Incendi in Abruzzo, Alessandro Lanci: “La Regione avrebbe dovuto dotarsi di mezzi aerei”



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Regione. “Il disastroso bollettino degli incendi in corso in Abruzzo in queste ore non ci induce a dire semplicemente “ve l’avevamo detto”. Siamo i primi profondamente addolorati per gli ettari di bosco che si stanno consumando sotto i nostri occhi impotenti e sotto quelli degli operatori che ce la stanno certamente mettendo tutta per limitare i danni”, a parlare è il presidente di “Nuovo Senso Civico, Alessandro Lanci.

“Appena due settimane fa abbiamo diffuso un dossier che ha messo in evidenza le lacune del piano Aib regionale, stilato senza nessuna considerazione delle raccomandazioni della Protezione Civile, in barba alla legge e alla difficoltà della prima estate senza il Corpo Forestale dello Stato, azzerato dal governo Renzi”, continua Lanci.

“In quel dossier, tra le tante cose, abbiamo messo in evidenza due fattori di criticità che purtroppo si stanno rivelando fondamentali in queste ore: la mancanza di una flotta aerea regionale e l’annunciata emergenza climatica.

Spesso siamo accusati di essere catastrofisti perché diffonderemmo notizie che destano eccessivo allarme. Vorremmo tanto sentirci sollevati dal ruolo di Cassandre (nostro malgrado) ma poi i fatti ci danno la misura della realtà, ampiamente prevedibile e, dunque, prevenibile. Ci ritroviamo, insomma, nei panni di “quelli che avevano ragione”. Ma che ce ne facciamo? Non vanno in fiamme le nostre parole ma ettari di boschi, non rischia la tenuta delle nostre argomentazioni, ma le abitazioni di sventurati nostri concittadini costretti a sperare che il vento giri o che smetta di soffiare.

L’annunciata criticità climatica di questa estate avrebbe dovuto indurre chi governa questa Regione a dotarsi degli strumenti per contrastare il flagello degli incendi: i mezzi aerei.
La flotta dello Stato non può moltiplicarsi come i pesci della parabola famosa, essendo numerosissime le emergenze sul territorio nazionale.

In quel dossier abbiamo ampiamente dimostrato che non è un problema di soldi che non ci sarebbero. D’Alfonso è pronto a spendere 190 milioni di euro per 5,5 km di superstrada, sforando di 10 volte i parametri dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e di 6 volte quelli della Corte dei Conti Europea, ma non considera opportuno investire 2/3 milioni di euro per impedire che il fuoco produca danni ben più ingenti, oltretutto mettendo a rischio case e cristiani.

Manca il senso di responsabilità. Manca l’attitudine al governo della polis. Manca il rispetto per il patrimonio forestale abruzzese, immensa ricchezza della nostra terra. I soldi non c’entrano niente”.




Lascia un commento