono esattamente le tracce. Dodeci dei sud.[dett]i Banditi, che avevano avuto la sorte di non rima/nere sul campo fra gli uccisi sono stati qui condotti/tra i ferri, ed hanno in quest’istante corsi la/med.[esim]a sorte degli Altri. Sono stati fucilati./Io le partecipo ad V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma in atto di mio dovere, e facendo/la riverenza le bacio la mano/Castel di Sangro 16 8[otto]bre 1806/Divot.[issi]mo Ob.[ligatissi]mo S[ervitor]e Vero ( firma illeggibile comunque dovrebbe essere la firma del Governatore, al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Intend.[en]te G.[e]n[era]le della/Prov[inci]a dell’/Aquila” n.d.a.)//

“ Ill.[ustirssi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col.[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 36 “ n.d.a. e, al margine sinistro, è impresso il descritto sigillo ovoidale di grani due n.d.a.)/Oggi circa le ore venti sette Briganti sono usciti dalla Montagna chiamata della Trinità di spettanza del Tione si S.[anta] Maria del Ponte, e di Terra nera, e si/sono portati in d.[ett]a Terra Nera, villa di questa Giurisdizione, dove per forza/si han preso un somaro, c.r., e l’han caricato di grane, e di frutti di dispensa,/che si han presi parim[en]ti per forza nelle abitazioni di quei Cittadini./Detto somaro han promesso di rimandarlo. Indi si sono ritirati in D.[ett]a Montagna,/che comunica con quel di Serento (sic), dove si suppongono riuniti i/d.[ett]i Briganti./Circa tutt’altro mi rimetto all’altra mia della data direi. Si compiac-/cia rimanere in tale intelligenza, mentre col desiderio dell’onore de’ Suoi ve-/nerati comandi, pieno della Stima più perfetta, passo a ripetermi/i V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Rocca di Mezzo 16 8[otto]bre 1806/D.[evotissi]mo Ser.[vito]re V[ostro] Obl.[igatissi]mo/Ferdinando Palanza Gov.[ernato]re ( al margine sinistro si legge. “ Sig.[no]re Intendente Gen.[era]le dellaProvv.[incia] di (Aquila)” n.d.a.)//

“ Celano 20ottobre 1806 ( al margine destro è riportato numero “ 60 “ e, al margine sinistro, sono impressi i due descritti sigilli ovoidali n.d.a.)I Il Gov:[ernato]re Caporip.[art]o di Celano/Al Sig.nor Intendente Gen[erale] d.ella Prov.[inci]a di Aquila Sig.[nor] Intendente= Sono a parteciparle che sino alla giornata d’oggi risono da Me Ripresentati trentacinque/Briganti per godere della Real Munificenza  frà/questi vi è il Celebre Felice Ruggieri, alias Giovinotto/di Ovindoli, che si presentò ieri circa le ore 22:Nell’istesso punto ne diedi avviso al Sig.[no]r Gen.[era]le in Avezza.-/no, dove attualm.[en]te trovasi./Sento, che si sia Ripresentato anche il famoso Nicola/Paneccasio, Alias Caporale di Cerchio ( vedi qui n.d.a.) al comando.[an]te France-/se, che trovasi in Ajelli./Padre Domizio (1) dopo una trattativa di più giorni, che hà avu=/ta con il Sig.[no]r Gen.[era]le in ord.[ine] al presentare, mi si dice che,/jeri giornata fissata per la sua presenza.ione in Ajelli/fece sentire, che non volea più presentarsi, addu=/cendo vari pretesti, che non era diffidarsi del-/la parola Francese. Io credo con fondam.[ent]o, che tutto//sarà pr prender tempo per sentirsela col suo Ge-/nerale pIccioli./Ho l’onore di essere con tutta stima, e considerazione/Tomassetti Governatore”//

                                          NOTE

  1. Amiconi F. “ Padre Domizio Iacobucci op.cit.”. Amiconi F.:” Parasitt’ il brigante che morì due volte”, Edizioni Kirke, Cerchio-Avezzano, 2015.

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo ( al margine destro è posto il numero “ 72 “ n.d.a.)/sull’ora ventiquattro mi son restituito in q.[ues]to Paese di Rocca di Cambio dove, appena giunto,/ non hò mancato da Persona degna di fede, risapere, che ieri sull’ora quindici, da Celano si diresse p[er] Rocca di mezzo una compagine di Cento cinquanta Fran=/cesi: A Rovere fecero alto, ne restarono in q.uesta Taverna, che resta sulla/via Publica Cento, e cinquanta entrarono nell’indicata Terra di Rocca di mezzo/ delle più minute ricerche n[o]n poterono rinvenire, ritrocedè, dopo breve trat-/tenimento, nell’anzidetta Taverna, la sud.detta partita dei cinquanta, che riunitasi coll’altro si diressero p[er] Serrente (sic), ed oggi, corre voce, che sieno in/Rajano, ne in q.[uest]o tragitto, si è sentito siansi imbattuti con Briganti./Domani mi porterò Celano p[e]r sentire ciocchè potrà didmimil Signor /Marchese Quinzi, che con due Lettere, mi premura andarvi, nel re=/stituirmi qui, mi farò un pregio ragguagliare diruto V.[ostra] S:[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Rocca di Cambio 23 8[otto]bre 1806/Div:[otissi]mo Serv.[ito]r V.[ostr]o Obl[igatissi]mo/Domenico Classetti ( al margine sinistro si legge: Sig.[no] Intendente di Polizia/Aquila “ nd.a.)//

“[…] dal p[ri]mo a N° li 9/Relazioni dei Gov:[ernato]ri sul Brigantaggio nel/num.° di Ottantatre (quasi al centro del foglio è posto il numero” 5 “ inscritto un piccolo cerchio e, più sotto, a destra rilegge: “ C: S. N° 92” n.d.a.)//( al margine destro è posto il numero “ 18 “ e più sopra c’era un rigo di scrittura oramai perduta in quanto il pezzo del foglio è irrimediabilmente deteriorato n.d.a.)/ Il proprietario Gover:[nato]re di qui D.[on] Giuseppe Strozzi fin da quin-/deci giorni fa abbandonò questa residenza p[er] timore delle/masse; e se il mio zelo ed attacca:[en]to al pres:[en]te Governo/mi avesse fatto volontaria:[en]te addossare la Carica di Luog:[otenen]te/affine non fosse restato Conulso il Paese, sicura:[ente] questo sarebbe stato il primo a cadere in Anarchia, Sin qui/ V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma avrà molto bene ravvisare la mia condotta,/se di questa ne resta compiaciuta potrà benignarsi/autorizzarmi con sua venerata Carta per il prosie-/guo, in altre Case, sono in istato/di farne rinuncia/per il solo motivo della diffidenza di sua autorizzazione/Tanto le debbo e con pienezza distica e rispetto col/desiderio de suoi commini la Saluto/Pesina 2 8[otto]bre 1806/Divotissimo obl:igaissimo S.ervito]re V.[otr]o oss[ervatsissi]mo/ [Alessan]dro Sabatini ( vedi qui )( al margine sinistro si legge. “ Sig:[no]r D.[on] Dionisio Cavalier Corsi/Intendente della Provincia di (Aquila)” n.d.a.)//

“ Eccellenza ( al margine destro è riportato il numero “ 30” e, al margine sinistro impresso il più volte descritto sigillo di grani due n.d.a.)/Con altra mia ossequiosissima in dat de’ venti-/due p.[assato] p[rossimo ]mese di Sett.[emb]re, rassegnai a v.[ostra] E[ccellenza] gli eccessi/commessi in q.[uest]a Città della Massa di/Piccioli, e di P.[adre Domizio, nel dì 18 di d[ett]o/mese, col dappiù accaduto nei giorni se-/guenti diciannove, e venti dello stesso/c.[orrent]e distinta.en]te rilevasi dalla succennata/mia d[evotissi]ma, sù di cui non vedendomi/finora onorato di mio preciso dovere d’umiliare l’annes-/so duplicato./E facendole profondissima riverenza mi augu-/ro La gloria di immutabilm.[en]te riprotestarmi/D[i] V.[ostra] E.[ccellenza] Avezzano li 3 8[otto]bre 1806/umiliss[i]mo dev.[otissi]mo Ser.[vito]re V.ostro ob.[ligatissi]mo/Emidio Fasciani ( al margine sinistro di legge: “ Sig[no]re D.[on] Dionisio Corsi/Intend.[ent]e G.[e]nera]le in q.[uest]a Prov.[inci]a/dell’Aquila”/ n.d.a.)//

“ Ill.ustrissi]mo Sig.[no]re P.[adro]ne Col.[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 44 “ e, al margine sinistro, è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/un picchetto di sei Briganti ieri sera giunse in Castel Vecchio Subequo, dando in un’ordine di preparar=/re la razione per cinquecento uomini che dovevano colà calare dalla costa diramano ove/si trovavano. Infatti quel Comune tutto in sconvolgimento gli sta tuttora aspettando a momen=/ti non essendo ancora giunti. Questa truppa imponente minacciato di urina tutta quella /intiera valle, e minaccia Ancor questi conticini Paesi./D.[on] Domenico Corazzini di questa T[err]a circa le ore ventiquattro di jerisera mi denuncio che un tal/Giantommaso Giannangelo di questa Medea, andiede a pigliare in suaCasa due vocali,/di Vino, servibile per quattro Forastieri che passavano qui mentre nel riportagli i/bocali lo avrebbe pagato, come le quattro persone gli avevano detto. Gli diede dun=/que il chiestogli vino, e nel riportargli i locali, gli disse il Pierangelo (è scritto sopra n.d.a.)/che quelle quattro presone erano/Briganti, fra quali gravi un certo Pasticciona dei Navellli,q.[ua]le mandò dicendo la d.[ett]o Corazzini che avrebbe pagato il vino questa mattina, oppure oggi nell’atto dovere/quì ripassare con altri duecento uomini. Essi mi à confessato, e Soggiunto il/Giannangelo da me chiamato, che andavano armati di Schioppo, e nel partire dopo/bevutosi il vino si diressero per la strada che conduce ai Navelli; anzi dissero/loro al med.[esim]o che quale aveva idea di andare con loro nel ritorno gli avreb=/bero portata l’armatura, il che non volle fare il Giannangelo./ Questo popolo è tutto in timore. Io non son Sicuro di vita. Ognuno fugge. Gli Briganti/si avanzano. Deve ripararsi a questo  infausto evento, isolatore delle uma=/ne sostanze. Queste contrade an bisogno di forza, per repellere l’imminenti/pericolo. Egli riponga nel più sollecito impegno di partecipare l’avviso al/Sig.[no]r Intendente, dal q.[ua]le potranno darsi all’istante gli convenevoli ripari, e le/più esatte disposizioni. Io tengo all’ordine altri fedeli Corrieri per partecipar=//glile loro mosse, che faranno per dare. Intanto sono in di avere assertivam.[ent]e/ con parzialità mi Segno/Acciano li cinque 8[otto]bre 1806/D[i] V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma/D.[ivotissi]mo S.[ervito]r e Obl.[igatissimi/Agapito Tosone ( al margine sinistro rilegge: Sig.[no]r D.[on] Silvestro Finocalli/Reg.[i]o G[overnato]re di/ (S.[an] Demetrio)” n.d.a.)//

“ Illustrissimo Sig.[no]re Sig:[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo (sotto al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovale di grani due e, al margine destro, è riportato numero “ 45 “ n.d.a.)/Ne jeri 4, ne oggi 5 del corrente Ottobre in questa Giurisdizione,/di Avezzano, e Paterno vi è stata cosa, che riguardasse l’oggetto/della pubblica tranquillità, che si continua a godere./Finora non ho comunicato ad aver li Rapporti sullo stesso oggetto dai Governatori di Celano, Collelongo, Luco, Civitella Roveto, Scur/cola Magliano, Albe,e Tagliacozzo. Subito che continuerò ad averli; gli umilierò a V.[ostra] S.[ignori]a Ill.[ustrissi]ma./E nel rinchiminarmele diversamente pieno della solita alta stima/mi raffermo/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma/Avezzano 5 Ottobre 1806/ Divotis.[sim]o ed Obl.[igatissi]mo ser.[vitore] vero/Baldassarre Cimino Governat.[or]e ( al margine sinistro si legge. “ Sig.[no]r Intendente della Prov.[inci]a di/Aquila “ n.d.a.)//

“ Celano li 8 8[otto]bre 1806( più sotto, al margine destro è riportato il numero “ 79 “ e, al margine sinistro, è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/Il Gov.[ernatore Caporeparto di Celano/Al Sig.[no]r Intendente Gen.[era]le d.[el]la Provincia/Sig.[no]r Intendente= In punto sù le ore venti mi è pervenuta/dal Colle( è l’odierno comune di Collarmele in provincia dell’Aquila n.d.a.) l’annessa Relaz.[ion]e, che Rimetto a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, on=/de Resta intesa dintutto; prevenendola, che come lo Rifej con altra mia, il Corriere, che si enuncia in d.[ett]a Rela-/zione non è mai più qui, capitato, né dopotutto saperne no-/tizia, per cui non hò avuto il piacere di farlo arrestare./Il Sig.[no]r Bealiu (sic) Comandante lapiazza di Avezzano mica incaricato di chiamare presso dire gli Amministratori diAjello e di/Cerchio, (1) di Rimproverarli per la loro oscitanza in non aver arrestato, il Corriere Bendetto Angelitti(2) e di farli Rimanere/in questa Residenza a disposizione di V.ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma. Io già ho dati/gli ordini opportuni a tale oggetto./Sono con tutta consideraz.[ion]e/Luigi de Marchesi Tomasetti Governatore”//

                                                NOTE

  1. Erano sindaci del comune di Cerchio: Gervasio Continenza e Benedetto Tucceri.
  2. E’ Benedetto Angelitti, alias Chiaverini. Vedi qui.

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[nor]e e P.[adro]ne Col.[endissi]mo (soto al margine destro è riportato il numero “ 80 “ ed, al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/Sù le ore diecisette di questo giorno sette ottobre 1806 è qui pervenuto Benedetto Angelitti ( vedi qui) nativo di questa Terra, e fuggitivo della med[esi]ma p[er] causa/di Omicidio, e che non si era Ricevuto fin dalli 26 Marzo di questo/cor.[ren]te associato colla Massa. Il med.[esi]mo ci ha esibito con ordine/coll’inserzione di una Lettera colla data de 20 Settembre 1806 in Palermo, che contiene La Riconoscenza d[e]l passato Rè, di esser stato dal-/lo stesso addossatogli il commando Ge.[nera]le d[e]lle tre Provincie Abruz-/zo prescrivendosi di farlo pubblicare sul Momento. In atto, che/ci ha esibito l’ord.[in]e sud.[dett]o, ci ha asserito, che fra due ore sarebbe/venuto il d.[ett]o PIccioli colla Massa di Mille, e sei Cento Per-/sone p[er] castigarci, se ordivano al d.[ett]o Benedetto ( Angelitti n.d.a.) Cor.[rie]re/ ciò è stato cancellato n.d.a.), che praticassimo all’altro Car.[rie]re parim.[en]ti spedito dal d.[ett]o Pic-/cioli, che arrestassimo con.[orm]e Lo è stato. Avendo Rilevato in/d.[ett]o Ord.[in]e di esser stato Ricevuto, e Relatato dalle Uni.[versi]tà disagiano, Colle Armele, e Cerchio temendo d[e]l terrore// minacciatoci nell’espresso Con.[riere di d[ett]a Massa, si è stimato/farsi La Relata, e se gli è Restituito. Le Rassegnamo ad V.ostra S.[igoria] Ill[ustrissi]ma p[er] nostro discarico, e grati a suoi venerati Comman-/di, Le facciamo profonda Riverenza./Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma Ajelli Li 7 ottobre 1806/D.[evotissi]mo, ed Ob.[ligatissi]mo S[ervito]ri V.[ostr]i Io Francesco Del cecato sindaco/Io Vincenzo di Pietro sindaco ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r D.[on] Luigi Marchese Tomasetti/Gov[ernato]re Int.[eri]no della Corte d[e]l Caporiparto/(Celano)” (1).

                                            Note

  1. Il surriportato documento è in parte lacunoso  è chiaro, però, che la carica di “ commando Generale delle tre Provincie  Abruzzo” è stata  addossata, dal fù re di Napoli, Ferdinando IV, ad Ermenegildo Piccioli, e non ad altri, come già qui abbiamo riportato.

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re, e P.[adro]ne Col[endissi]mo ( al margine destro è posto il numero “ 81 “ n.d.a./In punto che sono Le ore diciotto, si è presentato in/questa Terra Benedetto Angelitti della Terra di Aielli,/alias Chiavarino con lettera Circolare, che in sostanza /eccita li Popoli ad Armarsi contro al Governo, ed è fir-/mata detta lettere Circolare da un tal(sic) Ermenegildo Piccioli, che si fà Com[m]andante delle tre Provincie/di Apruzzo, e da Domizio Iacobucci secretario. Hà/circolati molti Paesi, e molti altri ne hà da Circola-/re p[er] esser diretto, a Gagliano (Aterno n.d.a.), Ajelli, Colle (è l’odierna Collarmele in provincia dell’Aquila n.d.a) ., Celano, Per./chio, Avezzano, Cappelle (dei marsi n.d.a.) Scurcola ( Marsicana n.d..), e Tagliacozzo. Da Cerchio il Cor:[ier]e è passatoia Ajellli.La lettera por-/ta la data= Dan quartier G.[enera]le di Pesch’asseroli ( è l’odierno comune di Pesasseroli in provincia dell’Aquila n.d.a.) li 4 8[otto]bre 1806./Tutto passiamo all’intelligenza di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma p[er] n.[ostr]o positivo discarico, perché disponga quello/che crede, e con sicuro Stima ci raffermiamo./Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma= Cerchio li 7 8[otto]bre 1806/ Veneratis.[si]mi, Ob.[ligatissi]mi Ser.[vitori] Veri Li Sindaci di Cerchio(1) ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Capo Riparto di/Celano “ n.d.a.)//

                                        NOTE

  1. I sindaci del comune di Cerchio , nel 1806, erano, come già detto, Benedetto Tuccieri e Gervasio Continenza.

“ Celano 8 8[otto]bre 1806 ( al margine destro è posto il numero “ 82 “ ed, al margine sinistro, è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/Il Gov[vernato]re Caporiparto di Celano/Al Sig.[no]re Intendente Gen[era]le della Prov.[inci]a/Sig.[no]re Intendente= Rimetto a V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma due Rapporti, che in punto mi sono pervenuti uno dei Sindaci di Ajelli, e/l’altro di quello della Comune di Cerchio. Dai medesimi/Rileverà tutto, tragittante ho l’onore di prevenirle, che/già né ho date parte al Comanda.[n]te Beaulieu/sic) in Avezzano, onde Resti di tutto inteso, e disponga il convenevole/stasse in attenz.[ion]e che l’Emissario Angelitti si portasse in/questa Città per farlo immediata.[en]te pervenire nelle mani della giustizia//Sono con ogni considerazione/Luigi de Marchesi Tomasetti Governatore”//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no[re Sig:[no]re P.[adro]ne Sempre Col.[endissi]mo/ ( al margine destro è posto il numero “ 83 “ e, a quello sinistro, è impresso il descritto sigillo ovoidale di grani due n.d.a.)/Ieri che si contavano li sette del corrente 8[otto]bre, circa le ore diecesette per=/venne in q.[ue]sta nostra Terra un Corriere Spedito dal Comandante Ermenegil-/do Piccioli, con una lettera, con la data dei venti 7[settem]bre in Palermo/fir=/mato da Bartolomeo Fortiguerri in dove viene incaricato, che i bravi/Sudditi, e Volontari agiscono al ricovero de Reali Stati, la quale lettera in=/dica contro il presente Governo. Onde per nostro dovere le partecipiamo/ad V.[ostra] S.[ Ill.[ustrissi]ma acciò ne disponga l’occorrente, e con profondo inchino/ci dichiariamo veri Servitori./Colle Armele li 8 8[ottobre] 1806//D[i] V.ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Devotis.[sim]i Servitori veri Obl.[igatissi]mi/Li Sindaci di Colle Armele ( al margine sinistro si legge: “ Il Si.[no]r D.[on] Luiggi Tomassetti/Governatore in (Celano)” n.d.a.”//

“ Li Sindaci e Deputati del buon Ordine di Ajelli/Al Sig[no]r governatore Caporiparto di Celano ( al margine destro è riportato il numero “ 84 “ ed, al margine sinistro, è impresso il descritto sigillo ovoidale de mani due n.d.a.)/Ieri otto del corrente ottobre 1806 sù, le ore ventuno in circa/si portò in questa Terra Felice Ruggieri alias Giovanotti di/Ovindoli (1) con altri quindici Omini di Massa armati. Appena/giunto chiede conto del Corriere spedito da Piccioli con or-/dine, Conforme  fù Rassegnato ad V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, nella credenza/che l’avessimo arrestato, per cui disse esser venuto a ca=/stigarci. Fà disingannato d non averlo arrestato, e di aver-/lo disbrigato. Ricredutosi di ciò si incamminò verso la/Piazza, in dove avendo Rinvenuto D.[on] Fortunato Berardi (2), / Giuseppe Delpinto(3), di questo Luogo, fece arrestare Li med.[esim]i/Indi si condusse in casa di D.[on] Baldassarre Maccallini (4), m/avendola trovata serrata disse volerla aprire a/forza. Essendosi affacciata dalla finestra la di colui Mo-//glie D.[onn]a Restituta (5), e dettogli, che non vi era il di Lei Marito, non/gli fece menoma violenza Ricondottosi nel lUogo ove stava=/no arrestati Li prede.[ett]i Berardi, del pinto, avendogli costoro fatte/premure di sapere La causa del Loro arresto, gli Rispose, che il Berardi aveva somministrata la mozione a tredici Soldati/Francesi, che molti giorni addietro avevano qui transitati,/il Delpinto all’incontro aveva sparlato di esso Felice Ruggieri./In saputo di ciò il Berardi si discaricò facendoli notare costare, Li Tredici Soldati Francesi La mozione dall’Aquila/Le portavano in Avezzano carica a due somari c.r.,e ad al=/tri due caricato Le Muraglie, e simili.[en]te il D[e]l Pinto di non aver/giammai sparlato di Lui, Li fece porre ammende in Libertà, ed/il Berardi dove darli darli docati dieci. Tra li detti quindici/Omini, che Lo stesso portava vi erano due Naturali di questo/Luogo, cioè Giuliano il d.[ett]o Giuliano Ia-/cobucci, giacche Costui gli aveva fatto il Rapporto, che il Berar=/di aveva somministrata un Salma di mozione ai pre-/detti Soldati Francesi, Successiva.[en]t La pregata D.[onn]a Restituta si portò di Persona a/trovare il predetto Rugieri=/p[er] Risapere cosa pretendea/dall’espressato diLei Marito d.[o]n Baldassarre. E come chè/il d.[etto D.[on] Baldassarre essendo stato tempo addietro arre-/stato//stato(sic) dallo stesso insieme col Cavalllo/che seco portava, essendogli riuscì( la margine destro è riportato il numero “ 85 “ n.d.a.)/to fuggire, e Rimastogli il Cavallo, gli aveva poi rimandato il med.[esim]o/con condizione di dovergli inviare docativenti:Ma non avendo=/glili mandati sino a quel punto, pretese che avesse dovuto dare sedici pezzi de noci carlini cioè carlini dodici p[er] ciascheduno Omo/di d.[ett]a Comitiva, che furono ristretti poi a docati otto, che parim.[en]te d.[ett]a/D.[onn]a Restituta Li sborsò. Indi se ne partì Intimando di stare at-/tenti ad eseguire gli ordini del prefetto Piccioli, perché esso gli sa-/rebbe stato sempre sopra, e s’incamminò p[er] la strada detto di Mosciano(6), che conduceva in Cituro (7) verso Gagliano (Aterno n.d.a.); ed in atto che partì L’altro Naturale di questo Luogo Felice Antonio Angelitti ( vedi qui n.d.a.)gli disse, che/era un Coglione, facendo intendere, ch’essi Loro si erano con lui ac/compagnato, onde avesse trucidati Li migliori Cittadini; ed esso Rugieri/gli Rispose, che doveva vergognarsi, e riflettere, ch’era Cittadino./Le Rassegnamo per ciò ad V[.ostra] S.[ignori]a Ill.[ustrissi]ma, mentre disposti a suoi ve=/nerati Commandi, Le facciamo profonda riverenza/Di V[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma Ajelli Li otto Ottobre 1806/D.[evotisssi]mi, ed Obligatis[si]mi S.[ervitori] Veri/Io Vincenzo Di Pietro Sindaco/Franc[esc]o Del Cecato Sindaco/Fran[cesco]Macerola Deputato del buon Ord[in]e/Antonio Maccalli[ni] Deputato(al margine sinistro è stato impresso il sigillo municipale dell’Università di Aielli n.d.a.)/

                                           NOTE

  1. Amiconi F.: “ Felice Rugeri alias Giovanotti d’Ovindoli Insorgente ( 1760?-1807) “ Terremarsicane, Polvere d’Archivio, 2025.
  2. Fortunato Berardi originario del comune di Gioia dei Marsi e residente sin dalla fine del XVIII secolo nel comune di Aielli. Questi è il padre di Enrico (1801.1860) Deputato, nel 1848, nel primo parlamento del Regno delle due Sicilie ,e, nel 1861, nel primo parlamento del Regno d’Italia. Amiconi F.: “ La Carboneria Cerchio op.cit.”.
  3. Giuseppe Del Pinto, capomassa del comune di Aielli nel 1799. Fu iscritto nella vendita carbonara del comune  di Aielli: “[…]50. Del Pinto Giuseppe- Negoziante – Carbonaro[….]”. Amiconi F.: “ La Carboneria a Cerchio op.cit.”.
  4. Maria Restituta D’Amore, nata a Cerchio il 2 settembre 1774 dal ricco proprietario Anselm’Antonio e Rosa Felicia d’Amore.
  5. Località posta a sud del comune di Aielli ove è ubicato l’omonima fonte abbeveratoio ed il ristorante “ Il Casale”.
  6. Località posta a Nord del comune di Collarmele dove è ubicata l’omonima fonte abbeveratoio.

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo( più sotto al margine destro è riportato numero “ 86 “ e, al margine destro, è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/Ieri sera allora 24 ricevei sul venerato riscontro/di V[.ostra] S.[ignoria] Ill.[Ustrissi]ma; e nell’istesso punto spedii Persone/di mia confidenza per la volta di Forca di Penne, e/per quella di Popoli. Nel momento che scrivo son/tornate le med.[esim]e, e dai loro detti ho venuto a risa=/pere, che a Forca di Penne stia una Massa di dugento Briganti, col P.[ad]re Domizio, de quali porzio=/ne, che ne sia andata alle Ville di S. Lucia, per portarsi poi questa sera a Castel del Monte (1) di=/stante da q.[uest]o Luogo circa otto miglia: che nelle/svolte di Popoli (1( vi siano rimasti di osservazione/pochi Ladroni della Massa del Capo Bri=/ganti Piccioli, i quali visitano tutte le Persone/che per d.[ett]o Luogo fanno passaggio. Tutto que=/sto i è riuscito raccogliere dai Riscontri presi/mi giova pure in questo rincontro far presente/a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, Che gira per la Prov.[incia] un/Corriere de’ Navelli, il quale inosservato/si porta per li Paesi per radunar Gente/della devo.[ion]e di d:[ett]o Capo de Briganti Piccioli//Detto Corriere nella giornata de’ 34 dello Scorso/Settembre si portò in Collepietro, dove siede tut0/ta la giornata, dietro di che mancarono di/d.[ett]o Luogo quattro Individui, che ora si sentono/colla massa del noto Brigante Piccioli. Le no=/tizie più esatte sù questo particolare potrebbe=/ro aversi dal Gov:[ernato]re de Navelli, al quale, potebbe/riuscire di risapere il nome di d:/ett]o Corriere, per quin/di poi farlo arrestare. Ho pure anche rilevato che altre estemporanee notizie,/che li Briganti abbiano disarmato le vIlle,/che presente.[en]te si trovano in Ofena./In questo Paese vi sarebbe necessario un qualche distacam[en]to Francese onde impedire, in unione de Galantuomini che sono tutti intenzionati/à difendere la loro Padria, le mozioni de Brigan=/ti, i quali per quanto ridice, vogliono qui/venire.La Moniz.[ion[e di Guerra manca, come pure/le armi di tutto Calibro, e per questo ognuno sta/in Costernazione. Questo, e quanto debbo rap0/presentare a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, e nelll’aspettativa/de suoi oracoli per mio regolamento, con sensi della più alta, e decisa stima// passo. Ripetermi ( al margine destro è posto il numero “7” n.d.a.)/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Barisciano 8 8[otto]bre 1806/Dev.[otissi]mo Serv.[ito]re V.[ostr]o Ob.[ligatissi]mo/Andrea Costanzi Gov.[ernato]re ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r D.[on] Dionisio Corsi/Intend.[ent]e Gen.[era]le/nell’Aquila” n.d.a.)//

                                            NOTE

  1. Famosa località abruzzese in quanto qui si svolge la nota e avvincente gara automobilistica: cronoscalata Svolte di Popoli (AQ):il 10 agosto 2025  è avvenuta  la 63^ edizione.

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne V.[ostr]o Col.[endissi]mo ( sotto al margine sinistro è impresso il descritto sigillo ovoidale di grani due e, al margine destro, è posto il numero “ 92 “ n.d.a.)/Porzione della massa del brigante Frà Domi-/zio seguita a stare a Forca di Penne/ed a Cannatino dalla parte verso la Cervara./La maggior parte degl’Individui di d.[ett]a Massa/sta senz’arma, e ciò si rileva dalla pre=/mura con cui vanno cercando per li/Paesi ove si portano. Lunedì a sera della corrente/settimana a notte avanzata lo stes-/so si presero/Sei Fucili. Senti pure, che d:[ett]a Massa vada/di giorno in giorno Crescendo, per cui convie-/ne in tutti li conti di farla distruggere, co’/opprimere da un forza imponente que-/ste notizie saranno date a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma con/più distinz.[ion]e, e chiarezza dal Latore della/presente D.[on] Filippo Carli, il quale all’og=/getto si porta in cod/esta CittàTanto mi. Occorre significare per ora a/V[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, e con ciò ripieno della più alta, e decisa stima mi dò l’onore riprotestarmi/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma Barisciano 9 8[otto]bre 1806/De.[votissi]mo Servid[o]r V.[ostro] Obl.[igatissi]mo/Andrea Costanzi Gov[ernator]e ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r D[on] Dionisio Corsi/Intend:[ent]e Gen.[era]le della Prov.[inci]a di/Aquila” n.d.a.)//

“ 1806 (sopra, al margine destro, è posta una vistosa cancellatura e, a fianco è impresso il descritto sigillo ovale di frani due n.d.a.)/da 16 7[settem]bre ( è scritto sopra n.d.a.) a t[ut]to il mese/Relaz.[io]ni de Gov:[ernato]ri p[er] i Briganti/con Relazioni n[umer]o settantasette e più sopra, al centro, è riportato il numero “ 6 “ circoscritto da un piccolo cerchio n.d.a.) C.S. B//“ Ill.[ustrissi]mo Signore P.[adro]ne Col.[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 2 “ n.d.a.)/In riscontro di quanto V.[ostra] S.[ignoria] Illl.[ustrissi]ma brama Sapere, debbo Rasse=/gnarle come q.[ue]sta Uni.[versi]tà vive in perfetta Calma: Quanto poi/alle vicende disagiano, altro non posso dirle, che q.[ue]sta matina/in circa le ore dodici son per qui passati circa sessanta/Uomini, provenienti, da quel Comune. Ed altro di positivo/non le posso dire, non avendoci i Corr[ie]ri, Spediti Saputo appurare altro, che in Gagliano Si seguitino a Sentir de Rumori./In /Riguardo poi agl’ord.[in]i, che a mo-/menti verrà l’incaricato per la formaz/ione de quartierini, deb-/bo Rassegnarle, che qui non vi è altro Comodo per d.[ett]i alloggi, che il Palazzo del Sig:[no]r March.[es]e Dragonetti, l’Oste-/ria, ed una chiesa a q.[ues]ta contigua. Me venendo il d.[ett]o/incaricato, disporre Egli le Cose alla meglio che si potrà/Tanto le debbo, e coll’onore di altri suoi Comandi, passo/divotam.[en]te a Rassegnarmi/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma Campana 16 7[settem]bre 1806/umilis.[im]o Obb[ligatissi]mo S.[ervitor]e Vero/Gio.van]Pasquale Galeota Luog[otenen]te In (al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Tenente C.[olonne]llo March.[es]e Quinzi” n.d.a.)//

2 Eccellenza ( al margine destro è posto il numero “ 3 “ n.d.a.)/Siamo qui a Rocca diMezzo, dove con vostro disposizione non possiamo trovare la gran truppa de’ Briganti; si vocifera che siano a Celano e più avanti; ma non ancora ne siamo assicurati/sono le 24 ; Noi attendiamo d[e]gli Ord.[in]i dal Com:[andan]te delle altre Colon=/ne, per marciare, con ansietà. Abbiamo prese tutte le disposizioni,[….]nità questi Paesi non, possono formare altro Corpo de’ Briganti,/dopo il nostro Passaggio. Questo è tranquillo, c.[om]e lo è in Rocca di Cambio:/ma non han lasciato in parte di Somministrare nascostam:[en]te de’/viveri ai Briganti.

Noi facciamo le Ricerche più minute per l’ester-/minio di que’, che al p[rese]nte si sono mostrati Ribelli al Gov[ernato]re= Io ho lasciato degli Ord.[in]i forti a’ Parrochi, e Gov:[ernato]ri accio Continuam:[en]te predi-/chino la quiete. Intanto si assicuri ( è stato corretto n.d.a.) del mio dovere, e dell’attenzio-/ne nell’eseguire gli Ord.[in]i che mi ha partecipati: Con t[utt]a la stima/e Rispetto le bacio le mani/Divot[issim]o V.[ostr]o Ob.[ligatissi]mo/Angelo Piccioli di Carapelle”//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col.[endissi]mo/Adì 17 Sett.[em]bre 1806 ( al margine destro è posto il numero “ 4 “ e, a quello sinistro, è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/Si è risposto, lodando il/Zelo, ed il Coraggio (è scritto da altra mano n.d.a.)/Tre miglia qui distante abbiamo l’avanzata dell’infame orda di/Piccioli. Il posto degli Armiggeri che custodi[sco]no il passo di For=/ca (1) è disperso. Uno di essi è tornato in Pescina, dicendo che/gl’altri sono andati a riunirsi in Gagliano (Aterno n.d.a.) dove è il centro di tutti li Briganti Scortati dal famoso Piccioli. Qui sono/in Armi cinquanta valorosi Giovani decisi per la commune/difesa, all’incontro si vedono troppo disuguali di forza, per/cui nel resto della Popolazione, e ne vicini Paesi tutto, ispira/lutto, e costernazione. Dia dunque V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma le disposizioni/che d:[ett]e cinquanta Persone Armate siano da qualche piccola forza/diLinea, Scortat, oppure da qualche Guardia Civica de vicini/Paesi, mentre, essi son determinati non solam.[en]te. Sostenere una/valida difesa, ma ancora portarsi liberare dall’assedio quellpiccola Armata rinchiusa nel Castello di Gagliano//con tutti stima, e rispetto sono costantem.[en]te/D[i] V.ostra S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Pescina li 16 7[settem]bre 1806/D.[evotissi]mo Obli[gatissi]mo Ser.[vitor]e/Giuseppe Strozzi Gov.ernator]e (al margine sinistro si legge: “ Sig.[nor] D[on] Dionisio Corsi/Intendente della Gov.[ernato]re(Aquila)” n.d.a.)

                                                NOTE

  1. E’ la famosa e temuta Forca Caruso. Valico dell’Appennino abruzzese in provincia dell’Aquila che mette in collegamento la valle Peligna e Subequana con la piana del Fucino e la Marsica. Il passo si trova a un’altitudine di 1.100 metri s.l.m. e ha sempre rappresentato una storica posizione  “di frontiera”. Tristemente famosa per essere stata sempre, sin dall’antichità, ricettacolo di malfattori, briganti, assassini: tutti avevano timore di passare in quel luogo spesso teatro di episodi cruenti. Non distante, sul monte Coppetella, si trova oggi il parco eolico del comune di Collarmele, impianto di produzione di energia elettrica realizzato nel 1998: è uno dei più grandi parchi eolici d’Italia.

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re, Sig.[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 10 “ e, a quello sinistro, è impresso il sigillo ovale più volte descritto di grani due n.d.a.)/circa l’ora di mezzogiorno ieri mi pervenne una sua u[lt]ima della data de’ 14 cor.[ren]te,/e passar subito ad occupar quella dello Stato di Rocca di Mezzo, con esibire le lette-/re rmessemi, cioè una al Sg.nor Gualtieri, che la sta esercitando; e l’altra al Sig.[no]r Te-/nente Col[onnell]o Quinzj, che comanda La Truppa situata in punto. V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma con tale sceltami ha ricolmato di quell’onore, di cui mi conosco/immeritevole. Ogni semplice suo Cenno è bastante a richiamarmi all’osservanza dei miei/doveri. Io mi farò una Legge inviolabile il corrispondere alle salutariSue mire;/M’investirò di tutta l’attività, e zelo contro di chi ardisce d’insorgere contro L’ottimo attuale Governo, a cui darò quelle riprove di fedeltà, che le giurai./Non sono partito all’istante pel sud.[dett]o destino, per attendere riscontro alla mia, che le Umiliai, circa i fatti di Gagliano. E siccome nel riscontro sud.[dett]o, pervenutomi jeri/alle ore ventidue, mi comandava V[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma di spedire Soggetto di Confidenza/per gior-/nata di ieri quasi a tutte le ore, esser più, e diversi punti non avendo mancato/spedire riservatam.[ent]e soggetti di fiducia, per appurare le mosse del Nemico mi è riuscito risapere quanto sono per dettagliarle.//Ermenegildo Piccioli de’ Navelli, ed il P.[ad]re Domizio ( Jacobucci n.d.a.), Religioso del Terz’Ordine di/S. Francesco, col nome di Fra Diavolo, antico Capomassa, alla testa di circa settan-/ta Briganti fra quali vi erano circa quindici Individui di Secinaro, presi la/sera innanzi nella di Loro Montagna, dove stavano facendo il Carbone, e molti altri/armati di soli pali di Legno, la mattina di Domenica prossima scorsa circa le ore/ nove assalirono all’improvviso il Gran Maggiore delle Guardie Provinciali con la/sua Truppa nel Castello di Gagliano. Il med.[esi]mo con la sud.[ett]a Sua Truppa ritirò il Pon-/te del Castello si rinchiuse, e fortificò dentro del med.[esi]mo, dove si trova nella sorpresa/Da Briganti vi fu posto L’assedio; Uno di essi di Casa Vacca di Gagliano tentò di/scaliare il fossato di d.[ett]o Castello, per rompere con accetta La porta del med.[esi]mo, ma/rimase ucciso da una fucilata scagliatagli dal di dentro del Castello. Intimando/la resa di d.[et]o Castello, quale gli venne negata, mentre in d.[ett]o Castello esisteva, grano, vi-/no, ed acqua./In d.[ett]o giorno, ed in più ore si fece fuoco dall’una all’altra parte, senza però offen-/dersi. Lo stesso si continuò Jeri./Il surriferito P.[ad]re Domizio dopo il mezzodì dell’istesso giorno di Domenica uscì con la scortato/da un’altro Brigante verso Goriano Sicoli per riunire Masse. Nella notte seg.[uen]te le med:[esi]me dentro Gagliano, e sopra la di lui Montagna si accreb-/bero a circa cento cinquanta, fra Gaglianesi ed altri dello Stato di Celano, alla Vallata di Solmona./Il Sud.[dett]onP.[ad]re Domizio non ancora si è ritirato, e vi aspetta con altre Masse da Pacento, Bugnar, ed altri Paesi della sud.[dett]a Vallata/Sono riuscite delle partite per restringere arme, e viveri da Paesi circonvicini./Alzano voci allarmanti in tutti i momenti per, sollevare le Popolazioni, Minac-/ciano di accrescersi, a suo si numero per far incursioni negli altri Paesi, e per portarsi in Cod.[es]ta Città, aprir le Carceri, e commettere altri eccessi./Jeri innanzi a d.[ett]o giorno di Domenica fra d.[ett]e Masse, riunite nella Montagna di Serente (vedi qui n.d.a.)/vi fu un falso allarme per cui le med:[esi]me si erano quasi dissipate, ed al Pic-/cioli furono riunite. Da quest’azione qual misurarsi il loro valore./Rilevai ancora, che Jeri circa le ore ventina giungessero nella Terra e’Navelli circa/cinquanta Soldati a Cavallo del n.ostr]o Augusto Sovrano, che Iddio feliciti, e che si a-/spetti anche Truppa maggiore. Tale consolante notizia ho procurato pubblicarle/per animare questa Popolazione, e scoraggiare chi pensasse insorgere./In tale Stato di cose non ho stimato appartarmi da questa Giurisdizione prima del ri-/scontro di V.[ostra] S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, da cui attendo gli oracoli. Fontecchio 16 7[settem]bre 1806/D.[evotissi]mo Ser.[vitor]e, V.[er]o/ (al Margine sinistro si legge: “ L’espresso parte alle ore sei della notte” n.d.a.)/Obl[ligatissi]mo/ Ferdinando Palanza Gov.[ernato]re ( al margine sinistro si legge. Sig.[no]r Intendente Gen.[era]le della Prov.[inci]a di/(Aquila)” n.d.a.//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col[endisssi]mo ( al margine sinistro è posto il numero “17 “ e, al margine destro, è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/sul far del giorno di Domenica prossima scorsa li 14 dell’andante Mese di Settembre nel/mentre il Gran Maggiore Moscati colla Truppa de’ Gendarmi, e de’ volontari ascritti alle Guardie/Provinciali disagiano nella Casa dell’Ill[ust]re Principe Barberini Colonna di Sciarra/detta il Castello, per L’oggetto a V.[ S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma ben noto, fu d.[ett]o Castello assalito improvvisamente/dalle Masse de’ Briganti comandata da Ermenegildo Piccioli de’ Navellli. Per disposizione però del sud.[dett]o Gran Maggiore si chiuse sul momento intera.[en]te La porta si alzò il grande/elevatoyo, che introduce nella medesima, e S’incominciò un vivo violento fuoco della Truppa in tutte le aperture di quel Castello, e da’ Briganti ne’ posti, che avran presi nelle strade, ed in altri/siti intorno al Castello, dove non entrarono sulle prime i Briganti, né potero-/no entrare in Seguito perché protetta dalle fucilate della Truppa; ma riflettendo, che i med.[esi]mi/avrebbero potuto risapere quanto da me si era operato, e riferito Contra di lor, e che ne ha/nella seguente col beneficio dell’oscurità dell’aria avrebbero potuto comodamente penetrarvi,/per non rimaner barbaramente sacrificato da Gran Maggiore fece girare una scala nei fossi, dove scese con una fune/su/mezzo delle Grata sud.[dett]a mi riuscì, ma non senza serio pericolo che li armigeri armati di fucili e provvisti di mo/nizioni. Entrato ivi dentro mi disse generale.[en]te, che per ordine di Piccioli Comandante della Massa, si era pubblicato un bando per quel Paese, asciò ognuno si fosse armato per Ferdinando IV di loro legittimo Sovrano, e che dietro tale mano un copioso numero di Paesani si/era allontanato al di loro partito, marciando con Coccarde rosse ne’Cappelli: cose, che//non aver io inteso, né avvertire rispettivam.[en]te nella Corte, attese Le di lei basse situazione, e/per non essermi potuto affacciare. In quel giorno poi circa la Sera sul supposto forse, che giungesse del rinforzo alla truppa vi fu dato a q.[ues]ta T.[er]ra su alterne, e si sparò per lun-/go tempo La campana della Parrocchiale Chiesa [suonò] a martello/Si Seguitò intanto a far fuoco continuo dall’una dall’altra parte, e nel Segno che giorno/di Lunedì Si videro che varie Strade delle Orde di persone armate venirsi ad unire ai Bri-/ganti entro Gagòiao/or riflettendo il sulllodato Gran Maggiore, che il numero della Massa il quale si volta già ascen=den=/te= quattrocento e più Individui originarj di Navelli, di Celano, di Aschi, di Cerchio, di Magliano (dei Marsi n.d.a.), di Bugnara, di Poggioli, d’Introdacqua, di Pacentro, di Goriano Sicoli,/ e di Gagliano stesso, Sempreppiù si aumentava, e vedendo dall’altra parte, che altra Truppa/menava ogni genere da bocca, e specialm.[en]te il pane, e il vino, e che in quest’abitazione po-/tea entrarsi facilm.[en]te pensò di far una sortita e Ritirarsi, ed io col Mastrodatti e/li armigeri sud.[dett]i risolvi Seguire La barbarie di quei scelerati; Lasciando in abbandono tutti le mie/robbe. Si sortì difatti Sulle ore cinque della notte dietro delle Seriissime disposizioni/date da/ripetuto Gran Maggiore, e sebbene si dovesse uscire insieme alla suddi-/visata Casa dei Vacca, e passare per necessità fra varie sentinelle, e Posti de’ Nemici,/si giunse qui sulle ore Sedici di più Senz’alcun Sinistro avvenimento./Per quanto si potè rilevare dalla voci alza da’ Briganti rimasero Sei di Loro morti in/Gagliano, e nove o dieci feriti, e della Truppa furono tre soltanto feriti non grve-/mente, cioè il Tenente Lombardi, D.[on] Beniamino Vicentini, ed un alto Individuo delle/Guardie Provinciali di questa Città./Rassegno a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma per atto di mio dovere tutto ciò facendole nel temp stesso pre-/sente, che il mio Ritorno per ora in questa Residenza di Gagliano esporrebbe Sicura-/mete la mia vita ad un evidente pericolo./Mi auguro intanto L’onore di molti Suoi Stimati comandi, e con sentimenti di//rispetto e di stima passo a ripetermi ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Colonnello D.[on] Dionisio Corsi Intend[en]te/Generale di q.[ue]sta Provincia di/ (Aquila)” n.d.a.//

“ Ill[.ustrisssi]mo Sig[.no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col[endissi]mo ( al margine destro è riportato numero “44 “ ed, al margine sinistro, è impresso il descritto ovoidale sigillo di grani due n.d.a.)/In rapporto all’insorgente de’ Briganti comandati da uno/de’ Figli Piccioli (Ermenegildo n.d.a.), e da un tal fra’ Diavolo di Scurgola (1), che/si erano avvicinati fino a Magliano ( dei Marsi (AQ) n.d.a.),come mi diedi l’onore/riferire con l’altra mia, Debbo Sogiugnerle, che ieri,/che si contavano i 20 del corr.[en]te mese di 7[settembre], mi fù denun=/ciato dagli Amministratori della Terra del Tufo (è l’attuale frazione del comune di Carsoli in provincia dell’Aquila n.d.a.), Luogo annesso a /questa mia Giurisdiz[ion]e, che cinque Individui della med.[esim]a/ per nome di molestino Olivieri, Ferdinando Olivieri, Simeone del Frà, Luigi del Frà, e Luigi d’Eustacchio, si avevano poste/la Noccarda Rossa, ed ad, ed ad alta voce avevano detto, volere/andare alla Scurgola, ad unirsi con le Masse di Frà Diavolo (Padre Domizio Jacobucci n.d.a.),/come fecero a nulla essendo giovate le preghiere fattegli dalla gente da bene di quel Luogo, e  questa mattina, che in d.[ett]o Paese di Scurgola ricorreva la fiera di/S. Matteo (1) sono stati venduti da alcuni Naturali di q[ues]ta Terra/del Peschio , parimenti con la noccarda Rossa al Cappello, unirsi/con altri Briganti, fra’ quali vi è anche un tal Francesco/Ippoliti, alias Botella di q[uesta] Terra del Peschio, che da più/tempo a q.[uesta parte si trova assente dalla med.[esim]a per timore di non essere arrestato per delitti di fatto./Questa sera istessa col ritorno del balivo di q.[ues]ta Corte, per nome//Domenico Di Pietro, che si era mandato in giro, per questo/Stato con ordini Circolari, mi hà riferito, che nel portarsi/nella sud.[dett]a Terra del Tufo, ieri hà veduto i Sud.detti sei Individui, con la Coccarda Rossa al Cappello, minacciandolo, che/se un altra volta ardiva porte Ord.[in]i del nostro Augusto/Sovrano Gius.[epp]e Napoleone Primo, l’avrebbero sicuram.[ent]e fucilato. Mi hà, inoltre riferito esso Balivo di avere inteso da quelli Mag[nifi]ci/Amm[nistrato]ri del Tufo, e di Pietrasecca, altro luogo annesso a q.[uest]a/Giurisdiz.[ion]e, che li sù riferiti sei Individuj avevano fatto/buttare in d.[ett]e Terre prepontem.[ent]e, e con minaccie un bando/che’ tutti i Naturali avessero esibite a Loro le Armi, e/chiunque voleva prender parti si avesse posta la/Noccarda Rossa indi andarsi ad unire con l’altra/Massa lasciata in Avezzano, senzachè Niuno però de’ Natu=/rali avesse acconsentito./Per atto del mio indispensabile dovere partecipo tuttociò a V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma, affinchè si compiaccia dare gli Ord[in]i corrispondenti/per il pronto gastigo de’ med.[esim]i ad oggetto di non fare/infettare, con le loro persuasive le altre Popolazioni/giacchè a me non riesce dare che quei passi, che si dovrebbero/per l’arresto dei med.[esim]i, attesa la Forza, che mi manca/anche per essersi i rei Famigli di q.[uest]a Corte fin da jeri/licenziati sul motivo, che non sapevano, chi doveva paga=/re le loro mesate; E riprotestandole sempreppiù l mio/abbittuto ossequio, con piena stima, rispettosa.]ent]e passo al/baggio /sic) dell Mano/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma/Pesco Rocchiano(3)  21 7[settem]bre 1806/Divot.[iss]imo S.[ervito]r Vero Ob.ligatissi]mo/Luigi M.n di Girolamo Gov.[ernator]e (al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Intendente della Prov.[inci]a di/ (Aquila)” n.d.a.)//

                                           NOTE

  1. E’ il più volte citato Pare Domizio Iacobucci di Aielli, frate cappuccino presso il monastero di San’Antonio di Scurcola Masicana in provincia dell’Aquila, soprannominato come il notissimo Michele Pezza di Itri, Frà Diavolo ( vedi qui). Amiconi F.: “ Padre Domizio Iacobucci alias fra diavolo ,“Terrremarsicane, Polvere d’Archivio, 2025.
  2. E’ una storica fiera ancora in auge intorno al 21 settembre, nel comune di Scurcola Marsicana (AQ) Legata al Patrono del sopracitato e ridente paese marsicano, San Matteo.
  3. E’ l’odierno paese di Pescorocchiano ora in provincia di Rieti,

“ Eccellenza ( al margine destro è riportato il numero “ 48 “ ed, al margine sinistro, è riportata una scritta posta diagonalmente: “ Duplicato” ed impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/Vengo a Rassegnare a V.[ostra] E.[ccellenza], come io ho comunicato/sempre di concerto col Sig.[no]r D.[on] Aurelio Mat-/tei ( 1) per la sicurezza di q.[uesti] luoghi./ Il Sud.[dett]o Sig.[no]re Cavaliere con di lui replicate relazioni/le passò a notizia che la pubblica Tranquillità era/minacciata in q.[uest]i Luoghi da una massa comandata da Piccioli , e Padre Domizio, che si avvicinava dalla volta di Gagliano, e lo era altresì dalla Massa,/che sotto il Comando del così d.[ett]o Fra diavolo (vedi n.d.a.) si era avanzata/Sino a Sir; per cui si chiedeva della for-/za per la conservazione del buon ordine./Questa Comune rimase tranquilla sotto gl’ord.[in]i di/esso Sig.[no]r Cavaliere Mattei, che vera alla testa della/Guardia Civica, quando improvvisamente nel giorno/di Giovedì diciotto dell’andante mese di età.[emb]re/circa le ore ventuno L Massa di Piccioli e P.[ad]re Domizio piombò s.[opr]a di Avezzano. Si fece dal red.[ett]o Sig.[no]r Cavaliere con quei pochi, che erano/ decisi per l’attuale Gov.[ern]o qualche resistenza ma/li med.[esi]mi non ascendevano che a dodici in circa/ a fronte di una Massa, che si crede di circa duecen-/to Uomini. Guadagnata la porta si S. Francesco che fù aperta/da malintenzionati, si ritirarono li pochi soggetti//di fiducia, che uniti al di loro Capo si erano fino allora/sostenuti, e procurarono di campare le loro proprie vite/nascondendosi. Li buoni si chiusero nelle loro Case,/e La sud.[dett]a Massa dato il guasto, ed il saccheggio alla/Casa, e Scuderia di d.[ett]o Sig.[no]r Cavaliere Mattei, ed alla Casa di D.[on] Vincenzo Minicucci, verso le ore/ventiquattro, uscendo da q.uest]a Città dalla porta di S. Bar-/tolomeo, che alla parte di dentro era  stata pure/aperta precedente frattura della Mascatura/del Catenaccio, se ne partì, prendendo la direzio-/ne di Luco ( dei Marsi n.d.a.). Io mi diressi nella mia Casa senza mai uscirne, e/di quelli che si erano dichiarati partigiani dell’/attuale Governo, alcuni pensarono di fuggire, q.[uest]o incontro, altri/veleggiarono delle barche per/rifugiarsi sulle acque del Lago Fucino(2), altri/si portarono nelle Casette di Campagna, e qual-/ch’uno che non si era compromesso restò nella propria Casa./Il basso popolo intanto s’inferociva, ed allarmato/dalla massa di Piccioli, e P[ad]re Domizio fù obbliga-/to a mettersi La Coccarda Rossa al Cappello, co-/me effettivamente avvenne; ed il distintivo della/coccarda Rossa fù generale per timore di essere/sagrificato al furore de’ Capi e Massa di Piccioli e P.[ad]re Domizio./Tuttoil Venerdì diciannove di d.[ett]o mese alcuni mal’(intenzionati procurarono di far partito, ed organizzare una Massa; ma riuscirono deboli.[en]te nel dì Lo-/ro disegno, perché la riunione degli avezzanesi/fu di poco numero./Il giorno di//Il giorno di (sic) Sabato venti dello stesso si vociferò l’arrivo ( al margine destro è riportato il numero “ 49 “ n.d.a.)/della Truppa Francese, allora Filippo Toccotelli ( vedi qui n.d.a.), che si era eretto in Capo riunì li di lui satelliti, e corse in Capistrello a chiamare altra massa, che si era riunita da più paesi della Valle Roveto./Venne effettivam.[en]te q.[uest]a Massa in Avezzano, che nel/giorno stesso di Sabato, all’arrivo della Truppa/Francese fù dispersa, dandosi alla fuga./Ieri mattina giorno di Dom.[eni]ca ventuno di d.[ett]o mese/mi presentati al Sig.[no]r Comandante della Truppa/Francese. Esso mi ordinò di prendere de’ Lumi/per risapere le persone che di unita, ed armate/sotto il comando del Toccotelli erano andate in Ca-/pistrello a pigliare per loro aiuto La Massa, che/ivi si trovava./Subito praticai le diligenze, e mi riuscì ai appu=/rarne, sino a Sedici, de’ quali ne passai la not/nominale al prelevato ig.[no]r Comandante, che col Com-/missinato Sig.[no]r Piccioli mi fece intendere, che/jo rimanevo sospeso dell’esercizio di Gov.[ernato]re, sino a/chè avessi con V.[ostra] E.[ccellenz]a giustificata la mia condotta. Io come le ho divotam.[en]te rappresentato, commmi=/nando di concerto col Sud.[dett]o Sig.[no]r Cavalier Mattei, nul-/la ho omesso per la pubblica sicurezza di questi Luoghi ed i sconcerti, che vi sono nati, sono sta-/ti li risultati di una forza imponente alla qua-/le non si è potuto resistere.Non mi credo per-/ciò colpevole in cosa alcuna. Che quando deb-//bo Umiliarle, tuttavia pronto alle sublimi disposizioni, e/venerati comandi di V.[ostra] E.[ccellen]za, immutabilmente mi ras-/segno./D[i] V.[ostra] E[ccellenza] Avezzano li 22 7[settem]bre 1806./Veris[s]imo D.[evotissi]mo Ser.[vito]re V.[ostr]o Ob[ligatissi]mo/Emidio Fasciani ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Intendente Gen.[era]le/in q.[uest]a Prov.[inci]a dell’(Aquila)” n.d.a.)//

                                               NOTE

  1. Amiconi F.” La repressione del brigantaggio op.cit.” Amiconi F.: “  Avezzano durante l’invasione francese (1798-99 e 1806-1813)”, Terremarsicane, Polvere d’Archivio, 2025.
  • Settant’annni dopo, nel 1876, dopo 24 anni di duri lavori fu completamente prosciugato il lago Fucino: terzo lago d’Italia per estensione. Colossale opera per quei tempi fortemente voluta dal banchiere e poi principe Alessandro Torlonia ( 1800-1886) realizzata dai valentissimi ingegneri Frantz Mayor de Montricher, Enrico Samuel de Bermonte ed, infine, Alessandro Brisse. Amiconi F.: “  Storia del lago Fucino-attraverso gli atti delll’Intendenza dell’Aquila “, Terremarsicane, Polvere d’Archivio, 2025.

“ Ill[.ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Sig[no]re Col.[endissi]mo ( al margine destro è posto il numero “ 51 “ ed, a quello destro, sono impressi i due descritti sigilli ovali di grani due n.d.a.)/Nella notte di venerdì p.[rossimo] s.[orso] 17 d.[e]ll’and.[an]te mese si ebbe qui notizia, Che, una moltitudine di gente di Massa era giunta in Scurcola ( Masicana (AQ) n.d.a.), luogo di=/stante c.[ir]a quattro miglia, e che momenti si sarebbe trasferito in/q.[ue]sto luogo. Il timore d.[e]l popolo fù grande tanto Cher alcuni galantuomini stimarono/appartarsi, ma cessò subito che non si verificò la venuta di d.[ett]a gente/ed è ora in quiete per l’arrivo d.[e]la Truppa Francese, per l’allonta=/namento d.[e]lle Masse, sol che qualche di loro unione in num.[er]o di venti/o trenta persone si è porta ne piccoli paesi à poterli in soqqua=/dro, ed à rubarli, come è accaduto in Cappadocia, luogo di q.[ue]sta giu-/risdizione, e si teme, che partendo la Truppa Francese, ci possano le/masse essere sopra. Ieri ricevei lettera d.[e]l Gov.[ernato]r di Scurcola, che d’ordine d.[e] Sig.[nor]e Commann-/dante Francese si fossero colà portati l’Amministratori di q.[e]staUni.[versi]tà, co=/me adempirono sul momento, e mi anno riferito che gl’incaricasse di far ritornare in patria gli galantuomini partiti/In tale circostanze gli Gov.[ernato]ri, ed Am[ministrato]ri d.[ell]e Uni.[versi]tà di q.[ue]sto departo/ anno tralasciato di eseguirsi gli miei ordini relativi à q[ue]lli di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, onde mi avrà per scusato, se non posso per ora obedir=/la./Gli sud.[det]ti Am.[ministrato]ri hanno anche incontrata  difficoltà di contribuire/al pagam.[en]to d.[e]gli Armigeri in servizio d.[e]l Departo senza  L’ordi=/ne, e qui facendole um.[ilissim]a riv.[erenz]a con ogni stu=/perio mi rassegno/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma Tagliacozzo 23 7[settem]bre 1806/Dev.[otissi]mo Ser.[vito]re V.[er]o Obl.[igatissi]mo/Pietro Vicini Gov.[ernato]re ca (al marine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Intendente G.[enera]le/d.[e]lla Prov.[inci]a di (Aquila) “ n.d.a.)//

“ Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]re P.[adro]ne Col.[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 86 “ ed, a quello sinistro è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/ Con altra mia relazione ebbi l’onore, rappresentare a V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma/che cinquanta Giovani Pescaresi erano in armi per la pub=/blica sicurezza. I med.[esim]i resi più coraggiosi colla mia scorta/uscirono, per unirsi alla Colonna del Tenente Alò(1), per far fron=/te ai Briganti, che avevano designato di venire a Pescina. Accad=/de che i Soldati Francesi scortati dal pred.[ett]o Tenente s’incamina-/rono per le montagne di Avezzano, perciò noi per non distac-/carci troppo del n.[ost]ro Paese, dovessimo quivi ripiegare. Le minaccie di Piccioli sentendoci in armi, avrebbero allora, inviò/sin’anche il Capitano Monaco (2)alle falde di Pescina, per anima/re alcuni di Pescina a Suo favore, minacciando la vita di me Governatore, e la Famiglia Cambise. La massa all’incon-/tro ci girava intorno, i Giovani armati conoscendo la spro=/purzione della loro forza sotto l’esempio di Avezzano, e Celano/cominciarono a scoraggiarsi; non poterono:aver pochi Solda-/ti che li assistessero, per cui avendo la Massa in piccolo di-/stanza, cui non potendosi resistere Sono fuggiti//Signore, Pescina ha saputo finora conservarsi intatta in di/grande Turbolenze, ma non fù, si più oltre poeta sfuggire/le manovre de Briganti, che vogliono attentare alla di lei/robba. Si benigni perciò V.[ostra[ S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma che una picco-/laGuarnigione passi a stazionare in Pescina, e la med.[esim]a/ potrà separarsi dalla Guarnigione di Avezzano, trovandosi/Pescina più a portata di correre a più Paesi della Marsica. Questa Popolazione spera, che V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma condiscen-/dere in si giusta preghiere, mentre colla solita Stima e /rispetto Le bacio le mani/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Pescina 28 7[settem]bre 1806/D.[evotissi]mo Obb.[ligatissi]mo Ser.[vito]r V.[er]o/Giuseppe Strozzi ( al margine sinistro si legge: “ D.on Dionisio Corsi/Intend.[ent]e della Prov:[inci]a di/Aquila “ n.d.a.)//

                                            NOTE

  1. E’ il più volte citato Arrigo Alò. Amiconi F.(a cura): “ La repressione del brigantaggio op.cit.” oltre da altri miei lavori riguardanti il Novantanove aquilano le insorgenze del 1806-1812.
  2. Amiconi F.: “ Giuseppe Monaco d’Introdacqua op.cit.”

“ Ill.[ustrissi]mo Sig:[no]re P.[adro]ne Col.[endissi]mo ( al margine destro è riportato il numero “ 89 “ e, a quello a destra, è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/Avendo io risaputo con accerto, che Giovacchino, e Giuseppe di Gu-/stino della Terra di Acciano erano con i Briganti anditi in Gagliano, facendo il primo da Piffero (1) il secondo da Tamburro,/e che fuggirono quando i d.[ett]i Briganti si diedero fuga da/d.[ett]a Terra di Gagliano, per esser sopraggiunta  La Forza/Francese essendo qui capitati, ho stimato procedere al di lo-/ro arresto per mezzo di una delle Pattuglie, che fo invigi-/lare in questa Giurisdizione, e quindi rimetterli a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma come fo per mezzo de due Cacciatori a Cavallo di pas-/saggio per cod.[est]a Città, e per mezzo del Caporale de Frati Giurati di questa istessa Univ.[ersi]tà./Ed in attenzione de Suoi ulteriori Oracoli, con la più alta/ stima passa ripetermi/Di V.[ostra] Sig.[noria] Ill[ustrissi]ma/Rocca di Mezzo 29 7[settem]bre 1806/Dev.[otis]mo Ser.[vito]re V.[er]o Obl.[igatissi]mo/Ferdinando Palanza Gov.[ernato]re (al margine sinistro si legge: “ Sig.nor Intendente della Prov.[inci]a di/(Aquila)” n.d.a.)//

                                           NOTE

  1. Notizia molto interessante attraverso la quale veniamo alla conoscenza che le Masse degli insorgenti erano accompagnate non solo  dal suono del tamburo ma anche dal suono del piffero: una piccola fanfara militare; non sappiamo, al momento, quali erano le canzoni del loro repertorio (sarebbe interessante fare una ricerca mirata in tal senso). Famosa è la canzone che il popolo aquilano elaborò in vernacolo, non sappiamo al momento chi  ne fu l’autore, all’indomani dei violenti scontri a fuoco avvenuti il 2 maggio 1799 tra gli abitanti di Antrodoco e Borghetto contro le truppe francesi da me riportata a pag. 10 , e relativa nota 11, del mio  “ La guerra de’ Paesani co’ Francesi l’azione del capomassa  Giovanni Salomone nell’invasione francese degli Abruzzi del 1799 ”,  Edizioni Kirke, Cerchio-Avezzano, 2021.

“ Ill.[ustrissi]mo Sig:[no]re Sig:[no]re P.[adro]ne Col.[endissi]mo ( al margine sinistro è riportato il numero “ 91 “ e, a quello a destra, è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/Riferii giorni Sono a V.ostra S.ignoria Ill.ustrissima, che tre famiglie di que-/sta Comune erano state danneggiate dal Brigan-/taggio sono la Scorta dei due Rielli Piccioli, e/Domizio. Essendomi da quella Residenza del Corvaro, restituita in questa di Magliano ( dei Marsi n.d.a.) hò trovato/che fù anche  sottoposta al saccheggio la casa del Luogotenente di questa Com-/mune colla mia povera abitazione, dove lasciato avevo una don-/na attempata di servizio col tenue mio avere,/rapito da tre di quelli infami Briganti oltre/delle minaccie di vita, che fecero contro di me./Le partecipo all’alt bontà di V.ostra S.ignoria Ill.ustrissima, acciò le/sia presente il mio stato i compassione; /e facendole una profondissima riverenza/mi rassegno invariabilmente/Di V.ostra S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma Magliano 29 7[settem]bre 1806/Umuli.simo, ed ob.ligatissimo S.ervitor vero/Giuseppe Organtini (più sopra, al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Cav.[alie]re D.[on] Dionisio Corsi/Intend.[ent]e G.enerale e Col.[onnell]o de’ I.[mper]i[a]li Eerciti/Aquila “ n.d.a.)//

“Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re (al margine destro è riportato il numero “ 92 “ ed, a destra, è impresso il descritto sigillo ovale di grani due n.d.a.)/Con foglio Venerato in data de’ 22 7[settem]bre, Si degnò V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma destinarmi Locotene-/te in Luco ( dei Marsi n.d.a.), e Paese annesso./Nell’atto, che gli ne porgo i debiti ringraziamenti assicurandola di tutto il mio/impegno per un esatto Servizio, passo a rimostrarle i mali, ai quali la trista(sic)/condizione de’ tempi à con il[….]q.[uest]a Popolazione:/Sotto il dì 18 dello spirante 7[sett.[em]bre andante anno circa la mezza ora della notte re=/cossi improvvisamente in Luco il Sig.[no]r Piccioli, Padre Domizio colla loro Massa/che era composta di duecento, e più persone. Metà con i loroCapi Se n incaminò per Trasacco, ove stazionò la notte de diciannove, e l’altra metà, rimase in Luco.Composta di Assassini com’era non potei non creare il/più considerevole contribuzione di denaro dagli Amm.[inistrato]ri. Un Oragano di questa fatta poteva pure bastare per affligger Luco Paese/di già desolato dalle acque del Fucino (1).Ma la piena de mali non qui/la arrestò. Ai ventuno del d.[ett]o Mese circa le ore ventiquattro, all’improv-/viso (sic) Si vide Scendere precipitosa dal Monte una Lava di gente che/piombò im.[m]antinente sul Paese. Era questa la Massa della Valle Ro=/veto composta da circa duecento, e più persone, e comandata dal famo-/so galeotto Turatti (vedi qui n.d.a.) di Civitella Roveto,e da un altro Molinajo Be-/rardo Tancredi (1)di Fontana, che all’arrivo di Fra Diavolo ( Michele Pezza da Itri n.d.a.) in Sora/tovavasi colà carcerato dal d.[ett]o Fra Diavolo fù tolto di Prigione./Non appena questi Assassini erano giunti, che cominciarono a bersa-/gliare gli Abitanti colle loro rapine. Derassero le prime furie contro/D.[on] Nicodemo Placidi(vedi qui n.d.a.), Casato, e dimorante in Luco.Perquisirono, e di=rubarono la di lui Casa, lo legarono, lo minacciarono  di morte e forse/avrebbero seguito da tal loro pravo disegno, Se loro non si faceva, cor-/rer pronto in di lui Soccorso La stessa sorte presso a poco Subirono tut-/ti gli altri Galantuomini di Luco. Tutte le loro Case furono perquisite/e dir.[r]ubate. Molti Scamparono l’Arresto colla fuga, ma furono arre-/stati D.[on] Vincenzo de Angelis, D.[on] Domenico Ottaviani, e l’Abate D.[on] Gennaro/Candelori, che tra gli altri ebbe due Sciabolate, una a taglio, in una gam-//ba, ed una di piatto nel fiango. Non si Sarebbero costoro neppure Salvata/la vita Se col denaro non Se la ricompravano./L’ultimo crollo lo dettero all’Università Dopocchè la sera de ventuno, esige-/rono dalla medesima razioni di pane, e di vino senza fine, dopo che per/tutta la notte vollero bere alle Spese di essa, dopo che devastarono tutte/le loroVigne, dopo che esigerono la matina Seguente altre razioni mi-/nacciarono il Paese di Sacco, Se presto non si contribuiva quella Somma/di denaro, che si chiedeva Di farli per togliere l Popolo da una tal-/le vessazione, e per riscattare li Amm.[inistrati] dalla Morte, che loro minaccia/vano, doveva Sborzarsi ducati cento circa in mano de Loro Capi./Le Armi Francesi han fatto rifiorire finalmente quella Calma, che dopo/una Serie di luttuose circostanze era fuggita da queste contrade. Sono di/già disperse tutte le Masse, e non si trova infestato qualche Paese se non/dai fuggitivi, che procurano di distruggersi a tutto poter Mediante la cura di D.[on] Leopoldo Degni (vedi qui n.d.a.) destinato Comandano della Civica dal Com-/mandante de Francesi in Avezzano, e mediante l’aiuto, ed energia di tut-/ti i galantuomini di lUco Si sono arrestati più Briganti, che si sono trasmessi in Avezzano, ove colla morte anno espiati i loro delitti./Questo è il tragico Quadro dei mali di Luco Si Spera Sempre più godere/una perfetta pace, mediante la Forza Francese vicina. Ma non /Sarebbero Sicuramente uniti li guai, se queste si allontanasse./mi esibisco e mille Ven:[erati] comandi di V.[ostra S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, mentre ò il vantaggio, e l’onore di riprotestarmi colla più alta stima, e profondo rispetto/Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Luco li 29 7[settem]bre 1806/D.[evotissi]mo Serv.[itor]e V.[er]o Obb.[ligatissi]mo/Luigi Camilli Luogotenente ( al margine sinistro si legge: “ Sig.nor D.[on] Dionisio Corsi/Intend.[ent]e della Prov.[incia] dell’/(Aquila)” n.d.a.//

                                       NOTE

  1. “ Bernardo Tancredi- di- Civitellaroveto- Capo Brigante nella Valle di Roveto nel 1806, arrestato quindi dalla Gendarmeria, ed impiccato nella sua patria per Sentenza del Tribunale Straordinario”. Amiconi F.(a cura): “ La repressione del Brigantaggio op.cit.”, p. 68.
  2. Comune, purtroppo, spesso volte sottoposto alle angherie delle piene del lago Fucino che tracimando allagava le abitazioni dei pescatori lucensi.

INSORGENZE NELLA PROVINCIA DELLL’AQUILA MARSICA ( 1806-1812)
 CAPITOLO TERZO  Archivio di Stato dell’Aquila Categoria XXVII

                         B 4815 A (1)

Acciano Lug.[li]o 1807/Il Sindaco su i Briganti//

Popoli/Il Governatore di Acciano su i Briganti ivi entrati//

Acciano/Il Gov:[ernato]re//

Acciano/Il Gov.[ernato]re//

Celano/Il Gov:[ernato]re//

Celano Lug:[li]o 1807/Il Go:[ernato]re su i Briganti

Lug.[li]o 1807. 41/ Certe relative sulBrigante/Felice Ruggieri alias Giovinotti( 2 )/R//

Celano 24 Luglio 1807 41/sopra Felice Ruggieri, alias Giovi-/notto di Ovindoli/Rt//

41/r//

Acciano 7[settem]bre 1807/Rapporto sui Briganti//

4815 a/Relazione del Governatore della Provonvia/di Aquila riguardante i briganti infestanti/in Celano. Lista dei briganti insorti nel/Regio Governo di Acciano. Carte riguardanti/il brigante Felice Ruggieri detto Giovinotti/Relazione del sindaco di Acciano, Sui briganti/infestanti il paese. Avvisi con nota dei/ briganti che si trovano colle masse,, emanato/in Chieti dal Generale di Divisione Parteneaux./Anno 1807 //

14 Giugno/Celano ilGov.[ernato]re//

Celano Giugno 1897/Il Luogotenente

4815a

                                      NOTE

  1. Archivio di Stato dell’Aquila categoria XXVII- B 4815 A è uguale a Intendenza, SI, Cat. 27.
  2. Vedi qui. Amiconi F.:” Felice Ruggiero op.cit.”.

              ARCHIVIO DI STATO DELLL’AQUILA

                 Categoria XXVVII B 4815 A

                     Intendenza, SI, Cat. 27

f. 1r

Solmona li 16 Marzo 1807 ( al margine si legge: “ II a Provincia/di Abruzzo” n.d.a.)/Il SOTTINTENDENTE DI SOLMONA/Al Signor Intendente della Provincia/Oltre ai Tredici Individui d’Introdacqua de’ quali vi parlai con/mia antecedente, il Colonnello Rico ha fatto pure arrestare dodici altri Individui di Bugnara, taluni de’ qua-/li riconosciuti da me, e da Lui per Uomini né pericolosi, nè/facinorosi, ma per imbecilli traviati dalla credulità, e dall’esempio avevano avute delle Carte di Sicurezza sembra  og=/gi ch’egli sia disposto a rilasciar costoso, giacché dietro mia richiesta formae ho passato la nota di tutti gli Arrestati,/con l’invito di fornirli i miei Lumi. Spero perciò far ret=/tificarle L’errore, nel quale si è caduto Ma permettetemi che/Via Signor Intendente, che sono ormai stanco di rettificar/simili errori Vi prego pertanto di impiegare tutta la vostra auto=//rità

f. 1v

autorità(sic) per fare in modo che oggi avanti non si proeda/alll’erresto se non di quei che sono fuori della legge, di co=(loro che saranno rinvenuti in fragrante crimine, e di colo-/ro finalmente, contro de’ quali vi siano ordini regolari di arresto dati fuori dalle Legittime Autorità: Per giugnere/a questo sono potete compiacervi di combinare col Tribunale Straordinario, e col G.[e]n.[era]le della Provincia un Edit=/to, in cui si stabiliscano Siffatte Regole troppo conformi alla Legge, alla Ragione, ed alla volontà del Re./In punto mi perviene il Rapporto del Comando.[ant]e Interino della Guardia/Civica di Pratola , il quale ha mandato in queste Prigioni/tre Briganti Nicola Pane e Cacio di Cerchio (1), Giuseppe/de Angelis, e Vitantonio Nusca di Gagliano (2). Conosco il pri=/mo per fama di Capomassa: ignoro gli altri due. Quest’arre-/sto dice averlo eseguito per disposizione del Signor G.[e]n.[era]le Cha/vardè, e dal Comand.[ant]e della Vallata/Alla notizia della Rivolta (3)della Compagnia di Piccioli  si Sono qui prese//

f. 2r

Tutte le disposizioni convenienti. Sono state avvertite Le/Guardie Civiche, e il Comand.[ant]e della Vallata ha spedito/diversi distaccamenti verso Gagliano. Qui finora tutto è/tranquillo, e spero che continui ad esserlo, se Le prime Scintille saranno subito spente. Vi prego di istruirmi di tutti gli avvenimenti affinché io possa regolare i miei passi con=/formemente alle V[ost]re disposizioni//Sono col più profondo rispetto/Gius.[epp]e de Thomasis (vedi qui n.d.a.).

                                           NOTE

  1. E’ il già citato Nicola Paneccasio alias Caporale di Cerchio. Vedi qui.
  2. Risulta iscritto nella vendita carbonara del comune  di Gagliano Aterno: “[…]Vitantonio Nusca- Proprietario – Gagliano -[….]” Archivio di Stato di Napoli, cit.
  3. “ Ermenegildo Piccioli- Navelli – Antico Capitano di Ferdinando, capo, ed autore principale della cospirazione, rivolta, e brigantaggio della Provincia nell’estate del 1806. Si presentò dopo essere stato varie volte battuto, nel mese di ottobre di detto anno al Signor Generale; e fu nominato Capitano comandante di due Compagnie di volteggiatoti abruzzesi, formati dai briganti presentati, che si misero in rivolta di nuovo in Navelli nel marzo del 1807. Arrestato nuovamente in Napoli per nuovi carichi nel 1807, e giudicato per essi dalla Corte Criminale di Napoli, sortì in libertà sono la sorveglianza della Polizia[….]”. Amiconi F.(a cura): “ La repressione del Brigantaggio op.cit.”, p. 67.

Solmona 16 marzo 1807 ( al margine destro è riportato il numero “ 67 “ n.d.a.)Il Sottintend.[ent]e sull’arresto di 12 briganti/di Bugnara ricerca de lumi, e schia-/rimenti./Sulla Carceraz.[io]ne di tre briganti, Panecascio,/de Angelis, e Nusco/Si son prese le disposiz.[io]ni per la rivolta della/Compagnia di Piccioli +/B.//

f. 3r

Divisione di (sic)/Dal S.[igno]r Gov.[ernator]e di Chieti LI 30 Lug.[li]o 1807/Al Sig.[no]r Duca d’Alanno Intendente della/Provincia, per farli affissare, cacio sia nella Luoghi di Sua attinenza della/Provincia rapporto ai/briganti, intanto ho l’onore di dirmi/Dev.[otissi]mo, ed Obblig.[a]to Serv.[itor]e/Gio:[vanni] Luciani//

f. 3v

Chieti, e /Provincia ( al margine destro è riportato : “ 1807 “ ed, al margine sinistro si legge: “ Si accusa il ricevo de’ 100/esemplari.Mi dica, che/mi mandi altri 200, che/in Chieti vi Saranno/a 1 Ag.[ost]o 1807 ord.[ine] n.d.a.)/Stabilimento del S.[igno]r Ge.[era]le/Partouneaux per la distruz.[ion]e/de Briganti( al margine sinistro è impresso un sigillo con così scritto verticalmente “ BAUF.PORT PAYE/ARM.D’ITALIE/MERIDIONALE” e, sempre su questo, scritto verticalmente si legge: “ A Monsieur Le Duca d’Alanno Intendant/de la Provincia de/L’Aquila “ ed ancora è riportato un altro scritto posto diagonalmente: “ Le General de Div.[ision]e/Partouneaux “ n.d.a.)/

f. 4r

Solmona li 12 Aprile 1807 ( al margine sinistro si legge: “ Divisione di7Polizia/II^ Provincia/di Apruzzo/ si riferiscono al-/cune carcerar.[io]ni fatte/dal Col.[onnell]o Ricci della Comitiva di Monaco d’Introdacqua”(1) n.d.a.)/Il SOTTINTENDENTE DI SOLMONA/Al Signor Intendente della Provincia/Signore/La scorsa notte il Comandante di questa Vallata signor Co=/lonnello Ricci ha proceduto all’arresto di Gae=/tano, e Matteo di Sciore, Michelangelo Conatl=/di, Antonio Scappaticci, Domenico e Vincenzo de Martini, e Crescenzo Granata, tutti di questa Città, il Matteo per avere in 7[sette]mbre passa=/to tutto un Commercio epistolare col Capo de’/Briganti d’Introdacqua Giuseppe Monaco, cui/dava spesso conto dello stato delle forze esistenti,/in questa Città, del numero degli alleati, che qui il Monaco avrebbe trovato, ed altre simili cose; e gli al-/tri come nominati dallo stresso Matteo di Sciore/in//

f.4v

[….] (sic)//

f.5r

Acciano  li 16 luglio 1807/Il Mastrodatti di questo Circondario/All’Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]r Intendente della Provincia./Signore/Questa mattina su le ore undi[ci] Sono qui pervenuti/circa duecento Briganti, cinquanta de’ quali mon=/tati a cavallo venivano comandati da Giuseppe del Monaco (sic), e gli altri da dell’Orso(1). Una porzione/Si è dissipata per questo Paese, e penetrati nel-/le Case de’ particolari, hanno commesso de’ furti;/e dopo avere bastonato il Sindaco, obbligato lo stesso a contribuire loro de’ viveri, foraggi, con-/tante, e paga dodici Scarpe nuove; e sac-/cheggiata la casa di Giamberardino Ardini (2), hanno arrestato, e portato con esso Loro il di lui Fra-/tello Sacerdote D.[on] Lorenzo Ardini colla minac-/cia di fucilarlo. Hanno pure minacciato di/vita il Governatore, ed Attitante che trovan-//

                                             NOTE

  1. “[…] Hanno figurato nella Provincia nel 1806, e 1807, similmente i celebri capi briganti Massimo Nicola Masciarelli di Penna, e dell’Orso di Brittoli, celebri capi briganti nella Provincia di Teramo che hanno invaso la provincia di Aquila   varie volte con numerose orde.Uccisi, il primo, in maggio 1808 nelle vicinanze di penne, il secondo nel 1807, in Civita Santangelo[…]”. Amiconi F.(a cura): “ La repressione del Brigantaggio op.cit.”, p.70.
  2. Fu iscritto nella vendita carbonara del comune di Acciano:”[….]18. Ardini Giamberardino- Prop[rietari]o Acciano- M[aestro] [….]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.

f.5v

s’in Gagliano, li quali dietro tali notizie, Si So-/no portati in Solmona. Come poi si è risaputo./Partiti quindi Sulle ore 18; hanno preso la direzio/ne di Molina, e quivi giunti; Secondo ha riferito un naturale di quel luogo, hanno preso quel/Brigadiere de’ Gendarmi, per aver tirato un Col-/po di fucile contro di loro; e, dopo, averlo trascinato per quell’abitato, legato vivo dietro un Ca-/vallo, lo abbiano ucciso; e, tagliatagli la testa,/l’abbiano situata sulla porta del Quartiere, cui/abbian recato la desolazione; e saccheggiate le/Case del Prevosto, e di Venanzio di Berardino, si-/ansi diretti per la strada di Castel Vecchio Subequo. Si lascia considerare alla Saviezza di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, qua-/le, e quanto sia lo smarrimento di queste Popo-/lazioni, precisamente de’ Proprietari, dietro questi/primi guasti; vieppiù, che han fatto sentire che/bene spesso dovranno qui transitare, a[n]che le/altre Comitive: ed infatti si è risaputo che/Sulle ore 23 un’altra partita, proveniente/dalla montagna verso S. Benedetto, stasi diretta/similmente per Molina./Rassegno tutto ciò a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma per mio preciso do-/vere.//

f. 6r

vere(sic), anche perché si compiaccia destinare per-/sona per le veci del Governatore, persuaso, che/lo stesso non arrischierà a ritornare./E colla maggiore venerazione e rispetto ho l’onore/di professarmi/Alessio Amicarelli.

Acciano Lug.[li]o 1807/IL Sindaco su i Briganti//

F. 6v

Foglio in bianco

f. 7r

Popoli 17 Luglio 1807/Il Regio Gov:[ernator]e del Circond:[ari]o di Acciano/All’Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]r Intendente della Prov.[inci]a/Signore/Ieri, da Castelvecchio Subjquo(sic) mi diedi l’onore di Rassegnare p[er] espresso a V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma, che stando io in Gagliano aveva, col/mezzo di due Corrieri secretam.[en]te Speditemi, ricevuta noti0/zia, che in Acciano eran piombati Cinquecento cinquanta/Briganti, da q.[ua]li veniva io Cercato avida.[ent]e. Le umiliai/lo smaltimento de’ chi buoni Cittadini di Gagliano, che/non potei Rattenere, ed emotivi che mi costrinsero ad/abbandonare quella posiz.[ion]e, e ritirarmi a Castelvecchio sud.[dett]o/donde sarei passato a Solmona./Ora stimo di/Colà situare nelle alture/de’monti adiacenti, p[er] essere avvertito delle Masse, e direzio=/ne de’ Briganti, à circa ora quindici vennero di tutta/prescia ad avvertirmi, che i med[esim]i si avanzavano a gran passi//

f. 7v

Verso Castelvecchio, preceduti da circa quaranta Cavalli,/ed eran prossimi ad arrivarvi; Io dunque partii sul mo-/mento dirigendomi alla volta di Rajano, e ieri sera qua/mi condussi./Questa Matina ho spedito a Acciano p[er] aver notizia precisa dell’accaduto colà, Se mi perviene p[r]ima il passaggio della/Posta,mi farò un dovere passarlo all’intelligenza di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/Io deciderò difatti avvenuti, e dalla notizia della posizione de’ Briganti, se mi convenga tornare in Acciano, e di tut=/to la terrà riscontrata./Sono intanto con rispetto. Il messo che ho spedito in Acciano non è tornato. Ho però/raccolte delle notizie, che riguardano i Briganti sud.[dett]i, e mi fo appresto a commmunicargliele./I Briganti sono nel numero di oltre i trecento Individui,/fra q.[ua]li quanta a Cavallo. Portano uno stendardo Ros=/so e sono diretti da Giuseppe Monaco (1), da un tal Ventresca d’Introdacqua(2), e da un Solmontino./Nella giornata de’ 14 portarono a Collepietro, dove commise=/ro qualche insolenza./La sera de 15 si portarono a S. Benedetto, e vi si tratten=/nero sino alle ore sei, allorché ne partirono diriggen=/dosi alla volta di Vittorito, forse p[er] ingannare le Per=/sone destinate a fare le scoperte, giacché poi ripiega=/rono//

                                              NOTE

  1. E’ il più volte citato Giuseppe Monaco d’Introdacqua. Amiconi F.: “ Giuseppe Monaco d’Introdacqua op.cit.”.
  2. “[…]Giovanni Ventresca- Introdacqua – Feroce e rinomato capo brigante nel 1806, 1807, e 1808, ucciso ai 22 luglio 1808 per insinuazione della autorità della Provincia da due suoi compagni Vingenzo di Cenzo, e Nicodemo Centofanti d’Introdacqua, con promessa di perdono[….]”. Amiconi F.(a cura):” La repressione del Brigantaggio op.cit.”, p.69.        

f. 8r

rdono (sic) verso Acciano, in cui pervennero sulle Ore dieci./del giorno di ieri./Costrinsero quel Sindaco a dare loro Cento ducati, dopo averlo aspramente battuto: vollero i viveri p[er] tutta la Masnada, la quale si diede pure a girare per le Case del Paese, facendosi Somministrare delle biancherie, e delle/Scarpe. Saccheggiarono quella del Sacerdote Adani, che/Carcerarono, e seco loro si condussero. Fecero delle ricer=/che p[er] avere la mia Persona, del che s’interessava speciale.[en]te il Ventresca Uno de’ Capi, mostrando tutto/il dispiacere di non vermi potuto avere nelle mani/Attenderò il Corriere, che ho spedito in acciaio p[er] vedere se le/circostanze Combinarono, ed essendovi Cosa d’interessante/lo farò sapere p[er] Espresso a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, cui nuova=/mente mi Rassegno./Manca il tempo per dire le cose stesse al S.[igno]r Gen.[eral]e Comand.[abt]e;/ed à Sig.[nor]i del Trib.[una]e Straordinario.Prego V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma/passare loro la notizia./Bernardino Muzi//

f. 9r

Popoli/Il Governatore di Acciano su i Bri=/ganti ivi entrati

f. 9v

Foglio in bianco n.d.a.

f. 10r

Acciano 25 Luglio 1807/ Il Regio Governatore di questo Cirondario/All’Ill.[ustrissi]mo Sig.[nor]e Intendente della Provincia/Signore/L’esibitore Domenico di Berardino non avendo potu-/to proseguire il di lui cammino per la volta di Ce-/lano, o di Gioia ( dei Marsi n.d.a.), a causa de’ Briganti, che infestano/la contrada, per le quali, trassi a transitare, se ne/torna in codesta Residenza, ed avendo chiesto, che/io le rassegnassi a V[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, non ho incontrato farlo, per essere vero l’esposto motivo. E col solito rispet-/to mi rassegno//

f. 10v

Foglio in bianco n.d.a.

f. 11r

Acciano Il GoV.[ernato]re//

f. 11v

Foglio in bianco n.d.a.

f. 12r

Acciano li 26 Luglio 1807/Il Regio Governatore di questo Circondario/All’Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Intendente della Provincia./Signore/Quantunque in data di ieri mi dasse l’onore di rassegnare/a V.[ostra] S[ignori]a Ill.[ustrissi]ma, che avrei preso conto degli eccessi, che commi-/sero in questo Circondario i Briganti, allorché la matti-/na de 16 stante qui piombarono nel numero di circa/trecento per quindi umiliare il risultato, debbo ora/passare alla di lei sublime intelligenza la impossibilità/di recare a fine un tale progetto, e di fare qualunque cosa./I Briganti volteggiano, sebbene in picciole partite, per queste/contrade. . Le vicine Montagne sono il di loro rivcovero,/ed il punto di riunione. I Deputati di Polizia, i Sindaci delle Comuni han cessato di/dare i loro rapporti. Dietro le minacce de’ Briganti, che/ne han Sorpresi alcuni, è Seguito uno Scoraggiamento uni-/verslae. Non si trovano neppure ( è scritto sopra n.d.a.) i Corrieri. Al timore non/si comanda!/E’ dunque di assoluta necessità di qua inviarsi prontamente//

f. 12v

Una forza costante a restituire il coragio(sic) alle Popolazioni,/avvilite; a ravvivare la fiducia delle medesime verso il Gover-/no ed impedire l progresso de’ Scellerati Sulla semplicità/de’ Popoli, che si veggono senza difesa da un branco di Assas-/sinj. Io mi trovo, a tempo proprio, e con precisione, avere dimostra-/ta la necessità della Truppa in questa posizione interessan-/te, ed il niun conto, che doveva tenersi, senza della medesima,/delle Guardie Civico-Provinciali, e de’ Proprietari, Scoragiti/da tali funesti esempi Sopra oloro che si erano compromessi contro de’ Bricanti./Ciò non di meno, e malgrado i fatti avvenuti, che hanno pie/namente giustificati i miei timori, proseguire tuttavia/questo Circondario ed essere senza la menoma Forza, ed/in periglio di cadere nella desolante Anarchia. Io che posso./e che debbo fare senza mezzi? Ne imploro da V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma/l’oracolo, e coll’usato rispetto mi rassegno/Bernardino Muzi//

f. 13r

Voglio in bianco n.d.a.

f. 14v

Acciano/Il Gov.[ernator]e//

f. 15r

Foglio in banco n.d.a.

f. 15v

Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Sig.[no]r P.[adro]ne Col[endissi]mo/Ieri li 8 del corrente Mese si portò in q[uest]a Uni.[versi]tà di R.[occ]a di Mezzo Giovi-/notto(1) con ci.[rca] 96 altri sua comitiva domando(sic) Orzo, e Raz.[io]ne e li fù data, e fece p[rese]nte a tutta la Popola[zio]ne che non si lasciava in libertà la sua Moglie, e Famiglia darà fuoco, e saccheggi a tutti/li Parti, che s’incontrerà volendo procedere, fece molestare Gio.[van] Pasquale Scoccia, poi/fù rilasciato, e si portarono con li de Lei Fratelli di d.[ett]o Scoccia./oltre di un tal Salomone della T.[er]ra di Pianola, se lo conducessero/con loro./Nell’atto che se ne partirono dissero al Giovan Pasq[ua]le Scoccia che si fusse/ lui impegnato di far scarcerare La Sua moglie in caso diverso non/sarebbe riconsegnate li due F[rate]lli, e di fare Sangue e fuoco.- Le parte-/cipo a V.[ostra] S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma R:[occ]a di Mezzo li 9 7[settem]bre 1807/Umilis.[si]mo e Devo[tissi]mo Suo Ser[vito]re/N.: M: ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r D.[on] Francesco Orazj/Reg.[i]o Gov:[ernato]re di Bagno” n.d.a.)//

f. 16r

All’Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]r P.[adro]ne Col.[endissi]mo/Sig.[no]r D.on Francesco Orazj Reg.[i]o Go.[vernato]re di/Bagno//

f. 16v

Celano li 3 7[settem]bre 1807/Il Governatore di Celano/A S.[ua] E.[ccellenza] il Sig.[no]r Intendente della provincia/di Aquila/Eccellenza/Dal mio rapporto della data di ieri avrà l’E.[ccellenza] V.[ostra] rilevato quanto è accaduto in Ajelli. Debbo aggiungere adesso che ritornando oggi colà D.[on] Clementino Berardi, chè stato qui rifugiato, si è incontrato poco lungi/da quel paese con molta gente, la quale fuggiva a tutta fretta, dicen-/do esser venuto di nuovo un Corriere mandato da Briganti per rice-/vere l’imposta sonmma di ducati Seicento altrimenti sarebbero essi stessi/venuti per mettere tutto. Ferro e a poco. Le circostanze di Ajelli sono tali da meritare tutta l’attenzione.Molti/naurali di quella comune hanno a me rappresentato di aver bisogno/di soccorso. L’ajuto da prestarsi a’ medesimi non dovrebbe essere mo-/mentaneo: Essendo quel Paese molto prossimo alla montagna, e dimorandovi varie Famiglie opulente, gli assassini non perderanno/presto la voglia di andarvi. Sarebbe quindi necessario o di fare armare/tutti i Benestanti, o di stivarci un corpo di Truppe. V.[ostra] E.[ccellenza] può/decidere quale de’ due progetti possa mostrarsi in pratica. Mi pren-/do però la libertà di dire che la verificazione del primo in tutt’i/Paesi del circondario ( chinandone di ogni catino esito responsabili i/Ricchi) sarebbe l’unico mezzo per tenerne lontani gli assassini. E’ troppo noto il carattere di questi per averlo spiegato in molte circostanze, vale a dire chi si danno a precipitosa fuga ai primi sari-/chi di fucile. Finché i Paesi resteranno disarmati saranno sog-/getti alle incursioni de’ Ladri. La riflessione che possono restare/dissarmati dai Ladri stessi non ha più luogo. La certa decisione//

f. 17r

Della maggiore e migliore parte de’ cittadini nell’attuale Governo ( è scritto sopra n.d.a.) e la loro ri-/sponsabilità in caso della perdita de’ fucili sono forti motivi/per non crederla più ragionevole. Del resto abbia questo mio/sentimento quella forza, che merita presso il perspicace/Spirito di V.[ostra] E.[ccellenza]/sono intanto col più grande rispetto/Giuseppe Saliceti//

f. 17v

Celano li 8 7[settem]bre 1807/il Gov.[ernato]re di Celano/A S.[ua] E.[ccellenza] il Sig.[no]r Intendente della Provincia/di Aquila/Eccellenza/Ho fatto paragonare la firma di Monaco (è Giuseppe n.d.a.) apposta nella lettera ( scritta al Sindaco di Ajellli con altre firme del medesimo/esistenti in vari rapporti diretti a questo Sig.[no]r D.[on] Luigi Toma-setti, quando esso Monaco era Capitano delle milizie Provinciali nel passato Governo-Secondo la confessione de’ Notarj/essa è della mano di Monaco, Parmi dunque che non/si possa dubitare della sua genuità/Sono col più rispetto/Giuseppe Saliceti //

f. 18r

Foglio lasciato in bianco. n.d.a.

f. 18v

Aquila 4 settembre 1807/Al Sig.[no]r Gov.[ernato]re di Celano/Ho ricevuto insieme due vostri rapporti di jeri/Ho date le notizie di quanto riavete rap-/portato, a questo Sig.[no]r Generale. Egli ha dato/subito ordine per Espresso, che il Distacca=/mento, che sta in Magliano si fosse condotto in Avezzano. Esso insieme con codesta/Luogotenenza di Gendarmeria dovrebbe es-/sere più, che sufficiente a distruggere una/comitiva di quindici Persone; e nella essendosi finora ottenuto il buon effetto, con=/vengo, che l’estrema mobilità degli as=/sassini a cavallo li sottragga continua.[en]te/dalla persecuzione, che pur non è continua. Ma è vero, che con quest’orda de’ 15 va-/da pure il Monaco? Mi sia fato dubitare, che il solo Giovinotto vada alla loro testa; ed è improbabile. In effetti l’intera banda di Giovinotto, e del Monaco (sic) era di cir-/ca 45 persone. Non se nè ammazzato,/che qualcheduno. Non si sà, che il man-/cante degli Individui siano tornati ne’/loro focolarj. Può dunque conchiudersi, che/del Monaco alla testa di questi, o stasi uni=//

f. 19r

ta ad altra orda, o a girarsi altrove/con la sua. Datemene qualche rischiari-/mento; ed uno potreste tirare alla for=/ma della lettera diretta al Sindaco di/Ajello (sic). Non mi mancate le notizie, Spezialm.[en]te sù la direzione de’ briganti, e vi saluto./P.[ost] S[criptum] Ricevo l’altro nostro rapporto de’ 3/Il bisogno di un forza per Ajelllo non dovrebbe essere cosi grande, come di sopra/ho rilevato, se gli scellerati, che la minac-/ciano sono cosi pochi. Se vi sono varie/ famiglie ricche, potrebbero benissimo/difendersi da qualunque aggressione,/nella loro supposizione intanto, che voi/possiate rispondere di loro, io la autorizzo ad armarsi/procurandosi nel(mi-/glior modo i fucili), ed armare ben’anche le persone di loro fiducia, di cui/esse sono responsabili. A tale effetto/farebbero una nota di Tutte le Persone/che volessero armare, e la passerebbero/con l’assicuraz.[ion]e di essere gente sicura,/e Voi ne daresti una copia a cotesto/Sig.[no]r Tenente di Gendarmeria, un’altra/inviandone a me stesso, e ciò perchè/non siano molestate in nessuna occa-//

f. 19v

Simone. E’ d’uopo avvertire, che le/armi non debbono tenersi da queste’(Individui, ma solo da Galantuomini in/Casa loro, assicurando dal farle cadere/nelle mani de’ ladri./Tale autorizzazione non durerà, che/sino al bisogno, ed a tal uopo è buono,/che l’autorizzazione si ripeta ogni/venti giorno/Vi (sic)

f. 21r

Celano li 31 Agosto 1807/Al Governatore di Celano/A S.[ua] E.[ccellenza] il Sig.[no]r Duca d’Alanno Intendente della/Provincia di Aquila/Eccellenza/Ieri sera si ritirò in Celano colla partita de’ Gendarmi il Sig.[no]r Tenen-/te Iatta. Avevano essi fatta parte della colonna mobile comandata/da un’Ufficiale francese chiamato Mauget che riceve l’incarico dal/Sig.[no]r Generale Digonet d’inseguire e distruggere i Briganti infestatori/di queste contrade. Esso Iatta mi ha detto di aver lasciato Mauget/a Magliano col distaccamento: che nel tornare s’incontrò a Tora-/no con un Brigante, il quale fu ammazzato: che la comitiva/degli assassini monta a circa sedici individui, e che serbano il costante tenore di mettersin fuga vedendo i militari./Il dettaglio di tale spedizione le sarà fatto dal d.[ett]o Tenente Iatta Manon credo che vi sia Cosa da rimarco./La Popolazione è tranquilla in tutto il mio circondario/sono con tutto il rispetto/Giuseppe Saliceti//

f. 21v

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 22r

Celano li 22 Luglio 1807/Il Gov.[ernato]re Int.[erin]o di Celano Al Sig.[no]r Intendente della Provincia si Aquila/Sg.[no]r Intendente/Rimetto a V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma un libretto scritto a mano caduto dalla/sacca di un (è scritto sopra n.d.a.)Brigante mentre col rapido corso attraversava/questo lenimento. Contiene materie di divisione, ma in principio vi è scritto il nome di una Donna, e verso il mezzo quello di una tale Badessa. Questi indizi uniti a /quello, che ci somministra il carattere, possono condurre alla cognizione del devoto assassino./Non ho altro a dirle di nuovo. Sono col massimo rispetto/Giuseppe Saliceti//

F. 23v

Celano/Il Gov:[ernato]re Interino di Celano/Al Sig.[no]r Intendente G.[enera]le della Provincia di/Aquila/Sig.[no]r Intendente/Avendo saputo che dalle falde della montagna di Ajelli in/un luogo detto la difesa (1) vi erano due cadaveri ordinai ai/Medici di quella Comune di portarsi in detto luogo di unita/col indaco, onde procedere alla loro ricognizione. Essi adempi-/rono subito, e da quanto hanno deposto in iscritto rilevasi/che il furore de’ Briganti non poteva estendersi più oltre. Non/si distingueva più ne’ detti cadaveri: l’effigie umane, ed essendo denudati non si è potuto formare un giudizio certo se fossero mi-/litari. Erano pieni di ferite, ed avevano anche le ossa infrante,/sopra il ventre aperto di uno di essi si è trovato un cartello, che si conserva originalmente in questa Corte tutto insanguinato. Vi si leggono queste parole. Tutt’i Francesi, Gendarmi, e della Guardia Civica, che faranno fuoco contro la truppa volante/saranno tutti massacrati a tenore della nostra legge co-/loro che si presentano volontariamente, e vorranno venire con/Noi, avranno tre Carlini al giorno, e la razione./dalla parte della montagna soprastante al luogo in cui si era-/no accampati i Briganti si sentirono ieri due colpi di fucile//

                                       NOTE

1)Località ubicata a Nord del paese di Aielli. “ La d’fenza “ in vernacolo aiellese.

f. 24r

Un naturale di Pescina passando sotto la grande strada sotto/Cerchio fù jeri mattina spogliato delle scarpe da tre o quattro assassini fuggiaschi./Avendo ricevuto avviso che ne’ casali di Cerchio ed Anelli vi poteva essere qualche Brigante rifugiato, ieri mezzo giorno/uscii io stesso di persona con dieci Civici armati. Però dopo/tante diligenze non fu possibile trovarne uno. I naturali del mio circondario si mantengono tranquilli. Il Castello è difeso da due brigate Gendarmi venute una/da Cicoli, e l’altra da Civitella Roveto. Il Sig.[no]r Generale Digonet ieri fu in Rovere. Questa matina/Lo sento partito verso Goriano inseguendo i Brigan-/ti, i quali terribilmente intimoriti, lasciano i cavalli, e tutt’altro, e badano a salvarsi con la fuga./Felice Giovinotti di Ovindoli (1) si dice per certo che sia riunito/co’ suoi Socj. Essendosi da me Spedito un Corriere diretto a V.[ostra] S.[ignoria]/Ill.[ustrissi]ma con una lettera in cui le dava notizia dell’avvicina-/mento de’ Briganti nella Marsica fu incontrato dal Gio-/vinotti vicino al suo Paese, il quale avendolo legato si fece consegnare tutte le carte che portava. Tra queste vi era/oltre della disiata mia lettera, un plico diretto dal Tenente/Iatta al Sig.[no]r Generale Digonet. Ciò avvenne a 17 Corrente/Ecco quanto Credo mio dovere rassegnarle, e col massimo rispetto so-/no/Giuseppe Saliceti”

                                            NOTE

1) E’ il più volte citato Felice Ruggiero alias Giovanotto di Ovindoli. Amiconi F.: “ Felice Ruggiero alias op.cit.”.

f. 24r

P.[ost] S.[criptum] Il Comandante Dumartau scampato felicemente da Briganti/che avevano trascinato sino ad Ovindoli, nel tempo(dell’azione fra quel Paese e S. Potito venne qua ieri la sera vestito con una miserabile giacchetta. Ha perduto/tutto fuorché il coraggio.//

f. 25r

Celano li 16 Luglio 1807/Il Reg.[i]o Luog.[otenen]te di Celano/Al Sig.[no]r Intend.[ent]e G.[enera]le della Provincia di Aquila/Sig.[nor] Intendente/Dietro voci, che si erano qui sparse, relativamente ad alcune mosse/de’ Briganti, scrissi ieri l’altro al Governatore di Acciano invitan/dolo a parteciparmi ciocchè gli era noto su questo proposito, essendo tale la sua situazione da poter saper on bastante precisione/quanto accadeva in Navelli, e Popoli luoghi, ne’ quali si sentiva/qualche torbido. Il d.[ett]o Sig.[no]r Governatore mi dice colla sua in date di/jeri non esservi alcuna novità in tali pesi, e di avere spedito a /Capestrano onde rilevare i fatti, che si dicevano operati da’ Bri-/ganti nella Provincia di Teramo./Giugne(sic) adesso l’avviso che molti di questi scelerati siano entrati in Acciano. Un tal Voce e Cardilli di Gagliano avendone/ricevuto avviso per lettere si sono di la partiti e ritirati in Ajel-/li, luogo di questa giurisdizione. Non si sa se ne siano usciti/Io starò attentissimo per saperne la direzione, che prenderanno. Se varanno la temerità accostarsi in questo Circondario, si met-/terà in opera l’attività della Civica, e della gente attaccata/al Governo per rispingerli. Intanto mi occorre dire a V.ostra S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/che la mancanza de’ fucili rende incerto modo morta la/nostra forza.Non so comprendere per quali Vedute di Polizia Sig.[no]ri Generali Comandanti la Provincia non ne hanno vo-/luto accordare a q.[ue]sta Comune almeno una trentina. Pre-//

f.25v

scindendo dalla gente bassa, del di cui carattere non posso/avere una cognizione precisa, posso assicurarla che i Civili ( toltone qualcheduno di cui sto in dubbio) sono decisamente attaccati al Governo. A questi dunque si potrebbono(sic) fidare/le armi.Io la supplico vivamente perché si compiac-/cia dare le convenienti disposizioni su tale importante articolo. Sono col massimo rispetto/Giuseppe Saliceti.//

f. 26r

Celano li 19 luglio 1807/Il Gov.[ernato]re Int.[erin]o di Celano/Al Sig.[nor Intendente della Provincia di Aquila/Sig.[no]r Intendente/Credo mio dovere fare un dettaglio di quanto è accaduto in/questo circondario relativamente a’ briganti./Essendo risaputo che questi scelerati avevano tolto il loro accampa-/mento da Castel di ieri, e che per Furca Caruso (1) prendevano la direzio-/ne della Marsica, questo Tenente di Gendarmeria colla sua bri-/gata, e colle guardie civiche di Celano, Avezzano, e Tagliacozzo/nella notte de’ 17 e 18 fu ad incontrarli per dar loro una carica./Avvenne l’incontro nelle vicinanze di Forca ( Caruso n.d.a.).Ma il numero/de’ briganti essendo molto maggiore di quello ( scritto sopra n.d.a.) delle nostre truppe, avendo l’appoggio della gente a cavallo, e postati in vantaggiosa situa-/zione ad onta del Coragio mostrato da Gendarmi e civili ripor-/tammo qualche perdita. Manca il Comandante della Civica di/avezzano(sic) per nome Marteau, che aveva pure il Comando di varj/Soldati di linea Napoletani. Dicesi che sia stato fatto prigio-/niero Alcuni de’ Soldati, che accompagnarono restarono/morti. Manca ancora un tal Resta comandante della Civica/di Tagliacozzo. Vari civici imbarcati per Fucino (vedi qui n.d.a.) e, si sono ritirati nelle loro Patrie rispettive./I Briganti si portarono ieri in Cerchio. Vollero a forza delle/razioni/saccheggiarono alcune Case (2), e si presero un Caval//

                                             NOTE

  1. E’ il già citato valico di Forca Caruso. Vedi qui.
  2. Una di queste è il palazzo di Venanzio D’Amore Fracassi il Vecchio. Amiconi F.: “ Venanzio d’Amore Fracassi, il “Dottor in utroque pure” che segnò la storia di Cerchio ( 1772-1854)”, Terremarsicane, Polvere d’archivio, 2025.

f. 25v

lo dall’oste della Taverna chiamata Stanca(1) situata alle spon-/de del lago (Fucino n.d.a.). Questa mattina sono andati in Ajelli, paese da qui distante cir/ca due Miglia. Hanno esatte pure le razioni, e si sono quindi/situati in un luogo chiamata la difensa (vedi qui n.d.a.). Qui hanno fucilati/due prigionieri, de’ quali ho commessa la ricognizione ( vedi qui n.d.a.), e poi/la sepoltura nella Chiesa madre di quel Paese./Sono restati tale situazione sino all’arrivo del Sig.[no]r Generale/Digonet, il quale se non ha potuto coglierli tutti in un punto, e/distruggerli, ciò deve attribuirsi alla rapidità della loro fuga./Sono passati in questo lenimento verso le ore quindici. Per un calcolo, che si è potuto fare ad occhio, potevano essere circa due7cento a piedi, e sessanta a cavallo. Hanno presa la direzione /di Ovindoli./Circa mezz’ora dopo del loro passaggio è qui felicemente/giunto il detto Sig.[no]r Digonet colla sua Truppa. Si è fermato un/momento alla Porta del Paese, ed avendo riunita la brigata/della Gendarmeria qui esistente la traccia de’/malvaggi fuggitivi./Tra S. Potito ed Ovindoli vi è una strada posta nella Valle,/dimodochè dall’uno e dall’altro lato si ergono delle monta-/gne quasi inaccessibili. In uno di questi lati, e propri[am.[ente/in quello riguardante l’Oriente si erano riuniti i Brigan-//

                                              NOTE

  1. E’ la località denominata “ La Stanga” in Tenimento del comune di Celano ubicata al Nord della sponda dell’ex lago Fucino. Era il luogo deputato alla pesatura del pesce pescato nel lago Fucino ed alla divisione delle parti spettanti al feudatario ed ai pescatori. Amiconi F.(a cura): “ La pesca nel lago Fucino negli atti della Commissione feudale”, Adelmo Polla Editore, Cerchio, 2002. Amiconi F.: “ Storia della Marsica attraverso gli atti della Commissione feudale “, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 60, Anno VII, 2004, Serena Efffe, Avezzano , 2005.

f. 28r

ti. Quando la truppa comanda dal Sig.[no] r Digonet si era inoltra-/ta in detta strada hanno cominciato a fare un vivo fuoco, ch’è stqto/intraprendente sostenuto da’ nostri Soldati, contro de’ quali si facevano ro-/tolare de’ grandi pezzi di pietra. I volteggiatoti rampicandosi sopra que’ sassi hanno costretto i Briganti a fuggire. Sono dappertutto inseguiti,/e speriamo sentirne di breve la totale distruzione./Il Comandante de’ Briganti è un tal Giuseppe del Monaco (1) d’Introdacqua/Uomo iniquo per tutt’i punti. Marcia con bandiera rossa spiegata, e con/due casse battenti. In Cerchio diceva ch’era ritornato l’ex-Re in Na-/poli, e ch’era Stato Egli incombenza a ripristinargli il Regno in dipendenza. A tale effetto ebbe la temerità di far sapere che si fossero a Lui ri-/presentati i militari del passato Governo. Ma non fu obbedito come/sono assicurato da rapporti in Iscritto./Ecco quanto ho potuto rilevare.In appresso potrò darle altri ragguagli. Sono intanto col medesimo rispetto/Giuseppe Saliceti//

                                               NOTE

1) Amiconi F.: “ Giuseppe Monaco d’Introdacqua op.cit.”, Terremarsicane, Polvere d’Archivio, 2025.

f.28v

Celano 19 Luglio 1807/Il Governatore del Circondario Rap-/porta su’ l’orda de’ briganti//

F. 29r

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f.29v

Celano Lug.[li]o 1807/Il Gov:[ernato]re su i Briganti//

f. 30r

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f.30v

Celano 28 Agosto 1807/ Il Governatore di Celano/A S[ua] E.[ccellenza] il Sig.[no]r Intendente della Provincia di Aquila/Eccellenza/Verso le ore otto della scorsa notte circa quaranta Briganti/quasi/tutti a cavallo sono passati nella taverna di Paterno luogo di/questo circondario. Un miglioria di giungervi hanno rubbato in un luogo detto Soriano a Fiore Palumbo di Lucoli un cavallo, d un mulo che facevano parte dell’armento destinato ad ese-/guire la trita (1) del grano non compita ancora in queste parti. Voleano dal Tavernaro di Paterno una sella, ma sono assicurato/di non averla loro data. Si sono quindi diretti ( è scritto sopra n.d.a.) subito reso la collina/piegando a destra, lasciano a sinistra Avezzano. Sono stati/rincontrati questa mattina per tempo nelle vicinanze di Albe (centro ubicato nei pressi dell’antica città romana di Alba Fucens n.d.a.)/ed in sito tale che si può congetturare con molta probabilità di/aver presa la direzione del Cicolano./La detta Comitiva è quella comandata da del Monaco (sic) e Giovinot-/ti (2). Questi due Capi assassini sono stati riconosciuti./Ho incaricato il Sindaco di Paterno a mandare in varie parti/delle spie, onde rilevare con certezza la via da loro tenuta.Passo tutto ciò all’intelligenza di V.[ostra] E[ccellenza], e del Sig.[no]r Generale in/discarico del mio dovere, e la riportato i sentimenti della mia grandissima stima e rispetto/Giuseppe Saliceti//

                                             NOTE

  1. Solitamente si svolgeva in un luogo pubblico denominato aia con appunto, l’ausilio di quadrupedi: muli,  cavalli i quali passavano, guidati dall’esperta mano del contadino, sopra il grano sparso nel luogo consueto per svolgere tale attività. Una volta finito il grano  così depurato veniva messo dentro appositi sacchi. E si riportava in casa, per passare alla fase successiva del lavaggio ed essiccamento solare: il grano lavato veniva posto su appositi pannoni e lasciato asciugare dai raggi solari.
  2. Amiconi F.: “ Felice Ruggiero alias Giovinotto di Ovindoli op.cit.”.

f. 30r

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 30v

Si risponda, che si resta inteso di quanto/ra[….] in data di jeri relativamente all’orda di quaranta Briganti Comanda-/ti da capi assassini del Monaco, e/Giovinotto, e che si è fatto (è stato cancellato n.d.a.) passata per Paterno rubano un Cavallo ed una Mula a Fiore Palumbo di Lucoli./Non trascurate di mettere in opera// tutto il vostro Zelo, ed attenzione p[er] lo/esterminio di tal Sorta di gente sen-/endovela con i Gov.ernatori Vicini, e con i Comandanti delle truppe. Tenetemi/ripresentato di ogni minimo avenimen[t]o +/Adì 29 disbrigato

f. 31r

Celano li 5 Giugno 1807/Il Luog[o]t.[enent]e di Celano ( al margine sinistro sono impressi due descritti  sigilli ovoidali, n.d.a.)/Al Sig.[no]r Intend.[ent]e della Provincia di Aquila/Sig.nor Intendente/Sig.[no]r Intend/[ente] Felice Ruggieri Alias Giovanotti di Ovindoli dietro carta di/sicurezza ricevuta dal Sig.[no]r G.[enera]le Digonet si è ritirato nel-/la sua Padria, dove dimora tranquillamente. Nulla di meno io non manco prendere de’ continui rassegna-/menti della sua Persona, e della menoma azione;/che dasse indizio di nuovo traviamento, mal’affretterò/dar subito avviso a codesta Intendenza/Credo che stia disarmato, avendo inviato a questo Tenente/di Gendarmeria i pochi arnesi militari che gli erano rimasti./Compiacetevi di restare in tale intelligenza, e con tutto il rispetto sono/Giuseppe Saliceti//per rilevar dove tro-vasi Giovinotti di Ovindoli. Vari Pastori da me dimandati/hanno detto non saperne cosa alcuna. Ho invariato parti-/colarmente il Tavernaro di quel luogo a riferirmi subito/quanto gli riesce sapere rapporto a tale Scelerato. Può/egli facilmente averne qualche cognizione per la favorevole circostanza di abitare prossimamente alla Casa del/Giovinotti, e per conversare di continuo colla bassa gente, molta della quale è aderente a quest’ultimo. Ho invi-/tato ancora a prenderne indagine D.[on] Vincenzo Cola-/bianchi Uomo attaccato al Governo, e perseguitato/da’ Briganti. Acchiudo alll’E.[ccellenza] V.[ostra] una sua lettera di/risposta, da cui rilevare lo stato presente delle/cose relativamente a tale appunto. Ho fatto già chia-/mare l’Uomo, che mi Dinota, e dimattina(sic) venen-/do da me lo costringerò in prudente modo a svelarmi//

f. 32r

Quanto è a sua notizia./A quanto le ho rassegnato nelle precedenti mie relazioni/agiungo che appena giunti i Brigantini Ovindoli, Giovi-/notti fece ordine per via di bando di accendersi il fuoco in tutte le case per farli asciuttare (sic), essendo bagnati dal-/la pioggia. Dispensò loro delle razioni, e quindi uscì con/essi per battersi con le nostre truppe./Un Uomo di qui si è offerto di ammazzare in occa-/sione  di rissa anni addietro. Nulla ho risposto su tale progetto, conoscendo quanto sia ristretta l mia autorità, e/di quale rimarco sia tale passo.Sottometto tutto alla saviezza dell’E.[ccellenza] V.[ostra], la quale potrà compiacersi comunicar-/mi su di ciò i suoi oracoli./Del resto essendo Giovinotti un’Uomo capace di commettere/i più grandi eccessi, e di una incalcolabile temerità in queste vicinanze, i paesi della Marsica/sono in pericolo diricevere un gran male.Io le protesto i sentimenti del più grande rispetto./Giuseppe Saliceti//

f. 33r

Celano li 26 luglio1807/Il Gov.[ernato]re di Celano/Al Sig.[no]r Intendente della Provincia/di Aquila/Sig.[no]r Intendente/L’altra sera nella montagna di Ovindoli furono veduti de’/fuochi e siccome in quel sito non vi sono Pastori, sono essi,/un indizio della presenza di Giovinotti./Bisogna assolutamente pensare alla distruzione di questo gran-/de assassino. Ne feci a V[ostra] E.[ccellenza] ieri l’altra un progetto, e ne atten-/do l’approvazione. Eccone un’altro/In Ovindoli vi sono più di venti locati(1). Ciascuno di questi tiene/due o tre Pastori (2) a guardare gli armenti nelle montagne/di Arano, e Curto, dov’è probabilissimo che stia Giovinotti./Questi non potrebbe colà vivere senza avere delle giornaliere/prestazioni dai pastori medesimi. In somma io credo con qualche fondamento che possa stare tra essi tranquillamen-/te. Ora se io chiamassi tutti quei locati, e li facessi obbligare a/presentarmi Giovinotti dentro otto giorni sotto la pensa di docati/cento per uno, non sarebbe questo mezzo perché essi obbli-/gassero i propri Pastori a renderlo, ed a presentarmelo?/Una sol valida obiezione potrebbe farmisi, ed è che l’affare//

                                         NOTE

  1. Ricchi proprietari di armenti.
  2. Molto probabilmente ogni pastore guardava una morra di pecore formata ognuna da 250 pecore e, quindi, di conseguenza, nel nostro caso, le greggi erano formate da 500 o 750 pecore.

f. 35r

Non può essere maneggiato con quella secretezza, che in/casi simili forma l’essenziale, essendo troppo grande il nu-/mero di quei, che lo dovrebbero mettere a termine. Oltre/a ciò qualcheduno per liberarsi da ogni responsabilità po-/trebbe a bella posta avvisare il Giovinotti. Ma se altro/vantaggio non avessimo, vi sarebbe Sempre quello di/fare allontanare un capo assassino da questi siti, ne’ quali/la vicinanza della propria famiglia, la perfetta conosce-/nza di tutt’i boschi, i rappporti di parentela e di amicizia/gli somministrano i più facili mezzi di sussistenza/Si potrebbe ancora mettere in ostaggio la moglie, ed i figli/da quali deve ritrarre de’ soccorsi./Sommetto tutto alla sublime intelligenza dell’E.[ccellenza] V.[ostra], alla/qule rinnovo i sentimenti del più grande rispetto/Giuseppe Saliceti//

f. 35v

Aquila 27 Luglio 1807/Al Governatore di Celano, Ho ricevuto il V.[ostr]o apporto relativo a Fe-/lice Ruggiero, altrimenti Giovinotti di Ovindoli/Mi lodo della V.[ost]ra premura nel pren-/dere le indagini nel luogo dov’egli/sia con tutt’altro che può riguardarlo./S’egli è certo che abbia sorpreso i/plichi, che voi inviate, il bando/che fece gettare p[er] asciugare i brigan-/ti, e che abbia loro fatto Sommini-/strar le razioni, non vi è dubio,/ch’egli si sia riunito a loro./per l’autorizzazione che chiedete/mi avete fatto dubitare, che non/aveste ancor letto lo Stampato del/Sig:[nor]e G.[enera]le Partouneaux sulla formazione della Compagnia de’ parti-/giani di Guardia Cico-pr[ov]in[cia]li.La/dentro troverete autorizzata la/misura concernente il Soggetto, e//

f. 36r

Forza ancora maggiore della/domanda./Attendo nuovi rapporti sul-/l’affare non meno, che Sù altri/oggetti di polizia, vi accuso il/riciimento della lettera, che mi/avete compilata, e vi Saluto con/distinta Stima/P.[ost] S,[criptum] Stimo aggiungerei, che usando della misura succennata rile-/va di far conoscere, chete si sappia, ne si creda la riunione del Su-/detto Soggetto a Suoi Simili, ma che anzi si tenga per certo, che/egli seguitando della carta di sicurezza concessa-/gli, viva tranquillo. Questo esige il voler far risarcire quanto si/desidera La riuscita, com’è visibile, dipende dagli animi di (è stato cancellato n.d.a.) dalll’anima di tutti gli affari, che è, il Segreto, e nel presente ancor/più essenziale. Quindi gli altri due Soggetti, che proponete non/possono aver luogo per ora//

f.36v

Omindola (sic) 24 Lug.[li]o 1807/In adempimento delle ordini di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma le Fo presente che il Gio-/vinotto dalla venuta che Fecero li bricanti non ha più/veduto. Si sta sul dubio che non Sia nella montagna di Ara=/no e propriamente p[er] la notte delle Foci(1) ma non posso darne/le p[er] certo non si mancherà Far tutte le necessarie diligenze/per Saperlo in tanto V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma potrebbe farsi chiamare un cer-/to Saniarelllo di costa che molto Tempo sta tagliano(sic) Siano p[er]/quale vicina[n]za delle Rose e delle Foci che vi persiste di notte/e diGiorno che potrebbe Saper qualche cosa io in tanto non/manchero adempire a quanto mi e stato incaricato apurarne/qualche cosa non mancino Subito resegniato a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]/ma e pieno di umile riverenza passo a segniarmi/d[i] V.[ostra] S.ignoria] Ill.[ustrissi]ma//

                                            NOTE

  1. località ubicata a Sud del comune di Celano denominata oggi “ Gole di Celano-Aielli.

f. 37r

[ustrissi]mo Sig.[nor] Sig.[no]r P.[ad]r[o]ne Col[endissi]mo/Il Sig:[nor] d.[on] Giusep.[p]e Saliceti R[egio] Goven.[nato]re in Celano//

f.37v

Celano il Primo Giugno 1807/Il Gov.[ernato]re Interino ( al margine sinistro sono impressi la già descritta Marca di grani due e l’altro sigillo ovale recante la scritta: “ CARTA/PER SOLO USO/FISCALE” n.d.a.)/Al Sig.[no]r Intedente della Provincia dell’Aquila/Ecco, Sig.[no]r Intendente, quanto passò a rassegnarmi, a riguardo a/Felice Ruggieri, alias Giovinotto di Ovindoli. Da che io mi trovo qui, il Medesimo è stato sempre nella monta-/gna di Ovindoli, cambiando però sito continuamente, onde poter meglio eludere le perquisizioni, che si facevano di sua persona,./Non è sceso mai al piano, per cui i Passaggieri non hanno avuto/motivo di essere molestati. Due giorni prima della mia venu-/ta successe nella montagna di Arano un’attacco fra il Giovi-/notti, e la Guardia Civica di Avezzano. Dir in tempo di notte./Non saprei farvene il dettaglio, perché mi mancano le notizie/necessarie/So Solamente che il Tenente Rampa, sta ancora/in letto con una ferita, che abbraccia tutta l’estensione interpo-/sta fra una scapola e l’altra, avendo ricevute una palla/che s’internò nella banda sinistra, e riuscì nella destra./Oggi è andato in Ovindoli il Tenente Iatta unitamente al/Brigadiere della Gendarmeria. Giovinotti si è presentato a /quest’ultimo, ch’è andato a rincontrarlo poco lungi dal Pae-/se in compagnia del Sindaco, ed altri del luogo. Nel presen-/tarsi ha depositato le armi, ed ha mostrato al Brigadiere/medesimo coll’aria la più dimessa la più grande rassegna-/zione. Non aveva compagni seco, ed essendone stato diman-/dato di arrivare sino ad Ovindoli, dov’era il Tenente,/ma ha ricusato, dicendo volere prima una certa sicurez-/za. Ha promesso di mandar dimani in Celano le armi,/e le munizioni di polvere e di palle, che tiene presso di se./Si è dal Tenente rassegnato tale fatto a Chavardez. Non//

f. 38r

so quali disposizioni dal medesimo si daranno.Mi farò/un dovere rassegnarvele, qualunque esse siano. Ho stimato in tanto inviarvi la presente per rendervi conscio di/quanto riguarda un’affare, che importa alla Polizia/di conoscere in tutta la genuina./Sono col più grande rispetto/Giuseppe Saliceti//

f. 38v

Celano li 2 7(sette]mbre 1807/Il Governatore di Celano/A S.[ua] E.[ccellen]za il Sig.[no]r Intendente della Provincia di Aquila/Eccellenza/sul punto che sono le ore ventidue è da me venuto il Sindaco di Ajelli/e mi ha presentata una lettera al medesimo diretta da Giovi-/notti, e da Monaco, che si dicono fermati nella montagna/di Gagliano. Ne rimetto a V.[ostra] E[ccellenza] una copia, esibendomi, pronto a rimetterle anche l’originale, se, così desidera./Non ho mancato  informare di tutto questo Sig.[no]r Tenente/Iatta, il quale ne ha passato anche l’avviso al Coman-/dante della Colonna mobile./Ho l’onore di dirmi col massimo rispetto/Giuseppe Saliceti//

f. 38r

Celano li 2 7[sette]mbre 187/Il Governatore di Celano/A S.[ua] E.[ccellenza] il Sig.[no]r Intendente della Gendarmeria di Aquila/Eccellenza/Alle ore due della prossima scorsa notte una comitiva di circa quin-/dici assassini è stata in Ajelli, luogo di questo Circondario, e lontano da qui due miglia e mezzo. Il Sindaco di quel Comune, mi dice di essere Stato costretto a somministrare un sacco d’orzo, pane, e vino. Il primo gli ha imposto di dire a Fortunato Berardi ( vedi qui n.d.a.), ea D.[on] Bal-/dassarre Maccallini (vedi qui n.d.a.) d’inviargli donati seicento per rinfranco de’/sei cavalli, che gli furono presi nella fine del passato mese di mag-/gio dai Gendarmi, e Civici di Avezzano, i quali secondo lui, furono avvisati da detti Naturali di Ajelli del sito, in cui allora si tro-/vava. Questa matina sono partiti i Gendarmi risiedenti qui in Celano/verso la detta Montagna di Arano. Sarebbe sperabile che questa/piccola orda di ladri si potesse una volta distruggere, ma l’estrema/loro mobilità, e la per essi buona circostanza della perfetta conosce-/nza di questi intricatissimi boschi, può sottrarli anche per altro tipo dalle ricerche delle nostra truppe./La popolazione intanto di questo circondario si mantiene/tranquilla./Ho l’onore di segnarmi con tutto il rispetto/Giuseppe Saliceti//

f. 39r

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 39v

Copia= Sig.[no]r Amm.[ini]str[ator]e/Sul momento, e senza perdita più di un’ora farete sentire al Si.[gno]r D.[on] Baldassarre Maccallini (vedi qui n.d.a.), e al Sig.[no]r/D.[on] Fortunato Berardi (vedi qui n.d.a.), e Giuseppe del Pinto(vedi qui n.d.a.), che senza ritardo consegnassero a V.[ostra] S.[ignoria] La Somma/di ducati Seicento per il costo delli sei Caval-/li equipaggiati, che furono dalli medesimi tolti. Dovevano riflettere, che d.[ett]i Cavalli erano in/servizio di S.[ua] M.[aest] Ferdinando IV, Dio sempre feliciti./Che non mancassero a quanto si è detto, altrime=/nti in mancanza saremo costretti tornare/Costà con tutta la nostra fulminante Trup=/pa solo contro li Sud.[dett]i, ma con detri-/mento di tutto il Comune Paese. La d[ett]a Somma de V.[ostra] S.[ignoria] Sig.[no]ri Ammm.[ini]str[atori riceve=/rete, dovete condurvi da Noi Unitam.ente/conil nostro Corriere che dal med:[esim]o sarete/Scortato. Addio/Monaco Cap.[itan]o/Felice Ruggiero/a[lia]s Giovinotti ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]ri Amm.[inistrato]ri di/Ajelli” n.d.a.)/Per copia conforme al pre[detto] originale esistente  presso/di me. Saliceti//

f.40r

Acciano li30 luglio 1807/Il Regio Governadore(sic) di questo Circondario/All’Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]r Intendente della Provincia/SIgnore Niun riscontro mi è pervenuto alle diverse relazioni, che sul pro=/posito de’ Briganti, ho avuto l’onore di rassegnare a V.[ostra] S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/dal giorno 16 cad.[ent]e in avanti. Ieri circa Le ore 14 qua pervenne una Colonna mobile di/sopra cento Volteggiatori Francesi del 10 Reggimento di Li=/nea, proveniente da Capistrano.; e questo mattina si è/diretta verso Goriano Sicoli.Io non ho mancato dare al/Comandante tutte le notizie necessarie, con averlo fornito/altresi di guide, e de’ Corrieri, de’ quali vi è stato bisogno./Dopo la di lui partenza, ho saputo con qualche precisione, che i/Briganti, al numero di circa 80, comandati da Giuseppe del Monaco (sic), sieno attualm.[ent]e nelle alture di Goriano Sicoli, e l’altra di Cocullo( è il  centro in provincia dell’Aquila,/noto come il paese dei serrai n.d.a.)con certezza sono stato informato, che Giovinotti di/Ovindoli (vedi qui n.d.a.), il quale si crede in unione del nomato Giusep-/pe del Monaco (vedi qui n.d.a.), con dieci Uomini armati La sera de’/26 cad.[ent]e, si fermò in Goriano Sicoli. Il giorno seguente//

f. 40v

De’ 27, erano costoro a piedi La Costa di Rajano, dove/rubarono un Cavallo al Sindaco di Castel di jeri./Per espresso ne ho informato il Comandante di d.[ett]a Colonna, e gli ho pure suggerito di potersi mettere in/communicazione col Capitano della guardia Civica-Provinciale di Cocullo Sig.[no]r Gio.[van] Paolo Gentile, attaccato al Go=/verno, ed intensissimo delle masse de’Briganti, tanto a con=/to della vicinanza, di loro situazione, quanto per le Spie, che tiene./Per atto di mio dovere Lo passo ben’anche a notizia di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/per la dovuta intelligenza, e per quelle disposizioni/che stima dare mentre io coll’usato rispetto mi rassegno./Bernardino Muzj//

f. 41r

Città Ducale 27 Ag.[ost]o 1807(al margine sinistro si legge: “ Divisione di/Polizia/2° Burò/Si chiederanno/ai Sig.[no]ri Gov.[ernato]ri del/Distretto le di=/stinte note degl’/assenti dalle Co=/muni per unirsi/ai briganti, e/di cui, che/ne sono sos-/petti” n.d.a.)/Provincia dell’Aquila/Il Sotto-Intendente del Distretto di Città Ducale/Al Sig.[no]r Intendente Gen.[era]le della Prov[inci]a/Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re/Seguendo i di Lei comandi,, che mi da colla Sua favo-/ritissima della data di questo Mese, quale ricevo/quet’oggi; vado a scrivere riservatamente a tutti/i Governatori del Distretto, che mi rimettano il chie=/sto notamento di tutti gl’Individui, che sensi allon=/tanati dalle Comuni Loro Patrie per unirsi all’assassini, non omessi quasi, che se ne fossero semplice=/mente sospettati, facendovi delle osservazioni/generali, e particolari sopra i varj av[….]di di sos-/petto, che se ne abbiano, e, facendovi de’ supple-/menti successivi, finche durano le attuali turbu=/lenze. Dubito che mi giungeranno queste note,/che ho raccomandate con la premura non man=/cherò riscontrarmela esattamenteSupplica/V.[ostra] S[ignoria]Ill.[ustrissi]ma della Prov.[inci]a restare in quest’intelligenza, e creder=/mi pieno di rispetto e di considerazone/Cesare Maria Boccanera//

f.40r

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 40v

Mercato 31 Ag.[ost]o 1807/il Reg.[i]o Luog.[otenen]te del Circondario/All’Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]r Intende.[ent]e della Prov.[inci]a dell’Aquila/Sig.[no]re/In punto ricevo dl capitano Martelli due Sue Lettere in data/di 30, e 31 Ag.[ost]o nel Borgo Colle fegato(1).La prima è del tener Seg=[en]te=/= Dopo il mio passaggio per costa mi diressi in Terra di Taglia:/ Gui (sic) vi trovai,/che la costernaz.[ion]e si era impadronita de’ Spiriti/=deboli che davano corpo all’ombra e fingevano pericolo Immi=/nente Mi diressi perciò con l mia Compagnia della Truppa/=Provinciale in Borgo Colle fegato, dove con accertate notizie mi=/venne riferito essere i Briganti stati fugati dalla Truppa Francese/= e Gendarmeria Reale. Avendo a tale oggetto richieste più Sicure/=Certezze Sù la direzione, che gli Assassini avessero potuta previ=/dere, mi fu da persona di fiducia riferito, che essi avevan preso/= il Camino di Valle Mora, e che la notte de’ ventinove Si erean/=veduti molti luoghi nella Montagna, che Tita la Catia con/=Ovindoli. Ho l’onore dappiù parteciparvi Sig.[no]re, che il N.[umer]o/= de’ Briganti era di soli quindici a Cavallo, che uno ne rimase/= ucciso dal Comandante de Gendarmi, e da questi fù ritro=/vato senza monizion]e da Guerra di Sorte alcuna. Stanzionate//

                                           NOTE

  1. E’, dal 1960, l’odierno comune di Borgorose. Prima in provincia dell’Aquila e, dal 1927, in provincia di Rieti.

f. 41r

Le mie Truppe Provinciali in questo Comune, non hò rinve=/nuto alcun rinforzo de’ Luoghi del circondario, di Pesco Rocchiano (1)/= come mi è stato promesso, motivo, che non mi hà fatto/= avventurare d’inseguire i Briganti med.[esim]i, come vi era ar=/dente entusiasmo ne’ miei Civici, e nei due Attitanti di cod[est]a/=Regia Corte da noi Somministratami; Domanimattina a=/punta di giorno, essendo cessato il pericolo, e non essendovi notizia/=in contrario, mi ridiggerò per Costì è Tanto vi sia di avviso/= dietro alla V.[ost]ra di oggi qui ricevuta, e Vi Saluto= Martelli/Con la Seconda Lettera, poi, mi dice esso sto Martelli Locchè/Siegue= Adesso, che Sonore ore dieci del mattino porgo in=/marcia la mia Civica Prov.[incia]le. Ricevo altra V.[ost]ra. Vi assicuro/= della Tranquilità resa a queste Comuni. Mi affretto ma=/giormente a far ritorno in cod.[est]o Partaggio, perché alcune notizie/=ricevute questa mattina, che i Briganti di Giovinotti (vedi qui n.d.a.) privi/= di polvere, avessero minacciato di diScendere(sic) fra’ giorni nel/=Cicolano (odierna provincia di Rieti n.d.a.) per la Stessa Catena de Moti, che non gli d/= interruzione, ed ostacolo, E ciò tanto per Battinare (sic), quanto/=per procedere la polvere in Rigatti, di cui si dice, che essi/=sian privi. Questa notizia pare che voglia essere veriicata/= da molte circostanze e particolarmente dal profitto che credono/= tirare dalla disperazione de villaggi di cod.[es]a n.[ost]ra Contrada. Tro=/veranno però resistenza, e Coragio, ed il vantaggio anche de’ siti

                                                    NOTE

  1. E’, dal 1927, l’odierno comune di Pescorocchiano in provincia di Rieti( Prima faceva parte della provincia dell’Aquila ).

f. 41v

=li renderà forti. E’ necessario però di persone all’intelligenza/=de’ Superiori, che un pò di Forza armata, Sarebbe dopo Si/= appartasse sopra al Corvaro nel Monte per toglierli la/Massa. Hò l’onore di Salutarvi= Martelli=/Queste o Sig.[no]re son tutte le notizie, che io posso per ora farle/p.[rese]nte, assicurandola, che se avessi potuto lasciar Sola q[ues]ta/Corte, mi sarei anche io unito con la Truppa Civica Pr.[ovincia]le./di q.[uest]o circondario, per maggiorm.[ent]e dimostrare il mio attaccar.[en]to,/me per non cagionare allarmi, hò stimato Soltanto fr/unire alla d.[ett+a Truppa l’interino Mastro d.[att]i di q.[uet]a Cort Sig.[no]r/Luigi di Girolamo, e il suo Compagno Sig[no]r Vincenzo Botti./Nell’atto che chiudevo la p[rese]nte ha fatto qui ritorno col/la sua Truppa il Capitano Martelli, e mi hà riconfermate le stesse notizie datemi in Scritto; E nel punto istesso mi/giugne lettera del Gov.[ernator]e del Peschio ( Pescorocchiano (Ri) n.d.a.), colla quale mi dice/essere di già Svanitii Rumori, e che dodici Brianti, che mi=/nacciavano quelle Contrade con la perdita di uno, furono battuti/l’altra Sera dalla Truppa Francese e Prov.[incia]le di Magliano ( dei Marsi n.d.a.)/Lo Zelo dimostrò in q.[ues]a circostanza dal d.[ett]o Capitano Martellj/è stato ben grande, e non appena ricevuto il mio avviso, posto/da banda, ogni altro interesse, riunì quella Truppa, che potè e si/pose in Marcia verso Turano(1). Lo stesso Zelo dimostrano i d.[ett]i/due miei Attitanti, che dimostrerebbero maggiorm.[ent]e se le ciros=/tanze lo figgessero. Se vi è pericolo, come die il Martellli, io mi//

                                                      NOTE

  1. E’ l’odierno Torano frazione del comune di Borgorose in provincia di Rieti.

f.42r

Fò ardito di rinnovare a V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma le mie Suppliche per l’/invio di qualche forza Armata Sù la Montagna del Corvaro. Quante volte ella però non penserà altrimenti per n.[ostro] meglio./Se avrò altre Sicure notizie non mancherò rappresentargliele/all’istante, e con la più distinta stima, hò l’onore di/salutarla Giambatista Leoni/(più sotto scritto alla rovescia si legge: “ Mercato Ag.[ost]o 1807/Sù i Briganti “ e, più a destra, si legge: “ Mercato/Il Luogotenen]te” e, più sotto, ancora rilegge: “ adempito al 1 7[settem]bre n.d.a.)//

f. 42v

Foglio lasciato in bianco n.s.a.

f. 43r

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 43v

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 44r

Notamento di tutt’i Briganti insorti ultimamente da’ Luoghi/Compresi nel Regio Governo di Acciano/

Acciano

Giandomenico Finamore= Casato in Tivoli, non si è ripresentato.

Fiantommaso Giannangelo= Ripresentato al Comand:[an]te a Navellli/ed ebbe la Carta di Amnisitia/

Roccapreturo

Giovanni Rosa

Pasquale Santilli

Pietro Natale (1) Assenti, e non si sono ripresentati

Biase Volpe (2)

Melchiorre di Stefano

Francesco di Gius.[epp]e

Luigi di Sante

Francesco di Venanzio

Gio.[van]Batt.[ist]a Giannangelo Ripresentati alla Corte locale da cui ebbero la Carta di Amnistia: di presente tutti Assenti.

                                              NOTE

  1. Iscritto alla vendita carbonara di Roccapreturo, composta da 20 adepti: “[….]11.Natale Pietro – Prop-[rietari]o- Carbonaro[….]” Archivio di Stato di Napoli, cit.
  2. Iscritto alla  succitata vendita carbonara di Roccapreturo: “[….]20. Volpe Biase- prop[prietari]o[….]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.

Beffi

Domenico di Nicola Ciancone= Si ripresentò alla Corte locale/,ebbe/la Carta di Amnistia. E’ Reo di Omici-/dio di Franco Santucci di Beffi, ed è/assente.

Feliciano Santucci

Diego Bergantini

Angelantonio Santilli.   Si ripresentarono come sopra e

Giuseppe di Domenico        sono assenti//

f. 44r

Pietro di Bartolomeo= Non si è ripresentato. E’ reo di

                                         furto dome=/stico a danno dell’

                                         Un[ivers]ità, e della Ma=/donna

                                         del Rifugio di Beffi, condannato/

                                        in Galea per anni dodici. Assente

Gaetano Cirilli (1)=     Ripresentato al Colonnello Espert,

                                      ebbe la Carta di Amnistia. Assente

                                       e facinoroso.

                                          NOTE

  1. Inscritto nella vendita carbonara di Beffi, composta da 30 adepti: “[….]5. Cirilli Gaetano- prop.[rietari]o- Beffi- Carbonaro[….]”. Archivio di Stato di Napoli cit.

Fontecchio

Fra lupo= Se ne ignora il suo nome presente. Si ripresentò a/quella Corte, ma non si se ebbe la Carta/di Amnistia. Soggetto cimento ed insorgen=/te ne’ rincontri.

Il figlio di Benedetto Pellegrini Si ripresentarono subito

Fiorangelo Nanni                        a d.[ett]a Corte Erano          

                                                       stati sovvertiti da         

                                       Fiorangeli/Cerasoli sono presenti.

San Pio

Fiorangelo Cerasoli=   Assente, ed insorgente di unita

                                  con Francesco Bernardi di Barisciano

                               dove fà do=/micilio da più tempo.Non

           Si sà se ab=/bia altri delitti. Non si è ripresentato.

Il figlio di Domenico Lucrezj Ripresentati e presenti//

Il figlio di Domenico Giarelli

Castel di Ieri

Donato Santilli

Berardino MuccioEugenio de Angelis (1) Si ripresentarono, ma non si sa se siano presenti.

Francesco//

                                            NOTE

  1. Iscritto nella vendita carbonara di Castel di Ieri, composta da 92 adepti:”[….]8. De Angeles Eugenio- Prop.[rietari]o-Castel di ieri- Carb.[onar]o[….]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.

f. 44v

Francesco di Virgilio

Amadio di Girolamo E’ incerto se si ripresentarono, e non si sa se/siano presenti.

Angelo de Santis= Ucciso da Compagni.

Goriano Sicoli

Giuseppe Tiburzj- Rimasto ucciso nel proprio paese.

Raimondo Bucciarellli- Ripresent[at]o a 28 8[otto]bre al

                                         Colonnello Epsert.Presente/

Daniele de Santis- Ripresent[at]o c.[om]e sopra.

                                  Presente.

Panfilo Coletta- Ripresentato c.[ome] s.[opra] a 28

                              8[otto]bre. Presente.

Saverio Giannantonio

Angelo Sante Ranalli (1) Ripresent.[at]o c.[om]e s[opr]a

                                         a 28 8[otto]bre.Presente.

Francesco di Giuseppantonio Cifani (2)

Donato di Carlo

Carlantonio di Carlo

Domenicant.[oni]o di France.[es]co di Carlo.

                                  Ripresent.[a]to C.[ome] S.[opr]a a

                                   28 8[otto]bre.Presente.

Nicodemo de Mutiis Ripresent.[at]o C.[om]e S.[opr]a, a

                                       28 8[otto]bre. Presente.

Saverio de Mutiis Ripresent.[at]o come Sopra, presente

Isidoro de Mutiis Ripresent.[at]o come sopra, presente

Giovanni di Martino Ripresent[at]o come sopra,  

                                     presente

Giannicola Ferrini

Pasquale Ferrini Ripresent.[at]o come sopra presente

Venanzio Ferrini Ripresent.[at]o come sopra presente

Salvatore di Giallorenzo Cifani (3)

D.[on] Camillo Corsetti (4) Ripresent.[at]o c.[om]e    

                               s.[opr]a presso il Reg.[i]o

                                Gov.[ernato]re di Solmona Domenicant.[oni]o//

                                               NOTE

  1. Iscritto nella vendita carbonara del comune di Goriano Sicoli composta da 74 adepti:”[….]64. Ranalli Angelo Sante- Prop[rietari]o-Goriano Sicoli- Carb.[onar]o[….]” Archivio di Stato di Napoli, cit.
  2. Fu allistato nella sopracitata vendita carbonara: “ […]27. Cifani Francesco- Prop[rietari]o – Goriano Sicoli- Carb.[onar]o[…]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.
  3. Iscritto nella sopra citata vendita carbonara: “[….]30. Cifani Salvatore- Prop[rietari]o- Goriano Sicoli. Carb.[onar]o[….]” Archivio di Stato di Napoli, sct.
  4. Fu annotato nella sopra citata vendita carbonara: “[…]17. Corsetti Camillo- Prop[rietari]o. 2° assistente [,…]”, Archivio di Stato di Napoli, cit.
  5. Iscritto nella sopra citata vendita carbonara: “[…]45. Di Giampaolo Vincenzo- Prop[rietari]o-Goriano Sicoli- Carb.[onar]o[….]2. Archivio di Stato di Napoli, cit.
  6. Fu annotato nella sopra citata vendita carbonara: “[…]27. Cifani Francesco- Prop[rietari]o-Goriano Sicoli- Carb.[onar]o[….]2. Archivio di Stato di Napoli,cit.
  7. Fu iscritto nella sopra citata vendita carbonara: “ [….] 28. Cifani Mattia- Prop[rietari]o- Goriano Sicoli- Carb.[onar]o […]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.

f. 45r

Domenicant.[oni]o Santi-Ripresentato come sopra a 28    8[otto]bre. Presente

Vincenzo Giampaolo (1) Ripresentato come sopra a 29 8[otto]bre- Presente

Salvatore la Porta.Ripresent.[at]o come sopra- Presente

Venanzio Castiglia

Domanicant.[oni]o Castiglia

Benedetto Ferrini

Nunzio Paolucci- Ripresent.[at]o come sopra- Presente

Francesco Giuseppe Cifani Ripresent.[at]o come sopra- Presente

Giuseppe di Camillo di Giuseppe

Francesco d’Alessandro- Ripresent.[at]o a 29 8[otto]bre         c.[om]e s.[opr]a Presente

Gianfrancesco Cifani Ripresent.[at]o a 29 8[otto]bre c.[om]e s.[opr]a Presente

Mattia Cifani Ripresentato come sop[r]a a 28 8[otto]bre Presente

Giacinto Ferrini- Ripresentato a 29 8[otto]bre al Col[onnell]o Espert Presente

Salvatore Bucciarellli Ripresentato come s[opr+a a 29 8[otto]bre, presente

Pasquale di Stefano e

Giuseppa.[toni]o Cifani Ripresentati Come sopra Presenti

Gagliano

Domenico de Rubeis

Attlio de Rubeis

Pasquale de Rubeis (1)

Silvestro Vacca

Serafino Vacca

Placido Verdicchio

Silvestro//

                                                  NOTE

1)Fu iscritto nella vendita carbonara del comune di Gagliano Aterno composta da 41 adepti: “[….]32. De Rubis (sic) Pasquale-Prop.[rietari]o- Gagliano- Carb.[onar]o[…]” Archivio di Stato di Napoli, cit.

f. 45v

Silvestro Bianchi (1)

Giuseppe de Angelis

Giuseppe figlio di Pietro Pasqualone

Antonio de Rubeis- Morto

Amadeo de Rubis

Nunzio Salsicioli

Francesco di Domenico Fiore

Francesco Viola

Domenico Montagna

Andrea di Cesare

Francesco di Angelant.[oni]o di Renzo

Giuseppe di Bernardo Bucci

Domenciantonio del Greco

Vitantiono Nusca(2)

Loreto Gismondi

Pasquale Bianchi

Antonio figlio di Tommaso Bernabei

Ambrosio Alfonso

Giuseppe del Greco

Carminantonio Ciavarro (3)

Raffaele Cocco

Bernardo Palmieri

Vincenzo Montagna  Morti

Antonio Vacca

                                                NOTE

  1. Fu annotato nella sopra citata vendita carbonara: “[…]4. Bianchi Silvestro- Prop.[rietari]o- Gagliano-M.[aest]ro tesoriere[…]”. Archivio di Staro di Napoli, cit.
  2. Fu allistato nella sopra citata vendita carbonara: “[…]28. Nusca Vitantonio- Prop.[rietari]o-Carb.[onar]o[…]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.
  3. Fu iscritto nella vendita carbonara della sopra citata vendita carbonara:”[…]19. Ciavarro Carmine Antonio- Prop.[rietari]o- Gagliano- Carb.[onar]o[….]”. Archivio di Stato di Napoli.

f. 46r

Goriano delle Valli

Domenicantonio Guidone

Crmine Perfelice

Giancaterino Angelantonj

Carlo Sirolli

Felice Angelantonj

Felice Spadone

Francesco Grampa

Gaetano Grampa

Prospero Sirolli//

f. 46v

Aciano gli 11 settembre 1807/Il Regio Governadore(sic) del Cirondario/All’Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re Intendente della Provincia/Signore/Li Deputati di Polizia del Comune di Gagliano colla/data de 10corrente mi han fato rapporto, perven-/utomi questa mattina, che alle ore 17 di d.[ett]o giorno/si portasse colà Giovinotto di Ovindoli con altri di-/ciannove Briganti, parte a cavallo, e parte a piedi, e tre dopo versi posa la razione di viveri,/e foraggi, ed un cavallo a Raffaele Vacca, sulle/ore venti se ne partissero tutti dirigendosi verso/Forca Caruso (vedi qui n.d.a.)./Compiego a V.[ostra] S[ignoria] Ill.[ustrissi]ma la copia di due denunce, una/di Carmine Saturni di Goriano delle Valli(1), che di-/ce essersi Costantino suo figlio unito col d.[ett]o Giovi-/notto, e l’altro a nome di quel Sindaco, da cui/rilevasi l’accesso del medesimo fatto in quel luo-/go, la Sera de sei corrente, ed il Saccheggio delle/case di vari possidenti; nonché il nuovo accesso/dallo stesso Giovinotto fattovi questa mattina/col suo Seguit, parte a cavallo, che nel partire/si è diretto pel Tione, e parte a piedi, tre han-//

                                              NOTE

  1. E’ l’odierna frazione del comune di Tione in provincia dell’Aquila.

f. 47r

Ho presa la strada della Montagna, dove da quel/Comune Si sono trapassate due Salme d’orzo, ol-/tre la razione avuta in ducati dieci/Gente sì rea, che va rondando li paesi del Circon-/dario, e Si ritira nelle Montagne di Serente (vedi qui n.d.a.), ha tutto Sconvolto l’ordine pubblico in modo, che non vengono più rapporti, no si trovano Cor-/rieri per spedirsi costa, molto meno per circola-/re li Suoi ordini, e, Semprecchè Si è tentato inviar-/li, sono ritornati indietro, Senza eseguire, per/le notizie di essere in giro tali Assassini, il cui Ca-/po va prendendo lingua per risapere chi fa le veci del Governadore, se si briga degli affari della/Corte, e fa circolare gli ordini. Vede ben V[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma in quali batticuori trassi a vivere nel-/le presenti circostanze.Ho l’onore dirassegnarle tutto ciò, e ripetermi col/solito rispetto/Pel Governatore assente/Alessio Amicarella//

f. 48r

Copia= Adì undici settembre 1807/Acciano= Il Rev[erendo]/Sacerdote D.[on] Giuseppe Paladini di Goriano delle Val-/li a nome di Pietro di lui padre, attuale Sindaco/del d.[ett]o Comune, ha denunciato, che la Sera di Do/menica p.[rossi]ma p.[assat]a sei corrente mese di Settembre a cir-/ca un’ora di notte si portò in d.[ett]a T.[er]ra Giovinotto/di Ovindoli con altri Briganti al n.[umer]o di venti circa, otto a cavallo, e gli altri a piedi. Assalirono/la casa di Raimondo Filippi, il quale, per esse-/re uscito Subito, non riceve danno, e Solo consegnò loro due tomola (1) d’orzo. Pasarono in casa del S.[igno]r Francesco Travaglio, che non trovarono, per/cui uscì la moglie, ma non le riuscì ritrovarlo,/e p.[er] tale motivo gli Saccheggiarono la casa, Se/gli presero due cavalli, e poi se la portarono fuo-/ri l’abito colla minaccia di condurla con esso/loro; ma colla mediazione di Diodato Filippi, d.[ett]o Rai-/mondo, ed altri la lasciarono collo Sborzo di ducati/cento. Dopo di che passarono in casa di D.[on] luigi Filippi, che non trovarono in essa, e la Saccheggia-/rono. Di la passano in quella di Francesco Ia-/rossi, che pure soffrì, come ha detto, del danno. Si/portarono, quindi in casa i Pasquale Saturni che/pure Saccheggiarono, come Si èd etto. Dal Garzone/di d.[ett]o D.[on] Dom.[eni]co Ciancone, Diego/Bergantini di Beffi; alias Ciciolino di Beffi Lucan-//

                                                NOTE

  1. unità di misura pari ad 1/3 di soma ( o salma) e a 4 coppe, pari a Kg. 42.

f. 49v

Acciano 7[settem]bre 1807/Rapporto sui Briganti//

f. 50r

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 50v

Relazione del Governatore della provincia (sopra a sinistra si legge: “ 4815 a” n.d.a.)/di Aquila riguardante i briganti infestanti/in Celano. Lista dei briganti insorti nel/Regio Governo di Acciano, Carte riguardanti/il brigante Felice Ruggeri detto Giovinotti ( vedi qui n.d.a.)./Relazione del sindaco di Acciano sui briganti/infestanti il paese. Avisi con nota dei/briganti che si trovano nelle masse, e mandato/in Chieti dal Generale di Divisione Partoneaux./Anno 1807//

f. 51r

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 51v

Celano li 13 Giugno 1807/Il Luogotenente di Celso ( al margine sinistrarono impressi i due descritti sigilli ovali n.d.a.)/Al Sig.[no]r Intendente della Provincia di Aquila/Sig.[no]r Intendente/Questa mattina dalla partita de’ Gendarmi, esistente in questo/luogo si sono arrestati Luigi Longo(1), e Gianfranco Ranalletta(2) ambedue di questo Paese istesso. Il primo si rese famoso nelle in-/sorgneze qui avvenute nei mesi di Marzo e Settembre del passato non. E’ stato assente da quell’epoca in poi, e si tra adesso ricoverato in casa del Ranalletta, ove precisamente è seguito l’arresto. Riguardo a quest’ultimo oltre di avere ricevuto in casa/il sud.[dett]o Luigi Longo, esso ancora è intinto di brigantaggio./Sarannno ambedue rimessi dal Sig.[no]r Tenente Iatta, comandante/la Gendarmeria, alla giudicata di codesto Tribunale Straordina-/rio/Passo tutto ciò ad intelligenza di V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma, e con tutto il ri-/spetto sono/Giuseppe Saliceti (ASA-4815 C)//

                                          NOTE

  1. Amiconi F.: “ Storia di Celano durante l’invasione francese (1806-1812)”, Terremarsicane, Polvere d’Archivio, 2025
  2. Vedi nota 1.

f. 52r

li 4 Giugno 1807/Il Gov.[ernato]re Int.[eri]no di Celano(al margine sinistro sono impressi i due già descritti sigilli ovali n.d.a.)/Al Sig.[no]r Intendente della Provincia dell’Aquila/Sig.[no]r Intendente/Io sono penetrato di quanto vi compiacete dirmi nel pregiatissimo foglio della data de’ 2 corrente. Con tutte le forze m’impegnerò di tener lontano da questo circondario i tristi effetti del brigantaggio, che il folle disegno di taluni scelerati potrebbe/mai rieccitarvi.Metterò,  simultaneamente in opera la persua-/sione, e l’esempio.Potrebbe molto confidarsi nella Guardia Civi-/ca di questo luogo, ma una circostanza fa si che resti morta/ogni sua attività. Non vi sono fucili, e la mancanza di tali/istromenti indispensabili per una pronta, e rigorosa difesa/produce, uno smarrimento per quanto ragionevole altrettanto fatale. Io dunque vi prego con tutto il calore del mio volere asse-/gnare a questa Comune almeno trenta fucili con una corrispon-/dente munizione di cartuccia, onde potere armare altrettanti/individui della Guardia Civica de’ più coraggiosi e decisi pel Go-/verno. Senza tale risorsa non so quanti efficaci possano esere/i miei sforzi, e quelli de’ bravi soggetti per rispondere qual-/che orda di assassini, che tentasse metter piede in questo circondario. All’incontro è inespugnabile per parte de’/briganti, e si può con felice successo attaccare qualsivoglia//

f. 52v

Masnada, cui potesse accostarvisi/Riguardo alla corrispondenza, che m’insinuate mantenere/colle limitrofe autorità civili e militari, non mancherò/di fare che sia apertissima, ed eseguita con tutta l’attività./Siate certo del mio zelo in tale rincontro, e pieno della/più grande stima, e rispetto sono/Giuseppe Saliceti//

f. 53r

Celano li 16 Giugno 1807/Il Luogot[enent]e ( al margine sinistro sono impressi i due più voler descritti sigilli ovoidali n.d.a.)/Al Sig.[no]r Intendente della Provincia di Aquila/Sig.[no]r Intendente/Ieri sera ad una or( è scritto sopra n.d.a.) di notte ritornarono in questa Città il/Sig.[no]r Iatta Tenente della Gendarmeria, e il Sig.[no]r Tomaset-/ti Capitano della Guardia civico-provinciale, i quali/come ebbi l’onore di rassegnarle con una mia de’ 14 cor-/rente si erano [….]tati nel Vallone dell’Inferno per/inseguire, e Castel vecchio, giusta il rapporto fattone dal Governatore di Acciano./I sud.[ett]i Sig.[no]ri Iatta e Tomasetti avendo colle loro rispettive/truppe attraversate le montagne esistenti fra questo/luogo e Gagliano non hanno incontrato neppure un brigante, per cui è da congetturarsi che il Santilli esagge-/rasse il fatto, o che i malvagi abbiano presa altra di-/rezione./La tranquillità si mantiene nel mio circondario. Io/di unita al d.[ett]o Capitano e Tenente mi darò la massi-/ma premura questa non venga alterata./Ho l’onore di dirvi con tutto il rispetto/Giuseppe Saliceti//

f. 53v

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 54r

Celano li 14 Giugno 1807/Il Reg.[i]o Luogo.[enen]te di Celano(Al Sig.[no]r Intendente della Provincia di Aquila ( al margine sinistro sono impressi i due già descritti sigilli ovali n.d.a.)/Tal Casimiro Santilli di Castel vecchio essendosi di colà par-/tito per venire in Celano, nel Vallone detto dell’inferno, nelle pertinenze di Gagliano, da cui è distante circa due mi-/glia, venne sorpreso da una masnada di circa venti Brigan-/ti, tutti armati, e forniti di nocche rosse ai Cappelli. Fu/da medesimi legato strettamente con le mani dietro, e Cosi/tenuto sino alle ventitré ore in circa. Quindi lo sciolsero,e/lo costrinsero a tornarsene in Patria./Ho comunicato subito tale fatto al Tenente della Gendarmeria/ed il Capitano della guardia civica di questo luogo. Essi si dispo-/gono a partire sul momento colle rispettive truppe verso del/sudetto Vallone, che resta non più di sei miglia lontano da/qui.Mi farò un dovere rassegnare a V.[ostra] Sig.[noria] Ill.[ustrissi]ma di/tale spedizione, e di ogni altro che avverrà nel mio circonda-/rio./Sono col più grande rispetto/Giuseppe Saliceti//

f. 54v

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 55r

14 Giugno/Celano il Gov.[ernato]re//

f. 55v

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 56r

Celano Giugno 1807/Il Luogo.[tenen]te//

f. 56v

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 57r

Celano li 14 7[settem]bre 1807/Il Governatore di Celano/ A S.[ua] E.[ccellen]za il Sig.[no]r Intendente della Provincia/di Aquila/Eccellenza/Ho l’onore di rimetterle lo stato nominativo di quegl’individui/i quali trovandosi        assenti da’ loro rispettivi Paesi possono stare/attualmente uniti co’ Briganti, o possono unirvisi in appresso,/se non si giunge a reprimere la loro baldanza. Sento che in Roc-/ca di Mezzo otto mascalzoni si unirono con Giovinotti (vedi qui n.d.a.). Questi/fu jeri incontrato sulla montagna di Serenza/sic). Qui non vi è/alcuna cosa di nuovo/ sono ol più grande rispetto/Giuseppe Saliceti//

f. 57v                                      

Nota nominativa di quel’Individui del circondario di Celano, i quali trovansi assenti dalle rispettive comuni/

 Vedi foto (n.d.a.)

f. 58r

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 58v

4815a/Carte riguardanti i briganti i briganti Bert Rancellli/e D’Angelo Massari di Poggio Cancelli ( Villa di/Montereale, facenti parte della Massa del Capo Piccioli. Arresto dei briganti Matteo/di Sciarre, Michelangelo Cantalosi, Scappatticci, Domenico(1) e Vincenzo de Martinis/e Crescenzo Granata, abitanti tutti a/Sulmona. Arresto di Nunzio de Angelis,/Filippo Valentini, Domenico e Giovanni Oferli/tutti di Campotosto, sospetti di brigantaggio./Arresto di Pietro Giuli e fratello di Borgo/S. Pietro (Aquila), sospetti di brigantaggio./Anno 1807//

                                              NOTE

  1. Iscritto nella vendita carbonara del comune di Sulmona:”[…]82. De Martinis Dom.[eni]co- Prop[rietari]o- Solmona- Maestro[….]” Archivio di Stato di Napoli, cit.

f. 59r

Foglio lasciato in bianco n.d.a.

f. 59v

4815a/Relazione del Governatore della provincia/di Aquila riguardante i briganti infestanti/in Celano. Lista dei briganti insorti nel/Regio Governo di Acciano. Carte riguardanti/il brigante Felice Ruggiero detto Giovinotti (1)/Relazione del Sindaco di Acciano sui briganti/infestanti il paese. Avvisi con nota dei/briganti che si trovano nelle masse, emanato/in Chieti dal Generale di Divisione Partoneaux./Anno 1807//

                                              NOTE

1) Amiconi F.: “ Felice Ruggiero alias Giovinotto di Ovindoli op.cit.”. Amiconi F.: “ Storia di Celano durante l’invasione francese op.cit.”.

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